Medioriente, Israele avvia un'inchiesta sul raid contro un rifugio a Gaza City

Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver avviato un'indagine dopo l'attacco di venerdì sera su Gaza City che ha causato la morte di almeno sei persone. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, è nella Striscia di Gaza per una visita in occasione delle celebrazioni natalizie. L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha incontrato a Miami alti funzionari del Qatar, dell'Egitto e della Turchia per discutere della seconda fase del cessate il fuoco a Gaza

in evidenza

Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver avviato un'indagine dopo l'attacco di vnerdì sera su Gaza City che ha causato la morte di almeno sei persone. Secondo l'esercito, durante le operazioni sul lato israeliano della linea del cessate il fuoco nella parte settentrionale della Striscia, le truppe hanno individuato diversi sospetti in alcune "strutture" sul lato occidentale della Linea Gialla, ovvero non nel territorio controllato dall'Idf. L'esercito ha precisato che le truppe hanno aperto il fuoco sui sospetti dopo la loro identificazione, ma non ha specificato se fossero armati o in che modo rappresentassero una minaccia. 

Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, è nella Striscia di Gaza per una visita in occasione delle celebrazioni natalizie. Il cardinale presiederà "una messa di Natale nella chiesa della Sacra Famiglia", l'unica chiesa cattolica dell'enclave palestinese devastata dalla guerra, dove vive ancora una piccola minoranza cristiana. 

L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha incontrato a Miami alti funzionari del Qatar, dell'Egitto e della Turchia per discutere della seconda fase del cessate il fuoco a Gaza. All'incontro, hanno partecipato il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdul Rahman al-Thani, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty. Secondo il rapporto, i quattro Paesi ritengono che, sia Israele sia Hamas, stiano tergiversando per evitare di attuare la seconda fase dell'accordo. Stati Uniti, Egitto, Qatar e Turchia hanno compiuto "progressi" nei colloqui avvenuti ieri a Miami sulla seconda fase del piano di pace per Gaza, ha scritto su X l'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff.

Gli approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Questo liveblog finisce qui

Per tutti gli aggiornamenti segui il liveblog di domenica 21 dicembre

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza

Il giorno dopo la firma ufficiale dell'accordo di pace di Donald Trump a Sharm el Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla "fase 2" del piano, in particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia, quando ancora la prima parte resta fragile.  Ma quali sono le cifre di due anni di conflitto?

Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza

Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza

Vai al contenuto

Gaza, Abdelatty: colloqui Miami sono stati positivi

I colloqui di ieri a Miami tra Usa, Egitto, Turchia e Qatar sulla "fase due" del piano di pace per Gaza sono stati "positivi".Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty."I colloqui a Miami sono stati positivi, l'atmosfera era favorevole. Speriamo di procedere presto all'attuazione della seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco per Gaza", ha dichiarato Abdelatty all'agenzia Tass a margine della riunione ministeriale del Forum Russia-Africa al Cairo.Abdelatty ha spiegato di non aver potuto partecipare alle consultazioni ma di aver inviato "diplomatici egiziani di alto rango", che hanno discusso con le loro controparti il futuro della Striscia."L'ordine del giorno includeva i lavori del Board of Peace (un organo amministrativo nell'enclave che dovrebbe essere guidato dagli Usa, nda), il dispiegamento di forze di pace nell'enclave, l'istituzione di un organo amministrativo palestinese separato e l'inizio della ricostruzione di Gaza", ha spiegato il ministro egiziano.In precedenza l'inviato presidenziale statunitense Steve Witkoff aveva pubblicato su X la dichiarazione congiunta diffusa al termine dell'incontro. Secondo il documento, "la prima fase ha prodotto progressi, tra cui l'ampliamento dell'assistenza umanitaria, la restituzione delle salme degli ostaggi, il ritiro parziale delle forze e una riduzione delle ostilità".

Gaza, cos'è il 'modello IRA' per il disarmo di Hamas

Mentre regge - a fatica - il cessate il fuoco a Gaza, ci si interroga su quale possa essere il percorso della seconda fase del piano di Donald Trump verso la pace. E tra le diverse possibilità che sono state ventilate, si è parlato anche di un “modello IRA” per la fine della lotta armata di Hamas. Ma come si arrivò alla fine del conflitto in Irlanda del Nord, ed è davvero replicabile per far terminare la guerra che ha devastato la Striscia?

