Guerra in Siria, Al Jazeera: "Trovata fossa comune con migliaia di corpi vicino a Damasco"

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Migliaia di corpi e resti umani sono stati rinvenuti vicino a Damasco, a nord-est della capitale da giornalisti della tv panaraba al Jazeera. Potrebbe trattarsi di corpi provenienti dalle prigioni politiche del regime, come quella di Sednaya, è l'ipotesi dei giornalisti. "Noi, leader del G7, riaffermiamo il nostro impegno verso il popolo siriano e offriamo il pieno sostegno a un processo di transizione politica inclusivo, a guida siriana: si legge in una dichiarazione dei leader del G7

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"Migliaia" di corpi e resti di corpi sono stati rinvenuti stamani vicino Damasco da giornalisti della tv panaraba al Jazeera che mostra immagini in diretta della scoperta nei pressi di Qutayfa, a nord-est della capitale. L'inviato di al Jazeera inquadra sacchi di plastica bianca con resti di corpi con indicazioni di numeri.

"Noi, leader del G7, riaffermiamo il nostro impegno verso il popolo siriano e offriamo il pieno sostegno a un processo di transizione politica inclusivo, a guida siriana, nello spirito dei principi della Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza" dell'Onu. E' quanto si legge in una dichiarazione dei leader del G7 sulla Siria, nella quale è stata sottolineata "l'importanza che il regime di Assad sia ritenuto responsabile deisuoi crimini: continueremo a collaborare per distruggere le scorte rimanenti di armi chimiche in Siria", si legge ancora. 

“Usa e Israele dietro le violenze”, dice la Guida suprema dell'Iran Khamenei. Il leader dei ribelli al Jolani afferma che non ci sarà amnistia per i torturatori dei detenuti del regime di Assad. La bandiera jihadista accanto al tricolore con le tre stelle della nuova Siria alla riunione del nuovo governo. L'alleanza guidata dagli islamisti che ha preso il potere in Siria "garantirà" i diritti di tutti i gruppi religiosi. Lo dice il capo del governo di transizione siriano, Mohammad al-Bashir.


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Che cos'è il Captagon, la "droga della Jihad" trovata in Siria e che effetti produce

Si tratta di una metanfetamina conosciuta anche come "droga dei kamikaze", spesso mischiata con la caffeina. Non è molto diffusa in occidente, mentre è una sostanza che si trova relativamente in abbondanza in Medio Oriente. In Siria sono stati scoperti diversi laboratori per la produzione del Captagon. Ecco di cosa si tratta e quali sono gli effetti. L'APPROFONDIMENTO

Bashar al-Assad, il ritratto dell'ex presidente della Siria cacciato dai ribelli jihadisti

Dopo l'ingresso dei miliziani insorti a Damasco, il presidente è scappato dal Paese: è a Mosca, dove gli è stato concesso asilo. Al potere dal 2000, è laureato in Medicina e ha studiato oftalmologia a Londra. Ha iniziato la carriera politica dopo la morte del fratello Basil, primogenito del padre Hafez, rimasto al potere per anni. Negli ultimi giorni il suo regime è stato rovesciato dall'invasione di vari gruppi ribelli, tra cui forze jihadiste filo-turche. È accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. IL PROFILO


Onu, nuova guerra ha creato altri 1,1 mln sfollati

L'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite ha dichiarato che piu' di un milione di persone, principalmente donne e bambini, sono sfollati in Siria da quando i ribelli hanno lanciato un'offensiva il 27 novembre, che ha rovesciato il Presidente Bashar al-Assad. "Al 12 dicembre, 1,1 milioni di persone sono sfollate nel Paese dall'inizio delle ostilita' il 27 novembre. La maggior parte sono donne e bambini", ha dichiarato l'ufficio per gli affari umanitari dell'ONU (Ocha), in un comunicato.

Siria, cosa succede ai curdi attaccati su due fronti

Dopo che i ribelli jihadisti filo-turchi hanno fatto cadere il regime di Bashar al Assad in Siria, i curdi siriani che vivono nel Nord-Est del Paese si trovano in una posizione difficile. Non sono mai stati così isolati e indeboliti. Dall’inizio degli attacchi dei miliziani contro Assad, a fine novembre, la Turchia ha infatti cominciato parallelamente una campagna di bombardamenti contro le postazioni dei curdi siriani più vicine al confine.

