
La Corte penale internazionale ha emesso mandati d'arresto per l'ex ministro della Difesa russo Serghei Shoigu e per il capo di stato maggiore Valery Gerasimov: sono accusati di "crimini di guerra" e "crimini contro l'umanità". Oggi in Lussembrugo l'Ue ha aperto i colloqui di adesione con l'Ucraina. Orban: "L'Ungheria non è d'accordo con il processo, ma non lo blocchiamo". "Congratulazioni a Moldavia e Ucraina per l'apertura dei negoziati di adesione. È un'ottima notizia": così von der Leyen
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La Corte penale internazionale ha emesso mandati d'arresto per l'ex ministro della Difesa russo Serghei Shoigu e per il capo di stato maggiore Valery Gerasimov. I due sono accusati di "crimini di guerra" e "crimini contro l'umanità" per i danni provocati alla popolazione civile in Ucraina con i bombardamenti missilistici contro infrastrutture elettriche condotti dall'ottobre del 2022 al marzo del 2023. Zelensky: "La giustizia per i crimini russi è inevitabile".
Oggi in Lussembrugo l'Unione Europea ha aperto ufficialmente i colloqui di adesione con l'Ucraina. Orban:"L'Ungheria non è d'accordo con il processo, ma non lo blocchiamo e sosteniamo l'avvio dei negoziati". Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel: "Oggi siamo testimoni di un momento storico. In seguito alla decisione del Consiglio Europeo del dicembre 2023 di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina e la Repubblica di Moldova, i due Paesi stanno intraprendendo una vera e propria trasformazione verso la piena adesione: un momento di orgoglio per entrambe le nazioni e un passo strategico per l'Ue. Questo è il risultato degli enormi sforzi di riforma compiuti dall'Ucraina e dalla Moldova".
Le autorità russe hanno imposto restrizioni nei confronti di 81 media europei in risposta alla decisione del Consiglio europeo di ''vietare le trasmissioni'' da oggi di Ria Novosti, Izvestia e Rossiyskaya Gazeta. Lo comunica il ministero degli Esteri russo sul suo sito Internet. Nell'elenco dei media europei presi di mira figurano anche il sito della Rai, de La Stampa e di Repubblica, come spiega l'agenzia di stampa Ria Novosti.
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Belousov a Austin, rischio escalation con armi Usa a Kiev
Il ministro della Difesa russo Andrei Belousov, durante il colloquio telefonico con il capo del Pentagono Lloyd Austin, ha messo in guardia dal rischio di un'ulteriore escalation a causa delle armi americane fornite dall'Ucraina. Lo riferisce la Tass. "I due ministri, nel corso di una telefonata su iniziativa americana, hanno scambiato opinioni sulla situazione in Ucraina", si legge in un comunicato della Difesa russa, in cui si aggiunge che "Belousov ha evidenziato il pericolo di un'ulteriore escalation a causa delle continue forniture di armi degli Stati Uniti alle forze armate ucraine".
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Zelensky a Sky TG24: "Da Putin ultimatum, è nuovo nazismo"
Nel corso dell’intervista con il direttore di Sky TG24 Giuseppe De Bellis, il presidente ucraino ha affrontato diversi temi: dalla risposta alla proposta di Putin per fermare la guerra alla conferenza di Lucerna, passando per gli incontri avuti durante il G7 in Italia, ecco che cosa ha detto
Guerra Ucraina-Russia, Mosca schiera per la prima volta il sistema Prometheus
I russi schierano il loro unico sistema di difesa aereo in Crimea, la penisola ucraina occupata e annessa nel 2014. Si tratta dell'S-500, più conosciuto come Prometheus, e promette di intercettare i missili balistici e altre armi a distanza. Non era mai stato utilizzato in battaglia fino ad ora. ECCO COS'E'
Austin parla con il ministro della Difesa russo
Lloyd Austin ha parlato con il ministro della Difesa russo Andrei Belousov. Lo ha detto il portavoce del Pentagono, il generale Pat Ryder, sottolineando che i due hanno concordato di "tenere aperte le linee di comunicazione". Era dal marzo 2023 che il segretario alla Difesa non parlava con il suo omologo di Mosca, all'epoca ancora Serghiei Shoigu.
Strategia di Putin, da proposta per accordo con Kiev al potenziamento delle armi nucleari
Il presidente russo ha fatto sapere che Mosca prevede di continuare a sviluppare i propri armamenti nucleari "come garanzia di deterrenza strategica e equilibrio di potere nel mondo". Ma qual è la situazione sul campo? E qual è la posizione della Nato di fronte delle manovre russe? Intanto, l'Ucraina ha detto "no" alla proposta di accordo avanzata dai russi. IL PUNTO
Pentagono: contractor Usa in Ucraina? Non invieremo soldati
Joe Biden e Lloyd Austin hanno deciso di non inviare soldati americani in Ucraina e questa decisione è ancora valida". Lo ha detto il portavoce del Pentagono, il generale Pat Ryder, rispondendo ad una domanda sulle notizie di stampa secondo le quali l'amministrazione americana avrebbe dato il via libera alla presenza di contractor Usa in Ucraina.
Lituania: "La vittoria di Kiev è condizione di prosperità dell'Ue"
"Questo è un periodo cruciale per decidere il futuro dell'Unione europea, il suo ruolo nel mondo e la sua immagine agli occhi dei cittadini dell'Unione europea. La vittoria dell'Ucraina è un elemento chiave del successo dell'Ue, in quanto solo essa può riportare la pace in Europa e consentire una maggiore prosperità per i cittadini europei". Lo ha affermato oggi il vice ministro degli Esteri lituano, Simonas Satunas, intervenendo al consiglio Affari generali dell'Ue. Satunas ha sottolineato che il sostegno attivo all'Ucraina passa necessariamente attraverso una consistente e coerente strategia di rafforzamento della produzione militare in Europa. L'aumento della produzione bellica interna rappresenta, secondo Satunas, anche uno strumento necessario per rendere maggiormente resiliente il fronte orientale dell'Alleanza atlantica alle minacce in arrivo da Mosca.