Gaza, cos'è il 'modello IRA' per il disarmo di Hamas

Gaza, cos'è il 'modello IRA' per il disarmo di Hamas

Vai al contenuto

Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni

Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell'accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l'impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.

Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni

Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni

Vai al contenuto

Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono

Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.

Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono

Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono

Vai al contenuto

La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni

Il 7 ottobre del 2023 i terroristi sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300. Israele ha risposto lanciando l’operazione 'Spade di Ferro' con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e all'Iran.

La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni

La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni

Vai al contenuto

Usa, Qatar, Egitto e Turchia esortano parti a rispettare l'accordo a Gaza

"Noi riaffermiamo il nostro pieno impegno all'intero piano di pace in 20  punti del presidente Trump e chiediamo a tutte le parti di rispettare  gli impegni, esercitare moderazione e cooperare con il monitoraggio". E'  quanto si legge in una dichiarazione congiunta di Stati Uniti, Qatar,  Egitto e Turchia, dopo l'incontro che si è svolto ieri a Miami per fare  il punto sulla prima fase dell'accordo di cessate il fuoco entrato in  vigore il 10 ottobre. La  dichiarazione, pubblicata su X dall'inviato speciale di Donald Trump,  Steve Witkoff, si citando progressi fatti in questa prima fase, compreso  l'ampliamento dell'assistenza umanitaria, la restituzione dei corpi  degli ostaggi, un parziale ritiro delle forze e una riduzione  dell'ostilità, anche se da parte palestinese si denuncia l'uccisione di  400 persone dall'inizio della tregua, mentre gli israeliani denunciano  ripetute violazioni da parte di Hamas, con l'uccisione di tre militari. Nella  dichiarazione si auspica "l'istituzione a breve termine e  l'operatività" di un'amministrazione transitoria prevista dalla seconda  fase dell'accordo, si sottolinea che continueranno nelle prossime  settimane le consultazioni per questo obiettivo. Secondo i termini  dell'accordo, Israele dovrebbe ritirarsi dalle sue posizioni a Gaza,  un'autorità ad interim dovrebbe governare nella Striscia al posto di  Hamas e dovrebbe essere schierata una forza internazionale di  stabilizzazione.

Egitto: "Netanyahu ha sfruttato l'accordo sul gas per motivi politici"

Il capo dell'ufficio stampa statale egiziano Diaa Rashwan è tornato  sulla vicenda dell'accordo sul gas con Israele per smentire  categoricamente voci di un possibile incontro tra il presidente  Abdel-Fattah al-Sisi e il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu.  Rashwan ha ribadito, parlando con l'emittente Mbc Masr, la natura  "puramente commerciale" dell'accordo, ed ha anche accusato Netanyahu di  aver cercato di dare l'impressione che ci fosse stato un impegno  politico tra Egitto e Israele, ipotesi "del tutto infondata". Mercoledì  scorso Netanyahu ha dichiarato che Israele aveva approvato un accordo  sul gas da 35 miliardi di dollari con l'Egitto. "Nessun funzionario  politico egiziano ha commentato pubblicamente l'accordo, mentre  Netanyahu lo ha utilizzato per lanciare messaggi politici". Rashwan ha  infine ribadito che l'accordo è "puramente commerciale ed economico" e  non avrà alcun impatto sulle politiche egiziane nei confronti della  causa palestinese.

Gaza, ipotesi "Project Sunrise" per la ricostruzione: cos'è e quanto costa l'idea di Trump

Il progetto dell'amministrazione americana vede una Striscia completamente rinnovata con resort di lusso sul mare, treni ad alta velocità e reti digitali ottimizzate con l'IA. Secondo il "Wall Street Journal", il piano sarebbe già stato presentato a potenziali Paesi donatori, tra cui ricchi emirati, Turchia e Egitto. Ma ci sono dubbi sulla sua fattibilità.

