Francia: domenica si vota, uno su quattro però rimarrà a casa

Secondo gli ultimi sondaggi il candidato di "En Marche", Emmanuel Macron, è in vantaggio di almeno 20 punti percentuali sulla sfidante Marine Le Pen (Getty Images)
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I seggi saranno aperti dalle 8.00 di domenica 19, ad eccezione di alcune città come Parigi dove si potrà votare fino alle 20. Per la prima volta, secondo i sondaggisti, l’affluenza potrebbe essere minore rispetto al primo turno. LO SPECIALE

Nel penultimo giorno di campagna elettorale in vista del secondo turno delle elezioni presidenziali francesi, i sondaggi danno il candidato di "En Marche", Emmanuel Macron, in vantaggio di almeno 20 punti percentuali sulla sfidante Marine Le Pen. Secondo gli istituti di ricerca però sarà un’elezione all'insegna dell'astensionismo con un francese su quattro che deciderà di rimanere a casa. Tanto che, per la prima volta, l'affluenza potrebbe essere minore rispetto al primo turno, che aveva fatto registrare il 68,69% degli aventi diritto al voto.

Niente exit poll

I francesi si potranno recare alle urne dalle 8.00 di domenica 7 maggio e alle 19.00 e i primi dati saranno resi pubblici intorno alle 20. Come per il primo turno, il ministero dell'Interno e gli istituti di sondaggio si sono accordati per non effettuare exit-poll. Ragione per la quale le autorità invitano a diffidare di "tweet" o cifre che dovessero circolare in rete prima delle 20. Per avere la certezza di chi sarà il vincitore bisognerà attendere qualche ora e lo scrutinio sarà in diretta anche su Sky Tg24. A un'ora dalla chiusura dei primi seggi gli istituti di sondaggio diffonderanno le prime proiezioni messe a punto su un campione di piccole città rappresentative dell'intero territorio.

Orari flessibili

Il conteggio delle schede potrebbe registrare un leggero ritardo a causa della concessione che Parigi ha fatto ad alcuni distretti amministrativi e città che potranno, su ordine del prefetto, iniziare o finire prima o dopo, a patto che la votazione non vada oltre le 20. Tra queste ci sarà la capitale Parigi ed alcune altre metropoli: ragione per la quale, vista la distribuzione del voto (Macron è dato in vantaggio nelle grandi città), bisognerà aspettare le proiezioni finali per avere un quadro chiaro della situazione. Nei dipartimenti d'oltremare – Polinesia francese, Guadalupa, Martinica, Guyana, Saint Pierre e Miquelon, Saint-Barthélemy e San Martin – invece gli elettori andranno al voto già sabato 6 maggio. Ragione per la quale in queste province la fine della campagna elettorale scoccherà alla mezzanotte di venerdì 5, mentre in Francia lo stop arriverà alla mezzanotte di sabato. Il vincitore verrà proclamato nella notte ma il risultato ufficiale del secondo turno delle presidenziali sarà comunicato ufficialmente dal Consiglio nazionale entro il 17 maggio.

Macron ha già il primo ministro

Il candidato di "En Marche", il 5 maggio, ha annunciato alla stampa che, nel caso i francesi decidessero di mandarlo all'Eliseo, ha già pronto il nome del futuro primo ministro che verrà reso noto al momento opportuno e comunque a passaggio di consegne avvenuto. Nei giorni scorsi sono apparsi diversi appelli a favore dell'ex consigliere di François Hollande e poi ministro dell'Economia, tra cui quello di una sessantina di sportivi e di dirigenti e quello dei principali rappresentati delle comunità protestante, musulmana ed ebraica di Francia. In entrambi i casi gli appelli invitano gli elettori a scegliere l'unico candidato in grado di incarnare i "principi repubblicani di libertà, uguaglianza e fraternità". Invito che è stato rivolto anche dall'ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama che in un videomessaggio ha dichiarato di apprezzare la visione sul futuro della Francia di Macron.

Le Pen: vittoria a portata di mano

Nonostante i sondaggi la diano sconfitta, anche a causa del "flop" nell'ultimo dibattito in tv contro lo sfidante Macron, Marine Le Pen, la candidata del "Front National", ha dichiarato alla stampa: "La vittoria è a portata di mano (...) i media fanno finta di non sentire la collera sociale che esiste nel nostro Paese e che domenica si esprimerà nelle urne per un vero cambiamento".

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