Ucraina Russia, Kiev: sventato un piano russo per assassinare Zelensky

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Il servizio di sicurezza ucraino Sbu afferma di aver scoperto una rete di agenti russi che complottavano per assassinare il presidente ucraino ed altri funzionari governativi. Lo riporta il Guardian. Cerimonia di insediamento per Putin che inaugura il suo quinto mandato. Zelensky, ha avuto una telefonata con il primo ministro belga De Croo. "Apprezziamo la decisione del Belgio di iniziare a fornire all'Ucraina caccia F-16 già quest'anno", ha detto il leader ucraino

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Un ennesimo complotto per uccidere Volodymyr Zelensky, questa volta ordito in seno agli stessi servizi segreti incaricati di difenderlo. Il piano sventato da Kiev, l'ultimo di una decina di tentativi di eliminare il leader ucraino, sembra però essere il più sofisticato tramato sinora da Mosca. E secondo gli 007 ucraini doveva essere il regalo più gradito per Putin nel giorno del suo quinto insediamento.   

Zelensky ha avuto una telefonata con il primo ministro belga Alexander De Croo per discutere del vertice di pace e della cooperazione in materia di difesa. "Apprezziamo la posizione di principio del Belgio nei confronti della formula di pace. Abbiamo anche discusso della nostra difesa e cooperazione politica. Apprezziamo la decisione del Belgio di iniziare a fornire all'Ucraina caccia F-16 gia' quest'anno", ha detto il leader di Kiev. 

"L'aggressione mossa dalla Federazione Russa all'Ucraina contraddice le ragioni fondanti dell'Onu ed è ancora più grave in quanto proveniente da uno dei Paesi su cui ricadono maggiori responsabilità nella comunità internazionale, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.


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Russia, la rivelazione: "Una flotta fantasma trasporta armi dalla Siria al fronte ucraino"

Lo sostengono gli analisti del Royal United Services Institute (Rusi), il più importante think tank britannico in materia di difesa e sicurezza. Le navi porterebbero artiglieria e mezzi pesanti ai soldati del Cremlino impegnati nella guerra contro Kiev. E non è tutto: esisterebbero anche dei tanker battenti diverse bandiere dediti al commercio clandestino del greggio russo, i cui proventi servirebbero a finanziare il conflitto. L'ANALISI

Zelensky: "I combattimenti più duri sono in corso nell'Est"

"In prima linea i combattimenti più duri sono a Pokrovske, Kurakhove, Kramatorsk, Lyman, Vremivske e Kupyansk (Ucraina orientale). Oggi ho avuto un incontro con il ministero della Difesa per discutere dell'equipaggiamento delle nostre brigate. Stiamo facendo tutto il possibile per rafforzare i nostri soldati e dare al Paese più forza in combattimento". Lo ha scritto su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Sono grato a tutti i leader che stanno davvero mantenendo la parola data e che stanno rispettando quanto concordato: tutti i pacchetti di armi e munizioni sono estremamente importanti per l'Ucraina in questo momento. Questo momento determina l'intero anno, nel combattimento, nell'addestramento e nelle forniture. Qualsiasi ritardo ora - nelle armi, nelle munizioni o nell'equipaggiamento delle nostre brigate - sarà troppo costoso per tutti coloro che nel mondo vogliono davvero essere protetti dalla (aggressione della) Russia", ha aggiunto.   

Guerra in Ucraina, continua l’avanzata dei russi. Kiev: “La situazione è peggiorata"

Le forze russe conquistano terreno a Ocheretyne, vicino Avdiivka, nel Donetsk. Il comandante dei militari ucraini ammette: “Mosca ha ottenuto successi tattici in vari settori”. Il Cremlino spinge: “Panico al fronte, bisogna approfittarne”. Kiev sta patendo carenza di soldati e difese, in attesa dell'arrivo degli aiuti statunitensi. LA SITUAZIONE