Gaza, ipotesi 'Project Sunrise' per la ricostruzione: ecco l'idea Usa

Gaza, ipotesi 'Project Sunrise' per la ricostruzione: ecco l'idea Usa

Vai al contenuto

Idf uccide due palestinesi in Cisgiordania, uno aveva 16 anni

L'esercito israeliano afferma di aver ucciso due palestinesi che hanno attaccato i soldati in due episodi separati nella Cisgiordania settentrionale questa sera. Secondo le autorità sanitarie palestinesi, uno dei palestinesi è un adolescente. Nel primo episodio, l'esercito afferma che un palestinese ha lanciato un mattone contro i soldati dell'unità di ricognizione della Brigata Paracadutisti durante un raid a Qabatiya. I soldati hanno risposto al fuoco. Lo scrive Times of Israel. Pochi minuti dopo, altre forze dell'unità di ricognizione dei Paracadutisti, operative a Silat al-Harithiya, hanno aperto il fuoco su un palestinese che ha lanciato un ordigno esplosivo contro di loro, afferma l'esercito, aggiungendo che il sospetto è stato ucciso. Il ministero della Salute dell'Autorità Nazionale Palestinese ha identificato il palestinese ucciso a Qabatiya come Rayan Abu Mualla, di 16 anni, e afferma che il suo corpo è trattenuto da Israele. Il palestinese ucciso a Silat al-Harithiya è stato identificato dal ministero della Salute dell'Autorità Nazionale Palestinese come Ahmad Zayoud, di 22 anni.

Tregua Gaza, Wall Street Journal rivela progetto Usa per ricostruzione. VIDEO

Witkoff: "Progressi da colloqui con Egitto, Qatar e Turchia"

Stati Uniti, Egitto, Qatar e Turchia hanno compiuto "progressi" nei colloqui avvenuti ieri a Miami sulla seconda fase del piano di pace per Gaza. Lo scrive su X l'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff. Durante le discussioni, gli interlocutori hanno sottolineato, tra le altre cose, la necessita' di istituire un organo di governo a Gaza "sotto un'autorita' unificata" al fine di proteggere i civili e mantenere l'ordine pubblico, ha aggiunto Witkoff.

Idf: "Arrestato a inizio settimana presunto terrorista nel sud della Siria"

L'esercito israeliano ha dichiarato che all'inizio di questa settimana i suoi soldati hanno arrestato un "sospetto terrorista affiliato all'Isis" nella zona di Rafid, nella Siria meridionale. Lo riporta Haaretz.     "I soldati hanno completato l'operazione in collaborazione con l'intelligence dell'Idf", ha dichiarato l'esercito in un comunicato. "Il sospettato è stato trasferito in territorio israeliano per ulteriori accertamenti". Le Idf hanno affermato che "sono state localizzate e confiscate armi" durante il raid, avvenuto a sud dell'avamposto militare di Tel Kudna.

Tajani: "Contribuiremo a formare polizia Gaza"

'Contribuiremo alla formazione della polizia gazawa". E quanto ha ribadito oggi il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso della sua visita alla redazione del quotidiano La Stampa, a Torino, in conversazione con Massimo Righi, vicedirettore del quotidiano.

Colloqui tra Turchia e Hamas su fase due piano pace

Il capo dell'agenzia di intelligence turca Mit, Ibrahim Kalin, ha incontrato a Istanbul il capo negoziatore di Hamas Khalil al-Hayya, con il quale ha discusso "i passi necessari per portare avanti la fase due del piano di pace per Gaza". Lo riferiscono fonti della sicurezza turca a Reuters. Kalin e Al-Hayya hanno inoltre parlato di come prevenire "violazioni israeliane del cessate il fuoco", aggiungono le fonti.

Varcano linea gialla, Idf elimina due miliziani a Gaza

L'aviazione israeliana ha "eliminato" due "miliziani" che avevano varcato la linea gialla di sicurezza nel Nord della Striscia di Gaza e "ponevano una minaccia immediata". Lo riferisce un comunicato delle Idf.

Tajani a La Stampa: "L'Italia non ha nemici nell'area mediorientale"

Nell'area mediorientale "noi non abbiamo nemici". Lo ha sottolineato il vicepremier e ministro degli Esteri  Antonio Tajani oggi a Torino nel corso della sua visita alla redazione del quotidiano La Stampa, dove ha portato la sua solidarietà "anche come giornalista" dopo il raid antagonista dello scorso novembre. "Noi - ha detto durante un colloquio con il vicedirettore Massimo Righi - parliamo con tutti. Anche con l'Iran. E il nostro atteggiamento non è mai invasivo o arrogante, ma è improntato alla mediazione". Insieme a Tajani c'erano il ministro Paolo Zangrillo e il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Papa, Di Segni: "Lo aspettiamo a Sinagoga Roma, gesto necessario"

