Jair Bolsonaro, un presidente controverso

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di Michele Cagiano

©Ansa

Dalla formazione nell'esercito all'ingresso in politica, dall'attentato in piena campagna elettorale alle polemiche quotidiane con politici e magistrati: ecco il ritratto del leader verdeoro, ora accusato da una commissione di inchiesta di crimini contro l'umanità per la gestione della pandemia

Una commissione di inchiesta che lo accusa di crimini contro l'umanità per la gestione della pandemia, quasi trenta ministri cambiati in due anni e mezzo di governo, un attentato subìto in campagna elettorale, polemiche quotidiane con leader politici di mezzo mondo, giornalisti, magistrati. Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro non fa mancare nulla alla sua biografia.

La carriera militare

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Classe 1955, Bolsonaro vive la parte più importante della sua formazione nei ranghi dell'esercito brasiliano frequentando la prestigiosa e antica Academia Militar das Aghulas Negras, dove si laurea nel 1977. Sono gli anni in cui il regime militare instaurato in Brasile nel 1964 porta a un punto massimo la sua presa sul Paese e sulla popolazione. In questo clima Bolsonaro, che servendo nei paracadutisti e nell'artiglieria raggiunge il grado di capitano, ha modo di farsi conoscere: nel 1986 denuncia il presunto disinteresse del nuovo governo democratico verso le forze armate, i tagli al personale ed esprime il suo rammarico per la fine del regime.

La carriera politica

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Entrato in politica nel Partito Cristiano-Democratico di posizioni fortemente conservatici, è eletto per la prima volta in Parlamento nel 1991 a Rio de Janeiro: celebri sono i suoi interventi in difesa dell'operato del regime militare, le proposte per la reintroduzione della pena di morte abolita nel 1988, proposte choc come quella del 2008 per la risoluzione del problema della povertà attraverso la sterilizzazione degli indigenti.

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A lungo considerato un personaggio folcloristico dai colleghi, Bolsonaro riesce a vedere trasformate in leggi solo due delle 173 proposte presentate in Parlamento nei suoi 27 anni di attività. Poi, gradualmente, diventa sempre più popolare, anche a causa della delegittimazione della classe dirigente del Paese, sempre più screditata da continui episodi di corruzione. Nel 2018, per la prima volta nella sua carriera politica, Bolsonaro propone, in occasione della sua corsa alla presidenza, un'agenda più ampia con proposte economiche liberiste, finanziamenti per la sicurezza e conservatorismo sociale.

L'attentato e l'elezione

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Il tentativo di omicidio di Jair Bolsonaro da parte di un aggressore armato di coltello a Minas Geiras il 6 settembre 2018 scuote la politica brasiliana. Le ferite sono gravi. Impossibilitato a proseguire la campagna elettorale dopo l'aggressione, Bolsonaro vede i suoi consensi crescere quotidianamente. Nell'ottobre 2018 trionfa al primo turno, con 49 milioni di voti e il 46% dei suffragi; al secondo turno batte con il 55% lo sfidante al ballottaggio, l'esponente della sinistra Fernando Haddad.

Un presidente controverso

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Da subito, la politica di Bolsonaro è senza mediazioni. Duramente criticato dalla comunità internazionale per le posizioni negazioniste sul cambiamento climatico, tra il 2019 e il 2020 finisce nell'occhio del ciclone per i roghi, molto spesso di origine artificiale, che devastano l'Amazzonia. Dall'aprile 2020 poi, la pandemia di Covid-19 mette in ginocchio il Brasile. Di fronte al propagarsi del contagio, Bolsonaro esprime posizioni critiche o negazioniste, difendendo il principio di libertà individuale e di libertà economica di fronte alle richieste di misure restrittive. I numeri sono impietosi: mezzo milione di brasiliani morti, ministri della Sanità sostituiti uno dopo l'altro, infine una commissione di inchiesta che lo accusa di crimini contro l'umanità per non aver difeso i suoi concittadini dal Covid-19.

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