Le forze curdo-siriane, comunque, non hanno intenzione di cedere. E oggi, 12 dicembre, hanno annunciato la decisione di issare su tutte le istituzioni della regione di fatto autonoma del Nord-Est siriano la "bandiera della rivoluzione". "Siamo parte della Siria unita e del popolo siriano", si legge in un comunicato. COSA SAPPIAMO

Siria, sequestrato laboratorio che produce Captagon, la "droga della Jihad". VIDEO

Le anfetamine sono richieste nei Paesi arabi del Golfo. Diffuso in rete un video sul deposito scoperto dai ribelli jihadisti che si trovava a Damasco. IL VIDEO

Onu, in 2 settimane 1,1 milioni di nuovi sfollati in Siria

L'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite ha affermato che più di un milione di persone, per lo più donne e bambini, sono state recentemente sfollate in Siria da quando i ribelli hanno lanciato un'offensiva per rovesciare il presidente Bashar al-Assad. "Al 12 dicembre, 1,1 milioni di persone sono state recentemente sfollate in tutto il Paese dall'inizio dell'escalation delle ostilità il 27 novembre. La maggior parte sono donne e bambini", ha affermato l'Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha). 

Siria, le navi russe lasciano la base di Tartus. Cosa ci dicono le immagini satellitari

Continua a essere cauta la posizione della Russia nei confronti della situazione in Siria dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad, in particolare per quanto riguarda la base aerea di Hmeimim e quella navale di Tartus, considerate da Mosca punti di appoggio strategici nel Mediterraneo. Nonostante il Cremlino abbia fatto sapere di essere in contatto con i ribelli jihadisti i quali avrebbero assicurato di voler garantire la sicurezza delle due strutture, alcune immagini satellitari degli ultimi giorni mostrano che le navi della marina russa hanno lasciato Tartus e alcune di queste hanno gettato l'ancora al largo della costa. LEGGI L'ARTICOLO

Abu Muhammad al-Jolani, il ritratto del leader dei ribelli jihadisti in Siria

Una marcia clamorosa e inaspettata, cominciata 10 giorni fa dalla remota regione nord-occidentale di Idlib al confine con la Turchia, che ha travolto roccaforti governative, russe e iraniane come Aleppo e Hama. Fino alla conquista di Damasco e la "fuga" di Bashar al-Assad, il presidente della Siria da un quarto di secolo al potere dopo averlo ereditato dal padre Hafez per 30 ai vertici del regime. La Siria è ora nelle mani dei ribelli a guida islamica che esultano, parlando dell'inizio di una "nuova era” dopo la caduta del regime dopo 50 anni di governo del partito Baath. Il capo delle milizie Hayat Tahrir al-Sham - Abu Muhammad al-Jolani - ha ordinato alle sue forze di non avvicinarsi alle istituzioni pubbliche della capitale, "che rimarranno sotto la supervisione dell'ex primo ministro fino a quando non saranno ufficialmente consegnate”. Ma chi è il capo del gruppo armato Hts? IL PROFILO

al-Jolani

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Siria, ritrovato in un carcere il turista americano Travis Timmerman

L'uomo era stato confuso inizialmente col giornalista statunitense Austin Tice, rapito nel 2012. Ha raccontato di essere un turista e di essere stato arrestato dal governo siriano nel maggio scorso. Era detenuto in una prigione fino a pochi giorni fa gestita dagli Hezbollah libanesi filo-iraniani a Dhihabiye. LEGGI L'ARTICOLO

Travis Timmerman

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Trovato morto in carcere il celebre attivista siriano Mazen al-Hamada

Era diventato il simbolo dei crimini commessi dal regime di Assad. Il suo corpo è stato trovato con segni visibili di tortura. La sua odissea era iniziata durante i primi anni della rivolta siriana, nel 2011 e nel 2012, quando venne arrestato più volte. LEGGI QUI


Sabato summit internazionale in Giordania sulla Siria

La Giordania ha annunciato che sabato prossimo ospiterà un summit internazionale dedicato alla situazione in Siria. Alla riunione parteciperanno diplomatici occidentali, turchi e arabi. 

Siria, Idf: "Distrutto oltre il 90% dei missili terra-aria"

L'esercito israeliano ha annunciato che nei raid condotti negli ultimi giorni in Siria è stato distrutto oltre il 90% dei missili terra-aria di cui lo Stato ebraico è a conoscenza. La difesa aerea della Siria era tra le più potenti in Medio Oriente, ma i raid sono stati un "successo significativo per la superiorità dell'Aeronautica militare israeliana nella regione", hanno dichiarato le Idf in una nota, precisando di aver colpito anche altre armi strategiche in Siria, tra cui missili terra-terra, droni e aerei da combattimento.

Secondo il Jerusalem Post, il gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (Hts), che guida il nuovo governo ad interim di Damasco, non è più in grado di minacciare Israele con le armi che il Paese aveva sotto il presidente deposto Bashar al-Assad.