Cloropicrina, cos'è l'arma chimica che la Russia avrebbe usato contro Kiev

Stando a quanto affermato dal Dipartimento di Stato americano le truppe di Mosca avrebbero utilizzato questa sostanza chimica vietata, contro le forze armate ucraine. Obiettivo? Quello "di far allontanare le forze ucraine dalle posizioni fortificate e ottenere vantaggi tattici sul campo di battaglia". Il Cremlino, però, ha negato le accuse. Ecco di cosa si tratta. L'APPROFONDIMENTO

Ucraina, il ministro Crosetto: "No a un intervento militare italiano in guerra"

Il ministro della Difesa Guido Crosetto in un’intervista al Corriere della Sera esclude l’azione militare diretta da parte della nostra nazione a supporto dell’Ucraina. “L'Italia continuerà a fornire aiuti, come abbiamo fatto finora, finché sarà utile e finché potremo farlo''. IL PUNTO

Victoria Shi: ecco chi è la portavoce ucraina generata con l'intelligenza artificiale

La portavoce per la politica estera si chiama Victoria Shi, fornirà aggiornamenti tempestivi sulla guerra e offrirà informazioni sulle attività belliche in corso nel Paese. LEGGI L'ARTICOLO

Meloni ad Haftar: "Via i russi per stabilizzare la Libia"

Una delle chiavi per la stabilizzazione della Libia, dal punto di vista italiano, è porre fine alla presenza di forze straniere nel Paese nordafricano. In particolare i paramilitari filorussi della brigata Wagner. È uno dei tasti su cui ha provato a battere Giorgia Meloni nel suo colloquio con Khalifa Belqasim Haftar, il generale dell'Esercito nazionale arabo che controlla la Cirenaica, regione orientale di una nazione da anni divisa. Per questo la visita ufficiale della premier si è conclusa a Bengasi, dopo una prima tappa a Tripoli, dove ha incontrato gli altri attori di questo complicato scenario, il primo ministro del governo di unità nazionale Abdul Hamid Mohammed Dabaiba, e il presidente del Consiglio presidenziale, Mohammed Yunis Ahmed Al-Menfi.  Ad accompagnare Meloni, i ministri Anna Maria Bernini, Orazio Schillaci e Andrea Abodi (Sport), che hanno siglato con gli omologhi delle dichiarazioni di intenti in materia di cooperazione universitaria e ricerca, salute, sport e giovani, nella cornice del Piano Mattei per l'Africa. 

Russia, W.Post: "Putin si pone al cuore dell'asse illiberale occidentale"

Vladimir Putin, da oggi Presidente della Russia per il quinto mandato, si pone al cuore pulsante dell'illiberalismo occidentale, scrive il Washington Post. Il discorso politico che ha maturato negli ultimi anni, e che probabilmente continuerà a cavalcare nei prossimi sei anni, è quello che vede la Russia non solo impegnata in una guerra contro l'Ucraina ma in una battaglia di civiltà di dimensioni molto più grandi. Il conflitto oltre confine, per come la pone lui, non è solo una questione territoriale, o politica, ma è la punta dell'iceberg di uno scontro più ampio fra gli effetti corrosivi del liberalismo e i valori più tradizionali incarnati dal suo regime. Putin non è isolato nel suo progetto. Nell'Unione europea può contare sul sostegno del Premier ungherere Viktor Orban, di "despoti" del Sud Globale, e di esponenti di spicco della destra americana. "Hanno tutti una avversione per quello che viene percepito come establishment illiberale occidentale e apprezzano che Putin lo respinga", sottolinea il quotidiano americano. 

Zelensky: "Il Belgio ci darà gli F-16 già quest'anno"

Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha avuto una telefonata con il primo ministro belga Alexander De Croo per discutere del vertice di pace e della cooperazione in materia di difesa. Lo riferisce l'agenzia ucraina Ukrinform. "Ho parlato con il primo ministro belga Alexander De Croo e l'ho ringraziato per aver confermato la sua partecipazione al vertice di pace. Apprezziamo la posizione di principio del Belgio nei confronti della formula di pace. Abbiamo anche discusso della nostra difesa e cooperazione politica. Apprezziamo la decisione del Belgio di iniziare a fornire all'Ucraina caccia F-16 gia' quest'anno", ha detto Zelensky. Zelensky ha inoltre sottolineato l'importante ruolo della Presidenza belga dell'Unione europea nel contesto dell'adesione dell'Ucraina all'UE. "Prevediamo che i colloqui di adesione inizieranno a giugno", ha affermato il Presidente

ucraino.

