
Ucraina, Mosca annuncia caduta di Mariupol. Putin annulla assalto ad acciaieria Azovstal
Il Cremlino dichiara che la città è caduta in mano russa. Putin ferma l'attacco alle acciaierie Azovstal, per salvaguardare la vita delle truppe, ed ha ripetuto la promessa di risparmiare la vita agli assediati che si arrenderanno. Nell'ultima linea di resistenza ci sarebbero ancora circa duemila militari ucraini asserragliati. Sono intanto più di 142mila i civili evacuati

Prosegue l'attacco russo nell'Est dell'Ucraina, dove l'esercito di Mosca avanza dall'area del Donbass verso Kramatorsk ed il Cremlino ha annunciato la conquista della città assediata di Mariupol. Resta però ancora una strenua resistenza nell'area delle acciaierie Azovstal, mentre continuano senza sosta le operazioni di evacuazione dei civili
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L'annuncio che Mariupol è ormai sotto il controllo russo è stata data dal ministro della Difesa russo Shoigu, e lo stesso leader del Cremlino Putin ha accolto la notizia parlando di un "successo"
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In città resta ancora in piedi l'ultima linea di resistenza, con circa duemila i soldati ucraini asserragliati nell'acciaieria Azovstal, tanto che Shoigu ha calcolato che serviranno ancora “tre-quattro giorni" per completare le operazioni militari. Putin però ha annullato l'assalto dell'area, per salvaguardare la vita delle truppe, ed ha ripetuto la promessa di risparmiare la vita agli assediati che si arrenderanno
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Al momento dell'accerchiamento di Mariupol da parte delle truppe russe, in città sono stati contati 8.100 tra combattenti ucraini e mercenari stranieri, afferma il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu. Il sindaco della città, Vadim Boychenko, dice che: "I nostri cittadini hanno riferito che oggi a Mangush, vicino Mariupol, i soldati russi hanno scavato una fossa comune di 30 metri e portato dei corpi con i camion"
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"Oltre 4mila degli dei circa 8mila soldati, tra reggimenti ucraini, battaglioni nazionalisti e mercenari stranieri presenti a Mariupol al momento dell'accerchiamento russo, sono stati eliminati durante la liberazione della città; 1.478 si sono arresi", dice Mosca
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A Mariupol quasi tutto è stato distrutto, circa il 95-98% di tutti gli edifici, ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista. “Bloccati i locali, i bambini, gli anziani e i militari. È come un'operazione terroristica da parte della Federazione Russa contro Mariupol e gli abitanti di questa città. Tutto è stato distrutto lì. Vi stiamo parlando di scuole, asili nido, comuni quartieri residenziali, fabbriche, lungomare, questa è una cittadina di mare", ha detto
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Sono intanto più di 142.000 i civili evacuati. Un'operazione di salvataggio che, come riferito dalla vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk, prosegue anche in queste ore anche se "la situazione della sicurezza è difficile" e "potrebbero esserci dei cambiamenti". Si attende invece l'arrivo dei "quattro autobus di evacuazione" riusciti a lasciare la città ieri lungo il corridoio umanitario: "Hanno passato la notte a Berdyansk e ora sono diretti a Vasylivka. Li stiamo aspettando presto a Zaporizhzhia"
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Nessun civile ha usato i corridoi umanitari aperti dalla Russia per l'evacuazione dall'acciaieria Azovstal a Mariupol per due giorni di seguito, ha detto oggi il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu al presidente Vladimir Putin. "Negli ultimi due giorni, abbiamo seguito i suoi ordini e dichiarato una tregua tra le 14 e le 16, tutte le ostilità sono cessate e sono stati aperti corridoi umanitari per l'evacuazione dei civili che potevano essere presenti sul terreno di Azovstal. Nessuno è uscito da Azovstal", ha detto Shoigu

Nel resto del Paese prosegue l'offensiva russa. Secondo quanto riferisce il ministero della Difesa britannico, "le forze russe stanno ora avanzando dalle aree di base nel Donbass verso Kramatorsk", nell'est dell'Ucraina, "che continua ad essere oggetto di persistenti attacchi con i razzi". Il governatore della regione orientale di Luhansk, Serhiy Gaidai, ha affermato invece che le forze russe controllano l'80% del territorio dell'Oblast

L'area controllata dalla Russia è aumentata in particolare dopo la cattura il 18 aprile della città di Kreminna, e buona parte della regione è sotto il controllo de facto dell'autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk, che ha dichiarato in modo unilaterale l'indipendenza dall'Ucraina il 12 maggio 2014. Le truppe russe hanno inoltre alzato una grande bandiera rossa sovietica, simbolo della vittoria sui nazisti nella seconda guerra mondiale, a Kherson e Kreminna, in vista della celebrazione del 9 maggio del Giorno della Vittoria