L'Ue sull'asilo ai siriani: "Le decisioni sono di competenza degli Stati membri"

La Commissione ha ribadito di essere "in contatto con i singoli Stati e con l'Unhcr per avere un dialogo strutturato". Il portavoce ha poi ricordato che l'Ue al momento "non dispone di una lista comune di Paesi sicuri" verso i quali effettuare i rimpatri. I DETTAGLI


Mosca: "Stabilito contatto diretto con comitato politico Hts"

La Russia rende noto di aver stabilito un contatto diretto con il comitato politico di Hayat Tahir al-Sham, il gruppo che ha preso il potere a Damasco. Il vice ministro degli Esteri Mikhail Bogdanov ha spiegato che l'obiettivo di Mosca è quello di mantenere le basi militari in Siria per continuare a "combattere il terrorismo internazionale". 

Siria, Guterres: "Grande preoccupazione per raid di Israele, ora de-escalation"

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso forte "preoccupazione" per la recente ondata di raid israeliani che hanno preso di mira obiettivi militari in Siria. Lo ha indicato il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, durante un punto stampa. "Il segretario generale è particolarmente preoccupato per le centinaia di attacchi aerei israeliani su diverse località della Siria, sottolineando la necessità urgente di una de-escalation su tutti i fronti nel Paese", ha detto Dujarric.

Guterres

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La bandiera dei ribelli jihadisti issata sulla ambasciata della Siria a Mosca

Lo hanno confermato diverse fonti internazionali, tra cui la Tass ed il New York Times. Il gesto, altamente simbolico, è stato compiuto proprio all'indomani della conquista del potere da parte dei ribelli jihadisti che hanno rovesciato in poco più di 10 giorni il presidente Bashar al-Assad. I DETTAGLI

Il G7 apre a Damasco ma chiede un governo inclusivo

L'Occidente non chiude ai nuovi capi della Siria ma mette dei paletti, per assicurarsi che dalle ceneri della lunga dinastia Assad rinasca un Paese realmente pacificato e rispettoso di tutta la popolazione, minoranze incluse. In questo quadro sono due i messaggi lanciati dal G7, alla vigilia dell'ultima riunione dei leader convocata dalla presidenza italiana, prima di passare il testimone al Canada: il "pieno sostegno ad una transizione inclusiva", guidata da un governo che dovrà essere "credibile, non settario e che dia garanzie sui diritti"; e allo stesso tempo una condanna senza appello per un regime che ha "commesso atrocità per decenni", di cui adesso dovrà rendere conto l'ex rais fuggito in Russia tra le braccia di Putin. Dopo più di mezzo secolo sotto il clan Assad, segnato dalla repressione degli oppositori, al prezzo di centinaia di migliaia di morti, il portavoce politico del nuovo governo, Obaida Arnaout, ha affermato che ora l'obiettivo è quello di instaurare "uno stato di diritto". E' un messaggio ben accolto da europei e americani, a cui però dovranno seguire i fatti. Tanto più che la galassia delle forze che hanno cacciato a Assad è eterogenea, e con una forte componente di matrice jihadista che non rassicura del tutto sul futuro. Per questo il G7, in una dichiarazione che precede il vertice dei capi di Stato e di governo in programma domani in videoconferenza, ha riaffermato innanzitutto il proprio "impegno verso il popolo siriano", in nome del quale la nuova leadership di Damasco dovrà garantire "il rispetto dello stato di diritto, dei diritti umani universali, compresi i diritti delle donne, la protezione di tutti i siriani, incluse le minoranze religiose ed etniche, nonché la trasparenza e la responsabilità". 

Siria

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Siria, ministri degli Esteri a Berlino: "Si mantenga integrità territoriale, indipendenza, ma no agli estremismi"

I ministri degli Esteri di Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Polonia e Spagna, riuniti a Berlino sottolineano l'importanza "critica di mantenere l'integrità territoriale della Siria e il rispetto della sua indipendenza e sovranità, così come delle istituzioni dello Stato e di respingere qualsiasi forma di estremismo". Tutte le persone coinvolte "devono rispettare il diritto internazionale e proteggere i membri di tutte le minoranze, mentre si impegnano in un dialogo inclusivo, a guida siriana e controllato dai siriani su tutte le questioni chiave per assicurare una transizione ordinata, pacifica e inclusiva". 

