Marine Le Pen, chi è la leader della destra che sfiderà Macron

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Nata 48 anni fa, figlia più giovane del fondatore del Front National, la candidata nazionalista alla corsa per l'Eliseo ha tentato negli ultimi anni di "normalizzare" il suo partito. Nel suo programma l'uscita della Francia dall'Euro. LO SPECIALE ELEZIONI

Figlia del fondatore del Front National Jean Marie, la leader del partito di estrema destra Marine Le Pen, partirà dal 21,5% ottenuto al primo turno (LO SPECIALE - I VIDEO) per tentare la conquista dell'Eliseo il prossimo 7 maggio, sfatando i sondaggi che la danno sconfitta al ballottaggio contro Emmanuel Macron (23,7%). Esponente di primo piano dell'ondata populista, identitaria, anti immigrati ed euroscettica che sta crescendo in Occidente, Le Pen si è impegnata in questi anni a 'normalizzare' l'immagine del suo partito.

Il programma di Marine Le Pen

Il suo programma punta all'uscita dall'Unione Europea (Frexit), dall'euro e dalla Nato. E, dopo l'attacco del 21 aprile a Parigi, ha riproposto il ripristino delle frontiere nell'ambito della "guerra  globale" nella quale si trova la Francia. Vuole abolire i matrimoni omosessuali (ma non le unioni civili), imporre dazi sui prodotti importati e imposte aggiuntive sull'assunzione di stranieri, vietare di portare il velo islamico in tutti i luoghi pubblici. Filorussa, è stata ricevuta in campagna elettorale dal leader del Cremlino Vladimir Putin.

I primi anni della carriera di Marine

Nata 48 anni fa a Neuilly-Sur-Seine, vicino Parigi, è la più piccola  delle tre figlie di Jean Marie. Avvocato, esercita per breve tempo la  professione legale a Parigi preferendo poi orientarsi sulla politica. Entrata nel Front National a 18 anni, diventa nel 1998 consigliera regionale nel Pas-de-Calais. Nel 2004 entra al parlamento europeo,  dove verrà rieletta nel 2009 e nel 2014. 

La "normalizzazione" del Front National

Nel 2011 Marine succede al padre come leader del Front  National. Il suo obiettivo è cambiare radicalmente l'immagine del  partito, tenuto a distanza da tutte le altre formazioni politiche per il suo orientamento xenofobo e di estrema destra. Forza anti sistema, il Fronte, nella visione di Marine, non deve essere più un partito di estremisti, visto come 'il diavolo', ma un partito di gente comune e 'perbene' che vuole  riappropriarsi del proprio paese. L'operazione, chiamata in francese  dediabolisation (de-diavolizzazione), viene portata avanti con l'ingresso di nuovi dirigenti provenienti da una destra più  tradizionale, come Florian Philippot.

La rottura con il padre, Jean Marie Le Pen

Il partito rimane una forza anti immigrati, soprattutto se musulmani, ma i toni troppo dichiaratamente razzisti e anti semiti vengono cassati. Su questo punto avviene la rottura con il padre. Quando, nell'aprile 2015, il vecchio Le Pen parla nuovamente, come aveva fatto in passato, delle camere a gas naziste come di un "dettaglio della storia", Marine ne approfitta per cacciare il padre dal partito.

I risultati degli ultimi anni

Simbolo della nuova linea, diretta verso la gente comune 'vittima' delle elite e la globalizzazione è Henin Beaumont, cittadina mineraria del Nord-de-Calais travolta dalla crisi economica, di cui Marine fa il suo feudo politico. La normalizzazione del partito ottiene una serie di importanti successi, che però vengono limitati sul piano pratico dal sistema elettorale francese a doppio turno. Marine Le Pen si candida alle presidenziali del 2012, piazzandosi terza con il 17,9%. Alle europee del 2014, il Front ottiene il 24,9% dei suffragi. E alle regionali arriva al 27,7%, senza però ottenere la presidenza di nessuna regione al ballottaggio.

Polemiche per le ultime dichiarazioni di Marine Le Pen

Molto popolare fra i suoi militanti, il suo sostegno politico non sembra essere stato scalfito dalla recente accusa di aver assunto suoi collaboratori con impieghi fittizi di assistente all'europarlamento, per la quale si è finora rifiutata di rispondere alle convocazioni dei giudici. A pochi giorni dal voto, Le Pen si è anche lanciata in dichiarazioni particolarmente controverse, come quando ha detto che la Francia non fu responsabile del rastrellamento del Velodromo d'inverno a Parigi, crimine che fu perpetrato dalla polizia francese collaborazionista nel luglio 1942 e portò alla deportazione di 13mila ebrei nei lager nazisti. Inoltre, in una intervista rilasciata il venerdì santo al giornale cattolico La Croix , si è detta "estremamente credente" ma "arrabbiata con la Chiesa", accusando il Papa di "ingerenza" per la sua esortazione ad accogliere i migranti.

La vita privata

Ma se le Pen può contare sullo zoccolo duro dei suoi sostenitori, i sondaggi prevedono finora che verrà bloccata al secondo turno dal 'fronte repubblicano' degli altri partiti. Sul piano personale, la candidata del Front National è madre di tre figli, di cui due gemelli, avuti nello spazio di un anno fra il 1998 e il 1999. Divorziata due volte, è dal 2009 la compagna del vice presidente del suo partito, Louis Alliot.

 

 

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