Tra cattolici ed ebrei occorre "ricreare un clima di rapporti cordiali, vedere veramente cosa si possa fare insieme e costruire insieme", "la gente ha bisogno di segni, di gesti concreti". Lo ha detto ai media vaticani il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni, sottolineando che dopo le incomprensioni su Gaza serve una ripresa delle relazioni ebraico-cristiane. Piu' dei documenti teologici - ha spiegato Di Segni - in passato ha inciso molto di piu' "un gesto come quello che fece Giovanni Paolo II, e poi i Papi che sono venuti dopo di lui, che e' quello della visita a una Sinagoga". Infine, sul dialogo teologico, la posizione e' senza ambiguita': "Noi non lo cerchiamo il dialogo teologico, per noi ogni fede deve rimanere per quello che e', costruendo pero' un rapporto di rispetto nei confronti dell'altro". Un obiettivo che appare semplice solo in apparenza: "Sembrerebbe un obiettivo semplice, non lo e' affatto e quindi su questo bisogna lavorare e lavorare molto".

Fontana: "Dovere di tutti essere costruttori di ponti per pace"

"In questo tempo di attesa e di preparazione al Santo Natale, il mio pensiero va ai bambini e agli anziani, alle donne e agli uomini che in tante parti del mondo vivono nella paura e nell'incertezza. Va innanzitutto ai popoli in guerra che da troppo tempo ascoltano il rumore delle bombe al posto dei canti di festa". Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, intervenendo nell'Aula di Montecitorio al Concerto di Natale 2025. "Penso - ha aggiunto - anche agli oltre 380 milioni di Cristiani perseguitati nel mondo, spesso vittime di vili attentati terroristici. Simili scenari interrogano nel profondo le nostre coscienze e rendono ancora piu' urgente la necessita' di superare le tensioni attraverso il dialogo e il rispetto reciproco", ha insistito. "Abbiamo dunque il dovere di essere tutti, nei rispettivi ruoli, costruttori di ponti per la pace, come ha sottolineato nella sua prima Benedizione Urbi et Orbi Papa Leone XIV al quale rinnovo i piu' sentiti auguri per il Santo Natale. Una pace da coltivare e da preservare ogni giorno con costanza e con determinazione nei rapporti tra gli Stati cosi' come nelle relazioni tra le persone", ha concluso.

Netanyahu vuole informare Trump su possibili nuovi raid contro l'Iran

I funzionari israeliani, preoccupati che l'Iran stia espandendo la produzione del suo programma di missili balistici, danneggiato dagli attacchi militari israeliani all'inizio di quest'anno, starebbero per a informare il presidente Donald Trump sulle opzioni per attaccarlo nuovamente. Lo riferisce l'Nbc citando una persona a conoscenza dei piani e quattro ex funzionari statunitensi. I funzionari israeliani sono anche preoccupati che l'Iran stia ricostruendo i siti di arricchimento nucleare bombardati dagli Stati Uniti a giugno, hanno detto le fonti. Tuttavia, hanno aggiunto, considerano più urgenti gli sforzi dell'Iran per ricostruire gli impianti dove produce i missili balistici e riparare i suoi sistemi di difesa aerea danneggiati. Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbero incontrarsi alla fine del mese in Florida, nella tenuta Mar-a-Lago del presidente. In quell'occasione, secondo le fonti, Netanyahu dovrebbe spiegare a Trump che l'espansione del programma missilistico balistico iraniano rappresenta una minaccia che potrebbe richiedere un'azione rapida. 

Ankara: "In corso a Miami incontro dei mediatori sulla seconda fase di Gaza"

La Turchia ha confermato le notizie secondo cui a Miami si sta svolgendo un incontro con i rappresentanti di Stati Uniti, Egitto e Qatar. Lo riporta Ynet. Il ministero degli Esteri turco ha dichiarato che "i rappresentanti di Ankara, Washington, Il Cairo e Qatar stanno discutendo a Miami della transizione alla seconda fase dell'accordo di Gaza e dell'istituzione della Forza Internazionale di Stabilizzazione e del Consiglio di Pace di Gaza".

Media, Rubio a colloqui Miami con inviato russo

Ci sarà anche il segretario di Stato americano, Marco Rubio, all'incontro di Miami sull'Ucraina con l'inviato del presidente russo Vladimir Putin, Kirill Dmitriev. Lo riferisce la Reuters, a quanto riporta Rbc-Ucraina. Rubio si unira' all'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, e dal genero del Presidente, Jared Kushner. 

