"Sussiste in maniera concreta il pericolo che possa commettere altri delitti della stessa specie". È quanto sostiene la Gip nell'ordinanza con cui ha convalidato l'arresto del 31enne che sabato ha ferito otto persone gettandosi a tutta velocità sulla folla a bordo della sua auto in centro a Modena. L'accusa è di strage con l'aggravante delle lesioni gravissime. Non sono state chieste dalla procura le aggravanti di premeditazione e terrorismo. L'uomo ha parlato dal carcere: "Sapevo che quel giorno sarei morto, ho bisogno che qualcuno mi capisca". In ospedale restano quattro feriti
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Salim El Koudri sabato pomeriggio a Modena "voleva colpire più persone possibile" e "sussiste in maniera concreta il pericolo che possa commettere altri delitti della stessa specie". È quanto sostiene la Gip del Tribunale di Modena nell'ordinanza con cui ha convalidato l'arresto del 31enne che sabato ha ferito otto persone gettandosi a tutta velocità sulla folla a bordo della sua auto in centro a Modena. Secondo la gip al momento "non ci sono elementi per ritenere che il gesto compiuto sabato pomeriggio sia una conseguenza della patologia - disturbo schizoide di personalità - per il quale Salim El Koudri era stato in cura al Centro per la salute mentale di Castelfranco Emilia".
Confermata la custodia cautelare in carcere. La decisione è arrivata dopo alcune ore dall'udienza preliminare, svoltasi nel carcere di Modena, durante la quale l'avvocato di El Koudri, Fausto Gianelli, non si era opposto alla richiesta della Procura. L'accusa è di strage con l'aggravante delle lesioni gravissime. Non sono state chieste dalla procura le aggravanti di premeditazione e terrorismo.
La giudice per le indagini preliminari nel convalidare l'arresto di Salim El Koudri ha disposto anche che l'Amministrazione penitenziaria "sottoponga a un periodo di osservazione le condizioni psichiche dell'indagato, con l'eventuale trasferimento" in reparti specializzati.
Intanto il 31enne ha parlato dal carcere. L'uomo ha riferito frasi confuse: "Sapevo che quel giorno sarei morto, ho bisogno che qualcuno mi capisca", ha detto al suo avvocato. Spuntano delle mail di 5 anni fa. Frasi rabbiose e ingiuriose verso l'ateneo di Modena che non gli dava un impiego: "Cristiani bastardi, brucio Gesù". Poi si rammaricava "per la maleducazione". Ora ha chiesto "un prete e una Bibbia".
In ospedale restano ancora quattro feriti: migliora la donna di 69 anni con le gambe amputate, ora è cosciente.
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Auto sulla folla a Modena, convalidato arresto di El Koudri
Convalidato il fermo per Salim El Koudri, il 31enne che sabato ha ferito otto persone gettandosi a tutta velocità sulla folla a bordo della sua auto in centro a Modena. L'accusa è di strage con l'aggravante delle lesioni gravissime. Non sono state chieste dalla procura le aggravanti di premeditazione e terrorismo. L'uomo ha parlato dal carcere: "Sapevo che quel giorno sarei morto, ho bisogno che qualcuno mi capisca". In ospedale restano quattro feriti.
Auto sulla folla a Modena, convalidato arresto di El Koudri
Vai al contenutoAuto su folla a Modena, Mattarella e Meloni in visita. Le reazioni
Diversi esponenti politici hanno commentato quanto accaduto ieri a Modena, dove un uomo di 31 anni ha investito in auto numerose persone nel centro cittadino. Per Vannacci “non può essere derubricato a semplice episodio di cronaca o a follia di uno squilibrato”, mentre la Lega promette una "stretta su permessi soggiorno e più espulsioni". Contrario Tajani: "L'uomo non ha un permesso di soggiorno, è cittadino italiano". Calenda: “Tanti sciacalli a due zampe strumentalizzano a fini elettorali”.
Auto su folla a Modena, Mattarella e Meloni in visita. Le reazioni
Vai al contenutoAuto sulla folla a Modena, chi è l’investitore Salim El Koudri
Nato nel 1995 in provincia di Bergamo, ma residente a Ravarino, non ha precedenti giudiziari. Era però già stato in cura nei centri di salute mentale: anche dalla perquisizione degli inquirenti a casa sua sarebbero emersi "forti segni di instabilità". Ecco cosa sappiamo su di lui.
Auto sulla folla a Modena, chi è l’investitore Salim El Koudri
Vai al contenutoAuto su folla a Modena, in migliaia per il presidio in Piazza Grande
I cittadini di Modena si sono riuniti in Piazza Grande per dimostrare il loro sostegno e la loro vicinanza alle sette persone rimaste ferite sabato 16 maggio dall'auto guidata da Sali el Koudri. Mezzetti: "Generalizzare che tutti gli stranieri sono da mandare a casa è una castroneria degna di sciacalli".
Auto su folla a Modena, in migliaia per il presidio in Piazza Grande
Vai al contenutoGip: "Gesto di particolare allarme sociale, El Koudri potrebbe colpire in altre città"
Un reato "efferato e di particolare allarme sociale" poiché "compiuto in pieno giorno, lungo una delle vie cittadine più frequentate" e l'azione può essere "facilmente replicabile in qualsiasi altro contesto urbano, senza peraltro necessità di alcuna preparazione o strumentazione specifica". Un comportamento, quello messo in atto sabato 16 maggio da Salim El Koudri, che a dire della giudice per le indagini preliminari di Modena Donatella Pianezzi è idoneo a configurare il reato di strage. Il 31enne, nato a Bergamo e di origini marocchine, "ha percorso ad altissima velocità una via del centro cittadino, di solito percorsa da numerosi pedoni e ciclisti, in un soleggiato sabato pomeriggio di maggio, in un orario in cui erano dunque presenti tanti cittadini, turisti ed avventori degli esercizi commerciali che venivano da lui raggiunti in maniera del tutto indiscriminata e indeterminata". Una volontà di mettere in pericolo la vita e l'incolumità fisica della collettività che può essere desunta, si legge nel provvedimento di convalida del fermo e della custodia cautelare in carcere, dal mezzo utilizzato, "ossia un'autovettura lanciata a forte velocità che ha poi preso la traiettoria del marciapiede e che, dunque, si è rivelata un'arma assolutamente potente ed estremamente efficace". Salim El Koudri a bordo della propria auto, "si è scagliato ad elevata velocità contro ignari passanti intenti ad affollare le vie centrali del centro storico della città, di sabato pomeriggio, ponendo cosi in essere una condotta idonea a ledere un numero indeterminato di soggetti, come desumibile anche dalla traiettoria seguita dall'autovettura che è andata anche sopra i marciapiedi". Una corsa che ha lasciato sull'asfalto sette feriti, di cui quattro ancora gravi tra cui una donna a cui hanno amputato le gambe. Un tragitto terminato contro la vetrina di un negozio. El Koudri si è dato alla fuga "tentando prima di rimettere in moto l'autovettura e dopo, allontanandosi a piedi impugnando un coltello, arma con cui ha colpito anche uno dei cittadini che, in maniera coraggiosa, hanno tentato di fermarlo". Per la la giudice "è evidente che, se lasciato in libertà, l'indagato potrebbe reiterare condotte violente nei confronti di un numero indeterminato e indeterminabile di soggetti, anche in contesti diversi dalla città di Modena".
Gip: "El Koudri violento e privo di autocontrollo, resta oscuro il movente"
Un gesto che denota "una specifica capacità criminale, una completa assenza di autocontrollo dei propri impulsi e delle proprie azioni nonché un'efferatezza nell'esecuzione del proposito criminale maturato". E' uno dei passaggi del provvedimento con cui la giudice per le indagini preliminari di Modena Donatella Pianezzi ha convalidato il fermo per Salim El Koudri e confermato il carcere per l'uomo che con la sua auto ha investito e ferito sette pedoni in pieno centro a Modena. "Anche la condotta violenta e aggressiva posta in essere dopo aver abbandonato l'auto, nel momento in cui si dava alla fuga armato di un coltello che brandiva e utilizzava nei confronti dei suoi inseguitori, è un evidente indice del pericolo di reiterazione del reato" scrive la gip che riconosce il pericolo di fuga e il rischio di reiterazione del reato come esigenze che rendono il carcere l'unica misura possibile di custodia. "Va infatti considerato anche che - allo stato - non è stato ancora possibile accertare le ragioni e il movente dell'azione criminosa e che ciò, in questa fase, rende ancora più preganti le esigenze cautelari" sottolinea la giudice Pianezzi.