Non solo Assad in Siria: dalle Primavere arabe a oggi, i raìs deposti negli altri Paesi

Bashar al-Assad è solo l’ultimo degli autocrati che ha perso il potere negli ultimi 13 anni tra Africa e Medio Oriente: il primo fu il tunisino Zine el-Abdine Ben Ali, la cui caduta nel 2011 diede inizio alle Primavere Arabe. A seguire ci furono anche il libico Gheddafi, l’egiziano Mubarak, lo yemenita Saleh e il sudanese al-Bashir. LEGGI QUI


Che cos'è il Captagon, la "droga della Jihad" trovata in Siria e che effetti produce

Si tratta di una metanfetamina conosciuta anche come "droga dei kamikaze", spesso mischiata con la caffeina. Non è molto diffusa in occidente, mentre è una sostanza che si trova relativamente in abbondanza in Medio Oriente. In Siria sono stati scoperti diversi laboratori per la produzione del Captagon. Ecco di cosa si tratta e quali sono gli effetti. L'APPROFONDIMENTO

Colloquio tra ministri Esteri Russia e Emirati su Siria: "Serve subito dialogo inclusivo"

La situazione in Siria è stata al centro di un colloquio telefonico tra il capo della diplomazia russa, Sergei Lavrov, e l'omologo emiratino, Abdullah bin Zayed Al Nahyan. "I ministri degli Esteri di Russia ed Emirati Arabi Uniti - ha reso noto da Mosca - si sono espressi a favore dell'organizzazione di una riunione a livello internazionale, al più presto, per far partire il prima possibile un dialogo nazionale inclusivo con la partecipazione di tutte le forze politiche, etniche e confessionali".

Blinken: "Curdi restano fondamentali contro l'Isis in Siria"

Antony Blinken difende l'operato delle milizie curde in Siria. Le Forze democratiche siriane, ha puntualizzato il segretario di Stato Usa in missione in Giordania, sono "essenziali" per impedire la rinascita dell'Isis dopo la fine del regime di Assad.  "In un momento in cui vogliamo vedere questa transizione per migliorare la situazione la Siria, parte di questo impegno deve essere quello di garantire che l'Isis non alzi di nuovo la sua testa. E fondamentali per assicurarsi che ciò non accada sono le Forze democratiche siriane", ha affermato Blinken. 

Sullivan: "Ci aspettiamo presenza Idf a confine siriano temporanea"

Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan in conferenza stampa dopo aver incontrato Benyamin Netanyahu, ha affrontato la questione della presenza di Israele nella zona demilitarizzata lungo il confine tra Israele e Siria: "Ci aspettiamo con ogni probabilità che sarà temporanea, il primo ministro lo ha sottolineato non solo agli Stati Uniti, ma anche pubblicamente". "Li prendiamo in parola quando dicono che questa è la loro intenzione", ha detto. "Ciò che Israele sta facendo in Siria è cercare di identificare potenziali minacce, sia convenzionali che tramite armi di distruzione di massa, che potrebbero minacciare Israele e altri, e neutralizzarle. Questo fa parte del suo sforzo per proteggere il Paese nel mezzo di una situazione molto instabile", ha affermato Sullivan. 

Blinken: 'Raid israeliani evitano attrezzature militari finiscano in mani sbagliate'

Per il segretario di Stato americano Antony Blinken, i raid aerei israeliani in Siria mirano a tenere le attrezzature militari dell'ex esercito di Bashar al-Assad lontano dalle “mani sbagliate”.

Blinken, durante la visita in Giordania, ha affermato: “Lo scopo dichiarato di queste azioni da parte degli israeliani è quello di cercare di assicurarsi che l'equipaggiamento militare abbandonato dall'esercito siriano non cada nelle mani sbagliate - terroristi, estremisti, eccetera. Ma parleremo - stiamo già parlando - con Israele, e con altri, del modo in cui procedere”.



Capo 007 Turchia Kalin a Damasco, incontrerà Bashir

Il capo  dei servizi segreti turchi (MIT), Ibrahim Kalin, si trova nella capitale  della Siria Damasco dove, in base a quanto riportano i media turchi,  incontrera' il leader della rivolta Abu Mohammad Al Jolani e il  presidente e Mohammed Al Bashir, leader del governo di salvezza siriano.  La visita arriva dopo la fine del regime della famiglia Assad, crollato  pochi giorni fa in seguito a 12 giorni di scontri. Kalin, un  fedelissimo del presidente Recep Tayyip Erdogan, ha avuto una serie di  incontri e in seguito si è recato a pregare presso la Grande Moschea  degli Omayyadi. Nel percorso fino alla moschea il capo del Mit è stato  osannato dalla folla.La Turchia ha giocato un ruolo importante nella  guerra in Siria. Erdogan ha rotto nel 2011 le relazioni con Assad, ha  accolto 4 milioni di profughi e l'Esercito Libero Siriano, sostenuto da  Ankara, ha partecipato all'operazione che si è conclusa con il  rovesciamento del regime di Bashar al Assad.