Sergei Shoigu, chi è l'ex ministro della Difesa russo
Dopo una carriera nel Partito comunista, con il presidente Eltsin divenne ministro della Protezione Civile. Dal 2012 al 2024 ha ricoperto l'incarico alla Difesa diventando uno dei "fedelissimi" di Putin. Per poi essere nominato al vertice del Consiglio di Sicurezza russo. Il 25 giugno 2024 la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d'arresto per lui, per "crimini di guerra" e "crimini contro l'umanità". FOTO
©Ansa
Mosca, scambio di 90 prigionieri di guerra con Kiev
C'è stato un nuovo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca, spiegando le parti si sono scambiate 90 prigionieri di guerra, grazie alla mediazione degli Emirati Arabi. Lo riporta la Tass.
Lituania: "Il consiglio d'Europa garantisca la giustizia in Ucraina"
Intervenendo oggi a Strasburgo in occasione della sessione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, in veste di presidente di turno, ha dichiatato che la presidenza lituana intende adottare azioni concrete per creare meccanismo di risarcimento globale per i danni provocati dalla Russia all'Ucraina e promuovere la creazione di un tribunale internazionale per il crimine di agressione. "Un tribunale internazionale speciale in grado di punire effettivamente coloro che hanno pianificato e iniziato l'aggressione deve iniziare ad agire il prima possibile. Con il suo contributo, il consiglio d'Europa può accelerare il processo e allo stesso tempo garantire l'efficacia del futuro tribunale", ha sottolineato Landsbergis. "E' estremamente importante che il consiglio d'Europa dimostri un alto livello morale", ha aggiunto ancora. "E' essenziale garantire il rispetto dei principi dei diritti umani e delle libertà e altre questioni che sono rilevanti per l'intera comunità internazionale".
Ue: "Il blocco di Mosca sui media è una rappresaglia senza senso"
L'oscuramento in Russia di siti di 81 media europei "è una rappresaglia senza senso". Lo scrive in un tweet la vice presidente della Commissione europea, Vera Jourova. "No - aggiunge - gli organi di propaganda finanziati dalla Russia per diffondere la disinformazione come parte della dottrina militare russa non sono la stessa cosa dei media indipendenti".
Guerra in Ucraina, Russia sgancia la bomba planante FAB-3000: cos’è e come funziona
Pochi giorni fa l’esercito russo ha sganciato l'ordigno su un obiettivo in Ucraina. Lo sgancio è avvenuto da un bombardiere Sukhoi Su-34, e aveva come obiettivo un edificio Lyptsi - una cittadina pochi chilometri a nord di Kharkiv - che secondo l’intelligence di Mosca era utilizzato come punto di raccolta dall’esercito ucraino. L'ANALISI
Usa: "Media oscurati? Mosca teme che si sappia la verità"
La Russia "ha paura che il proprio popolo conosca la verità". Questo il commento del Dipartimento di Stato americano dopo la decisione di Mosca di bloccare l'accesso sul territorio russo a 81 media occidentali, tra cui anche diverse testate italiane. "Questo è ancora un altro segno della repressione del giornalismo da parte del governo russo, che teme che il suo stesso popolo venga a conoscenza della verità sulle azioni della Russia", ha detto ai giornalisti il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller.
Il piano di Trump: "Niente armi se Zelensky non tratta"
Niente più armi all'Ucraina nel caso in cui non si sedesse al tavolo con la Russia per trattare. E' una delle idee contenute nel piano di pace consegnato a Donald Trump da due suoi ex consiglieri per la sicurezza nazionale per mettere fine al conflitto. L'iniziativa prevede anche che gli Usa aumentino il sostegno a Kiev se Mosca si rifiutasse di trattare. La proposta, secondo quanto riportato da Reuters, è stata elaborata dal generale Keith Kellog e Fred Fleitz, che sono stati entrambi capi di gabinetto del Consiglio di sicurezza nazionale durante la presidenza Trump. "Non dico che si sia detto d'accordo o che si sia detto d'accordo su ogni parola, ma siamo lieti del feedback che abbiamo ricevuto", ha detto Fleitz. La campagna di Trump ha gettato però acqua sul fuoco osservando come solo le dichiarazioni ufficiali dell'ex presidente o del suo staff vanno considerate come ufficiali. L'Ucraina è destinata a essere uno dei temi centrali del dibattito fra Trump e Joe Biden del 27 giugno. L'ex presidente ha ribadito in più occasioni senza fornire dettagli che se vincerà le elezioni la guerra finirà immediatamente e ha criticato duramente la portata degli aiuti americani a Kiev.

©Ansa
L'Austria condanna il blocco dei media in Russia e convoca il diplomatico russo
Vienna ha criticato la decisione di Mosca di bloccare l'accesso sul territorio russo ai media austriaci, compresi l'emittente pubblica Orf e l'Austrian Media Group. "Questa decisione è un altro passo, anche se non sorprendete, del (presidente russo Vladimir) Putin per soffocare la diversità dei media e quindi tenere la sua popolazione all'oscuro", dichiara il ministero degli Esteri, precisando che è stato convocato l'incaricato d'affari dell'ambasciata russa in Austria.
