Modena, le email di Salim El Koudri all'Università: "Voglio lavorare, brucio Gesù"

Cronaca
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I quattro messaggi del 27 aprile 2021, ora al vaglio degli inquirenti, hanno come mittente il 31enne responsabile di essersi lanciato con l'auto sulla folla nel centro della città lo scorso sabato, 16 maggio. El Koudri è cittadino italiano da quando aveva 14 anni, come ha ricordato la sindaca di Ravarino, Maurizia Rebecchi: "Ha frequentato la scuola primaria in paese e gli insegnanti ci hanno fatto sapere che aveva ottimo profitto, era un uno studente modello"

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Sono al vaglio degli inquirenti quattro email, risalenti al 2021, che Salim El Koudri ha mandato all’università di Modena e Reggio Emilia. I messaggi sono stati mandati il 27 aprile di cinque anni fa, tutti in poco più di un’ora, tra le 19.28 e le 20.38, dal 31enne che sabato 16 maggio ha investito sette persone in centro a Modena. "Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene". Poi, dopo pochi minuti: "Fatemi lavorare". E nella terza email: "Bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio". Infine, le scuse: "Mi dispiace per la maleducazione". Insulti contro la religione sarebbero stati scritti da El Koudri anche sui social: “Scrive bastardi cristiani e inneggia ad Allah in arabo su profili chiusi da Facebook”, ha sottolineato il ministro Matteo Salvini.

Una delle email inviate da Salim El Koudri all'università
Una delle email inviate da Salim El Koudri all'università - ©Ansa

Cittadino italiano

Salim El Koudri è un cittadino italiano da quando aveva 14 anni. Le origini del 31enne hanno sollevato le polemiche politiche: da una parte il ministro Piantedosi che sottolinea che “stiamo parlando di un cittadino italiano”, dall’altra il ministro Salvini che rincara: "Il fatto che sia italiano rende tutto ancora più grave". El Koudri è residente a Ravarino, in provincia di Modena: la sua famiglia è arrivata nel paese nel 2000 e il 31enne è diventato cittadino italiano il 27 settembre 2009.

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Sindaca Ravarino: “Studente modello”

"Ha frequentato la scuola primaria in paese e gli insegnanti ci hanno fatto sapere che aveva ottimo profitto, era un uno studente modello”. A dirlo, parlando di Salim El Koudri, è la sindaca di Ravarino Maurizia Rebecchi. Stesso buon rendimento anche “alla scuola secondaria di Bomporto, quindi assolutamente un bambino come tutti gli altri", ha aggiunto la prima cittadina del comune modenese. In seguito El Koudri ha frequentato un liceo a Modena e poi si è laureato in economia aziendale.

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Sindaca Ravarino: "El Koudri si allontanò da percorso cura"

La sindaca di Ravarino ha poi spiegato il percorso di cure psicologiche alle quali Salim El Koudri si era sottoposto negli scorsi anni. “Nel 2022, secondo quanto emerso dalle poche verifiche che abbiamo potuto fare, questo giovane aveva chiesto informazioni presentando un malessere ma trattandosi di un problema di carattere sanitario non è stato preso in carico da nessuno dei servizi sociali perché orientato appunto verso il percorso sanitario. Da lì - ha riferito Maurizia Rebecchi - l’accesso al centro di salute mentale che l’ha seguito per i successivi due anni, fino al 2024, quando El Koudri si è allontanato volontariamente dal percorso di cura”. 

Le testimonianze dei vicini

Salim El Koudri abitava a Ravarino con la sua famiglia, un paese di 6mila abitanti a circa 20 chilometri da Modena. La famiglia del 31enne, dopo quanto accaduto, ha lasciato la sua abitazione. "Una famiglia per bene. Ieri sera li ho visti andare via tutti, hanno caricato un po' di cose su un furgone e sono andati via", ha raccontato uno dei vicini di casa che si è detto “allibito”. Sconvolto anche l'imam della comunità islamica di Ravarino Abdelmajid Abouelala, che afferma di non aver mai visto il 31enne, che non frequentava il centro islamico, ma di conoscere il padre, che descrive come "una persona per bene". Alcuni abitanti della zona affermano di non sentirsi sicuri ma un altro giovane italiano, con genitori tunisini, replica che “religione e le origini qui non c'entrano niente”. Il ragazzo originario della Tunisia ha raccontato di ricordarsi di Salim: “Non faceva nemmeno il Ramadan. Era un bravo ragazzo, anche se negli ultimi tempi, da circa un anno e mezzo, era molto cambiato. Ormai non salutava più nessuno e non parlava più come prima, fumava tantissimo".

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