Idf: inflitti gravi danni alle armi più strategiche siriane

L'Idf ha annunciato che "negli ultimi giorni, centinaia di jet e aerei dell'aviazione israeliana hanno inflitto gravi danni alle armi più strategiche della Siria: gli attacchi hanno danneggiato gravemente i sistemi di difesa aerea, distruggendo oltre il 90% dei missili strategici terra-aria identificati". "La rete di difesa aerea siriana è tra le più forti del Medio Oriente - ha detto l'esercito israeliano - ora ne resta poco e non è considerato una minaccia seria per l'Iaf, che può operare liberamente nei cieli del Paese".

Israele: abbiamo superiorità aerea totale sulla Siria

L'aeronautica militare israeliana afferma di aver raggiunto la  superiorità aerea totale sulla Siria, dopo oltre un decennio di elusione  delle difese aeree. La campagna di bombardamenti israeliana condotta  all'inizio di questa settimana in Siria, volta a distruggere armamenti  avanzati che potrebbero cadere nelle mani di elementi ostili dopo il  crollo del regime di Bashar al-Assad, ha distrutto anche la maggior  parte delle difese aeree del Paese riferisce il Times of Israel. Secondo l'esercito, l'IAF (Israeli Aviation force) ha distrutto  l'86% dei sistemi di difesa aerea dell'ex regime di Assad in Siria, per  un totale di 107 componenti separati di difesa aerea e altri 47 radar. I  numeri includono l'80% del sistema di difesa aerea a corto e medio  raggio SA-22, noto anche come Pantsir-S1, e il 90% del sistema di difesa  aerea a medio raggio russo SA-17, noto anche come Buk. Entrambi i sistemi di fabbricazione russa avevano rappresentato una  sfida per l'IAF durante la cosiddetta campagna tra le campagne, o Mabam,  come è nota con l'acronimo ebraico, volta a contrastare le consegne di  armi iraniane ad Hezbollah in Libano e i tentativi da parte di gruppi  sostenuti dall'Iran di mettere piede nel paese, iniziata nel 2013. In  Siria restano solo pochi sistemi di difesa aerea, che non sono  considerati una minaccia seria per l'IAF, che afferma di poter operare  liberamente nei cieli del Paese. "Il sistema di difesa aerea siriano è  uno dei più potenti in Medio Oriente e il colpo infertogli rappresenta  un risultato significativo per la superiorità dell'Aeronautica Militare  nella regione", afferma l'IDF.

Erdogan: 'Cooperare con l'Ue per ricostruire la Siria'

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che è "necessario" cooperare con l'Unione europea (Ue) per la ricostruzione della Siria, durante un incontro ad Ankara con il premier ungherese Viktor Orban. Il leader turco "ha detto che i recenti sviluppi in Siria hanno dimostrato quanto sia accurata la politica estera umanitaria e coscienziosa della Turchia e che la cooperazione con i Paesi dell'Unione Europea è necessaria nella lotta al terrorismo, nella ricostruzione della Siria e nella riforma delle istituzioni esistenti", riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara.

Blinken: 'Lavoriamo per riportare a casa americano ritrovato'

Gli Stati Uniti stanno lavorando per riportare a casa Travis Pete Timmerman, il cittadino americano ritrovato in Siria. Lo ha annunciato il segretario di Stato americano, Antony Blinken, che si trova in visita in Giordania. "Non posso darvi dettagli su cosa accadrà esattamente, se non che stiamo lavorando per farlo uscire dalla Siria e riportarlo a casa", ha detto Blinken durante una conferenza stampa nel Paese arabo.

A Damasco la visita del capo degli 007 di Ankara, non di Fidan

Il capo dei servizi segreti turchi (Mit) Ibrahim Kalin si trova a Damasco. Lo riporta l'emittente Tvnet, mostrando un video in cui Kalin cammina scortato da uomini armati all'interno della Grande moschea degli Omayyadi nella capitale siriana. Nel video non compare Hakan Fidan, il ministro degli Esteri turco, che secondo il canale televisivo Al Jazeera in lingua araba era arrivato a Damasco assieme a Kalin. Secondo alcuni media turchi, fonti del ministero degli Esteri di Ankara hanno negato la visita di Fidan nella capitale siriana.

Nuovo governo 'pronto a cooperare' in ricerca americani scomparsi sotto Assad

La nuova leadership siriana ha confermato di aver liberato il cittadino americano Travis Timmerman, aggiungendo di essere pronta a collaborare con Washington per cercare gli americani scomparsi sotto il regime dell'ex presidente Bashar al-Assad. “L'americano Travis Timmerman è stato rilasciato e messo al sicuro - ha confermato il dipartimento degli Affari politici del nuovo governo in una dichiarazione su Telegram - Confermiamo la nostra disponibilità a collaborare direttamente con l'amministrazione statunitense per la ricerca dei cittadini americani scomparsi dall'ex regime di Assad”.