Gip: "El Koudri ha disturbo schizoide ma da valutare se gesto è legato a patologia"
"Non vi sono, allo stato, elementi concreti e conclusivi per ritenere che i fatti siano stati compiuti in presenza di una causa di non punibilità o che sussista allo stato una causa di estinzione del reato". E' uno dei passaggi del provvedimento con cui la giudice per le indagini preliminari di Modena Donatella Pianezzi ha convalidato il fermo per Salim El Koudri e confermato il carcere per l'uomo che con la sua auto ha investito e ferito sette pedoni in pieno centro a Modena. "D'altronde se è vero che dalla documentazione sanitaria in atti emerge che El Koudri sarebbe affetto da un disturbo schizoide di personalità e che sia stato in cura presso il dicentro di salute mentale Castelfranco Emilia, tuttavia non vi sono alla stato elementi per ritenere che il gesto da lui compiuto sia conseguenza di tale patologia né che lo stesso fosse incapace di intendere e di volere al momento della commissione del fatto". Ma, proprio alla luce della documentazione agli atti, la giudice ritiene sia comunque, "quanto meno opportuno, disporre un periodo di osservazione psichiatrica", una vigilanza demandata all'amministrazione penitenziaria.
Modena, chi è Luca Signorelli: l'uomo che ha bloccato l'aggressore
Signorelli è stato il primo a fermare il 31enne che a bordo della sua auto ha travolto e ferito otto persone, di cui quattro gravi. Dopo Signorelli, ferito alla testa con un coltello dall'aggressore, anche altri passanti sono intervenuti per fermarlo. Tutti hanno ricevuto il plauso delle istituzioni, dal presidente Mattarella - che ha ringraziato "quei cittadini che con coraggio hanno bloccato il colpevole" - alla premier Meloni, che ha lodato il gesto anche con un post sui social.
Modena, chi è Luca Signorelli: l'uomo che ha bloccato l'aggressore
Vai al contenutoTajani: "L'integrazione non si costruisce con le paure ma riconoscendo il bene"
"L'integrazione si costruisce anche così: non con gli slogan, non con le paure, non con il lassismo, non con le generalizzazioni, ma con il riconoscimento pubblico di chi sceglie da che parte stare. A Modena alcuni uomini hanno scelto la parte giusta: meritano un riconoscimento e decideremo quale. L'Italia deve saperlo dire". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani in una lettera al Foglio tornando a chiedere un riconoscimento per chi, a Modena, è prontamente intervenuto per bloccare Salim El Koudri dopo che con l'auto aveva falciano una decina di persone. "Ho letto - afferma Tajani - il vostro editoriale sulla 'vera cittadinanza' di cui parlare a Modena e desidero dire, con semplicità, che ne condivido lo spirito e la direzione. Davanti a un episodio tragico, brutale, inaccettabile, il primo dovere dello Stato è garantire giustizia, sicurezza, fermezza. Chi ha colpito deve rispondere fino in fondo delle proprie responsabilità. Ma il secondo dovere di una comunità nazionale è saper riconoscere, senza esitazioni, chi in quel momento ha difeso la vita degli altri, la legalità, la convivenza civile". Per questo "ho scritto al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ringraziandolo per la prontezza con cui il Ministero dell'Interno e le Forze dell'ordine sono intervenuti dopo il gravissimo episodio di Modena e chiedendogli di valutare la proposta al Capo dello Stato della concessione di un riconoscimento a Luca Signorelli e a tutti coloro che sono prontamente intervenuti per bloccare l'aggressore, mettendo a rischio la propria incolumità per impedire conseguenze ancora più gravi". "Non basta punire il male. Bisogna anche saper premiare il bene - afferma il vicepremier - Non basta dire che chi aggredisce, chi uccide, chi semina terrore deve essere perseguito con il massimo rigore. Bisogna anche dire che chi si oppone alla violenza, chi protegge gli altri, chi sceglie il coraggio al posto dell'indifferenza merita il riconoscimento dello Stato". "La cittadinanza, in questo senso, non è - conclude Tajani - solo un documento. È un patto. È appartenenza a una comunità di diritti e di doveri. Quando cittadini italiani o stranieri violano le leggi e il patto di questa comunità vanno sanzionati. Ma quando cittadini italiani, o cittadini che amano l'Italia e ne rispettano le regole, difendono concretamente la sicurezza degli altri, mostrano il volto migliore della nostra nazione".
Modena, avvocato di El Koudri: 'Totale confusione mentale'
“Gli ho raccontato cosa è successo e lui non sa spiegare perché è uscito, come è uscito, perché ha preso quel coltello dalla cucina”, ha detto a Sky TG24 Fausto Giannelli, l’avvocato del 31 accusato di strage e lesioni aggravate. “Quando gli ho descritto i particolari è rimasto colpito dall'orrore di questa cosa, ma come se non l'avesse compiuta lui”, ha aggiunto il legale che ha chiesto una perizia psichiatrica per il suo assistito.
Modena, avvocato di El Koudri: 'Totale confusione mentale'
Vai al contenutoAmbasciatore egiziano a Roma: "A Modena connazionali un esempio"
Gli egiziani coinvolti nell'attentato di Modena hanno dato "un onorevole esempio, rispecchiando il coraggio del popolo egiziano": lo ha detto l'ambasciatore d'Egitto in Italia, Bassam Radi, esprimendo la sua gratitudine al cittadino egiziano Osama Mohamed Abdullah Shalaby e a suo figlio Mohamed, residenti a Modena, che hanno contribuito all'arresto dell'autore dell'attentato nella città del nord Italia. "Hanno dato un onorevole esempio di coraggio e valori, rispecchiando i principi del popolo egiziano anche all'estero - ha detto all'agenzia Mena -, rischiando la propria vita per catturare l'autore del terribile attentato con auto e coltello che ha ferito 12 italiani a Modena". Lo stesso Shalaby ha rilasciato una dichiarazione alla Mena: "è stata semplicemente una reazione normale che avrebbe avuto qualsiasi egiziano in una situazione simile, ma ciò che è accaduto ha significato molto per gli italiani e ha dato un'immagine positiva degli egiziani all'estero".
Auto sulla folla a Modena, convalidato arresto di El Koudri
Convalidato il fermo per Salim El Koudri, il 31enne che sabato ha ferito otto persone gettandosi a tutta velocità sulla folla a bordo della sua auto in centro a Modena. L'accusa è di strage con l'aggravante delle lesioni gravissime. Non sono state chieste dalla procura le aggravanti di premeditazione e terrorismo. L'uomo ha parlato dal carcere: "Sapevo che quel giorno sarei morto, ho bisogno che qualcuno mi capisca". In ospedale restano quattro feriti.
Auto sulla folla a Modena, convalidato arresto di El Koudri
Vai al contenutoGip: "Per El Koudri pericolo di fuga e rischio reiterazione reato"
Pericolo di fuga e rischio di reiterazione del reato. Sono queste le due esigenze cautelari che hanno portato la giudice per le indagini preliminari di Modena Donatella Pianezzi a convalidare il fermo e confermare il carcere per Salim El Koudri, fermato per strage e lesioni aggravate dopo che sabato 16 maggio alla guida della sua auto ha travolto e ferito gravemente sette pedoni in pieno centro. La giudice ha anche disposto che il 31enne, al quale in passato è stato diagnosticato un disturbo psichiatrico, venga sottoposto, da parte dell'amministrazione penitenziaria, "a un periodo di osservazione" per vigilare - si legge nel provvedimento della giudice - "sulle condizioni psichiche dell'indagato, con eventuale trasferimento presso Reparti specializzati", da individuarsi a cura della stessa struttura carceraria.