Turchia, no Israele a nostra presenza a Gaza ma dialogo prosegue

"Israele non vuole che Ankara partecipi alla forza internazionale di stabilizzazione a Gaza, ma i colloqui tra noi continuano". Lo ha affermato il ministro della Difesa turco Yasar Guler, citato da Yedioth Ahronoth, ribadendo l'intenzione di Ankara di partecipare alla forza di stabilizzazione nella Striscia. "Abbiamo completato tutti i preparativi, compresa l'unita' militare che verra' inviata", ha sottolineato. 

Media, via da Gaza in segreto. Sospetto "pulizia etnica" di Israele

Un'inchiesta di Al Jazeera ha fatto luce su una società fittizia con legami con Israele, Al-Majd Europe, che avrebbe fatto uscire segretamente decine di palestinesi da Gaza, verso Paesi come Romania, Sudafrica e Indonesia, in quello che per l'emittente qatarina potrebbe essere un piano di pulizia etnica della Striscia. L'indagine ha preso il via dopo che il 13 novembre è scoppiato un caso per un volo pieno di palestinesi di Gaza atterrato in Sudafrica e bloccato dalle autorità perchè i documenti di viaggio erano privi dei visti di uscita da Israele. Alla fine i 153 passeggeri sono stati ammessi ma il presidente sudafricano Cyryl Ramphosa ha annunciato un'indagine sulle dinamiche dell'evacuazione.

Fame, ricostruzione, dolore, speranza: lo sguardo di Gaza

Il cessate il fuoco ha ridotto l’emergenza carestia ma non la crisi umanitaria. In un contesto segnato da violazioni della tregua, insicurezza alimentare, collasso sanitario e meteo estremo, la popolazione civile continua a vivere in condizioni drammatiche, mentre la diplomazia fatica a stabilizzare la tregua.

Fame, ricostruzione, dolore, speranza: lo sguardo di Gaza

Fame, ricostruzione, dolore, speranza: lo sguardo di Gaza

Vai al contenuto

Presentato a Paesi donatori il progetto Kushner-Witkof per fare di Gaza un resort

E' stato presentato a possibili Paesi donatori il progetto messo a punto di recente da una cordata di investitori americani guidati da Jared Kushner, genero di Donadl Trump, negoziatore dell'accordo di pace per la Striscia di Gaza e ora anche per la pace in Ucraina, per trasformare la regione in un resort high tech di lusso, un progetto di sviluppo da 112,1 miliardi di dollari per i primi dieci anni di investimenti, ha reso noto il Wall Street Journal, citando un file powerpoint di 32 pagine definito "sensibile ma non classificato". Co leader del progetto è Steve Witkoff, immobiliarista newyorkese inviato della Casa Bianca per i negoziati a Gaza e l'Ucraina. 

In un primo momento, gli Stati Uniti fornirebbero "una ancora" per il progetto di cui si era già parlato come della "Riviera del Medio Oriente", con 60 miliardi di dollari. Gaza sarà in seguito in grado di auto finanziare parti del progetto mano a mano che si sviluppa e arricchisce. 

Il progetto si articola in quattro fasi: lo sgombero delle macerie di quello che era una regione densamente abitata poi rasa al suolo da Israele, lo sminamento, la distruzione dei tunnel di Hamas, mentre ai gazawi verranno fornite sistemazioni provvisorie e ospedali, la ricostruzione della Striscia con abitazioni definitive, infrastrutture ed edifici pubblici, e l'uscita dei gazawi dallo stato di povertà. Dopo i primi lavori essenziali, dedicati quindi ai gazawi, cominceranno a essere innalzate le lussuose residenze del resort e una rete ferroviaria high tech.

Ambasciatore palestinese a Mosca: "Israele vuole sfollare i gazawi con il sostegno degli Usa"

"Israele sta cercando di reinsediare i palestinesi da Gaza con il sostegno degli Stati Uniti, e ci sono già stati dei casi", come il reinsediamento di circa 200 cittadini nella Repubblica del Sudafrica, così come in altri Paesi: lo ha detto alla Tass l'ambasciatore palestinese in Russia Abdel Hafiz Nofal. "È ovvio che la visione e gli obiettivi israeliani sono pienamente coerenti con il sostegno degli Stati Uniti", ha affermato. Inoltre - ha aggiunto - "Israele cerca di aprire unilateralmente il valico di Rafah esclusivamente per facilitare la partenza dei cittadini dalla Striscia di Gaza, ma non per il loro ritorno". Ha sottolineato che "la parte palestinese respinge categoricamente questo approccio e questa politica, con il sostegno di Egitto, Giordania, nonché di tutti gli Stati arabi e islamici e della maggior parte dei Paesi" dell'Onu. 

