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Cesare Battisti arrestato in Bolivia. È già in volo per l’Italia

5' di lettura

L’ex terrorista, latitante da dicembre, bloccato a Santa Cruz de la Sierra da una squadra dell’Interpol con investigatori italiani, è già in aereo. Decisiva la segnalazione di un vicino di casa. Bonafede: "Sconterà l'ergastolo"

L’ex terrorista Cesare Battisti (CHI È) dopo l'arresto in Bolivia (IL VIDEO DEL PEDINAMENTO) è già in volo verso l'Italia (liveblog). Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, su Facebook, aveva confermato che sarebbe stato estradato direttamente. Poco fa ha commentato su Twitter: “È fatta”. Battisti atterrerà a Ciampino in tarda mattinata. La decisione di far arrivare Battisti in Italia direttamente dalla Bolivia permetterà alla giustizia italiana di fargli scontare la pena dell'ergastolo, aveva spiegato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede su Twitter (LE REAZIONI ALLA CATTURA). Al rientro nel nostro Paese "Battisti sarà portato nel carcere più vicino allo scalo di atterraggio. Presumibilmente sarà Rebibbia”, ha fatto sapere Bonafede. (LE FOTO DELLA CATTURA).

Conte: Battisti rientrerà in Italia nelle prossime ore

"Cesare Battisti rientrerà in Italia nelle prossime ore, con un volo in partenza da Santa Cruz e diretto a Roma. Poco fa - ha scritto il premier - ho sentito al telefono il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, che ho voluto ringraziare a nome di tutto il governo italiano per l'efficace collaborazione che ha portato alla cattura di Battisti. E allo stesso modo ringrazio le autorità boliviane. È un grazie con il quale sento di interpretare anche il sentimento delle famiglie delle vittime e di tutti coloro che chiedevano fosse fatta giustizia. Siamo soddisfatti di questo risultato che il nostro Paese sta aspettando da troppi anni" (I TERRORISTI ITALIANI DI SINISTRA LATITANTI ALL'ESTERO). 

La dinamica della cattura 

Battisti è stato arrestato alle 17 di ieri (le 22 in Italia) da una squadra speciale dell'Interpol formata anche da investigatori italiani e brasiliani, mentre camminava in una strada di Santa Cruz de La Sierra, popolosa città nell'entroterra boliviano (LA STORIA DELLA CATTURA). Gli investigatori sarebbero arrivati a lui grazie alla segnalazione di un vicino di casa in  Bolivia, che lo avrebbe riconosciuto grazie agli identikit diffusi dall'Interpol all'indomani della sua fuga dal Brasile nel Paese. L'ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac), si apprende fa fonti del Viminale, non era armato e non ha opposto resistenza. Ha parlato in portoghese per rispondere alla polizia e ha mostrato un documento brasiliano che confermava la sua identità. La squadra speciale dell'Interpol aveva indirizzato le ricerche intorno a Santa Cruz poco prima di Natale e sarebbero state le indagini disposte e coordinate dalla Procura Generale di Milano a portare alla sua individuazione. A quanto si è appreso, l'avvocato generale Nunzia Gatto, subito dopo la fuga dell'ex terrorista dal Brasile, ha avviato accertamenti affidati alla Digos. Ieri è stata circoscritta la zona nella quale Battisti si era nascosto, sono stati quindi compiuti appostamenti in almeno tre-quattro aree differenti, finché l'ex terrorista è stato accerchiato e bloccato con il supporto della polizia boliviana (LE REAZIONI DEI FAMILIARI DELLE VITTIME). 

Era tenuto sotto controllo dall'intelligence

In tutti questi anni in cui è vissuto in Brasile, si apprende da fonti del Viminale, Battisti è stato tenuto sotto controllo dall'intelligence italiana, che non lo ha mai perso di vista. Ma solo con l'elezione di Bolsonaro si sono intensificati i contatti con le forze di polizia brasiliane. Dopo la fuga, il pool di investigatori della Criminalpol e dell'Antiterrorismo arrivato in Brasile per collaborare con i colleghi brasiliani, ha impiegato qualche giorno per riannodare i fili e trovare la pista giusta, fino a quando ha rintracciato Battisti in Bolivia. La certezza che fosse lui polizia e intelligence la hanno avuta una settimana fa e da quel momento sono stati pianificati tutti i dettagli del blitz che è scattato ieri in accordo con le autorità locali. Durante la latitanza avrebbe cambiato più cellulari. "C'è stata un rete di protezione che lo ha aiutato e sulla quale stiamo facendo accertamenti”, ha detto il capo dell'antiterrorismo Lamberto Giannini. Battisti al momento è trattenuto dalle autorità boliviane ma con lui ci sono anche due agenti dell’Antiterrorismo e della Criminalpol, in attesa che arrivi l'aereo già partito dall'Italia.

Era latitante da dicembre

Battisti era latitante in Brasile dopo la decisione del magistrato del Supremo Tribunale Federale (Stf) brasiliano Luis Fux che il 13 dicembre ne aveva ordinato l'arresto per "pericolo di fuga" in vista di una possibile estradizione in Italia, dopo che il presidente uscente Temer aveva firmato un ordine di estradizione. Il successore Bolsonaro ha poi impresso un deciso cambio di passo alla vicenda, esprimendosi prima ancora di essere eletto a favore della riconsegna all'Italia di Battisti e rovesciando così la decisione dell'allora presidente Lula da Silva di concedere asilo politico all'ex terrorista condannato all'ergastolo in Italia per quattro omicidi.

L'esultanza di Bolsonaro e Salvini

Tra i primi a commentare la notizia il deputato federale Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente Jair Bolsonaro, che in mattinata ha scritto: "Matteo Salvini, il 'piccolo regalo' sta arrivando”. Poco dopo il ministro dell'Interno italiano ha esultato prima sui social e poi ai microfoni di Sky tg24: "La pacchia è finita". Infine anche il presidente brasiliano ha commentato: "Finalmente giustizia sarà fatta per l'assassino italiano e compagno di ideali di uno dei governi più corrotti che siano mai esistiti al mondo". Bolsonaro ha anche scritto a Salvini "Conta sempre su di noi".

Data ultima modifica 13 gennaio 2019

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