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Medio Oriente Israele, a Gaza proteste contro Hamas. Anp: "Si ascolti grido popolo".

©Getty
Israele, due anni di proteste contro Bibi
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Israele, due anni di proteste contro Bibi
00:02:16 min

"Le manifestazioni sono un grido dei residenti contro le politiche di Hamas”, ha dichiarato il consigliere del presidente dell'Anp. Secondo il leader palestinese Abu Mazen la soluzione è ripristinare il controllo dell'Anp sulla Striscia. Intanto, Israele starebbe studiando un piano militare per riprendere il controllo e governare Gaza. Per il Financial Times, l'ipotesi di un'occupazione militare israeliana è ora presa in considerazione. Arrestato e poi rilasciato il regista Hamdan Ballal

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Cresce la protesta contro Hamas a Gaza. Decine di residenti di Khan Younis, nel sud di Gaza, hanno sfilato in corteo gridando "fuori Hamas": è la terza protesta nella Striscia nel giro di poche ore. "Le manifestazioni nella Striscia di Gaza sono un grido dei residenti contro le politiche di Hamas", ha dichiarato il consigliere del presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, Mahmoud Abbas, alla tv saudita al Hadath. Secondo il leader palestinese la soluzione è ripristinare il controllo dell'Anp sulla Striscia.

Intanto, Israele starebbe studiando un piano militare per riprendere il controllo e governare Gaza, dopo essersi ritirato dal territorio palestinese due decenni fa. Secondo il Financial Times, l'ipotesi di un'occupazione militare israeliana è ora presa in considerazione seriamente, dopo il ritorno di Trump. "La precedente amministrazione voleva ponessimo fine alla guerra. Trump vuole che la vinciamo", ha detto un funzionario israeliano all'Ft, sotto anonimato.

Prosegue l'offensiva di Israele nel sud-ovest della Siria. Secondo bilanci ufficiali siriani sono state uccise 7 persone negli attacchi di Israele nei pressi del villaggio di Koaya, lungo il fiume Yarmuk. L'attacco è avvenuto - secondo le ricostruzioni fornite dai media siriani - con raid aerei e di artiglieria e con l'incursione di paracadutisti in pieno territorio siriano. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno "colpito le capacità militari rimaste nelle basi siriane di Tadmur e T4", ha affermato l'Idf riferendosi ai siti di Palmira ed altri a 50 chilometri a ovest della città. 

Le autorità israeliane hanno rilasciato Hamdan Ballal, uno dei registi palestinesi del documentario vincitore dell'Oscar "No Other Land". Il 36enne ha trascorso la notte in detenzione dopo essere stato aggredito e picchiato dai coloni a Susiya, la città nella Cisgiordania meridionale dove vive. "Dopo essere stato ammanettato tutta la notte e picchiato in una base militare, Hamdan Ballal è libero e sta per tornare a casa dalla sua famiglia", ha annunciato il co-regista israeliano del film, Yuval Abraham, su X.

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Rilasciato da Israele regista palestinese di No Other Land
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Rilasciato da Israele regista palestinese di No Other Land
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Rilasciato da Israele il regista palestinese del documentario No Other Land, vincitore del premio Oscar

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Telefonata del presidente degli Emirati Arabi a Trump su situazione a Gaza

Telefonata del presidente degli Emirati Arabi, lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan con il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump per discutere di come rafforzare ulteriormente i legami strategici tra le due nazioni in vari campi a sostegno di interessi comuni, lo scrive l'agenzia di stampa emiratina WAM. "Sono state esaminate una serie di questioni regionali e internazionali di interesse reciproco, con un'attenzione particolare alla situazione in Medio Oriente e agli sforzi in corso per raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e mantenere la stabilità regionale. In questo contesto, lo sceicco ha sottolineato l'importanza di garantire la consegna di aiuti umanitari vitali alla popolazione di Gaza alla luce della terribile situazione umanitaria e ha ribadito il sostegno degli Emirati Arabi Uniti alla soluzione dei due stati come fondamento per una pace globale, giusta e duratura nella regione, che garantisca sicurezza e stabilità per tutti i suoi paesi e popoli.