Modena, il Gip convalida l'arresto per Salim El Koudri
Lega: "Parole importanti da giudice, no ridimensionamento di atto terroristico gravissimo"
"Parole importanti quelle del giudice di Modena, nessun ridimensionamento di un atto terroristico gravissimo". Lo si legge sui profili social della Lega, con una card che riporta le parole del Gip: "El Koudri non ha agito in conseguenza di disturbi psichici".
Gip: "Pericolo concreto che El Koudri possa commettere delitti della stessa specie"
Le specifiche modalità e circostanze del fatto, la gravità dello stesso e la personalità di Salim El Koudri inducono a ritenere che sussiste in maniera concreta il pericolo che possa commettere altri delitti della stessa specie. E' quanto sostiene la Gip del Tribunale di Modena nell'ordinanza con cui oggi ha convalidato l'arresto e confermato il carcere per il 31enne che sabato scorso ha travolto diverse persone gettandosi a tutta velocità a bordo della sua auto. Per la giudice Salim El Koudri deve rimanere in carcere perché se lasciato in libertà potrebbe reiterare condotte violente nei confronti di un numero "indeterminato e indeterminabile" di soggetti, anche in contesti diversi da Modena. Inoltre il fatto che al momento non è stato ancora possibile accertare le ragioni e il movente della sua azione criminale rende "ancora più pregnanti" le esigenze cautelari.
Gip: "Per El Koudri il rischio di fuga in Marocco"
Dopo la folle corsa sulle persone a passeggio in centro a Modena sabato pomeriggio e lo schianto finale su una vetrina (e sulla turista tedesca alla quale ha tranciato entrambe le gambe), Salim El Koudri ha tentato di rimettere in moto la Citroen C3. Non è chiaro se per colpire ancora o fuggire, poi l'intento è stato quello di allontanarsi correndo, prendendo anche una via laterale per fare perdere - presumibilmente - le sue tracce. Di qui il rischio concreto di fuga, sottolineato dalla gip Donatella Pianezzi nel motivare la convalida del suo arresto. In più, considerando i legami stretti della famiglia col Marocco, il rischio per la giudice è che il 31enne possa fuggire proprio nel Paese di origine della famiglia. Il nucleo familiare di Salim infatti, ricostruisce la giudice per le indagini preliminari, ha mantenuto in questi anni stretti i contatti coi familiari nel Paese nordafricano e lo stesso Salim avrebbe buoni rapporti coi cugini che abitano lì, suoi coetanei. Un altro elemento a supporto di questa tesi è che il 31enne, quando lavorava, metteva da parte denaro per le vacanze in Marocco. Due anni fa tutti insieme l'ultimo viaggio lì. In Italia Salim non aveva un lavoro stabile, non ha una compagna e una famiglia propria, a parte genitori e sorella, quindi se lasciato libero si può ipotizzare una fuga per il Marocco, dove avrebbe una rete di supporto in grado di coprirlo.
Gip: "El Koudri voleva colpire più persone possibile"
Salim El Koudri sabato pomeriggio a Modena voleva colpire più persone possibile. Lo evidenzia la gip Donatella Pianezzi nell'ordinanza con cui ha convalidato l'arresto del 31enne, sottolineando che era chiara la sua volontà di dirigere la Citroen C3 che guidava nella direzione più adatta a colpire più gente possibile. El Koudri, come ricostruito, inizialmente punta il marciapiede del lato destro di Via Emilia, dove colpisce i primi pedoni e una ciclista. Poi si rimette in carreggiata e poiché le persone riescono a schivarlo punta direttamente il marciapiede sul lato sinistro che era in quel momento molto affollato.
Gip: El Koudri non ha agito in conseguenza di disturbi psichici
Al momento non ci sono elementi per ritenere che il gesto compiuto sabato pomeriggio sia una conseguenza della patologia - disturbo schizoide di personalità - per il quale Salim El Koudri era stato in cura al Centro per la salute mentale di Castelfranco Emilia. Lo afferma la gip Donatella Pianezzi nell'ordinanza con cui oggi ha convalidato l'arresto del 31enne che in pieno centro a Modena ha travolto diverse persone gettandosi a tutta velocità a bordo della sua auto. Per la gip non ci sono per il momento nemmeno elementi per ritenere che El Koudri fosse incapace di intendere e volere quando ha commesso il fatto.
Appello a Modena: "Cerco chi mi ha salvata spingendomi via"
Micaela ha 24 anni e vive e lavora a Modena. Sabato pomeriggio, come tante persone, cittadini e turisti, italiani e stranieri, stava passeggiando lungo via Emilia Centro quando l'auto di Salim El Koudri ha investito i passanti schiantandosi contro la vetrina del negozio Dallari Abbigliamento. Si trovava sul marciapiede davanti alla tabaccheria accanto e oggi è viva perché un ragazzo l'ha spinta via, fuori dalla traiettoria del mezzo. Quello che è accaduto lo racconta alla Gazzetta di Modena. E dalle pagine del quotidiano locale lancia il suo appello per rintracciare quell''angelo custode' sconosciuto. "Ho avuto la sfortuna di trovarmi nel momento sbagliato e nel posto sbagliato - dice - ma la fortuna di vivere quegli attimi accanto alla persona giusta. Mi ha trascinata via dalla direzione di quell'auto che arrivava a folle velocità, mi ha spostata e così mi sono salvata". E dopo averla messa in salvo il giovane non si è allontanato. Ha continuato a 'vegliare' su di lei. "Oltre ad avermi tolta dalla traiettoria di quell'auto - ricorda ancora la 24enne - mi è stato vicino. Vicino davvero. Tremavo, probabilmente ho avuto un attacco di panico e lui mi ha tenuto la mano, è stato con me tutto il tempo e continuava a rassicurarmi. È riuscito a darmi conforto nonostante stesse vivendo anche lui quella scena. Credo che abbia agito d'istinto, riuscendo a spostarmi ma poi ha scelto deliberatamente di restarmi accanto". Un gesto nobile da parte di un estraneo che Micaela vorrebbe rivedere. "Mi farebbe piacere incontrarlo - aggiunge - per ringraziarlo e dirgli che, in un mondo con così tanta violenza, è bello vedere esempi di umanità e coraggio. Voglio ricordare questa tragedia con nel cuore la speranza che chiunque, di fronte al prossimo, possa comportarsi come ha fatto lui con me: ero una sconosciuta - conclude - ma mi ha trattata come se fossi una sua amica. Gli sono e gli sarò grata per sempre". Intanto migliorano le condizioni di tre dei feriti dall'assalto di sabato scorso mentre per due donne sono definite ancora critiche, seppur stabili. Nel dettaglio il quadro di due i pazienti ricoverati all'Ospedale Maggiore di Bologna - due coniugi italiani entrambi di 55 anni - sta lentamente migliorando. L'uomo ha ripreso gradualmente coscienza da ieri pomeriggio, anche se la prognosi resta riservata mentre la moglie è ancora in condizioni critiche, con lievi segni di miglioramento. Anche per lei prognosi rimane riservata. Quanto ai ricoverati all'Ospedale Civile modenese di Baggiovara per la turista tedesca di 69 anni, con le gambe amputate, si sta valutando il possibile rientro nel proprio Paese. La donna polacca di 53 anni presenta condizioni cliniche stabili, e gravi, che non consentono ancora di sciogliere la prognosi mentre lo chef 59enne, Ermanno Muccini - che ha riportato un trauma cranio facciale - conferma un quadro in progressivo miglioramento.