Mattarella: "La Russia ha riportato la guerra in Europa". VIDEO

Nato, domani Meloni vede Stoltenberg: sul tavolo gli aiuti a Kiev

L'ultima visita a Palazzo Chigi nel novembre del 2022, anche allora dimissionario ma poi rimasto sulla tolda di comando della Nato che timona ormai da 10 anni. Domani il Segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg sarà a Roma, ricevuto dalla premier Giorgia Meloni alle 11.30. Tanti i dossier sul tavolo, dalla polveriera mediorientale alla crisi in Ucraina, con l'avanzata dei russi nel Donetsk e la crescente paura di un tracollo ucraino. Timori che alimentano le tensioni tra Mosca e i Paesi occidentali, con il Cremlino che evoca il rischio di un'"escalation diretta" dopo che il Presidente francese Emmanuel Macron è tornato ad avanzare la possibilità di inviare truppe al fronte e il ministro degli Esteri britannico David Cameron ha giudicato lecito per gli ucraini impiegare armi fornite da Londra per attaccare il territorio russo. 

L’allarme è altissimo e incendia la campagna elettorale per le europee, mentre l’opzione di un intervento diretto dell’Alleanza in caso di coinvolgimento di uno Stato terzo nelle ostilità è ormai entrata a pieno titolo nel dibattito pubblico. Ma soprattutto nelle stanze della Nato. Il tema degli aiuti militari all’Ucraina sarà tra i focus dell’incontro tra Meloni e Stoltenberg, mentre il governo italiano si appresta a varare -prima del G7 a Borgo Egnazia- il nono pacchetto di aiuti militari che dovrebbe includere, condizionale d'obbligo visto che il decreto è secretato, il sistema di difesa aerea e antimissile a medio-lungo raggio Samp-T, una batteria resa disponibile dopo la 'smobilitazione' dello scorso marzo dalla Slovacchia. E che risponde alla richiesta del ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, perché unico mezzo, assieme ai Patriot americani, per fermare i missili balistici russi. 

Stoltenberg

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Lituania: "Putin capisca che il tempo non gioca a suo favore"

"Il nostro messaggio per Putin è che il tempo non gioca a suo favore. È necessario rafforzare la pressione delle sanzioni sulla Russia, cercare modi per prevenire l'elusione delle sanzioni. I beni russi congelati in Occidente devono essere utilizzati per la difesa e la ricostruzione dell'Ucraina". Lo ha affermato il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, nel corso del bilaterale, tenutosi oggi a Londra, con il suo omologo britannico, David Cameron. Nel corso del colloquio, dedicato massimamente all'Ucraina e al vertice della Nato in programma per il prossimo luglio a Washington, Landsbergis ha ribadito che il rapido rafforzamento dell'industria bellica europea rappresenta una priorità tanto per la sicurezza del continente che per un più efficace sostegno all'Ucraina. Il ministro lituano ha inoltre fatto notare che il rafforzamento della sicurezza nell'area euroatlantica dipende in ampia misura dalla volontà dei singoli Stati di aumentare il proprio budget della Difesa. "Di fronte all'aggressione della Russia contro l'Ucraina e la comunità transatlantica nel suo complesso - ha puntualizzato Landsbergis - dobbiamo dimostrare, attraverso soluzioni concrete e azioni pratiche, che la Nato non solo è stata ed è, ma rimarrà la più forte alleanza di difesa collettiva del mondo". 