Siria, Wfp,:servono 250 mln di dollari per assistenza alimentare prossimi 6 mesi

Il World Food Programme (Wfp) ha chiesto un finanziamento di 250 milioni di dollari per l'assistenza alimentare alla Siria nei prossimi sei mesi. Lo ha annunciato Wfp in una nota dopo che gli insorti hanno preso il potere. "Considerato il rapido aumento delle necessità, il Wfp ha urgente bisogno di 250 milioni di dollari nei prossimi sei mesi per acquistare e distribuire assistenza alimentare a un massimo di 2,8 milioni di sfollati e persone vulnerabili", ha affermato in una nota.



Onu: 'Rilascio immediato detenuti arbitrari, barbarie inimmaginabili'

L'inviatio delle Nazioni Unite per la Siria, Geir Pedersen, ha chiesto la liberazione immediata delle "innumerevoli" persone che sono ancora detenute in modo arbitrario nel Paese. Sono ''barbarie inimmaginabili'' quelle che sono state sofferte dai detenuti nelle carceri del regime di Bashar al-Assad, ha aggiunto l'inviato dell'Onu. ''Numerosi bambini, donne e uomini sono sempre detenuti arbitrariamente nei centri di detenzione amministrativa da parte di diverse autorità. Devono essere liberati immediatamente'', ha dichiarato Pedersen in un comunicato. Citando le immagini delle carceri di Assad, Pedersen ha parlato di ''profonda testimonianza della sofferenza indescrivibile e del dolore che va oltre la comprensione sopportati dai detenuti, dalle loro famiglie e dai loro cari". L'inviato Onu ha aggiunto che ''nonostante l'ampia documentazione e le testimonianze, esse rappresentano solo la superficie degli orrori del sistema carcerario".



Siria, Netanyahu agli Usa: "Impedire attività terroristiche, ci difenderemo"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato, in un incontro a Gerusalemme con il consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan, che è ''fondamentale impedire azioni terroristiche dalla Siria contro Israele''. In questo contesto, ha spiegato Netanyahu, ''Israele farà tutto il possibile per difendere la propria sicurezza da tutte le minacce''.

Proprio per questo, ha aggiunto, il premier israeliano ha ''ordinato alle Idf di assumere temporaneamente il controllo della zona cuscinetto in Siria, finché non ci sarà una forza efficace che farà rispettare l'accordo del 1974''. Netanyahu ha anche parlato con Sullivan dell'importanza di proteggere le minoranze in Siria.

Netanyahu

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Al Jazeera, trovata fossa comune con migliaia di corpi

"Migliaia" di corpi e resti di corpi sono stati rinvenuti stamani vicino Damasco da giornalisti della tv panaraba al Jazeera che mostra immagini in diretta della scoperta nei pressi di Qutayfa, a nord-est della capitale. L'inviato di al Jazeera inquadra sacchi di plastica bianca con resti di corpi con indicazioni di numeri. "E' probabile che questi corpi provengano dalle prigioni politiche del regime, come quella di Sednaya", afferma il giornalista. "Questo terreno è grande circa 5mila mq", afferma il giornalista mostrando l'area che corrisponde grosso modo alla superficie di un campo da calcio regolamentare.

Forze curde: "Siamo parte integrante della Siria unita"

Le forze curdo-siriane hanno annunciato poco fa la decisione di issare su tutte le istituzioni della regione di fatto autonoma del nord-est siriano la "bandiera della rivoluzione" sventolata dagli insorti islamisti che hanno preso il potere a Damasco e hanno deposto il regime di Bashar al Assad. "Siamo parte della Siria unita e del popolo siriano", si legge nel comunicato delle forze curdo-siriane diffuso poco fa ai media.

Siria, sequestrato laboratorio che produce Captagon, la "droga della Jihad"

Le anfetamine sono richieste nei Paesi arabi del Golfo. Diffuso in rete un video sul deposito scoperto dai ribelli jihadisti che si trovava a Damasco. LEGGI L'ARTICOLO

Siria, sospesi il Parlamento e la Costituzione per tre mesi

Il nuovo governo siriano ha annunciato di sospendere la Costituzione e il Parlamento per tre mesi.

Leader G7: pieno sostegno a transizione inclusiva in Siria

"Noi, leader del Gruppo dei Sette (G7), riaffermiamo il nostro impegno verso il popolo siriano e offriamo il nostro pieno sostegno a un processo di transizione politica inclusivo, a guida siriana, nello spirito dei principi della Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza" dell'Onu. E' quanto si legge in una dichiarazione dei leader dl G7 sulla Siria. "Siamo pronti a sostenere un processo di transizione che, in questo quadro, conduca a un governo credibile, inclusivo e non settario, che garantisca il rispetto dello stato di diritto, dei diritti umani universali, compresi i diritti delle donne, la protezione di tutti i siriani, incluse le minoranze religiose ed etniche, nonché la trasparenza e la responsabilità. Il G7 lavorerà e sosterrà pienamente un futuro governo siriano che rispetti questi standard e che emerga da tale processo".