Uil: "Solidarietà a persone coinvolte, preoccupano criticità su sicurezza e tutela cittadini"
“In merito ai recenti fatti avvenuti a Modena, esprimiamo solidarietà alle persone coinvolte e alle loro famiglie, ma anche preoccupazione, per un quadro che continua a evidenziare criticità sul tema della sicurezza e della tutela dei cittadini. Gli episodi verificatisi nelle ultime ore rappresentano un ulteriore campanello d’allarme che non può essere sottovalutato né affrontato con interventi sporadici o dichiarazioni di circostanza”. Lo dichiara il responsabile per la Uil del dipartimento difesa, sicurezza e soccorso pubblico, Benedetto Attili. “I cittadini - continua Attili - chiedono presenza, prevenzione e risposte efficaci. E’ necessario implementare gli organici, rafforzare il presidio del territorio, aumentare il coordinamento tra istituzioni e forze dell’ordine e investire in strumenti concreti di controllo e prevenzione, garantire adeguate tutele alle donne e agli uomini in divisa. La percezione di insicurezza, sta crescendo in molte aree del Paese e riguarda non solo gli episodi più gravi, ma anche fenomeni quotidiani di degrado, microcriminalità, disagio e tensione sociale che incidono sulla qualità della vita delle persone". "Occorre affrontare il tema sicurezza con serietà, senza minimizzare quanto accade e senza trasformare ogni discussione in uno scontro ideologico. Garantire legalità e vivibilità urbana deve essere una priorità condivisa. La sicurezza non è una questione astratta, ma una condizione essenziale per garantire libertà, convivenza civile e fiducia nelle istituzioni”.
Gip dispone osservazione psichica per El Koudri
Il gip del Tribunale di Modena ha disposto, durante l'udienza di convalida del fermo di Salim El Koudri, "che l'amministrazione penitenziaria sottoponga a un periodo di osservazione le condizioni psichiche dell'indagato, con l'eventuale trasferimento presso reparti specializzati", che individuera' e comunicandolo alla Procura di Modena.
Modena: la ripartenza dei negozianti tra paura e solidarietà
Colpiti ma decisi a ripartire aggrappandosi al 'braccio' della comunita'. I negozianti di Modena scampati alla tentata strage di sabato scorso non abbassano le serrande. "Continuo a rivedere le immagini". "Non mi sembrava reale". "Potevo esserci io al posto delle persone rimaste ferite". "Non riesco piu' a dormire". I commercianti affidano cosi' le loro reazioni emotive alle psicologhe dell'emergenza del servizio di psicologia clinica dell'Ausl di Modena. I loro corpi sono stati solo sfiorati dalla Citroen C3 guidata da Salim El Koudri. Ma 72 ore dopo quella folle corsa rimane il senso di impotenza, lo smarrimento e pure i pensieri sono confusi. Cio' nonostante, i negozi di abbigliamento, le profumerie, i tabaccai e gli orologiai lungo i 500 metri di strada (da Porta Bologna e a Corso Canale Grande) percorsi dall'utilitaria lanciata a tutta velocita' contro i passanti, sono regolarmente aperti. Ma c'e' anche (e forte) la voglia di ripartire. "Siamo comunque qui nel nostro negozio. Regolarmente al lavoro. Non abbassiamo le serrande", il messaggio raccolto da Cecilia Giuliani, la psicologa che - insieme alla collega Dania Barbieri - ha bussato, ieri pomeriggio, alle porte di oltre 25 esercizi commerciali nel centro di Modena. "Abbiamo avuto un'ottima accoglienza. Abbiamo ascoltato i commercianti cercando di normalizzare le loro emozioni al trauma collettivo. Questi eventi cosi' improvvisi possono lasciare anche per giorni sensazioni di insicurezza, rabbia o perdita di controllo", racconta Giuliani all'AGI. Flashback, confusione mentale o difficolta' nel prendere decisioni, spiega la psicologa, sono fenomeni ricorrenti dopo azioni violente cosi' inaspettate. Giuliani, 55 anni, fu impegnata insieme ad una equipe di psicologi anche a prestare supporto agli sfollati del terremoto in Emilia (2012) o agli gli alluvionati della Romagna (2023). Come allora, racconta la psicologa, e' la forza del gruppo la leva della ripartenza. "Non bisogna isolarsi". "I commercianti si sono supportati a vicenda. Molti hanno aiutato i soccorritori. Ad esempio hanno fornito di guanti un medico fuori servizio intervenuto subito per curare i feriti. Hanno ripulito gli spazi dopo l'intervento in strada dei sanitari. Non sono stati solo spettatori", dice Giuliani. L'approccio della psicologia dell'emergenza e' molto importante. Fin dalle prime ore infatti, spiega l'Ausl di Modena, varie difficolta' psico-fisiche possono colpire chi e' stato coinvolto in modo diretto (perche' presente) sia indiretto (si trovavano vicino al luogo dell'evento, familiari o conoscenti di persone coinvolte, operatori socio-sanitari intervenuti). I sintomi piu' comuni, considerati come reazioni normali a un evento di questa portata sono sia fisiologici (disturbi del sonno, respiro accelerato o disturbi gastrointestinali) sia emotivi (paura, panico, tristezza). Poi ci possono essere sintomi cognitivi (confusione mentale, difficolta' di concentrazione, vuoti di memoria). E' importante, osservano le psicologhe, concedersi un tempo per il superamento del momento critico, e che ogni persona riconosca le proprie reazioni emotive allo stress e quali risposte sono utili per prevenire conseguenze negative. I commercianti hanno accolto, le professioniste, parlato con loro e hanno ricevuto indicazioni concrete sulla gestione emotiva di eventi traumatici. Si tratta di un gruppo di professionisti psicologi attivi in diversi dipartimenti e servizi Ausl formati e specializzati per intervenire in contesti che coinvolgono le comunita', con diverse esperienze gia' all'attivo, ad esempio alluvioni o terremoti. Il supporto psicologico ai commercianti - un progetto dell'azienda sanitaria modenese in collaborazione con il Comune - e' partito ieri pomeriggio. Parallelamente, sul piano individuale, e' gia' attivo (da domenica) un numero telefonico gratuito, 339 8322090 (da lunedi' a venerdi' dalle ore 9 alle ore 18). I professionisti ascoltano la richiesta e chiedono i dati della persona che viene chiamata offrendo un appuntamento.Sempre in collaborazione con il Comune e' in programma un incontro rivolto alla cittadinanza giovedi' 21 maggio alle ore 17 nella Chiesa San Carlo di Modena in via San Carlo: saranno presenti gli psicologi dell'emergenza e la vice sindaca e assessora alla Sanita' Francesca Maletti. Infine e' previsto anche un momento di ascolto per i soccorritori e le forze dell'ordine per offrire una decompressione emotiva rispetto al loro vissuto.
Modena, Borchia a Zingaretti: "Di osceno solo le giustificazioni"
"Noi ci preoccupiamo delle ragioni profonde dei fenomeni di radicalizzazione e della mancata integrazione delle seconde generazioni, senza scodellare storielle intrise di buonismo e lassismo". Cosi' Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo. "Caro Zingaretti, di 'osceno' c'e' solo il tentativo di giustificare l'accaduto. Certe politiche, perseguite e portate avanti anche in Europa, ci hanno condotti a questo livello. - ha proseguito - Prima di attaccare un avversario politico, bisognerebbe fare un po' di autocritica e cercare di risalire alle ragioni profonde di episodi gravi, liquidati come disagio mentale di un laureato in economia".
Gip dispone osservazione delle condizioni psichiche di El Koudri
Il giudice per le indagini preliminari nel convalidare l'arresto di Salim El Koudri ha disposto anche che l'Amministrazione penitenziaria "sottoponga a un periodo di osservazione le condizioni psichiche dell'indagato, con l'eventuale trasferimento" in reparti specializzati, "da individuarsi a cura della medesima amministrazione", con comunicazione all'autorità giudiziaria.