Guerra Israele, Iran annuncia terzo attacco missilistico "al momento opportuno"

A dirlo è stato il numero due dei Guardiani della rivoluzione, il generale Ali Fadavi. Nel corso del 2024 Teheran ha già lanciato due offensive, scatenando la reazione dello Stato ebraico. LEGGI QUI

Iran, liberato turista francese in carcere dal 2022 per "spionaggio"

Lo ha confermato, attraverso un post su X, il presidente della Francia, Emmanuel Macron. Il turista 34enne era stato condannato a cinque anni di prigione ma la sua pena era stata ritenuta arbitraria dalle autorità di Parigi, che avevano puntato il dito sulla cosiddetta “diplomazia degli ostaggi di Stato” di Teheran. LA VICENDA

Scoppia la protesta contro Hamas, raduni a Gaza

Gli sfollati di Gaza non ce la fanno più, mai prima d'ora hanno patito una guerra così lunga, le privazioni, il freddo, la fame e il buio. La rabbia si è consolidata una settimana dopo la ripresa dei combattimenti nelle proteste scoppiate in giornata, prima nel campo di Beit Lahia, nel nord, poi a Jabalia, infine nel sud, a Khan Younis. Decine di video postati sui social da account palestinesi hanno mostrato i dimostranti che urlano e chiedono 'la fine della guerra',  'Hamas fuori', 'Hamas terroristi'. Su Telegram e X ha preso a diffondersi fin dalla mattina l'appello alla protesta in un messaggio: "Tutta la popolazione di Gaza si rivolga ai propri anziani, ai notabili affinché tutti scendano in piazza domani per chiedere la fine della guerra e del governo della milizia di Hamas". "Non so chi abbia organizzato la protesta", ha detto all'Afp Mohammed, un manifestante che ha rifiutato di fornire il suo cognome per paura di rappresaglie, "ho partecipato per mandare un messaggio a nome del popolo: basta con la guerra". Mohammed ha anche riferito di aver visto membri delle forze di sicurezza di Hamas in abiti civili interrompere la protesta. Come del resto mostrano i filmati postati nel pomeriggio da Beit Lahia, dove i manifestanti sono stati dispersi e inseguiti dai miliziani. Majdi, un altro ragazzo che ha preso parte alle proteste ha commentato che "la gente è stanca. Se Hamas lascia il potere a Gaza è la soluzione, perché Hamas non lascia il potere per proteggere il suo popolo?", ha chiesto. Nel campo profughi di Jabalia, i dimostranti hanno bruciato pneumatici e gridato slogan: "vogliamo mangiare". "Risorgi, popolo, rompi la barriera della paura e dell'oppressione. Rivoltati", ha scritto Mohammed su X, accusando duramente al Jazeera di essersi rifiutata di riprendere la rivolta. "La popolazione di Gaza smaschera i mercenari", ha poi aggiunto. Nel frattempo i media della Striscia, legati a Hamas, stanno ignorando le manifestazioni, di cui non offrono alcuna copertura. L'inedita ondata di scontento degli sfollati invece non è passata inosservata a Ramallah.  "Le manifestazioni nella Striscia di Gaza sono un grido dei residenti contro le politiche di Hamas", ha dichiarato il consigliere del presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, Mahmoud Al-Habash, alla tv saudita al Hadath. Il leader palestinese ha precisato che la soluzione è ripristinare il controllo dell'Anp sulla Striscia. "Dobbiamo concentrarci sulla rimozione di Hamas dal potere. Suggerisco all'organizzazione di ascoltare il popolo palestinese a Gaza", ha sottolineato Habash, guardando al futuro dell'enclave

