Incendio Notre Dame, polemiche sui soccorsi. "La cattedrale non era assicurata"

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La Francia si interroga sui lavori che avrebbero causato il rogo e i ritardi nell’intervento dei soccorritori: si indaga per disastro colposo. Gara di solidarietà: donazioni promesse per la ricostruzione a 700 milioni di euro. Il padre rettore: "Resterà chiusa 5-6 anni"

In Francia è il momento delle domande e delle polemiche dopo l’incendio che ha devastato la cattedrale di Notre Dame (IL LIVEBLOG). Il rogo è stato spento del tutto ma ora ci si interroga sui soccorsi giunti in ritardo e sul restauro da cui sarebbero scaturite le fiamme (LA DISTRUZIONE - PRIMA/DOPO - L'INTERNO DOPO IL ROGO - OMAGGIO DELLE STAR - IL MONDO PIANGE CON QUASIMODO E TOUR EIFFEL). Mentre continuano le perlustrazioni e i lavori dei pompieri per mettere in sicurezza la cattedrale, con alcune zone che sono ancora a rischio crollo. Secondo i media francesi, la cattedrale non era assicurata e in questi casi lo Stato è assicuratore di sé stesso per gli edifici religiosi di cui è proprietario. Gran parte dei costi per il restauro della chiesa incendiata lunedì, quindi, saranno a carico delle casse pubbliche. "Lo Stato farà quello che serve”, ha detto il ministro della Cultura, Franck Riester. Verranno in suo aiuto le sottoscrizioni della colletta privata, che ieri ha toccato 700 milioni di euro e dovrebbe superare oggi il miliardo. Oggi il Consiglio dei ministri sarà "interamente dedicato" all'incendio, riferisce l’Eliseo. Ieri Macron ha promesso: "Ricostruiremo Notre Dame entro 5 anni, ancora più bella. Ce la possiamo fare". Il sacerdote rettore della cattedrale ha fatto sapere che la chiesa rimarrà chiusa al pubblico per cinque-sei anni, mentre il premier francese Edouard Philippe ha annunciato l'avvio di un concorso internazionale per architetti per la ricostruzione della guglia distrutta dalle fiamme (ANNI PER LA RICOSTRUZIONE - OPERE D'ARTE IN SALVO - IL CAPPELLANO EROE - LE INDAGINI SULLE CAUSE DEL ROGO). 

Le polemiche

Per quanto riguarda l'incendio, le autorità hanno spiegato che "una prima allerta si è avuta alle 18.20", ma che in quel momento non era stato individuato alcun focolaio. "Una seconda allerta si è avuta alle 18.43, a quel punto le fiamme sono state individuate e la chiesa, dove era appena iniziata la messa, è stata evacuata” (IL ROBOT DEI POMPIERI), spiega Remy Heitz, il procuratore di Parigi, che sta vagliando quei 23 fatali minuti in cui si è deciso di non agire. L'inchiesta avviata è per "disastro colposo" e da questa ipotesi gli inquirenti non si spostano. Ma il ritardo e l'inefficacia iniziale dell'intervento dei pompieri - lodati poi per aver salvato la struttura della cattedrale - e soprattutto la notizia del primo allarme ignorato hanno fomentato le polemiche. Anche se, già dall'altra sera, è stata definitivamente archiviata quella sul mancato utilizzo di Canadair, ipotesi suggerita da un tweet del presidente americano Donald Trump: gli esperti sono unanimemente d'accordo con la Protezione civile, che ha escluso tale eventualità poiché bombardare d'acqua monumenti così delicati può facilmente provocarne il crollo generale (L'IPOTESI DI UN CORTOCIRCUITO).

Le indagini per l’incendio

Al momento non c’è nessuna indicazione di atto doloso. La pista più accreditata è quella “accidentale": alle indagini lavorano 50 investigatori. Secondo quanto riferito dal procuratore Rèmy Heitz, "cinque società sono intervenute nel cantiere, e oggi gli inquirenti hanno cominciato a sentire i lavoratori di queste società” (IL CROLLO DELLA GUGLIA - LE PRIME IMMAGINI DALL'INTERNO DELLA CATTEDRALE - IL ROBOT CHE HA SPENTO LE FIAMME - TESTIMONIANZE SOCIAL). L'incendio è stato in parte collegato al cantiere di ristrutturazione della guglia gotica, dalla quale nei giorni scorsi sono state tirate giù 16 statue di rame. Secondo le prime indicazioni dei pompieri, il rogo si sarebbe sviluppato da un'impalcatura presente sul posto per i lavori di restauro, mentre Le Parisien cita una fonte di polizia secondo la quale una saldatura sul telaio di legno avrebbe causato il primo focolaio. Un responsabile del cantiere ha comunque assicurato che "le procedure di sicurezza sono state rispettate".

Macron: ricostruiremo in cinque anni

Ieri il presidente francese Macron ha detto: “Siamo un popolo di costruttori, ricostruiremo la cattedrale entro cinque anni e sarà anche più bella”. Ma i danni sono ingenti: la volta della navata centrale è crollata, salve invece le torri e le opere d'arte, che saranno trasferite al Louvre. Le autorità hanno comunicato che la struttura della cattedrale "tiene bene", anche se sono state individuate delle "vulnerabilità" nell'edificio, soprattutto a livello della volta e di un timpano del transetto nord che deve essere messo in sicurezza" (SALVO IL GALLO DELLA GUGLIA).

La gara di solidarietà

Intanto prosegue senza sosta la gara alla solidarietà per la ricostruzione: miliardari come Pinault (il primo a lanciarsi nella corsa, con 100 milioni di euro promessi) e Arnault (patron di LVMH) con 200 milioni, seguiti da Bettencourt (200 milioni) e da imprese come Total, hanno totalizzato oltre 700 milioni in poche ore. Ma si muovono anche istituzioni pubbliche, enti, università, che offrono il savoir-faire dei loro esperti e il background dei tecnici. La sindaca Hidalgo ha invocato una conferenza mondiale dei donatori, l'Unesco ha offerto la sua perizia in tema di monumenti danneggiati (LA SOLIDARIETA' DEI CALCIATORI).

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