Giovanardi: "L'attentatore sbaglia avvocato"
'L'attentatore di sabato a Modena, Salim El Koudri, ha nominato come avvocato di fiducia Fausto Gianelli, noto sostenitore della causa palestinese e delle ali più radicali ed intransigenti dei movimenti che vogliono la distruzione di Israele'. Lo afferma in una nota l'ex ministro dei Rapporti con il Parlamento del secondo governo Berlusconi, Carlo Giovanardi, modenese, 'che nei giorni scorsi aveva elogiato - ricorda nella nota - tutti coloro, italiani ed extracomunitari che erano intervenuti per bloccare l'aggressore'. 'Da un cordoglio universale e condiviso - continua Giovanardi - siamo passati a Modena alle piazze mobilitate dal Pd, con il mancato invito alle altre forze politiche e addirittura alla nomina di un avvocato politicamente schierato, che contraddice tutte le indicazioni di un gesto compiuto da uno squilibrato e non da un attivista politico'. 'L'unanime cordoglio per l'accaduto e il riconoscimento del coraggio di chi, italiani o extracomunitari, è intervenuto per bloccare l'aggressore - conclude Giovanardi - sono purtroppo contraddetti da una gestione del dopo attentato che anzichè sciogliere i dubbi li moltiplica'.
Modena, Calenda: "Salvini dice cose che non c'entrano nulla"
Una parte della La politica è "entrata nella modalità sciacallaggio. Salvini comincia a dire cose che non c'entrano nulla con quello che è successo a Modena. Ma il loro meccanismo è che qualsiasi cosa succeda lo devono commentare. Non devono fare, devono commentare. Se fossi al governo, dopo essere andato lì, come ha fatto Meloni, mi chiederei: Cosa non ha funzionato? Quante famiglie sopportano questo peso? Come possiamo fare qualcosa?". Lo ha detto il segretario di Azione, Carlo Calenda, a Tagadà su La 7. "La politica è diventata una show nelle dodici ore successive. Ma non è politica, è un lavoro triste da influencer. La politica analizza il fatto e cerca di proporre una soluzione".
Lavenia: "Salute mentale non può essere ricordata solo dopo una tragedia"
"La salute mentale non può essere ricordata solo dopo una tragedia. Ogni volta che accade un fatto grave, come quello di Modena, il rischio è sempre lo stesso: cercare spiegazioni semplici a fenomeni estremamente complessi. E troppo spesso la sofferenza psichica finisce per essere raccontata solo attraverso la paura". E' l'analisi di Giuseppe Lavenia, presidente dell'Ordine delle psicologhe e degli psicologi della Regione Marche, che interviene dopo i recenti fatti di cronaca avvenuti nella cittadina emiliana, dove sabato il 31enne Salim El Koudri si è lanciato con l'auto sulla folla, falciando e ferendo 8 persone. "È necessario essere molto chiari: la stragrande maggioranza delle persone che soffrono di un disturbo mentale non è violenta e non rappresenta un pericolo sociale - tiene a puntualizzare l'esperto - Associare automaticamente disagio psichico e aggressività significa alimentare stigma, paura e isolamento, rendendo ancora più difficile chiedere aiuto". Secondo Lavenia, il punto centrale riguarda invece la fragilità del sistema di presa in carico e la necessità di investire realmente nella salute mentale. "Non basta dire che una persona 'era seguita' - rimarca - Dobbiamo chiederci con quali risorse, con quale continuità, con quanti operatori e con quali strumenti. I servizi territoriali lavorano spesso in condizioni di enorme difficoltà, con carenza di personale e richieste sempre più complesse. E mentre aumentano solitudine, ritiro sociale, disagio giovanile e fragilità emotive, continuiamo a trattare la salute mentale come un tema secondario". Il presidente dell'Ordine marchigiano richiama anche la responsabilità culturale e sociale del Paese: "Viviamo in una società che fatica ancora ad accogliere la fragilità. Chiedere aiuto viene spesso vissuto come un fallimento personale. Molte persone si isolano progressivamente nel silenzio, spariscono dalle relazioni, interrompono le cure, smettono di sentirsi parte della comunità. E troppo spesso ce ne accorgiamo soltanto quando il dolore esplode". Per Lavenia serve un cambio di paradigma che metta al centro prevenzione, ascolto e presenza territoriale. "Servono più psicologi nei servizi pubblici e nelle scuole, più supporto alle famiglie, più interventi precoci e una cultura della salute mentale che non si attivi soltanto dopo una tragedia. La prevenzione non fa clamore come la cronaca, ma è lì che si costruisce davvero la sicurezza sociale. La salute mentale non è un costo da contenere - conclude l'esperto - ma una responsabilità collettiva che riguarda tutti noi".
Il gip convalida l'arresto e la custodia in carcere per El Koudri
Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'arresto di Salim El Koudri, il 31enne che sabato pomeriggio ha travolto diverse persone gettandosi a tutta velocità sulla folla a bordo della sua auto in centro a Modena. Confermata la custodia cautelare in carcere. La decisione arriva dopo alcune ore dall'udienza preliminare, svoltasi nel carcere di Modena, durante la quale l'avvocato di El Koudri, Fausto Gianelli, non si era opposto alla richiesta della Procura. L'accusa è di strage con l'aggravante delle lesioni gravissime.
Convalidato il fermo per El Koudri, no all'aggravante di terrorismo
Legale El Koudri: "Sia visitato da psichiatra"
"Il mio assistito e' in una situazione di confusione mentale. Siccome c'e' una diagnosi psichiatrica del 2023 di disturbo schizofrenico, ho chiesto che venga visitato da uno psichiatra in carcere e stabilizzato, eventualmente, con una terapia farmacologica, in modo che possa sostenere l'interrogatorio in condizioni di migliore lucidita'". Lo ha detto all'AGI Fausto Gianelli, avvocato difensore di Salim El Koudri, il 31enne che ha falciato con la sua auto sette persone sabato scorso a Modena, in pieno centro, e che si trova attualmente in carcere. L'uomo nel 2023 era in cura presso il Centro di igiene mentale, ma poi aveva interrotto la presa in carico e la terapia volontariamente. "Secondo me - spiega Gianelli - c'e' bisogno che venga ripreso in carica. Valuteremo in base a cosa dira' lo psichiatra che lo visita se e come far fare una perizia psichiatrica che accerti la sua condizione di malattia".
Bonaccini: "Dopo Modena Meloni si interroghi sulla sicurezza dei cittadini"
Dopo Modena "il Governo Meloni si interroghi sulla sicurezza che riesce a garantire ai propri cittadini. Ci stringiamo con affetto ai familiari delle vittime, con il primo ringraziamento che va a cittadini italiani ed extracomunitari che hanno bloccato l'aggressore, a dimostrazione che il senso civico non ha nazionalità, colore o religione. Tengo in particolare a ringraziare anche i modenesi e il sistema di sanità pubblica della Regione, che ha permesso di soccorrere i feriti in maniera tempestiva. Come ha chiesto il presidente De Pascale, su quanto accaduto non ci devono essere strumentalizzazioni, ma sicurezza, verità e giustizia". Così l'eurodeputato del Pd Stefano Bonaccini, intervenendo a Strasburgo nel corso del dibattito in plenaria 'sull'attacco contro i cittadini a Modena'.
Tridico (M5s): "Destra trasforma tragedia in propaganda"
"Il Movimento 5 Stelle esprime vicinanza alle vittime e alla comunita' di Modena, colpita da un atto gravissimo che ha sconvolto il Paese. Nel momento della paura, Modena non ha visto italiani contro stranieri. Ha visto persone salvare altre persone. Ha visto cittadini diversi per origine, storia e provenienza rischiare la propria vita per proteggere quella degli altri". Cosi' in un intervento in plenaria Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. "La sicurezza dei cittadini non si difende con gli slogan. Per questo sarebbe un errore usare il dolore per costruire propaganda identitaria. Perche' la comunita' non si difende trasformando ogni tragedia in uno scontro permanente tra 'noi' e 'gli altri'. La si difende rafforzando cio' che tiene insieme una societa'. - ha detto Tridico - La destra, invece, sceglie lo sciacallaggio politico: trasforma le tragedie in propaganda per alimentare paura. E lo fa mentre governa, il che e' paradossale. Quello che e' accaduto ci ricorda anche che non possiamo continuare a ignorare il tema della fragilita' psichica finche' non esplode drammaticamente. Questo e' il risultato di anni di tagli sulla sanita'. E' il frutto dell'austerita' applicata con zelo dal governo di destra. Una politica miope che smantella la prevenzione e poi si stupisce quando il sistema implode. Quello che e' accaduto e' anche un monito per cambiare il modo di fare politica in Italia e Modena, che ha reagito con forza e dignita', merita rispetto".