Siria, Usa colpiscono oltre 70 obiettivi dell'Isis. VIDEO

Siria, gli Usa si vendicano: ampio attacco contro l'Isis

La vendetta annunciata è alla fine arrivata: nella notte, gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco su larga scala contro decine di obiettivi Isis in Siria, come ritorsione per l'uccisione di due soldati americani e di un interprete civile il 13 dicembre a Palmira. Nel mirino, infrastrutture e siti di armi dell'Isis principalmente nel nord-est della Siria, vicino a Deir ez-Zur, al confine con l'Iraq, e vicino alle città di Raqqa e Homs. Oltre 70 gli obiettivi bombardati con aerei da combattimento, elicotteri d'attacco e artiglieria, con il supporto anche di caccia giordani. L'operazione 'Occhio di Falco', come il Pentagono l'ha battezzata, è stata rivendicata dal presidente Usa Donald Trump in un messaggio su Truth: gli Stati Uniti stanno "infliggendo una ritorsione molto grave, proprio come promesso, ai terroristi assassini responsabili" dell'uccisione a Palmira dei due soldati, William Howard ed Edgar Torres Tovar, e dell'interprete civile del Michigan, Ayad Mansoor Sakat. "Tutti i terroristi così malvagi da attaccare gli americani sono avvertiti: sarete colpiti più duramente di quanto non lo siate mai stati prima se, in qualsiasi modo, attaccherete o minaccerete gli Stati Uniti". Il Comando Centrale Usa (Centcom) in una nota ha specificato che nell'operazione sono state usate "più di 100 munizioni di precisione contro infrastrutture e siti di armi noti dell'Isis" e che dopo l'attacco a Palmira del 13 dicembre, forze Usa e alleate hanno "condotto 10 operazioni in Siria e Iraq, che hanno causato la morte o la detenzione di 23 terroristi".

Gaza, ipotesi 'Project Sunrise' per la ricostruzione: ecco l'idea Usa

Il progetto dell'amministrazione americana vede una Striscia completamente rinnovata con resort di lusso sul mare, treni ad alta velocità e reti digitali ottimizzate con l'IA. Secondo il "Wall Street Journal", il piano sarebbe già stato presentato a potenziali Paesi donatori, tra cui ricchi emirati, Turchia e Egitto. Ma ci sono dubbi sulla sua fattibilità.

Gaza, ipotesi 'Project Sunrise' per la ricostruzione: ecco l'idea Usa

Gaza, ipotesi 'Project Sunrise' per la ricostruzione: ecco l'idea Usa

Vai al contenuto

Una commissione sul 7 ottobre, ma è governativa: scontro su Netanyahu

Secondo la proposta del Likud, saranno il premier e la sua maggioranza a nominare i membri incaricati di indagare sulle falle nel sistema di sicurezza che hanno portato alla strage. E l'opposizione non pare avere molte alternative.

Una commissione sul 7 ottobre, ma è governativa: scontro su Netanyahu

Una commissione sul 7 ottobre, ma è governativa: scontro su Netanyahu

Vai al contenuto

Attacco di Israele a Gaza nella giornata di ieri, sei morti

Un attacco israeliano contro una scuola trasformata in rifugio a Gaza City ha causato la morte, ieri, di sei palestinesi e altri feriti, tra cui bambini. Lo ha reso noto 'Al Jazeera'. Le forze israeliane hanno bombardato una scuola che ospitava sfollati vicino all'ospedale al-Durra nel quartiere di Tuffah, nella parte orientale di Gaza City. 

Iran, giustiziata presunta spia israeliana. Ong: "E' 27enne studente architettura"

L’Iran ha giustiziato un uomo accusato di spionaggio per Israele e di legami con gruppi di opposizione iraniani. Lo ha riferito l’agenzia Mizan, organo del potere giudiziario, nel contesto della lunga "guerra ombra" tra Teheran e Tel Aviv, durante la quale le autorità iraniane hanno più volte annunciato l’arresto e l’esecuzione di presunti collaboratori dell’intelligence israeliana.

