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Cesare Battisti è nel carcere di Oristano: sarà sei mesi in isolamento

5' di lettura

Dopo la cattura in Bolivia, l'ex terrorista è arrivato allo scalo romano poco dopo le 11.30. Ad aspettarlo, i ministri Salvini e Bonafede. E' stato poi trasferito in Sardegna: starà in cella da solo 

Dopo l'atterraggio poco dopo le 11.30, a Ciampino, nel pomeriggio Cesare Battisti (CHI È) è arrivato ad Oristano. Meno di 48 ore dopo l'arresto dell'Interpol in Bolivia, l'ex terrorista è in cella nel carcere di Massama dove sconterà l'ergastolo  (IL LIVEBLOG SUL RIENTRO DI BATTISTI IN ITALIA). Oltre trentasette anni di latitanza si concludono con il carcere a vita e senza la concessione di benefici, a cominciare da sei mesi di isolamento diurno. "Ora so che andrò in prigione": sono state le prime parole che Battisti ha detto, parlando con i funzionari drll'Antiterrorismo che lo hanno accolto nell'aeroporto romano. Ma il capitolo Battisti non è completamente chiuso. La Procura di Milano, infatti, ha aperto una nuova inchiesta sulla rete di protezione, anche italiana, dell'ex terrorista che durante la latitanza, per sfuggire alla cattura, ha utilizzato anche i social e comunicato con Skype. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini intanto lancia la caccia alle altre 'primule rosse' del terrorismo rosso e nero, a cominciare da Alessio Casimirri, condannato all'ergastolo per sequestro e uccisione di Moro (I TERRORISTI ITALIANI DI SINISTRA ALL'ESTERO. Lo stesso Salvini, insieme al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, è al centro di una polemica. Le forze di opposizione li accusano di aver cavalcato mediaticamente in modo eccessivo la cattura del latitante (IL RACCONTO DEGLI AGENTI CHE LO HANNO CATTURATO). 

L'arrivo a Ciampino e il trasferimento a Oristano

Proprio Salvini e Bonadede hanno atteso l'arrivo del Falcon 900 del governo italiano all'aeroporto romano di Ciampino (LE FOTO DELL'ATTERRAGGIO). "Oggi è una giornata di giustizia per la memoria delle vittime di questo criminale, per i loro famigliari e per tutti gli italiani", ha scritto questa mattina Salvini su Twitter. Nel pomeriggio l'ex terrorista è atterrato a Cagliari e da lì è stato trasferito in cella a Oristano. Il cambio di carcere - in un primo momento era stato annunciato Rebibbia - è stato spiegato dal Guardasigilli Bonafede con "valutazioni legate alle condizioni particolari di sicurezza". Battisti è stato inserito nella sezione As2, il circuito di alta sicurezza riservata ai terroristi: cella da solo e 6 mesi di isolamento diurno. Come hanno spiegato il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso e il sostituto pg Antonio Lamanna, Cesare Battisti rientra nei casi dell'ergastolo ostativo: non ha cioè la possibilità di ottenere benefici nell'esecuzione della pena, almeno se le condizioni non cambiano.

Conte: "Percorso più sicuro e veloce"

Per l'ex militante dei Pac non c'è stato nessun passaggio dal Brasile, ma l'arrivo diretto dalla Bolivia dopo che il Paese ha emesso un decreto di espulsione immediata nei suoi confronti. In conferenza stampa a Palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte ha ringraziato i governi brasiliano e boliviano per la collaborazione offerta che ha consentito "il percorso più sicuro e veloce" per l'Italia. Senza quindi la tappa in Brasile che avrebbe impedito la pena dell'ergastolo. "E' un grande risultato che dovevamo ai familiari delle vittime", ha detto  (LA GIOIA DEI FAMIGLIARI DELLE VITTIME). Salvini, da parte sua, ha parlato di "37 anni di attesa per vedere questo balordo. Ora marcirà in galera", anche se "in ritardo: si è goduto decenni con morti sulla coscienza senza mai chiedere scusa, nè ammettere colpe".

Il fratello: "Cesare non è colpevole"

Intanto, l'ex compagna brasiliana, Priscila Luana Pereira, ha auspicato una riduzione di pena: "Cesare è stato giudicato in contumacia e la sentenza è molto dura. Lui ha già una certa età e problemi di salute, come l'epatite". L'ex terrorista ha nominato il suo nuovo difensore italiano: Davide Steccanella, legale anche di Vallanzasca. L'atteggiamento di Battisti a Ciampino, prima del trasferimento in questura per il fotosegnalamento, non è sembrato spavaldo a chi gli ha parlato, ma stanco e rassegnato. Due sole telefonate ha chiesto di poter fare dopo l'arresto, entrambe in Italia: alla figlia e al fratello. Proprio il fratello Vincenzo si è detto convinto della sua innocenza: "Per me Cesare non ha ammazzato nessuno. Non è colpevole. I processi furono in contumacia. Voglio rimanergli vicino".

Le polemiche

Il "comitato di accoglienza" a Ciampino non è piaciuto all'opposizione che ha attaccato il governo. "Qualche passerella di troppo, in aeroporto, me la sarei risparmiata", ha detto l'ex premier Paolo Gentiloni. Per il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani "Battisti deve essere accolto nelle patrie galere, non da un codazzo di politici". I Radicali giudicano "avvilente vedere due dei massimi esponenti del Governo andare ad accogliere un condannato in via definitiva per reati gravissimi all'aeroporto". Il premier Conte non ci sta: "il fatto che il Governo informi sui passaggi" che hanno portato alla cattura del latitante "è un valore non un disvalore". Bonafede, "di fronte a un momento storico", si chiede "perché due ministri non dovevano essere presenti per dire con orgoglio che chi sbaglia paga e che la giustizia deve fare il suo corso".

La lunga latitanza

Si chiude il cerchio, dunque, sulla lunga latitanza internazionale di Battisti iniziata nell'ottobre del 1981 quando l'ex terrorista evase dal carcere di Frosinone: prima in Francia, poi in Messico, di nuovo in Francia, quindi in Brasile e, infine, l'ultima illusione svanita con l'arresto mentre vagava nelle strade di Santa Cruz de la Sierra: la Bolivia di Evo Morales, che ha respinto la sua richiesta di asilo. Una fuga lunga quattro decenni che riporta il 64enne originario di Cisterna di Latina al punto di partenza: un carcere italiano. E questa volta sembra davvero difficile ipotizzare una nuova evasione.

Data ultima modifica 14 gennaio 2019 ore 22:00

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