Guerra in Ucraina, Kiev nell'Ue: Commissione verso l'ok alla candidatura

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"Ci sono tre Paesi principali che non vogliono dare il via libera all'Ucraina oggi", ha detto a Bruxelles la vicepremier ucraina per l'integrazione europea, Olga Stefanishina. La donna si è però detta sicura che al Consiglio europeo del 24 giugno nessuno "potrà dire di no all'Ucraina"

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La Commissione accelera sul via libera alla concessione dello status di candidato Ue all'Ucraina. Dopo aver esaminato le due parti del questionario consegnato da Kiev a Bruxelles su impegni e requisiti per ottenere lo status, l'esecutivo europeo, secondo quanto anticipato da Bloomberg, la settimana prossima potrebbe varare l'attesa raccomandazione. (GUERRA IN UCRAINA. LO SPECIALE - GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - IL RACCONTO DEGLI INVIATI)

Verso l'ok alla candidatura

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La Commissione europea la settimana prossima potrebbedunque  dare all'Ucraina il via libera allo status di candidato all'ingresso in Ue. Stando alle fonti citate da Bloomberg, al tavolo del collegio dei commissari della settimana prossima approderà la raccomandazione che conterrà il placet dell'esecutivo europeo. Il via libera sarà legato ad alcune condizionalità sullo stato di diritto e sulla legislazione anti-corruzione in Ucraina. Se la Commissione varerà la raccomandazione, il suo parere positivo sulla candidatura ucraina approderà al summit europeo del 24 giugno.

Le condizioni dell'Ue a Kiev

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Il via libera della Commissione europea sarebbe il primo vero passo avanti per Kiev. Ma il sì della Commissione non serve a niente senza la ratifica del Consiglio europeo di fine giugno. Fino ad ora gli Stati membri dell'Ue si sono mostrati tutt'altro che uniti. Ursula von der Leyen si muove nella direzione auspicata da Volodymyr Zelensky ma la raccomandazione della presidente della Commissione dovrà essere approvata dal collegio dei commissari. Il loro via libera potrebbe arrivare settimana prossima ma dovrà poi passare al vaglio anche del Consiglio il 24 giugno. Nel testo la Commissione potrebbe inserire alcune condizioni alla candidatura dell'Ucraina: la necessità che Kiev rispetti i parametri europei dello stato di diritto e della legislazione anti-corruzione. Ma il nodo della candidatura resta soprattutto politico.

Le posizioni di Italia e Francia

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L'Italia si è già espressa a favore della candidatura dell'Ucraina. Come ha ricordato il premier Mario Draghi durante l'ultimo summit europeo, l'Italia è l'unico tra i grandi paesi europei ad aver espresso apertamente il suo consenso. Il presidente francese Emmanuel Macron nella telefonata con il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha assicurato che "la Francia resterà impegnata per rispondere alle necessità dell'Ucraina, anche con armi pesanti". Lo riferisce l'Eliseo nel resoconto della conversazione telefonica tra i due capi di Stato che "hanno convenuto di restare in contatto, soprattutto in vista del parere che la Commissione europea darà sulla candidatura dell'Ucraina all'Ue, e la discussione che ne seguirà al Consiglio europeo del 23 e 24 giugno".

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Tra i membri dell'Unione europea "ci sono molte proposte diverse, ma in realtà ci sono tre Paesi principali che non vogliono dare il via libera all'Ucraina oggi. E due Paesi stanno cercando attivamente di promuovere idee alternative". Lo ha detto la vicepremier ucraina per l'integrazione europea, Olga Stefanishina, a Bruxelles per tentare di dissipare lo scetticismo sulla candidatura di Kiev all'adesione all'Ue. La vicepremier non ha voluto rispondere alla domanda su quali siano questi Paesi perché "potrebbe danneggiare il percorso", ma si è detta "sicura" che al Consiglio europeo del 24 giugno "nessuno dei leader dell'Unione europea potrà dire di no all'Ucraina".

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