Leader G7: Assad responsabile per i suoi crimini

I leader del G7 sottolineano "l'importanza che il regime di Assad sia ritenuto responsabile dei suoi crimini e continueremo a collaborare con l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche e altri partner per mettere in sicurezza, dichiarare e distruggere le scorte rimanenti di armi chimiche in Siria. Dopo decenni di atrocità commesse dal regime di Assad, siamo al fianco del popolo siriano. Condanniamo il terrorismo e l'estremismo violento in tutte le sue forme". È quanto si legge in una dichiarazione dei leader del G7 sulla Siria.

Brunner (Ue): iniziare a discutere rientri volontari

"È troppo presto di discutere di rimpatri verso la Siria? Non di rimpatri volontari. Di quelli bisogna parlare il più presto possibile, anche perché sentiamo già dalla Turchia che ci sono molte persone disponibili, che vogliono tornare per collaborare alla ricostruzione e al futuro della Siria. È decisamente positivo, e dobbiamo supportarlo come Unione europea. Il resto dobbiamo valutarlo, per vedere quanto sarà stabile la situazione nei prossimi giorni e settimane". Lo ha dichiarato il commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, all'arrivo al Consiglio Ue Affari interni.

La famiglia Tice non conferma il ritrovamento del reporter

La famiglia di Austin Tice, il reporter Usa scomparso in Siria nel 2012, non ha finora confermato le notizie che circolano su media siriani circa il ritrovamento del giornalista in una prigione del regime siriano a Damasco. Interpellate dall'Ansa, fonti della famiglia non hanno commentato le notizie limitandosi ad affermare che per il momento non ci sono conferme del ritrovamento di Austin Tice. Le immagini diffuse dai media siriani mostrano un giovane, in apparenti buone condizioni di salute, liberato da un carcere militare a sud di Damasco. Secondo le prime informazioni, il nome del giovane non è Austin Tice ma Travis Timmerman.

Giornalista Usa rapito 12 anni fa liberato a Damasco

È stato liberato a Damasco Austin Tice, giornalista americano rapito dalle forze del regime siriano nel 2012. Lo riferisce la tv al Jazira, mentre sui social circolano foto di Tice appena liberato da civili siriani in una prigione alla periferia di Damasco. L'autenticità delle foto e della notizia non è stata ancora confermata dalla famiglia di Tice.

Siria: Scholz a re Abdullah, 'processo politico sia inclusivo'

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha avuto un colloquio telefonico con re Abdullah II di Giordania sulla situazione in Siria. Lo rende noto il portavoce del governo tedesco, affermando che Scholz ha sottolineato ''l'importanza di un processo politico inclusivo in Siria''.

L'agenzia di stampa giordana Petra ha spiegato che re Abdullah ha detto a Scholz che ''i siriani devono dare priorità agli interessi del loro Paese nella prossima fase'' ribadendo che ''la Giordania rispetta le loro scelte''.

Blinken in Giordania per la missione sulla Siria

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken è arrivato in Giordania per la sua missione sulla Siria. Blinken si recherà poi in Turchia.

Siria, le immagini dal carcere di Sednaya dove venivano torturati i prigionieri

Dopo la caduta del regime, il carcere che si trova a una trentina  di chilometri da Damasco - e che è stato definito da Amnesty un  “mattatoio umano” - è stato aperto e i detenuti rilasciati. Migliaia di  persone si sono radunate davanti alla prigione per avere notizie dei  loro cari scomparsi. All’interno, le tracce di torture e impiccagioni.  Trovato anche il cadavere di Mazen al-Hamada, famoso attivista siriano FOTO

Siria: Kallas, 'aiuteremo il nuovo governo ma garantisca i diritti'

La situazione in Siria è un mix di "speranza e incertezza": ora il nuovo governo "dovrà passare dalle parole ai fatti", perché "senza il rispetto di alcune condizioni non potrà esserci una normalizzazione dei rapporti". Dopodiché, in caso di sviluppi positivi, si potrà aprire la strada per consentire il rimpatrio dei richiedenti asilo, visto che "abbiamo altri rifugiati che fuggono da altre guerre". Lo ha detto Kaja Kallas, neo Alto Rappresentante per la politica estera Ue, parlando con un gruppo di giornali europei, tra cui 'La Stampa'.