Secondo l’organizzazione Iran Human Rights, con sede a Oslo, la vittima è un 27enne studente di architettura, Aghil Keshavarz, condannato a morte per reati legati allo spionaggio a favore di Israele sulla base di "confessioni estorte sotto tortura", come denunciato dal gruppo su X. 

Axios, "Usa hanno avvertito Israele prima di attacchi in Siria"

Gli Stati Uniti hanno informato Israele in anticipo degli attacchi in Siria contro obiettivi dell'Isis, sferrati nella notte come ritorsione per l'uccisione di due soldati e un interprete civile vicino Palmira il 13 dicembre da parte dell'organizzazione terroristica. E' quanto ha affermato Barak Ravid di Axios, citando un alto funzionario americano. 

Nuova esecuzione in Iran, uomo messo a morte "spiava per Israele"

L'Iran ha messo a morte Aghil Keshavarz, accusato di spionaggio per il Mossad e l'esercito israeliano, e di aver svolto oltre 200 operazioni a Teheran, Isfahan, Orumiyeh e Shahroud. Lo scrive l'Irna citando un comunicato della giustizia. Keshavarz era stato arrestato a maggio a Orumiyeh, mentre scattava foto a un quartier generale delle forze di terra in città. Aveva scambiato messaggi sul suo cellulare con un agente israeliano, si legge nella dichiarazione. Keshavarz e la sua famiglia avevano tendenze monarchiche e suo zio era membro dell'Organizzazione dissidente Mujahedin Khalq (MKO), si aggiunge. 

Oms, "ancora fame a Gaza, nello scenario peggiore rischio carestia fino a metà aprile"

"A seguito del cessate il fuoco dichiarato il 10 ottobre" scorso, "la sicurezza alimentare e la nutrizione nella Striscia di Gaza sono migliorate rispetto all'analisi di agosto che aveva rilevato" una condizione di "carestia. Nonostante questi miglioramenti, tra ottobre e novembre la maggior parte della popolazione ha continuato a riscontrare elevati livelli di insicurezza alimentare acuta". Lo comunica l'Organizzazione mondiale della sanità, segnalando "oltre 500mila persone in stato di emergenza (fase Ipc 4) e oltre 100mila in stato di catastrofe (fase Ipc 5). Inoltre - fa il punto l'Oms in una nota - la malnutrizione acuta è a livelli critici (fase Ipc Amn 4) nel governatorato di Gaza e grave (fase Ipc Amn 3) nei governatorati di Deir al-Balah e Khan Younis". 

Rubio: "Senza il disarmo di Hamas non ci sarà la pace a Gaza"

"Senza il disarmo di Hamas non ci può essere la pace a Gaza". Lo ha detto Marco Rubio in una conferenza stampa di fine anno. "Nessuno vorrà investire nella Striscia se pensa che fra tre anni Hamas può attaccare di nuovo", ha aggiunto. 

Wsj, "Usa puntano su Project Sunrise per la rinascita futuristica di Gaza"

L'amministrazione americana ha messo a punto il 'Project Sunrise' - con i suoi resort di lusso sulla spiaggia e le ferrovie ad alta velocità - per convincere i governi e gli investitori stranieri a trasformare Gaza dalle macerie attuali a una città costiera futuristica. Lo riporta il Wall Street Journal, citando alcune fonti, secondo le quali Jared Kushner e Steve Witkoff avrebbero elaborato la bozza per la trasformazione di Gaza. In 32 pagine di una presentazione PowerPoint, accompagnate da immagini e grafici di costi, il piano illustra le tappe della trasformazione. La presentazione è definita "riservata ma non classificata" e non entra nei dettagli su quali Paesi o aziende finanzierebbero la ricostruzione. Il progetto costerebbe 112,1 miliardi di dollari in 10i anni. 

Israele avvia un'inchiesta sul raid contro un rifugio a Gaza

Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver avviato un'indagine dopo l'attacco questa sera su Gaza City che ha causato la morte di almeno cinque persone, secondo The Times of Israel. Al Jazeera ha parlato invece di sei morti. Secondo l'esercito, durante le operazioni sul lato israeliano della linea del cessate il fuoco nella parte settentrionale della Striscia, le truppe hanno individuato diversi sospetti in alcune "strutture" sul lato occidentale della Linea Gialla, ovvero non nel territorio controllato dall'Idf. L'esercito ha precisato che le truppe hanno aperto il fuoco sui sospetti dopo la loro identificazione, ma non ha specificato se fossero armati o in che modo rappresentassero una minaccia. 

Mondo: I più letti