La cantante e conduttrice italiana, negli Emirati per il Gala della Canzone italiana, racconta ore di paura tra allarmi sui cellulari, droni intercettati e detriti caduti in città. “Abbiamo sentito diversi attacchi sopra le nostre teste”, spiega. L’aeroporto internazionale è fermo e migliaia di passeggeri sono bloccati in attesa di novità
Luisa Corna è tra gli italiani rimasti bloccati a Dubai, sorpresa dall’escalation militare che ha portato alla chiusura dello spazio aereo e alla sospensione dei voli dopo i numerosi missili iraniani caduti sull’Emirato. (LA DIRETTA)
L’artista si trovava in città per partecipare al Gala della Canzone Italiana, un evento ispirato alla tradizione di Sanremo. Il suo aereo avrebbe dovuto riportarla in Italia, ma non è mai decollato."Sabato siamo rimasti per ore in aeroporto", racconta. "Poi ci hanno portati in pullman verso un albergo, ma quando siamo arrivati abbiamo scoperto che era già al completo".
Droni intercettati e detriti in città: “Attacchi sopra le nostre teste”
Corna nel suo racconto dice di aver cambiato alloggio per motivi di sicurezza: la stanza che aveva in origine si affacciava proprio sulla zona del Burj Al Arab, colpita dalla caduta di frammenti di droni. “In serata abbiamo sentito diversi attacchi sopra le nostre teste e il rumore di aerei militari”, dice. “I nostri telefoni suonano spesso, ci avvisano di non uscire e di stare lontani da porte e finestre”.
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Tra ansia e attesa: “È una sensazione bruttissima”
Corna racconta una notte quasi insonne: “È difficile dormire, c’è un clima di grande insicurezza. Aspettiamo notizie”. Per distrarsi, confida di aver seguito “il Festival di Sanremo per non pensare ai droni o ai missili”. Il mattino dopo, però, non ha portato alcun sollievo: “Hanno bombardato tutta la notte. Non abbiamo notizie sul rientro”.