Parlando del gruppo Hts, che ha rovesciato Assad e preso il controllo della Siria, Kallas ha aggiunto che "nei prossimi giorni e nelle prossime settimane vedremo se si comporteranno come hanno annunciato. Il futuro della Siria per ora è abbastanza speranzoso, ma ancora incerto. Ho parlato con i ministri della regione e ovviamente sono tutti ancora cauti: il ritorno della Siria nella Lega Araba non sarà incondizionato. Non devono esserci né radicalizzazione né terrorismo, le minoranze non devono essere perseguitate, non dev'esserci una guerra civile. Siamo in stretto contatto con gli attori regionali e vedremo come impegnarci, il che è nel nostro interesse. L'approccio europeo con il gruppo Hts non è privo di condizioni".

Tunisi, "forte condanna per l'aggressione di Israele in Siria"

"La Tunisia condanna fermamente le aggressioni sioniste contro i territori siriani, in seguito all'invasione da parte dell'entità occupante di parte dei territori siriani situati nella zona cuscinetto delle alture del Golan occupate, in questo momento eccezionale per la Repubblica araba siriana sorella". E' quanto si legge testualmente in una dichiarazione del ministero degli Esteri di Tunisi. "La Tunisia condanna inoltre il bombardamento sionista della Siria e gli incessanti attacchi alle risorse e alla ricchezza del popolo siriano, nostro fratello", precisa. «Questi atti sono un disperato tentativo di trarre vantaggio dalle circostanze speciali che la regione sta attraversando per imporre un nuovo fatto compiuto al servizio della politica espansionistica dell'usurpatore", conclude la nota. 

Austin: "Necessaria stretta consultazione tra Israele e Usa"

Il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin ha detto, in una telefonata con il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che "è importante che gli Stati Uniti e Israele abbiano strette consultazioni sugli eventi in corso in Siria". Lo ha riferito il Pentagono. Austin ha assicurato a Katz che Washington sta monitorando gli sviluppi in Siria, sostenendo una transizione politica pacifica e inclusiva. Katz, da parte sua, ha detto ad Austin che "c'è la possibilità in questo momento di un nuovo accordo, che consentirà il ritorno di tutti gli ostaggi, compresi i civili americani".


L'aeroporto di Damasco riaprirà nei prossimi giorni

L'aeroporto di Damasco, chiuso da quando le forze ribelli hanno invaso la capitale siriana nel fine settimana, riaprirà "nei prossimi giorni", ha detto oggi il suo direttore, Anis Fallouh. "Se Dio vuole, l'aeroporto riaprirà il prima possibile perché lavoreremo a pieno ritmo", ha detto Fallouh. Sollecitato a fornire una tempistica per la riapertura, ha detto che dovrebbe avvenire "nei prossimi giorni" ed ha aggiunto: "Possiamo rapidamente far riprendere i voli attraverso lo spazio aereo siriano, che è stato chiuso".  Il funzionario della manutenzione degli aerei Samer Radi ha dal canto so detto che al momento a terra ci sono 12 aerei, uno dei quali è stato spogliato del suo equipaggiamento da saccheggiatori ignoti durante la presa del potere da parte dei ribelli.

Non solo Assad in Siria: dalle Primavere arabe a oggi, i raìs deposti negli altri Paesi

Bashar al-Assad è solo l’ultimo degli autocrati che ha perso il potere negli ultimi 13 anni tra Africa e Medio Oriente: il primo fu il tunisino Zine el-Abdine Ben Ali, la cui caduta nel 2011 diede inizio alle Primavere Arabe. A seguire ci furono anche il libico Gheddafi, l’egiziano Mubarak, lo yemenita Saleh e il sudanese al-Bashir. LEGGI QUI

La bandiera dei ribelli jihadisti issata sulla ambasciata della Siria a Mosca

Lo hanno confermato diverse fonti internazionali, tra cui la Tass ed il New York Times. Il gesto, altamente simbolico, è stato compiuto proprio all'indomani della conquista del potere da parte dei ribelli jihadisti che hanno rovesciato in poco più di 10 giorni il presidente Bashar al-Assad. I DETTAGLI

L'Ue sull'asilo ai siriani: "Le decisioni sono di competenza degli Stati membri"

La Commissione ha ribadito di essere "in contatto con i singoli Stati e con l'Unhcr per avere un dialogo strutturato". Il portavoce ha poi ricordato che l'Ue al momento "non dispone di una lista comune di Paesi sicuri" verso i quali effettuare i rimpatri. I DETTAGLI

Trovato morto in carcere il celebre attivista siriano Mazen al-Hamada

Era diventato il simbolo dei crimini commessi dal regime di Assad. Il suo corpo è stato trovato con segni visibili di tortura. La sua odissea era iniziata durante i primi anni della rivolta siriana, nel 2011 e nel 2012, quando venne arrestato più volte. LEGGI QUI

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