Al via i colloqui di adesione, a Kiev 5 miliardi l'anno
Firma degli impegni di sicurezza Ue-Ucraina, apertura ufficiale dei negoziati per l'ingresso di Kiev nel club, con la Conferenza intergovernativa di rito e, in arrivo, una forte dimostrazione di unità al vertice dei leader. L'Unione Europea batte un colpo proprio sul finire della legislatura. "Assistiamo a un momento storico", assicura il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, complimentandosi per gli sforzi sulle riforme. "Sembrava solo un sogno e invece eccoci qui", gli ha fatto eco Volodymyr Zelensky, incassando il successo per aver mantenuto la promessa con i suoi concittadini. L'intesa sugli impegni di sicurezza al lungo termine - vista dall'Ansa - prevede essenzialmente un approfondimento della cooperazione su tutti i fronti e, soprattutto, la promessa di 5 miliardi annui da qui al 2027, attraverso il Fondo di Assistenza per l'Ucraina (col vincolo però della guida politica del Consiglio). Poi c'è il rafforzamento dell'industria bellica di Kiev in linea con la strategia della difesa Ue e l'impegno da parte dell'Ue a "continuare ad applicare le sanzioni alla Russia o a vararne di nuove".
Spagna, Mosca oscura i siti di El Pais, El Mundo, Efe e Rtve
Ci sono anche i principali media spagnoli, quotidiani, l'agenzia nazionale e la tv pubblica, fra le 81 testate europee il cui accesso via internet è stato oscurato da Mosca in ritorsione al veto europeo a tre media controllati dal governo russo, nell'ultimo pacchetto di sanzioni approvato da Bruxelles per l'invasione in Ucraina. Sono i quotidiani El Pais ed El Mundo, l'agenzia di notizie Efe e la tv nazionale pubblica Rtve. Secondo una nota del ministero degli Esteri del Cremlino, citata da Rtve "diffondono sistematicamente false informazioni sull'andamento dell'operazione militare speciale".
Ucraina: "Impegnati a risolvere la questione minoranze con l'Ungheria"
"L'Ucraina ha confermato in modo continuo e persistente la sua determinazione a garantire buone relazioni con gli Stati membri confinanti, anche per quanto riguarda le questioni relative alla tutela delle minoranze nazionali" e resta impegnata ad "affrontare e attuare pienamente le 11 questioni sollevate da parte ungherese, volte a rafforzare ulteriormente la protezione delle minoranze nazionali e a proseguire le discussioni bilaterali in corso con l'Ungheria a questo proposito". Così Olga Stefanishyna, vice premier ucraina responsabile per l'integrazione europea ed euroatlantica del Paese, intervenendo alla prima conferenza intergovernativa a Lussemburgo che segna l'apertura dei negoziati di adesione all'Ue di Kiev. "Restiamo inoltre impegnati ad attuare in buona fede le misure sulla tutela dei diritti delle minoranze nazionali concordate con loro nel dialogo e sulla base degli accordi pertinenti con l'Ungheria e a contribuire alla futura comprensione, fiducia e rispetto reciproci", ha aggiunto Stefanishyna, dicendo di aspettarsi "lo stesso contributo alla comprensione, alla fiducia e al rispetto reciproci anche dai nostri partner vicini". La questione della protezione della minoranza ungherese in Ucraina ha provocato negli anni attriti tra Budapest e Kiev ed è stata indicata dal governo ungherese come uno degli ostacoli all'adesione del Paese all'Ue.
Zelensky: "Quando abbiamo firmato la domanda di adesione all'UE il quinto giorno della guerra su vasta scala, molti hanno detto che non era altro che un sogno. Ma abbiamo reso questo sogno realtà"
Ucraina, Corte Europea Diritti Uomo condanna Russia su Crimea
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato le violazioni dei diritti fondamentali commesse dalla Russia in Crimea dall'annessione della penisola ucraina nel 2014. La Corte, che ha sede a Strasburgo, adita da Kiev nel 2014 e nel 2018, ha ritenuto in una sentenza della Grande Camera, la sua piu' alta istanza, che Mosca abbia violato l'articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (diritto alla vita) per "l'esistenza di una prassi amministrativa di sparizioni forzate e di una mancanza di indagini effettive". Lo Stato russo, escluso dalla CEDU in seguito all'invasione dell'Ucraina nel febbraio 2022, si e' inoltre reso colpevole di un gran numero di violazioni in Crimea, hanno valutato i giudici europei. La Corte rileva in particolare le violazioni dell'articolo 3 (divieto della tortura) a causa dei "maltrattamenti inflitti a soldati ucraini, a persone di origine etnica ucraina, a tatari di Crimea e a giornalisti". La CEDU denuncia anche "detenzioni segrete" delle stesse persone e invita Mosca a "prendere tutte le misure necessarie per garantire quanto prima il rimpatrio sicuro dei prigionieri in questione trasferiti dalla Crimea in istituti penitenziari situati sul territorio della Federazione russa". La Corte riconosce anche la Russia colpevole di "vessazioni e intimidazioni nei confronti di leader religiosi che non si conformano al culto ortodosso russo (in particolare preti ortodossi ucraini e imam)". La ritiene responsabile di una "repressione contro i media non russi" e di un divieto delle manifestazioni di sostegno all'Ucraina. I 17 giudici, che si sono pronunciati all'unanimita', hanno inoltre ritenuto che Mosca fosse venuta meno ai suoi obblighi a causa del "bando della lingua ucraina nelle scuole e della persecuzione degli studenti ukrainofoni".