Ucraina, Mattarella: "La Carta dell'Onu garantisce il diritto all'autodifesa"

"La difesa dell'indipendenza dell'Ucraina, Paese fondatore delle Nazioni Unite, ha visto impegnata l'Italia, assieme a tanti altri partner internazionali, per l'affermazione del diritto internazionale e del principio per il quale va offerta solidarietà alle nazioni aggredite da atti di prepotenza che intendono sostituire il diritto con la forza militare. E' quanto viene richiesto dall'art.51 della Carta dell'Onu che sancisce il diritto all'autodifesa". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo all'Assemblea generale dell'Onu. 

Mattarella: "Con le minacce nucleari a rischio i destini dei popoli"

"I due conflitti d'Ucraina e di Gaza hanno anche fatto riemergere sinistre minacce di ricorso ad armamenti nucleari, come se la storia del XX secolo non ne avesse già reso evidenti le tragiche conseguenze.  Il quadro pattizio per il controllo degli arsenali nucleari, così faticosamente articolato negli scorsi decenni, è un patrimonio comune a tutti gli Stati.  Violarlo, anche con semplici minacce, significa porre a rischio i destini dei popoli, tutti, anche quelli i cui governi minacciano l'uso delle armi nucleari.  Una responsabilità che la Comunità internazionale non può lasciare senza conseguenze". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando alle Nazioni Unite. 

Mattarella: "L'attacco russo è grave perchè è in Consiglio di Sicurezza"

"L'aggressione mossa dalla Federazione Russa all'Ucraina contraddice le ragioni fondanti dell'Onu ed è ancora più grave in quanto proveniente da uno dei Paesi su cui ricadono maggiori responsabilità nella comunità internazionale, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. 

Mattarella: "La Russia responsabile, ha riportato la guerra in Europa"

"Uno Stato - per quanto potente, per quanto dotato di un minaccioso arsenale nucleare - non può pensare di violare, senza sanzioni, principi come quelli della sovranità, dell'integrità territoriale e dell'indipendenza di un altro Paese. La Russia si è assunta la grande responsabilità - storica - di avere riportato la guerra nel cuore del continente europeo". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.    

Mattarella

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Petizione sul sito di Zelensky: "Chiedi l'invio di truppe Nato"

Una petizione al presidente Volodymyr Zelensky perché chieda ai Paesi della Nato di inviare truppe in Ucraina è apparso sul sito della presidenza di Kiev. L'appello ha raccolto finora poco più di 400 firme, ma per essere preso in considerazione dal capo dello Stato deve ottenerne almeno 25.000. "Le chiedo di richiedere assistenza miitare da ciascun membro dell'Unione europea, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti con l'invio di loro truppe sul territorio ucraino per aiutare a respingere l'aggressione armata della Federazione Russa e ripristinare l'integrità territoriale dell'Ucraina", si legge nella petizione. 

Khodorkovsky: "Putin è un capomafia"

"E' simbolico che questa audizione avvenga nel giorno in cui si insedia il presidente Putin, la cui legittimità non viene riconosciuta dal parlamento europeo e da tutta una serie di stati". L'oppositore russo in esilio Mikhail Khodorkovsky esordisce così in audizione in Commissione Esteri alla Camera e parla ai parlamentari italiani parla mentre il presidente russo giura a Mosca per il suo quinto mandato. Khodorkovsky parla anche del suo Paese, dove arrivò ad essere ritenuto nel 2003 l'uomo più ricco prima dell'arresto e dell'esilio a Londra. Oggi, dice, "i russi sono ormai convinti che le elezioni non vi siano proprio state, in questa situazione è piuttosto doloroso constatare che alcuni rappresentanti dei Paesi dell'Ue abbiano in qualche modo partecipato alla cerimonia di insediamento". Quindi rimarca: "Noi riteniamo che queste elezioni non siano state non soltanto oneste, ma non siano state proprio delle elezioni. E' noto che per essere nuovamente eletto, Putin ha modificato la costituzione russa con modifiche illegali in modo poco corretto dal punto di vista giuridico. La Russia di fatto non ha una costituzione che funzioni dal punto di vista giuridico". 

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