Dopo il pestaggio il regista Ballal racconta a Sky TG24: "Ho creduto di morire". VIDEO
Cinema
Le autorià israeliane hanno rilasciato Hamdan Ballal, uno dei registi palestinesi del documentario vincitore dell'Oscar "No Other land". Il 36enne ha trascorso la notte in detenzione dopo essere stato aggredito e picchiato dai coloni a Susiya. Il cineasta ha raccontato la sua prigionia alle telecamere di Sky TG24
Il regista Hamdan Ballal, uno dei creatori del film premiato con l'Oscar 'No Other Land', arrestato ieri sera dai soldati dell'esercito israeliano durante violenti scontri nei pressi del villaggio palestinese di Susya, nella Cisgiordania meridionale, è stato rilasciato oggi, 25 marzo dalle autorità israeliane. Il 36enne ha trascorso la notte in detenzione dopo essere stato aggredito e picchiato dai coloni a Susiya, la città nella Cisgiordania meridionale dove vive. "Dopo essere stato ammanettato tutta la notte e picchiato in una base militare, Hamdam Ballal è libero e sta per tornare a casa dalla sua famiglia", ha annunciato il co-regista israeliano del film, Yuval Abraham, su X.
"Ho avuto paura di morire"
“Ho avuto la sensazione che mi stessero picchiando con l’intenzione di uccidermi Il soldato continuava a minacciare di spararmi. E ha sparato. Prima due colpi in aria. Poi altri tre. Mi hanno portato bendato in un posto molto freddo. Mi hanno obbligato a sedermi in un certo modo. E poi mi hanno proibito di cambiare posizione per tutta la notte. Se avessi provato a cambiare posizione mi avrebbero picchiato con un bastone. Sentivo le conversazioni in ebraico dei soldati e continuavano a ripetere “Hamdam” il mio nome e la parola Oscar. Hanno continuato a provocarmi tutta la notte, mi hanno messo qualcosa in testa, non so cosa perché ero bendato. Credo che ora ci sia un serio rischio per la nostra vita, dopo aver vinto l’Oscar e il successo del film." Queste le parole del r regista palestinese Ballad, rilasciate a Sky TG24 dopo il pestaggio. Il video lo trovate in testa all'articolo
"Siamo tutti Hamdan Ballal"
"Ferma condanna" per il suo arresto era stata espressa dall'Associazione 100autori. "Apprendiamo con sgomento la notizia dell'arresto di Hamdan Ballal, regista di 'No other land'", si legge in una nota dell'associazione di oltre 700 registi e sceneggiatori di cinema, fiction, animazione e documentario, "la violenza alla quale è stato sottoposto riguarda tutti noi autori e autrici".
"La libertà d'espressione è un diritto fondamentale che va difeso senza esitazione", prosegue la nota si 100autori, "esprimiamo la nostra ferma condanna per gli incredibili atti di violenza e per l'arresto e solidarietà con Ballal. Chiediamo alla comunità internazionale di agire prontamente per ottenere il suo immediato rilascio. Siamo tutti Hamdan Ballal".