Ucraina, Ue avvia negoziato adesione, "momento storico"
L'Unione europea ha avviato ufficialmente a Lussemburgo i negoziati di adesione dell'Ucraina. L'avvio del negoziato è stato definito "storico" sia a Bruxelles che a Kiev: "Un'Ucraina forte non e' possibile senza l'UE, e un'UE forte non è possibile nemmeno senza l'Ucraina", ha dichiarato il primo ministro ucraino Denys Chmygal all'apertura del tavolo. "Momento storico" anche per il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "I negoziati di adesione che apriremo oggi saranno rigorosi e impegnativi. Con determinazione e impegno, confidiamo nella vostra capacita' di raggiungere una conclusione positiva", ha dichiarato il ministro degli Esteri belga Hadja Lahbib, presidente di turno dell'Ue. Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accolto con favore questa "buona notizia". In dissenso, tra i paesi Ue, l'Ungheria di Viktor Orban: l'Ucraina e' ancora "molto lontana" dal soddisfare tutti i criteri prima di poter aderire ai Ventisette, ha detto il ministro ungherese degli Affari europei Janos Boka.
Farnesina: ingiustificato il blocco di Mosca sui media
Il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale condanna con forza la decisione della Federazione Russa di bloccare l'accesso sul suo territorio alle trasmissioni e ai siti di diversi media europei, tra cui gli italiani Rai, La7, La Repubblica e La Stampa. "Esprimiamo rammarico per la misura ingiustificata adottata nei confronti di queste emittenti e testate giornalistiche italiane, che hanno sempre fornito un'informazione oggettiva e imparziale sul conflitto in Ucraina. Questi media hanno seguito criteri di informazione oggettiva", sostiene la Farnesina in una nota.
Kiev: momento storico, Ue forte non è possibile senza Ucraina
Nel suo intervento introduttivo alla prima conferenza intergovernativa per Kiev, il premier ucraino Denys Shmyhal ha definito l'avvio dei negoziati di adesione all'Ue come "un momento storico" che segna l'inizio di "un nuovo capitolo nelle relazioni tra l'Ue e l'Ucraina". "Un'Ucraina forte - ha detto - non è possibile senza l'Ue, così come un'Ue forte non è possibile senza l'Ucraina". "Oggi celebriamo un'importante vittoria sul cammino dell'Ucraina verso l'integrazione europea e, allo stesso tempo, l'avvio dei negoziati è un passo significativo verso la nostra grande vittoria comune", ha aggiunto. "Insieme prevarremo. Insieme costruiremo un'Europa sicura, prospera e forte da Lisbona a Lugansk, Slava Ukraïni!", ha concluso.
Regioni: "Ue più forte con adesione di Ucraina e Moldavia"
"Con l'avvio dei negoziati con Ucraina e Moldavia, l'Ue diventa più forte. L'allargamento è un dovere morale, una necessità geopolitica e un investimento strategico. È un'opportunità per tutti". Lo scrive via X il presidente del Comitato europeo delle regioni, Vasco Alves Cordeiro, dopo l'apertura formale dei negoziati di adesione all'Unione europea. Il Comitato "continuerà a sostenere le città e le regioni dei paesi candidati", ha aggiunto.
Russia, il Brasile condanna l'attacco terroristico in Daghestan
Il governo del Presidente Luiz Inacio Lula Silva condanna l'attacco terroristico che ha provocato una ventina di morti e decine di feriti nel Daghestan, in Russia. "Nell'esprimere le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime e dei feriti, il Brasile esprime la propria solidarietà al popolo e al governo russo e ribadisce il suo fermo ripudio di qualsiasi atto di terrorismo", si legge in una nota del ministero degli Esteri.
Presidenza Ue: "Avviati negoziati di adesione con l'Ucraina"
Al via i lavori della prima conferenza intergovernativa per l'Ucraina che segnano di fatto l'apertura dei negoziati di adesione all'Unione europea. "Questo è un momento storico per tutti noi e segna una pietra miliare nelle nostre relazioni" ha dichiarato la ministra degli Esteri belga, Hadja Lahbib, a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue. "Il vostro Paese fa parte dell'Europa, della storia, del patrimonio e della cultura europea" ha aggiunto, ricordando la decisione del Consiglio europeo del 14-15 dicembre 2023 di avviare i negoziati di adesione con Kiev.
Kiev: "Cinque carri armati russi distrutti e un IFV, il risultato di un altro attacco fallito degli occupanti"
Zelensky: "La giustizia per i crimini russi è inevitabile"
Ogni criminale coinvolto nella pianificazione e nell'esecuzione" degli attacchi in Ucraina "deve sapere che sarà fatta giustizia. Speriamo di vederli dietro le sbarre". Lo scrive il leader ucraino Volodymyr Zelensky su X commentando i mandati di arresto emessi dalla Cpi contro l'ex ministro della Difesa russo Serghei Shoigu e il capo di stato maggiore Valery Gerasimov. "La decisione indica cje la giustizia per i crimini russi contro gli ucraini è inevitabile" e che "nessun grado militare o nessun gabinetto può proteggere i criminali russi dalle loro responsabilità", ha aggiunto spiegando di aspettare "ulteriori mandati di arresto".
Erdogan chiama Putin, incontro ad Astana il 3-4 luglio
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il collega russo Vladimir Putin. Il leader turco ha approfittato dell'occasione per porgere le condoglianze al governo russo per l'attentato terroristico che ha avuto luogo in Daghestan; i due leader si sono poi dati appuntamento nella capitale del Kazakistan Astana il prossimo 3-4 luglio, in occasione di una summit del gruppo di Shangai (Sco). Putin ed Erdogan hanno fatto un punto sulla crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza, ma anche sugli ultimi sviluppi del conflitto in Ucraina.