Quanto costerà ricostruire la Striscia di Gaza? La conta dei danni

Una devastazione senza precedenti. Oggi, più della metà della Striscia di Gaza è completamente rasa al suolo. Secondo gli esperti, non si è mai registrato un simile livello di distruzione in un'area così piccola e densamente popolata. Le stime per la ricostruzione di Gaza, che potrà essere avviata solo dopo il completamento delle tre fasi dell'accordo di tregua tra Israele e Hamas, sono esorbitanti. Ecco le ultime stime su quanto costerà ricostruire Gaza dopo la devastazione causata dal conflitto tra Hamas e Israele e sulla conta dei danni. COSA SAPPIAMO

La questione israelo palestinese, cos'è e come è nata

L'attacco  del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente  offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione  che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una  soluzione.  Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. IL PUNTO

Gli Houthi accusano gli Usa di aver effettuato nuovi raid

I ribelli Houthi dello Yemen hanno riferito di nuovi raid aerei contro la regione di Saada, la loro roccaforte nel nord del Paese, imputandoli agli Stati Uniti. La televisione al-Massirah degli Houthi ha annunciato "un'aggressione americana con due attacchi nel distretto di Sahar" nella provincia di Saada. Il 15 marzo, gli Stati Uniti hanno effettuato intensi attacchi contro obiettivi Houthi, promettendo di usare "una forza schiacciante" finché i ribelli continueranno a prendere di mira le navi nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden. Gli Stati Uniti hanno affermato di aver ucciso quel giorno diversi alti funzionari Houthi. Gli Houthi, da parte loro, hanno riferito di 53 morti, tra cui molte donne e bambini. Dopo i raid statunitensi, gli Houthi sostenuti dall'Iran hanno rivendicato diversi attacchi contro la portaerei statunitense Uss Harry Truman nel Mar Rosso, un'area marittima chiave per il commercio globale.

Cresce la protesta contro Hamas a Gaza, nuovo raduno a sud

Decine di residenti di Khan Younis, nel sud di Gaza, hanno sfilato in corteo gridando "fuori Hamas". E' la terza manifestazione nel giro di poche ore nella Striscia. I video postati sui social da Gaza mostrano i manifestanti che urlano contro l'organizzazione fondamentalista. "L'ondata di appelli a rovesciare il governo di Hamas ha raggiunto Khan Younis, la gente qui dice che Hamas è un'organizzazione terroristica", si legge in uno dei tanti messaggi social dall'enclave, "questa inondazione deve estendersi fino a ogni quartiere, ogni tenda palestinese in tutta Gaza".

Siria nel caos, video choc di esecuzioni di massa contro alawiti

Tre mesi dopo la fuga di Assad la Siria sembra essere ripiombata nel caos. Miliziani sunniti siriani e stranieri, affiliati alle forze governative, hanno compiuto nelle ultime ore una serie di esecuzioni di massa contro decine di uomini, accusati di esser stati membri dei servizi del passato regime, nelle regione costiera di Latakia e nell'entroterra della regione di Hama. Altre notizie parlano di uccisioni di civili, tra cui donne e bambini. Lo mostrano una serie di filmati di cui è stato possibile certificare l'autenticità tramite una serie di testimoni e fonti sul posto. Il leader siriano Ahmad Sharaa (Jolani) ha esortato questa sera gli insorti della minoranza alawita del deposto presidente Bashar al-Assad a deporre le armi "prima che sia troppo tardi", dopo che secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 162 civili del gruppo sciita sono stati uccisi dalle forze di sicurezza. LA SITUAZIONE

Anp: "Hamas ascolti le proteste"

L’Autorità Nazionale Palestinese ha chiesto ad Hamas di "rispondere all'appello del popolo palestinese nella Striscia di Gaza" dopo le proteste di oggi. Le manifestazioni sono "il risultato inevitabile di anni e decenni di sfruttamento dell'enclave", ha detto il portavoce di Fatah, Maher al-Namoura, in una dichiarazione pubblicata dall'agenzia ufficiale palestinese Wafa. Hamas, ha insistito, deve permettere all’Autorità Palestinese "di svolgere il suo ruolo nel guarire le ferite del popolo, ricostruire la Striscia e fare fronte alle minacce di sfollamento e deportazione".