Approfondimento
L'Idf ha arrestato il regista di 'No Other Land' Hamdan Ballal
Wanted Cinema unita agli appelli
Wanted Cinema, presieduta da Anastasia Plazzotta, distributore italiano di No Other Land, esprime ''profonda afflizione per la notizia che vede protagonista Hamdan Ballal, il co-regista del documentario Premio Oscar. La casa di distribuzione milanese si unisce agli appelli di Unita, di 100 Autori e di tutta la comunità internazionale per un intervento immediato al fine di garantire il rilascio e l'assistenza medica e legale al regista Premio Oscar''. Si legge in una nota. ''No Other Land - diretto, prodotto, scritto e montato dal collettivo israelo-palestinese formato da Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor è stato appena insignito del Premio Oscar come Miglior Documentario e, dal 16 gennaio, è nelle sale italiane con grande accoglienza di pubblico e critica. La distruzione di Gaza deve finire, gli ostaggi israeliani devono essere liberati, hanno detto gli autori nel ritirare il premio. Chiediamo al mondo di prendere misure serie per fermare l'ingiustizia e la pulizia etnica del popolo palestinese, ha aggiunto Basel Adra. Girato nell'arco di cinque anni, dal 2019 al 2023, il potente film israelo-palestinese racconta, giorno dopo giorno e violenza dopo violenza, la distruzione della piccola comunità rurale di Masafer Yatta, in Cisgiordania, da parte dell'esercito israeliano. Una barbarie a cui Basel assiste sin dall'infanzia e che a un certo punto inizia a documentare con la videocamera, mentre assiste alla progressiva cancellazione di Masafer Yatta che avviene ogni volta che i carri armati e le ruspe mandate da Israele fanno incursione nel villaggio e i soldati distruggono le case delle famiglie e le strutture sociali ritenute abusive. Ciò a cui il giovane Basel sta assistendo è il più grande atto singolo di sfollamento forzato mai effettuato nella Cisgiordania occupata dalle truppe israeliane. Sullo sfondo delle macerie, nasce l'amicizia tra l'attivista palestinese Basel e il giornalista israeliano Yuval, che si unisce alla lotta e collabora alla documentazione di ciò che sta avvenendo. Nato spontaneamente come atto di resistenza creativa all'apartheid e anelito di uguaglianza e giustizia, No Other Land ha reso inaspettatamente i quattro giovani attivisti i cineasti più premiati e celebrati in tutto il mondo del 2024. No Other Land apre gli occhi sul dramma che si sta compiendo in Cisgiordania e oltrepassa lo schermo per arrivare dritto alle coscienze e offrire una lezione di amicizia e resistenza alle nuove generazioni. Wanted è, inoltre, firmatario della petizione su charge per la liberazione di Hamdan Ballal insieme a registi internazionali e ringrazia il pubblico e i numerosi cinema che continuano a proiettare il film, mai così necessario come in questo momento storico''.
La storia di Hamdan Ballal, da Susiya agli Oscar
Ballal, nel corso degli anni, ha costruito la sua vita. Prima agricoltore, poi fotografo, attivista e ricercatore. In qualità di difensore dei diritti umani, ha contribuito al progetto Humans of Masafer Yatta, che fa luce sulla difficile situazione dei palestinesi nella regione della Cisgiordania. E poi il debutto alla regia. Insieme ad Adra e agli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, ha girato 'No Other Land', che si è aggiudicato il premio Oscar come miglior documentario.
Il film, presentato in anteprima mondiale alla Berlinale dove ha vinto il Premio del Pubblico e il Berlinale Documentary Award, ha ricevuto ampi consensi, ma ha anche affrontato critiche da parte di funzionari israeliani. Dopo la vittoria dell'Oscar, il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha condannato la premiazione, definendolo "un momento triste per il mondo del cinema".
Il documentario è stato presentato in anteprima mondiale alla Berlinale 2023, dove ha dove ha vinto il Premio del Pubblico e il Berlinale Documentary Award. Dopo la sua anteprima ha poi vinto premi in 68 festival cinematografici, tra cui il Bafta Award, l'European Film Award, l'Ida Awards e il Gotham Independent Film Awards. Nonostante abbia ricevuto grandi complimenti dalla critica, 'No Other Land' ha dovuto ricorrere all'autodistribuzione poiché nessuna società statunitense aveva acquistato i diritti del film. Dopo la notizia dell'attacco a Ballal, Basel Adra, ha affermato che l'incidente potrebbe essere una sorta di "vendetta" proprio per il documentario. "Siamo tornati dagli Oscar e da allora ogni giorno c'è stato un attacco contro di noi", ha detto Adra, che a febbraio è stato anche lui attaccato da coloni israeliani mascherati. Ballal, lo scorso anno, aveva raccontato alla Cnn diversi episodi di intimidazioni subite da parte dei coloni israeliani. Dal bestiame scaraventato sui suoi terreni, sino alle minacce di prendere la sua terra e la sua fattoria. Ma la polizia non è mai intervenuta. Attualmente Ballal, secondo le ultime testimonianze, risulta ferito e detenuto in una stazione di polizia all'interno di un insediamento israeliano, senza che gli sia ancora permesso al suo avvocato di parlargli.