©Ansa
Kiev su Cpi: "Decisione importante, Shoigu e Gerasimov pagheranno"
Dall'Ucraina arrivano le prime reazioni alla decisione della Corte penale internazionale che oggi ha emesso mandati d'arresto nei confronti dell'ex ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, e del capo di Stato Maggiore, Valery Gerasimov. Si tratta di una "decisione importante" per Andriy Yermak, capo dell'Ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Shoigu e Gerasimov hanno responsabilità individuali - scrive sui social - Saranno ritenuti responsabili per il male".
Meloni: "Sull'Ucraina posizioni non sempre simili all'Ungheria". VIDEO
La Russia blocca 81 media Ue tra cui siti Rai, La Stampa e Repubblica**
Le autorità russe hanno imposto restrizioni nei confronti di ottantuno media europei in risposta alla decisione del Consiglio europeo di ''vietare le trasmissioni'' da oggi di Ria Novosti, Izvestia e Rossiyskaya Gazeta. Lo comunica il ministero degli Esteri russo sul suo sito Internet. Nell'elenco dei media europei presi di mira figurano anche il sito della Rai, de La Stampa e di Repubblica, come spiega l'agenzia di stampa Ria Novosti.
Nell'elenco compaiono anche i giornali tedeschi Der Spiegel, Die Zeit e Frankfurter Allgemeine Zeitung, i quotidiani francesi Le Monde, La Croix, l'agenzia di stampa Afp e emittente radiofonica Radio France. La Russia ha poi imposto restrizioni ai quotidiani spagnoli El Mundo ed El Pais, oltre all'agenzia di stampa Efe, così come all'emittente statale austriaca Orf. Limitazioni sono state poste, tra gli altri, anche a pubblicazioni Politico ed Euobserver.
Il Consiglio di sicurezza russo: "L'azione della Cpi è parte della guerra ibrida"
Il mandato d'arresto emesso dalla Corte penale internazionale contro l'ex ministro della Difesa russo Serghei Shoigu fa parte della "guerra ibrida dell'Occidente contro la Russia". Lo afferma il Consiglio di Sicurezza nazionale, di cui ora Shoigu è il segretario. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti.
Mosca blocca accesso ai siti di 81 media di Paesi Ue
Sono 81 i media di Paesi della Ue di cui la Russia ha bloccato l'accesso ai siti in risposta ad analoghe misure prese dall'Unione contro i russi Ria Novosti, Izvestia e Rossiyskaya Gazeta. Il Paese più colpito, con nove media, è la Francia. E' quanto si legge in una nota del ministero degli Esteri.
Ucraina, arrivato il secondo lotto spagnolo di missili Patriot
Il secondo lotto di missili antiaerei Patriot a lungo raggio inviati dalla Spagna è arrivato in Ucraina venerdi' scorso e si aggiunge a una prima spedizione dello scorso aprile. Lo hanno confermato a EFE fonti governative. La spedizione include, oltre ai Patriot, una seconda serie di carri armati Leopard, munizioni di vario tipo, tra cui artiglieria da 155mm, sistemi anti-droni, sistemi optronici di sorveglianza e monitoraggio di armi a distanza.
Zelensky: "Da oggi verrà segnato l'inizio della nostra adesione all'Unione Europea: oggi si svolge la prima conferenza intergovernativa tra Ucraina e Ue"
Mandati d'arresto della Cpi per Shoigu e Gerasimov
La Corte penale internazionale ha emesso mandati d'arresto per l'ex ministro della Difesa russo Serghei Shoigu e per il capo di stato maggiore Valery Gerasimov. Lo si legge sul sito della stessa Corte. Shoigu e Gerasimov sono accusati di "crimini di guerra" e "crimini contro l'umanità" per i danni provocati alla popolazione civile in Ucraina con i bombardamenti missilistici contro infrastrutture elettriche condotti dall'ottobre del 2022 al marzo del 2023. Secondo la Corte, ci sono elementi per ritenere che i raid fossero "diretti contro obiettivi civili", ma anche nel caso che a quel tempo tali strutture potessero essere qualificate come obiettivi militari, "i danni civili che potevano essere previsti sarebbero stati chiaramente eccessivi rispetto al vantaggio militare" auspicato. Gerasimov è ancora capo di stato maggiore, mentre Shoigu, che all'epoca era ministro della Difesa, è attualmente segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale.
Ucraina, oggi 160mila famiglie senza elettricità in 6 regioni
Oltre 160mila famiglie ucraine in sei regioni del Paese sono rimaste oggi senza corrente elettrica a causa delle ostilità: lo ha reso noto il ministero dell'Energia, come riporta Ukrinform. In particolare, 81.400 consumatori sono rimasti senza elettricità nella regione di Donetsk, 42.500 nella regione di Kharkiv, 3.700 nella regione di Zaporizhzhia, 3.700 nella regione di Sumy, 1.500 nella regione di Chernihiv, 25.800 nella regione di Kherson e altri 2.300 nella città di Kherson.
Michel, via ai negoziati con Ucraina-Moldova, è fatto storico
"Oggi siamo testimoni di un momento storico. In seguito alla decisione del Consiglio Europeo del dicembre 2023 di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina e la Repubblica di Moldova, i due Paesi stanno intraprendendo una vera e propria trasformazione verso la piena adesione: un momento di orgoglio per entrambe le nazioni e un passo strategico per l'Ue. Questo è il risultato degli enormi sforzi di riforma compiuti dall'Ucraina e dalla Moldova". Lo dichiara il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.