"Eroe" che ha fermato El Koudri: "All'Italia chiedo ricongiungimento famiglia"
È il ragazzo in giacca blu che ha bloccato per primo la mano di Salim El Koudri che brandiva il coltello su Luca Signorelli, il modenese che ha atterrato il 31enne autore dell'assalto sabato pomeriggio a Modena: Hosseini Iqbal, 33 anni, dal Bangladesh, ricostruisce alla TgR dell'Emilia-Romagna quei drammatici momenti e all'Italia chiede un regalo, potersi riunire con la sua famiglia ancora nel Paese d'origine. "Vedo Luca caduto a terra (Signorelli, ndr)" e il ragazzo brandire il coltello, così corre a bloccarlo, racconta in un italiano incerto. "Ho avuto un po' di paura, lui (El Koudri, ndr) picchiava, e io sono caduto e mi sono fatto male". Con un altro ragazzo, l'egiziano Mohammed di 20 anni, ha tenuto fermo Salim prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Poi gli hanno detto di andare a casa e Hosseini così ha fatto. "Ho dormito un po' perché mi ero fatto male". Solo dalla tv ha visto dell'arrivo di Mattarella e Meloni che hanno incontrato alcuni degli 'eroi' di Modena. Non chiede niente, ma un regalo per il suo gesto dall'Italia lo vorrebbe, portare qui dal Bangladesh sua moglie e sua figlia di un anno che non ha ancora mai conosciuto.
El Koudri: "Giusto sia in carcere per ciò che ho fatto"
"E' giusto che io stia in carcere per quello che ho fatto". Lo riferisce all'AGI Fausto Gianelli avvocato difensore di Salim El Koudri, il 31enne che ha falciato con la sua auto sette persone sabato scorso a Modena in pieno centro e che si trova attualmente in carcere, in attesa che il gip si pronunci sulla convalida del suo arresto. "Oggi - spiega Gianelli - era meno confuso di ieri. Sono andato a visitarlo e mi e' sembrato che cominci a capire, a rendersi conto. Rispetto a ieri, in cui era in totale confusione, mi sembra un passo avanti ma non posso certo dire che sia sveglio e lucido. Per dire se sia consapevole di cio' che e' accaduto oppure pentito, c'e' da aspettare: e' ancora presto". "Vogliamo che venga accertato tutto cio' che e' successo - sottolinea Gianelli - non solo quello che e' evidente da tutte le immagini e i video, ma le ragioni eventuali di questo gesto e con chi ha parlato, se c'e' qualcuno. Al momento sempre di no ma e' giusto indagare fino in fondo per togliere ogni dubbio".
El Koudri a difensore: "Mi dispiace sia finita così"
"Mi dispiace che sia andata a finire cosi'". Lo afferma all'AGI Fausto Gianelli, avvocato difensore, di Salim El Koudri, il 31enne che ha falciato con la sua auto sette persone sabato scorso a Modena in pieno centro e che si trova attualmente in carcere, in attesa che il gip si pronunci sulla convalida del suo arresto. L'uomo, durante l'udienza di convalida - spiega Gianelli - si e' avvalso della facolta' di non rispondere riguardo la dinamica dell'accaduto perche' e' ancora molto confuso, mentre ha fornito agli inquirenti i codici di sblocco del suo cellulare". "Oggi gli ho raccontato un po' tutto, chiedendogli se si rendeva conto di cosa aveva fatto - racconta il difensore - e lui mi ha dato questa risposta".
Modena, Aupi: "Disagio in aumento, più psicologi sul territorio"
"L'Emilia-Romagna aveva costruito uno dei modelli piu' avanzati di assistenza psicologica territoriale, ma negli anni quella rete si e' progressivamente indebolita e oggi le aziende sanitarie stanno tentando di ricostruirla": dopo i fatti avvenuti a Modena, l'Aupi - Associazione unitaria Psicologi italiani - torna a chiedere un rafforzamento delle cure di prossimita' e della presa in carico precoce del disagio psicologico. Secondo i dati aggiornati a fine 2025, afferma l'associazione in una nota, "nell'Ausl di Modena risultano presenti complessivamente 179 psicologi tra dipendenti e specialisti ambulatoriali", e "nel solo Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze patologiche operano 96 psicologi, ma con 71 unita' equivalenti effettive". "Negli anni le strutture di Psicologia hanno subito un progressivo ridimensionamento - dichiara il segretario generale Aupi Ivan Iacob - dopo il Covid le aziende sanitarie hanno compreso quanto sia cresciuta la domanda di supporto psicologico, ma serviranno anni prima che i nuovi investimenti producano effetti concreti". Secondo il Rapporto Salute mentale del ministero della Salute, riferisce ancora l'Aupi, "i Dipartimenti di Salute mentale pubblici seguono oggi oltre 845mila utenti, il dato piu' alto mai registrato, mentre la spesa convenzionata per antidepressivi ha raggiunto i 419 milioni di euro. Nel corso dell'anno le prestazioni erogate dai servizi territoriali hanno superato quota 11 milioni". "Prima del bisogno psichiatrico esiste molto spesso un bisogno psicologico - conclude Iacob - continuare a intervenire solo quando il disagio e' gia' esploso significa rincorrere le emergenze invece di prevenirle".
Bignami: "Revoca della cittadinanza? E' già prevista per stragi o terrorismo"
"Nel 2025 con il decreto sicurezza noi abbiamo introdotto una norma con la quale coloro che si macchiano di gravi reati come strage e terrorismo possono con un dpr decadere dalla cittadinanza se hanno un'altra cittadinanza come in questo caso (di Modena n.d.r). L'ampliamento dei casi al momento non è previsto. Ascolteremo le proposte della Lega ma l'attuale normativa consente già, se questa persona verrà poi ritenuta responsabile per un tema di imputabilità". Lo ha detto il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Galeazzo Bignami, ospite a Start su Sky TG24.
Legale El Koudri: "Disagio psichiatrico, giusto capire se c'è chi ne ha approfittato"
La scelta di fornire il codice di sblocco del telefono e quindi consentire alla Procura di Modena di poter scandagliare ogni aspetto della vita di Salim El Koudri "non è legato a capire cosa è successo sabato 16 maggio, ma per scavare a fondo in questo quadro di disagio psichiatrico e per capire, tramite i contatti presenti nel cellulare, se qualcuno si è inserito e si è approfittato di questi disturbi mentali". Lo spiega all'Adnkronos l'avvocato Fausto Gianelli che difende il 31enne che alla guida della sua auto ha volontariamente investito sette pedoni, quattro le persone ancora ricoverate in gravi condizioni.
La Procura di Modena che ha fermato il 31enne con l'accusa di strage e lesioni, "non ha contestato l'aggravante del terrorismo, né dell'odio religioso perché su questi aspetti al momento non ci sono elementi" aggiunge il legale. Durante l'udienza di convalida, la procura ha ricostruito nel dettaglio - consegnando il video, ma anche il tracciato esatto dell'auto ricostruito tramite il gps del telefono - quanto accaduto pochi minuti prima delle 17 lungo la via Emilia quando l'auto è piombata su chi si godeva un pomeriggio di sole in centro.
Il fermato, nato a Bergamo da genitori marocchini, una laurea triennali e distubi psichici diagnosticati nel 2023, ha preferito non rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari limitandosi a fornire il pin del cellulare velocizzando così, notevolmente, le operazioni di recupero del materiale (numeri, mail, foto, note) all'interno. Nella sua cella 'singola' nel carcere modenese potrebbe ricevere già oggi la visitare dei genitori, ma alla notizia del difensore, Salim El Koudri ha tentennato: "Adesso non so...quando sarò pronto... ".