Video "Trump Gaza", il creatore Solo Avital: "Pubblicato senza mio consenso"

Il filmato era inteso come una satira politica dell'"idea megalomane" di Trump – ha spiegato il regista di Los Angeles -, siamo narratori, non provocatori, a volte realizziamo pezzi satirici come questo ed è così che avrebbe dovuto essere". LEGGI L'ARTICOLO

Israele: media, premier avvisato 2 volte di fondi Qatar a Hamas

I servizi di sicurezza israeliani misero in guardia almeno due volte il primo ministro Benjamin Netanyahu che i fondi inviati dal Qatar a Gaza per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e la ricostruzione finivano nelle mani dei dirigenti di Hamas. A rivelarlo è stata l'emittente israeliana Channel che cita tre fonti dei servizi. Il primo avvertimento è arrivato a metà nel 2019 quando l'allora capo dello Shin Bet, Nadav Argaman, informò il governo che l'allora capo del braccio militare di Hamas, Mohammed Deif, aveva preso metà del denaro che Doha aveva iniziato a mandare nella Striscia l'anno prima. Il secondo rapporto è del 2020, quando anche l'intelligence militare fece sapere che nelle tasche di Deif erano arrivati 4 milioni di dollari. L'allora capo del Mossad, Yossi Cohen, andò in Qatar per discutere la questione, ma l'emiro assicurò di non saperne niente e il flusso di denaro continuò fino al novembre del 2021. L'ufficio del primo ministro ha smentito che Netanyahu fosse mai stato allertato. "Sulla scrivania del premier non è mai stato messo nessun documento di intelligence che dicesse che il denaro del Qatar era stato trasferito al terrorismo", ha dichiarato un portavoce. Prima della strage del 7 ottobre 2023, Netanyahu aveva pubblicamente elogiato e incoraggiato il Qatar per il sostegno alla popolazione di Gaza in difficoltà.

Nuova protesta a Gaza: Fine della guerra e del governo di Hamas"

Filmati arrivati da Gaza mostrano una protesta di decine di residenti nei campi profughi di Jabalia, a Gaza, che bruciano pneumatici e chiedono la fine della guerra e la fine del governo di Hamas nella Striscia: "Vogliamo mangiare", gridano le persone. La protesta è la seconda della giornata, dopo quella nel nord della Striscia

Regista del documentario No Other Land libero. "sono stato ferito e maltrattato"

 E' tornato in libertà il regista palestinese Hamdan Ballal, vincitore del premio Oscar per il documentario No Other Land, arrestato lunedì sera durante violenti scontri tra coloni israeliani e palestinesi nella zona di Susya, in Cisgiordania. Il suo avvocato israeliano, Lea Tsemel, ha dichiarato ai media che l'artista, insieme con altri due palestinesi, "ha passato la notte per terra, ammanettato, con gli occhi bendati, al freddo sul pavimento gelido". Ballal - ha aggiunto - è stato aggredito duramente dai coloni, riportando ferite al volto, "si sentiva male e ha chiesto di vedere un medico. Qualcuno lo ha visitato, ma non sa se si trattasse davvero di un dottore", ha commentato. I tre sono stati rilasciati su cauzione dopo essere stati informati dell'accusa: lancio di pietre, aggressione e danneggiamento. Poi sono stati portati in ospedale a Hebron. La polizia e l'Idf non hanno ancora risposto alle accuse di violenza durante l'arresto, che hanno suscitato scalpore in tutto il mondo. La produzione del documentario che ha vinto la statuetta il 3 marzo ha dichiarato che l'aggressione è avvenuta la sera prima dopo l'interruzione del digiuno del Ramadan: "Il regista ha visto coloni armati e incappucciati attaccare il villaggio e ha tentato di documentare le violenze. Poi è tornato a casa per proteggere la sua famiglia, ma i coloni lo hanno raggiunto, picchiato alla testa e in tutto il corpo alla presenza di soldati israeliani". Poi è stato trasferito in una base militare dell'Idf. Anche gli altri due arrestati, Nasser Sriteh e Khaled Shanaran, hanno denunciato violenze da parte dei coloni. Diversa la ricostruzione dell'esercito, secondo cui Ballal è sospettato di aver lanciato pietre contro le forze di sicurezza durante gli scontri. Alcuni video pubblicati da coloni mostrano, prima del tramonto, alcuni ragazzi e adulti palestinesi che lanciano sassi contro un pastore adolescente israeliano. Successivamente, un altro filmato pubblicato da attivisti americani fa vedere coloni a volto coperto che scagliano pietre contro palestinesi, quando già era calato il buio. Un testimone oculare ha definito l'accusa a Ballal falsa, sostenendo che l'arresto è avvenuto senza alcun motivo. L'esercito ha smentito l'accusa secondo cui Ballal sarebbe stato arrestato mentre si trovava in un'ambulanza, di cui ha scritto su X lunedì sera uno dei quattro coautori di No other land, l'israeliano Avraham Yuval. Che poi si è corretto, dopo aver usato il termine 'linciaggio' ai danni di Ballal, spiegando che l'inglese non è la sua lingua madre. No Other Land, realizzato da due registi palestinesi e due israeliani, documenta la lotta condotta per cinque anni dagli abitanti di Masafer Yatta, sulle colline meridionali di Hebron, contro l'evacuazione e la demolizione delle case in favore delle attività dell'esercito nella zona. 