Kiev, 'la Russia non offre alcuna pace, non sa cosa sia'
"La Russia non offre alcuna 'pace' (semplicemente non sa cosa sia), ma insiste sulla resa dell'Ucraina, nonostante il fatto che stia subendo enormi perdite in questa guerra. Perché preservare il 'regime di Putin', che domani non avrà nulla da offrire se non guerre?": lo scrive su Telegram il consigliere presidenziale ucraino Michailo Podolyak. Secondo l'alto dirigente, non è vero - come dice il presidente russo Vladimir Putin - che le proposte di Mosca portano a una vera pace ed a una soluzione diplomatica della crisi. "In primo luogo - afferma Podolyak -, non c'è nessuna crisi, ma una grande guerra scatenata dalla Russia con un obiettivo di occupazione e genocidio molto specifico. In secondo luogo, qualsiasi diplomazia adulta è possibile solo attraverso negoziati adeguati, e per questo la Russia deve tornare al diritto internazionale (cosa impossibile data la qualità dell'attuale élite russa) e lasciare il territorio di un altro Paese (cosa possibile solo attraverso la coercizione militare)". "In terzo luogo - prosegue -, i massicci crimini di guerra accertati e la distruzione su larga scala delle infrastrutture ucraine richiedono soluzioni legali adeguate e severe. Prima di tutto, nei confronti degli autori della guerra (il Consiglio di sicurezza russo e lo stesso Putin). Altrimenti, la sicurezza globale e le regole globali saranno definitivamente 'uccise'. In quarto luogo, qualsiasi fissazione su 'la Russia non sta perdendo' porterà inevitabilmente alle fasi successive della guerra. E Putin ne è chiaramente consapevole. Ha bisogno di tempo per militarizzarsi ulteriormente, aumentare la pressione propagandistica globale e finalizzare un'alleanza aggressiva di Paesi/organizzazioni pronti a espandersi in altri territori".
Von der Leyen, bene negoziati: no scorciatoie
"E' un'ottima notizia che oggi l'Unione europea apra i negoziati di adesione con l'Ucraina e la Moldavia. Ci troviamo sulla soglia di un momento significativo e trasformativo per questi due paesi e per la nostra Unione. E celebriamo i valori e i principi che ci uniscono. L'Ue è sempre stata più di un'unione politica ed economica. E' una testimonianza della nostra aspirazione collettiva alla pace, alla sicurezza, alla democrazia e alla prosperita'". Lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un videomessaggio. "I popoli dell'Ucraina e della Moldavia hanno dimostrato il loro incrollabile impegno e determinazione nel far parte di questo progetto. Anche in tempi di guerre e disordini hanno avviato ampie riforme. Sanno che il loro cammino sarà rigoroso e impegnativo. I negoziati di adesione sono finalizzati a preparare i candidati alle responsabilità derivanti dall'adesione. Ecco perché non esistono scorciatoie. Ci imbarchiamo in questi negoziati con un forte spirito di apertura, coinvolgimento e impegno", ha aggiunto.
"Il percorso da percorrere sara' impegnativo. Ma e' anche pieno
di immense opportunita' per la Moldavia e l'Ucraina, cosi' come
per l'intera nostra Unione. Insieme possiamo creare un'Europa
piu' grande, piu' dinamica e lungimirante. Vi auguro quindi un
avvio positivo dei negoziati di adesione", ha concluso.
Prorogata fino al 2026 la protezione Ue per i rifugiati ucraini
Oggi il Consiglio ha adottato una decisione per estendere la protezione temporanea fino al 4 marzo 2026 per gli oltre 4 milioni di ucraini in fuga dalla guerra di aggressione russa. Il meccanismo di protezione temporanea è scattato il 4 marzo 2022 - solo pochi giorni dopo che le forze armate russe hanno lanciato l'invasione su larga scala dell'Ucraina - e dovrebbe durare fino al 4 marzo 2025. La decisione di proroga adottata oggi non modifica la decisione del marzo 2022 in termini di categorie di persone a cui si applica la protezione temporanea.
Reuters, 'in piano Trump niente armi a Kiev se non tratta'
Due consiglieri chiave di Donald Trump hanno presentato all'ex presidente statunitense un piano per porre fine alla guerra della Russia in Ucraina se vincerà le elezioni presidenziali: il piano prevede di dire a Kiev che continuerà a ricevere armi statunitensi solo se avvierà colloqui di pace con Mosca. Lo riporta l'agenzia di stampa Reuters in esclusiva. Gli Usa avvertirebbero allo stesso tempo Mosca che qualsiasi rifiuto di negoziare si tradurrebbe in un maggiore sostegno americano all'Ucraina, ha dichiarato in un'intervista il tenente generale in pensione Keith Kellogg, uno dei consiglieri di Trump per la sicurezza nazionale.
Metsola, 'giornata storica per Ucraina e Moldavia verso l'Ue'
"Il 25 giugno 2024 passerà alla storia. Oggi avviamo i negoziati con l'Ucraina e la Moldavia verso l'adesione" all'Unione europea. "Questo è un momento importante che ci rafforza, che ci unisce come un'unica famiglia. Il nostro futuro condiviso inizia ora". Lo scrive su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.
