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Cesare Battisti ha passato la prima notte in carcere: "Sono malato, ora sono cambiato"

4' di lettura

L’ex latitante si trova nella struttura di Alta sicurezza di Oristano-Massama. È arrivato ieri all’aeroporto di Ciampino dalla Bolivia. Sconterà l’ergastolo e, per i primi sei mesi, sarà in isolamento diurno. Il fratello: è una vittima

Cesare Battisti (CHI È) ha passato la sua prima notte in cella, nel carcere di Alta sicurezza di Oristano-Massama. "Mi dite in quale parte del mondo mi trovo? Ormai è tutto finito, ho 64 anni, sono malato, sono cambiato", sarebbero state le prime parole, secondo quanto riferito dall'ex parlamentare sardo Mauro Pili, dell'ex latitante che, dopo essere arrivato in Sardegna nel primo pomeriggio di ieri, ha effettuato le normali procedure previste per ogni detenuto in arrivo: è stato visitato, poi schedato all'ufficio matricola e portato in cella, nella sezione AS2. Poi ha cenato con pasta, carne, verdura e frutta. Battisti ha anche parlato con diversi agenti penitenziari ed è stato a colloquio con il direttore del carcere e con un educatore. Questa mattina ha incontrato il suo avvocato Davide Steccanella. L'ex terrorista resterà in isolamento diurno per sei mesi e sconterà l’ergastolo, dopo 37 anni di latitanza. Nel frattempo, la Procura di Milano ha aperto una nuova inchiesta sulla rete di protezione dell'ex membro dei Pac, mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha lanciato la caccia agli altri latitanti del terrorismo  (I TERRORISTI ITALIANI DI SINISTRA ALL'ESTERO). 

"Stanco e spaesato"

Dopo l'arrivo in Italia, ieri, le operazioni della penitenziaria hanno avuto una prima fase burocratica e poi Battisti è stato sottoposto, come da prassi, a perquisizione personale. A parte gli indumenti e poco denaro, non aveva con sé praticamente nulla, tranne la foto di uno dei figli. "Posso tenerla?", ha chiesto agli uomini del Gom, il Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria. La procedura non consente di trattenere effetti personali, ma la fotografia è stata presa in consegna insieme ai pochi effetti personali e sarà tenuta da parte. Dopo l'arrivo a Ciampino, Battisti è stato portato in questura a Roma e poi a Pratica di Mare. Da qui, il volo per la Sardegna. "Durante tutte queste fasi non ha mai fatto resistenza e ha firmato con tranquillità il verbale, ma è apparso molto stanco e spaesato", racconta un ispettore del Gom. Sull'aereo "era molto disorientato. Ha cercato di dormire, ma non ci è riuscito. Non ha parlato se non per chiedere più volte 'dove mi state portando?'", raccontano gli agenti. 

Il racconto dei poliziotti

"Battisti non ha fatto errori, è probabile che fosse stanco di fuggire ma la sua latitanza era ben organizzata: forse, l'unica sua debolezza, quella che l'ha tradito, è stata la voglia di passeggiare", spiegano il primo dirigente Emilio Russo e il vicequestore Giuseppe Codispoti, i poliziotti che ieri quando Battisti è sceso dall'aereo erano alla sua destra e alla sua sinistra, intervistati anche da Sky TG24. Sono loro che, assieme ai colleghi delle polizia boliviana, lo hanno braccato per le strade di Santa Cruz de la Sierra, nei luoghi dove era stato "agganciato" il 4 gennaio l'ultimo segnale del telefono di Battisti. Quando è stato fermato l'ex terrorista non pensava ci fossero dietro gli italiani ed è rimasto tranquillo. Poi però quando in caserma ha visto i due poliziotti è crollato: "L'arresto è stata per lui quasi una liberazione, ci ha detto che siamo stati bravi e che percepiva il nostro fiato sul collo".

L’arrivo in Italia e il carcere ad alta sicurezza

Cesare Battisti è tornato in Italia, ieri, meno di 48 ore dopo il suo arresto in Bolivia e senza passare dal Brasile. Atterrato all’aeroporto di Ciampino, l’ex latitante è stato trasferito già nel pomeriggio in Sardegna nel carcere di Oristano (LE FOTO DELL'ATTERRAGGIO). La struttura è considerata infatti adeguata vista la presenza di una sezione di alta sicurezza riservata ai terroristi: Battisti rimarrà in cella da solo e in isolamento diurno per sei mesi. Per lui si parla infatti di ergastolo ostativo, senza la possibilità di ottenere benefici nell'esecuzione della pena, almeno se le condizioni non cambiano. Intanto il fratello di Battisti, Vincenzo, ha attaccato: "Cesare è una vittima" e che se parlasse "farebbe crollare la politica, non hanno mai voluto che parlasse perché sono tutti compromessi".

Data ultima modifica 15 gennaio 2019 ore 14:53

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