Migliorano feriti, per donna 69enne possibili dimissioni
Migliorano le condizioni dei pazienti ricoverati all'Ospedale Civile di Baggiovara (Modena), falciati dalla folle corsa di El Koudri a Modena. La donna di 69 anni permane in respiro spontaneo, si alimenta autonomamente e, vista la stabilità del quadro, si valuta il possibile rientro nel proprio paese; la donna di 53 anni, sempre in un quadro di gravità, presenta condizioni cliniche stabili che non consentono ancora di sciogliere la prognosi. Il paziente di 59 anni, con trauma cranio facciale, conferma un quadro in progressivo miglioramento. Lo fanno sapere le Ausl di Bologna e Modena.
Modena, avvocato El Koudri: "È dispiaciuto per l'accaduto". LIVE
Modena, El Koudri non risponde al gip
Non ha risposto alle domande del gip di Modena, durante l’udienza di convalida del fermo, Salim El Koudri, l'uomo che con la sua auto sabato 16 maggio ha falciato deliberatamente sette persone in pieno centro a Modena. Assistito dall'avvocato Fausto Gianelli, il 31enne deve rispondere delle accuse di strage e lesioni aggravate dall'uso del coltello contestate dalla procura di Modena guidata dal procuratore Luca Masini che coordina l'indagine con la pm Monica Bombana. La pubblica accusa ha chiesto la conferma del carcere, richiesta su cui il giudice per le indagini preliminari si è riservato.
Casini: "Su tragedie come quella di Modena la politica rifletta prima di parlare"
"Davanti a un dramma come questo, che ha coinvolto una civilissima città come Modena, la politica dovrebbe riflettere prima che parlare. Invece c'è chi parla subito pur di prendere, o sperare di prendere, una manciata di voti in più. Sono questioni terribilmente serie, utilizzarle per la propaganda politica è un'occasione mancata. È una cosa che secondo me capita solo da noi". Lo ha detto Pierferdinando Casini, senatore del Partito Democratico ed ex presidente della Camera, a "Ping Pong" su Rai Radio1, rispondendo a una domanda sull'attentato di Modena e sul dibattito politico seguito ai fatti.
Auto sulla folla, Tajani: "Stop alle polemiche sulla revoca alla cittadinanza". VIDEO
Sindaco di Modena: "Speravo in una manifestazione unitaria con la destra"
"Ho auspicato che tutte le forze politiche, comprese quelle dell'opposizione promuovessero una manifestazione unitaria. Non ci si è riusciti e allora l'ho convocata io. Non partecipare, da parte di partiti come Forza Italia e Fratelli d'Italia, che nelle ore più concitate della vicenda avevano usato qui a Modena toni rispettosi per esprimere le loro posizioni, trovo sia stato un errore. Ora, per giustificare la loro assenza, stanno caricando politicamente e polemicamente i tratti del mio intervento". Lo ha detto, parlando con i giornali locali, il Resto del Carlino e la Gazzetta di Modena, il sindaco Massimo Mezzetti. Il riferimento è alla polemica suscitata dalla manifestazione organizzata domenica a Modena, alla quale hanno partecipato oltre 5mila persone e che Fratelli d'Italia ha criticato. In particolare è stato il senatore Michele Barcaiuolo a criticare l'intervento di Mezzetti, definendolo un comizio. "Voglio ricordare - ha detto Mezzetti - che è stato il ministro dell'Interno Piantedosi a dire di stare tranquilli perché non si tratta di terrorismo. Lo ha detto lui, non io".
Avvocato El Koudri: "Una struttura psichiatrica è più adatta del carcere"
"Io credo che una struttura psichiatrica giudiziaria sia più adatta per uno che ha questa malattia di un carcere". Così l'avvocato di Salim El Koudri, Fausto Gianelli, dopo l'udienza di convalida dell'arresto a Modena per il 31enne Salim El Koudri, accusato di strage con l'aggravante delle lesioni gravissime. Il legale ha precisato che nei prossimi giorni chiederà una visita psichiatrica per il suo assistito. "Dopodiché credo che sarà opportuno una perizia per allineare il quadro clinico". Gianelli non si è opposto alla richiesta della convalida dell'arresto in carcere "perché è giusto che ci sia la convalida". E precisa: "Sono state sollevate molte polemiche sul fatto che lo si voglia sottrarre alla giustizia e al carcere. Salim non si può sottrarre alla giustizia, non sarebbe ammissibile e non è quello che la difesa vuole". E conclude: "Valuteremo se fare una richiesta di trasferimento in struttura psichiatria dopo la visita e la perizia che accerti le condizioni e il luogo più idoneo dove Salim può essere trattenuto".
Salvini: "Sulla revoca del permesso di soggiorno vogliamo andare fino in fondo"
"Togliere e revocare la cittadinanza e il permesso di soggiorno a chi commette gravi reati, a chi uccide, a chi stupra e a chi delinque è un ragionamento su cui vogliamo andare fino in fondo, anche per rispetto dei tantissimi stranieri che sono regolarmente presenti in Italia e che non ammazzano, non stuprano, non spacciano e non delinquono". Così il vicepremier Matteo Salvini parlando dei fatti dei Modena a un gazebo della Lega a Bollate, nel Milanese. "La doppia cittadinanza già oggi, in caso di atti terroristici, può essere revocata grazie a un mio intervento del 2019" aggiunge Salvini. Ma comunque "qua il problema è uno che ha rischiato di fare una strage - sottolinea il vicepremier -, non le proposte della Lega per revocare permessi di soggiorno e cittadinanza ai delinquenti". Salvini è intervenuto anche sul tema del disagio psichico: "Innanzitutto lo Stato si deve far carico di non lasciare sulle spalle delle famiglie questo enorme problema e ci sono già alcune soluzioni che stiamo portando avanti. Poi - conclude - fortunatamente non tutti coloro che hanno disturbi psichiatrici vanno in giro coi coltelli in macchina o ammazzano la gente per strada. Non vorrei venisse ridotta la gravità del fatto".
Modena, il responsabile della rianimazione: "Migliorano le condizioni dei pazienti". VIDEO
El Koudri non parla al gip, ma ha fornito i codici di sblocco del cellulare
Davanti al gip di Modena, nell'udienza di convalida che si è svolta in carcere, Salim El Koudri non ha detto nulla in merito ai fatti di sabato, quando a Modena si è lanciato a tutta velocità con l'auto sui passanti, ma ha fornito i codici di sblocco del suo cellulare, che potrà così essere analizzato per approfondire la personalità e il passato del giovane. L'avvocato Fausto Gianelli che lo difende ha richiesto una visita per il suo assistito e ha detto di augurarsi che gli vengano prescritti medicinali che possano stabilizzarlo, così da favorire la sua collaborazione con la giustizia. "Si è comunque mostrato più lucido di ieri - ha detto l'avvocato fuori dal carcere - mi ha chiesto le sigarette. Gli ho detto che verranno i suoi genitori, ma lui mi ha risposto 'aspettiamo, voglio essere pronto'. La procura giustamente ha chiesto la convalida dell'arresto e ha chiesto la custodia in carcere, che in questo momento è certamente quello che ci aspettavamo". In merito all'aggravante di premeditazione il legale spiega che "non è stata accertata perché è vero che lui compie un gesto orrendo, ma nessuno al momento ha capito davvero cosa sia scattato nella sua mente quel giorno, saranno gli psichiatri forensi ad accertarlo".
Per El Koudri la procura non chiede l'aggravante di terrorismo
La procura di Modena ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia in carcere Salim El Koudri, il 31enne che sabato pomeriggio ha ferito otto persone gettandosi a tutta velocità sulla folla a bordo della sua auto in centro a Modena, ma non ha contestato l'aggravante terroristica o di odio razziale e nemmeno la premeditazione. Lo riferisce il legale Fausto Gianelli, fuori dal carcere di Modena, al termine dell'udienza di convalida. Il legale aggiunge che è stata confermata l'accusa di strage, ma per il momento, dunque, "gli vengono contestate solo le lesioni gravissime".