"Troppe perdite", Zelensky rimuove comandante esercito
Il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha annunciato ieri sera la destituzione del capo delle forze congiunte delle Forze armate ucraine, Yuri Sodol, dopo che il militare era stato accusato da un sottoposto di "aver ucciso più soldati ucraini di qualsiasi generale russo". "Ho deciso di sostituire il comandante delle Forze congiunte delle Forze armate ucraine, il generale Yuri Sodol, con il generale di brigata Andri Gnatov", ha detto Zelensky nel in un discorso alla nazione. Poche ore prima, il capo della brigata Azov della Guardia nazionale ucraina, Bogdan Krotevich, aveva annunciato di aver chiesto formalmente l'apertura di un'indagine contro un generale ucraino accusato di aver "ucciso più soldati ucraini di qualsiasi generale russo". I media ucraini avevano rivelato che si trattava di Sodol, la cui nomina nel febbraio di quest'anno a comandante delle Forze congiunte è stata accolta con dure critiche e accuse di incompetenza.
Von der Leyen, 'bene Moldavia e Ucraina sull'allargamento'
"Congratulazioni alla Moldavia e all'Ucraina per l'apertura dei negoziati di adesione. È un'ottima notizia per i cittadini ucraini, moldavi e per l'intera Unione europea. Il cammino che ci attende sarà impegnativo ma ricco di opportunità. Vi auguriamo un inizio positivo dei negoziati!". Lo scrive su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
Cremlino su 'piano pace' Trump: tenga conto situazione sul campo
Il Cremlino ha avvertito che qualsiasi piano di pace per l'Ucraina proposto da un'eventuale futura amministrazione statunitense di Donald Trump dovrebbe riflettere la realtà sul campo, ma ha anche ricordato che il presidente russo Vladimir Putin rimane aperto al negoziato. L'agenzia Reuters ha riferito che due consiglieri chiave di Trump gli hanno presentato un piano per porre fine alla guerra in Ucraina, in caso tornasse alla Casa Bianca: Kiev otterrà più armi statunitensi solo se avvierà colloqui di pace. "Il valore di qualsiasi piano sta nelle sfumature e nel tener conto della reale situazione sul campo", ha commentato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. "Non sappiamo di che tipo di piano stiamo parlando, né cosa contenga", ha aggiunto. "Il presidente Putin ha ripetutamente affermato che la Russia è stata e rimane aperta ai negoziati, tenendo conto della reale situazione sul terreno", ha sottolineato Peskov. "Rimaniamo aperti alle trattative e per valutare il piano dobbiamo prima conoscerlo".
Russia-India: Cremlino, stiamo preparando visita premier Modi
Mosca e News Delhi stanno preparando la visita del primo ministro indiano Narendra Modi in Russia, le date saranno annunciate più avanti, ha detto l'assistente del presidente russo Yuri Ushakov. "Posso confermare che stiamo preparando una visita del primo ministro indiano", ha detto ai giornalisti Ushakov, sottolineando di non poter ancora indicare le date esatte.
Putin, 'la nostra iniziativa di pace può fermare il conflitto'
L'iniziativa di pace della Russia può fermare il conflitto ucraino e mettere la sua risoluzione su un percorso diplomatico: lo ha dichiarato oggi il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso di apertura del decimo Forum internazionale Primakov. Il messaggio del presidente russo è stato letto dall'assistente del Cremlino Yury Ushakov, riporta la Tass. Putin si è detto fiducioso che il forum presti la dovuta attenzione alla "proposta della Russia di risolvere la crisi ucraina in modo pacifico". "Mi aspetto che, a differenza di molti politici occidentali che non hanno nemmeno voluto esaminare l'essenza della nostra iniziativa, i partecipanti al forum la esamineranno in modo ponderato e razionale e saranno in grado di vedere che essa prevede davvero la possibilità di fermare il conflitto e passare alla sua soluzione politica e diplomatica", ha affermato Putin nel suo messaggio.
Ministro turco, c'è il rischio di una terza guerra mondiale
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha affermato che i conflitti a Gaza e tra la Russia e l'Ucraina rischiano di aprire la strada per una terza guerra mondiale. "Penso che il mondo dovrebbe seriamente prendere in considerazione questo scenario, prendere seriamente in considerazione questa minaccia. C'è un rischio di questo tipo. Lo diciamo fin dall'inizio, è stato davvero messo in conto", ha affermato Fidan durante un'intervista televisiva al canale HaberTurk, rispondendo ad una domanda di un giornalista che gli chiedeva se i conflitti in Medio Oriente e tra Mosca e Kiev potessero portare ad una guerra mondiale e se la Turchia fosse preparata per questo. Tra i segnali di un inasprimento delle guerre citati da Fidan, che prima di essere nominato ministro degli Esteri lo scorso anno è stato per oltre un decennio il capo dei Servizi Segreti di Ankara, ci sono anche le recenti dichiarazioni del presidente serbo, Aleksandar Vucic, secondo il quale in tre o quattro mesi potrebbe esserci un grande conflitto.
Ministro turco, c'è il rischio di una terza guerra mondiale
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha affermato che i conflitti a Gaza e tra la Russia e l'Ucraina rischiano di aprire la strada per una terza guerra mondiale. "Penso che il mondo dovrebbe seriamente prendere in considerazione questo scenario, prendere seriamente in considerazione questa minaccia. C'è un rischio di questo tipo. Lo diciamo fin dall'inizio, è stato davvero messo in conto", ha affermato Fidan durante un'intervista televisiva al canale HaberTurk, rispondendo ad una domanda di un giornalista che gli chiedeva se i conflitti in Medio Oriente e tra Mosca e Kiev potessero portare ad una guerra mondiale e se la Turchia fosse preparata per questo. Tra i segnali di un inasprimento delle guerre citati da Fidan, che prima di essere nominato ministro degli Esteri lo scorso anno è stato per oltre un decennio il capo dei Servizi Segreti di Ankara, ci sono anche le recenti dichiarazioni del presidente serbo, Aleksandar Vucic, secondo il quale in tre o quattro mesi potrebbe esserci un grande conflitto.
