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I terroristi italiani di sinistra latitanti all'estero

4' di lettura

Non solo Cesare Battisti. Personaggi delle Br, di Prima Linea, di Lotta Continua, di Potere Operaio: sono una cinquantina le “primule rosse” che hanno trovato rifugio in giro per il mondo. Tantissimi sono stati accolti in Francia per la dottrina Mitterand

L'arresto in Bolivia dell’ex terrorista Cesare Battisti (CHI È- IL VIDEO DELLA CATTURA) riaccende i riflettori sul lungo elenco dei terroristi “rossi” ancora ricercati e latitanti in giro per il mondo. Personaggi di spicco delle Brigate Rosse, di Prima Linea, di Lotta Continua, dei Nuclei Terroristi combattenti di Potere Operaio: sono una cinquantina le persone condannate in via definitiva che si sono sottratte alla giustizia italiana e hanno trovato riparo in Francia, Nicaragua, Argentina, Cuba, Algeria, Libia, Angola (PRIMA NOTTE IN CARCERE PER BATTISTI).

La latitanza di Casimirri in Nicaragua

Tra gli ex brigatisti rossi spicca per importanza Alessio Casimirri, condannato con sentenza definitiva per il sequestro Moro, latitante secondo le ultime notizie in Nicaragua. Casimirri, indicato come componente del commando che sequestrò Aldo Moro e uccise i cinque uomini di scorta nel 1978, è stato condannato in contumacia a sei ergastoli. Nella sua latitanza è diventato cittadino nicaraguense e gestisce un ristorante sulla costa. All’estero anche Alvaro Lojacono, a sua volta coinvolto nei fatti di via Fani: dopo esser passato per vari Paesi (Nord-Africa e Sud America) ne avrebbe anche acquisito la cittadinanza (con il nome di Alvaro Baragiola).

Per molti è scattata la prescrizione

Nel frattempo, dopo tanti anni trascorsi dal momento del reato, per alcuni latitanti è scattata la prescrizione. Come è accaduto per Manlio Grillo: ricercato per il rogo di Primavalle, nel quale morirono i fratelli Mattei, ha trovato rifugio, come Casimirri, in Nicaragua. È stato latitante anche il suo ex compagno di Potere Operaio Achille Lollo, per la precisione in Brasile, in cui nel 1993 il Tribunale supremo federale ha rigettato la richiesta di estradizione presentata dall'Italia. Per entrambi le condanne a 18 anni di reclusione per i fatti di Primavalle sono cadute in prescrizione. In prescrizione anche i reati commessi dall'ex leader di Potere Operaio Oreste Scalzone, condannato a 16 anni, rifugiato in Francia e tornato in libertà nel 2007.

La dottrina Mitterand

Proprio la Francia, tra il 1978 e il 1982, è diventata la meta di una vera e propria migrazione, con 400-500 esponenti della galassia eversiva italiana riversatisi Oltralpe. Tra i rifugiati a Parigi fino al 2004 figurava anche Cesare Battisti: dopo quella data, quando si stava avvicinando la sua estradizione per una condanna all'ergastolo, aveva però fatto perdere le sue tracce, per poi riapparire a Rio de Janeiro, in Brasile, dove nel 2007 è stato arrestato una prima volta e detenuto in carcere a Brasilia fino al giugno 2011. Il Paese d’Oltralpe è diventato nel corso degli anni un simbolo per i latitanti legati al terrorismo rosso, anche in virtù della protezione giuridica dovuta alla cosiddetta dottrina Mitterrand: “La Francia valuterà la possibilità di non estradare cittadini di un Paese democratico autori di crimini inaccettabili”, nel caso di richieste avanzate da Paesi “il cui sistema giudiziario non corrisponda all’idea che Parigi ha delle libertà”. Tra questi Giorgio Pietrostefani, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi e Enrico Villimburgo, altro brigatista condannato all'ergastolo nel processo Moro-ter; la primula rossa Simonetta Giorgieri e Carla Vendetti, sospettate di contatti con le nuove Brigate Rosse; Sergio Tornaghi, legato alla colonna milanese delle Br 'Walter Alasia', Roberta Cappelli, oggi architetto, della colonna romana.

Persichetti, uno dei pochi estradati dalla Francia

Uno dei pochissimi a essere stato estradato dalla Francia è Paolo Persichetti, che ha militato nelle Br-Unione dei Comunisti Combattenti: consegnato il 25 agosto del 2002 alle autorità giudiziarie italiane, è stato condannato a 22 di carcere per concorso morale nell'omicidio del generale Licio Giorgieri e scarcerato definitivamente nel 2014.

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