Modena, Renzi: "Interrogazione a Piantedosi per capire se c'è stata sottovalutazione"
"A proposito di sicurezza: fa molto discutere la vicenda Modena, ovviamente. Il primo messaggio è la solidarietà ai feriti e la gratitudine ai soccorritori. Il secondo è più politico: ho firmato una interrogazione al ministro Piantedosi per capire se c'è stato qualche errore di sottovalutazione". Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella sua Enews. "Ai nostri tempi - aggiunge - c'era un protocollo con Facebook/Meta per individuare subito potenziali soggetti pericolosi. Perché stavolta non è scattato nonostante il criminale alla guida dell'auto avesse comunque subito la chiusura dei profili? Non si risolve la vicenda dicendo: ti levo la cittadinanza. E non si risolve dicendo: è solo un problema psicologico. Voglio andare fino in fondo su questa storia perché i cittadini meritano di sentirsi dire la verità e di essere messi in sicurezza".
Arcivescovo di Modena: "El Koudri è italiano, qui non c'entrano le seconde generazioni"
"Lui è italiano. Quindi come ha notato anche il ministro dell'Interno rispondendo a quello dei Trasporti, non aveva problemi di permessi di soggiorno. Il punto secondo me non è tanto quello delle prime o seconde generazioni". Lo ha detto il vescovo di Modena Erio Castellucci, in un'intervista a Repubblica e alla Stampa, parlando di Salim El Koudri, che lo scorso sabato ha travolto in auto una decina di passanti nel centro di Modena. Il punto, per Castellucci, è "proprio quello di intercettare quelle persone che creano attorno a sé delle isole. E magari non partecipano più alla comunità religiosa, ma neanche alla comunità che fa sport, o musica". Il vescovo si dice anche pronto "a incontrare" l'aggressore, per ascoltarlo. Dietro a quanto avvenuto, a suo parere, c'è "il dramma della solitudine: io penso - dice - sia il brodo di coltura di tante patologie, che da individuali diventano sociali". "Gesti del genere - continua - li compiono gli italiani così come gli stranieri. In questo episodio, il tema sembra essere un disturbo psichiatrico: ho letto che il ragazzo era stato in cura. Ma voglio ricordare che qualche mese fa, sempre qui a Modena, un altro giovane aveva accoltellato un sacerdote". In conclusione il vescovo ha sottolineato di aver provato "una immensa gratitudine verso i soccorritori, quel signore italiano e i due egiziani. E verso i medici che sono accorsi subito".
Appello a Modena: "Cerco chi mi ha salvata, l'auto arrivava e mi ha spinta via"
Micaela ha 24 anni e sabato pomeriggio stava passeggiando in via Emilia Centro a Modena quando l'auto di Salim El Koudri ha investito i passanti schiantandosi contro la vetrina del negozio Dallari Abbigliamento. Si trovava sul marciapiede davanti alla tabaccheria accanto, e oggi è viva perché un ragazzo sconosciuto l'ha trascinata fuori dalla traiettoria del mezzo. Lo racconta alla Gazzetta di Modena. "Ho avuto la sfortuna di trovarmi nel momento sbagliato e nel posto sbagliato" - dice - "ma la fortuna di vivere quegli attimi accanto alla persona giusta. Mi ha trascinata via dalla direzione di quell'auto che arrivava a folle velocità, mi ha spostata e così mi sono salvata" Dopo averla messa in salvo, spiega al quotidiano locale, il ragazzo non si è allontanato: "oltre ad avermi tolta dalla traiettoria di quell'auto che procedeva a tutta velocità, mi è stato vicino. Vicino davvero. Tremavo, probabilmente ho avuto un attacco di panico e lui mi ha tenuto la mano, è stato con me tutto il tempo e continuava a rassicurarmi. È riuscito a darmi conforto nonostante stesse vivendo anche lui quella scena. Credo che abbia agito d'istinto, riuscendo a spostarmi dalla traiettoria dell'auto, ma poi ha scelto deliberatamente di restarmi accanto". La giovane non sa chi sia il ragazzo e desidera rintracciarlo: "mi farebbe piacere incontrarlo" - aggiunge - "per ringraziarlo e dirgli che, in un mondo con così tanta violenza, è bello vedere esempi di umanità e coraggio". La 24enne ringrazia anche i titolari della tabaccheria, che pur non avendo visto la scena hanno sentito urla, schianto e richieste d'aiuto e ricorda infine che l'Ausl di Modena ha attivato un servizio di supporto psicologico per chi ne avesse bisogno.
Da El Koudri deliri anche contro la Nato e Chiara Ferragni
Non solo le mail all'università contro i cristiani: "Salim el Koudri ha contattato basi Nato per chiedere com'è il menu e per informarsi su come sarebbe arruolarsi". In uno dei suoi account sui social "attacca quelli che fanno soldi immeritatamente, c'è un post contro Chiara Ferragni, ma sono tutte cose che non segnano un percorso logico dentro cui trovare spiegazione, ma che dimostrano il vero disagio che lo attraversava". Lo dice Fausto Gianelli, legale del 31enne che sabato a Modena si è gettato a tutta velocità con la sua auto sulla folla ferendo otto persone, prima dell'udienza di convalida.
Salvini: se uno stupra o uccide gli voglio revocare la cittadinanza
"Noi siamo uno dei paesi che concedono più cittadinanze in assoluto, ce la giochiamo con la Spagna. Una gran parte se la stramerita, ma una piccola parte di cittadini non si meritano la fiducia e i soldi che gli italiani gli hanno dato con i permessi di soggiorno e le cittadinanze. In presenza di gravi reati, stupri,omicidi, rapine a mano armata, atti terroristici, la revoca di questo patto di fiducia mi sembra assolutamente necessaria". Lo dice Matteo Salvini a Rtl 102.5, tornando sui fatti di Modena. Alla lettura dei giornali "Il problema non è l'attentatore che ha rischiato una strage ma Salvini, lascio a questi giornalisti la loro ideologia che li acceca, ma il problema della mancata integrazione delle seconde generazioni esiste. Ieri un nordafricano è salSto arrivandito in treno con una mannaia!. È tutto disdagio psichico? Occorre porre un rimedio", aggiunge. "La legge c'è già solo per gravi reati terroristici. Ma la domanda che io faccio ai miei colleghi di maggioranza e alle opposizioni,ai giornalisti di sinistra che impazzano sui talk show, è: se io concedo un permesso di soggiorno o una cittadinanza a qualcuno che stupra, uccide e spaccia ho diritto di rimettere in discussione l'atto di fiducia, il patto che ho sancito, o no?", conclude.
Avvocato di El Koudri: "Totale confusione mentale
Salvini: tragedia conferma cittadinanza non integra
"Questa tragedia dimostra che non è certo un passaggio formale come la concessione di una cittadinanza a garantire l'integrazione". Così il leader della Lega Matteo Salvini in un'intervista a Il Giornale dove rispedisce al mittente, le opposizioni, le accuse di sciacallaggio sulla strage di Modena. "L'attentatore scriveva 'bastardi cristiani' e messaggi contro Gesù. Lascio ai cittadini giudicare", replica Salvini che, rivolgendosi alla Sinistra, attacca: "Non a caso cercano di nascondere o ridimensionare i messaggi anticristiani dell'attentatore, perché non vogliono consentire che qualcuno dica 'il re è nudo'".
Le e-mail di Salim El Koudri all'Università: "Voglio lavorare, brucio Gesù"
I quattro messaggi del 27 aprile 2021, ora al vaglio degli inquirenti, hanno come mittente il 31enne responsabile di essersi lanciato con l'auto sulla folla nel centro della città lo scorso sabato, 16 maggio. El Koudri è cittadino italiano da quando aveva 14 anni, come ha ricordato la sindaca di Ravarino, Maurizia Rebecchi: "Ha frequentato la scuola primaria in paese e gli insegnanti ci hanno fatto sapere che aveva ottimo profitto, era un uno studente modello".