Germania consegna 41 camion a forze di Kiev al fronte
La Germania ha consegnato alle guardie di frontiera ucraine 41 camion Mercedes Arocs per migliorare la logistica del fronte, rendono noto i media di Kiev. I mezzi sono stati consegnati al capo del Servizio statale della guardia di frontiera ucraina dall'ambasciatore tedesco Martin Jaeger, viene specificato.
Usa, 'impedire alle forze di Mosca di avanzare a est'
Privare la Russia della capacità di avanzare a est, impedire alle forze di Mosca di utilizzare le posizioni lungo la linea del fronte ed evitare danni economici all'Ucraina: sono questi, secondo l'assistente segretario di Stato Usa per l'Europa e l'Eurasia - James O'Brien - alcuni dei principali obiettivi da raggiungere affinché l'Ucraina abbia successo nella guerra contro la Russia. "Riteniamo che il successo per l'Ucraina consista nel trattenere la Russia a est e potenzialmente respingerla nel tempo, oltre a destabilizzare le posizioni di tiro della Russia e mantenere l'economia e il sud aperti - ha detto ieri O'Brien durante un briefing -. Questo comporterà una serie di impegni in materia di difesa aerea, che il presidente (Joe) Biden e il Segretario (di Stato Antony) Blinken hanno già preannunciato, e un lavoro continuo per mantenere aperte le rotte marittime e ripristinare la capacità dell'Ucraina di fornire energia alla popolazione in autunno". "Tutti questi elementi andranno a comporre un pacchetto che permetterà all'Ucraina di prosperare anche se la Russia continuerà a mantenere questa invasione ingiustificata", ha aggiunto.
Droni di Kiev su Belgorod, una donna morta e 4 civili feriti
Una donna anziana è stata uccisa, quattro persone sono rimaste ferite e decine di edifici sono stati danneggiati in attacchi condotti con droni dalle forze armare dell'Ucraina sulla regione russa di Belgorod, vicina al confine. Lo ha dichiarato Vyacheslav Gladkov, governatore della regione meridionale della Russia che confina con l'Ucraina.
Intesa di sicurezza Ue-Kiev, 5 miliardi annui sino al 2027
"Grazie alla creazione del Fondo di Assistenza per l'Ucraina all'interno dell'Epf, l'Ue continuerà a sostenere la fornitura di equipaggiamento militare letale e non letale e addestramento. Il Fondo ha un budget di 5 miliardi per il 2024. Aumenti comparabili possono essere previsti fino al 2027, sulla base delle esigenze dell'Ucraina e vincolate alla guida politica del Consiglio". Lo si legge nel testo degli impegni di sicurezza tra l'Ue e l'Ucraina approvato dai 27 di cui l'ANSA ha preso visione. La firma dell'intesa è prevista a margine del Consiglio Europeo.
Xi a Duda, più sforzi contro escalation conflitto Ucraina
La posizione della Cina sulla crisi ucraina "è di promuovere i colloqui di pace e la soluzione politica: al momento si dovrebbero compiere sforzi per evitare un'ulteriore escalation, raffreddare la situazione e creare le condizioni per i colloqui di pace. Ciò è nell'interesse della comunità internazionale, inclusa l'Europa". Il presidente Xi Jinping, incontrando lunedì l'omologo polacco Andrzej Duda, ha detto che Pechino "si oppone ad alcuni individui che utilizzano il normale commercio tra Cina e Russia come scusa per distogliere l'attenzione e diffamare la Cina", si legge nell resoconto della diplomazia cinese diffuso nella notte.
Mosca: nella notte abbattuti 30 droni ucraini
Le difese aeree russe hanno abbattuto la notte scorsa 30 droni ucraini su due regioni del Paese: lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca. Lo riporta la Tass. Il ministero della Difesa russo ha precisato che 29 droni sono stati abbattuti sulla regione di Belgorod e uno sulla regione di Voronezh. "La scorsa notte, le forze russe hanno sventato un altro tentativo del regime di Kiev di compiere un attacco terroristico contro le strutture russe utilizzando droni ad ala fissa - si legge in un comunicato -. Le difese aeree in servizio hanno intercettato e distrutto 29 droni ucraini sulla regione di Belgorod e uno sulla regione di Voronezh".
Zelensky atteso al vertice Ue di giovedì e venerdì
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, potrebbe partecipare al vertice dei capi di Stato e di Governo dell'Ue che si terrà giovediì e venerdì a Bruxelles. Sara' l'occasione per la firma dell'accordo sugli impegni dell'Unione europea per la sicurezza dell'Ucraina. Gli ambasciatori degli Stati Ue hanno raggiunto un'intesa sull'accordo in serata.
Orban: "Non blocchiamo negoziati adesione Ue, ma dubbi"
L'Ungheria non bloccherà i negoziati al via oggi per l'adesione dell'Ucraina all'Ue nonostante abbia dubbi al riguardo e ritenga che abbiano una motivazione politica, ha dichiarato il primo ministro Viktor Orban al media tedesco Funke. "L'Ungheria non è d'accordo con il processo, ma non lo blocchiamo e sosteniamo l'avvio dei negoziati. Non si tratta di dire sì o no all'adesione all'Ue. Ma dobbiamo prima scoprire quali saranno le conseguenze dell'accettare un Paese in guerra i cui confini non sono definiti nella pratica, di un Paese enorme per l'agricoltura europea", afferma Orban nell'intervista ripresa citata anche dall'agenzia di stampa russa Tass. "Stiamo avviando negoziati senza chiarezza su questi temi, il che non è positivo. E' un processo puramente motivato politicamente", secondo il premier ungherese.