In migliaia chiedono a Netanyahu la liberazione degli ostaggi

Migliaia di manifestanti sono arrivati questa sera davanti all'ufficio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu a Gerusalemme, chiedendo un accordo immediato sulla liberazione degli ostaggi. Intanto la polizia ha fatto sapere che durante l'evacuazione dei dimostranti di fronte alla Knesset nove persone sono state arrestate.

Anp: "Hamas ascolti il grido della popolazione di Gaza"

"Le manifestazioni nella Striscia di Gaza sono un grido dei residenti contro le politiche di Hamas": lo ha dichiarato il consigliere del presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, Mahmoud Abbas alla tv saudita al Hadath. Il leader palestinese ha dichiarato che la soluzione è ripristinare il controllo dell'Anp sulla Striscia. "Dobbiamo concentrarci sulla rimozione di Hamas dal potere. Suggerisco all'organizzazione di ascoltare il popolo palestinese a Gaza", ha detto.

Oxfam: "A Gaza gravi ostacoli agli aiuti umanitari"

"Dopo 24 giorni di assedio le scorte di aiuti, entrati durante il cessate il fuoco, si stanno di nuovo esaurendo e la risposta umanitaria è sempre più difficile. Le autorità israeliane stanno impedendo l'ingresso di oltre 63 mila tonnellate di aiuti alimentari destinati a 1,1 milioni di sfollati allo stremo". Lo afferma Oxfam, lanciando un nuovo appello per "un nuovo e immediato cessate il fuoco". A oltre una settimana dalla ripresa degli attacchi su Gaza la situazione umanitaria è sempre più drammatica e la popolazione è a un passo dalla carestia, mentre l'offensiva terrestre di Israele sta rendendo sempre più difficile soccorrere la popolazione. "Durante i 42 giorni di cessate il fuoco la popolazione di Gaza era tornata a sperare, a potersi addormentare la notte sapendo che i propri cari sarebbero stati ancora accanto a loro al risveglio. - ha detto Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia - L'ingresso di oltre 4 mila camion di aiuti alla settimana stava consentendo ai supermercati e alle panetterie di riaprire e al prezzo del cibo di stabilizzarsi. I nostri operatori sono riusciti a portare aiuti essenziali a oltre 200 mila persone. Ora però tutto è stato messo di nuovo in discussione. Da ben 24 giorni Israele sta impedendo l'ingresso di nuove forniture da cui dipende la sopravvivenza della popolazione rimasta completamente senza elettricità, mentre anche le scorte di cibo nei nostri magazzini si stanno esaurendo, le autorità israeliane non consentono l'ingresso di oltre 63 mila tonnellate di aiuti alimentari destinati a oltre 1 milione di sfollati ad un passo dalla carestia".

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