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Elezioni Francia 2017

Torneranno alle urne il 7 maggio i cittadini francesi, chiamati a scegliere al ballottaggio chi sarà il nuovo presidente della Repubblica dopo François Hollande. La scelta è tra i due “vincitori” del primo turno, svoltosi il 23 aprile: l’ex ministro dell’Economia Emmanuel Macron e la leader del Front National Marine Le Pen. (LO SPECIALE ELEZIONI)

I risultati del primo turno

Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi, che vedeva in corsa 11 candidati, si è chiuso con la vittoria del centrista di En Marche! Emmanuel Macron (24,01%), seguito da marine Le Pen (21,3%), leader del partito di estrema destra Front National. Tra i candidati principali c’erano anche François Fillon, ex primo ministro di Nicolas Sarkozy, e l’uomo della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon, che hanno ottenuto un quasi pareggio di voti con il 20,01% il primo e il 19,58% il secondo. Infine il socialista Benoît Hamon, che si è fermato al 6,36%.

Quando si vota

Le urne apriranno alle 8.00 di domenica 7 maggio e chiuderanno alle 19.00. Nonostante ciò, i seggi elettorali in alcuni distretti amministrativi o città possono, su ordine del prefetto, iniziare o finire prima o dopo, a patto che la votazione sia chiusa alle 20.00. Gli elettori dei dipartimenti d’oltremare, Polinesia francese, Guadalupa, Martinica, Guyana, Saint Pierre e Miquelon, Saint-Barthélemy e San Martin andranno invece alle urne sabato 6 maggio, decretando così la fine della campagna elettorale alla mezzanotte di venerdì 5, mentre in Francia lo stop sarà dalla mezzanotte di sabato.

I risultati

Una volta chiuse le urne, il 7 maggio i primi dati saranno resi pubblici dalle 20.00, quando usciranno exit poll e numeri sull’affluenza. Lo scrutinio sarà seguito in diretta anche su skytg24.itIl risultato, poi, sarà comunicato ufficialmente dal Consiglio nazionale entro il 17 maggio.

Chi è Emmanuel Macron

Ex banchiere del gruppo Rotschild, poi nel 2014 ministro dell’Economia nel governo Valls. Emmanuel Macron, leader di En Marche!, con i suoi 39 anni è stato il più giovane tra gli 11 candidati alle presidenziali. Dopo la vittoria al primo turno, è stato bersaglio del gossip per il matrimonio con la moglie Brigitte, sua ex insegnante di scuola superiore di 25 anni più grande. Dice di non essere “né di destra né di sinistra” e il suo programma prevede sì tagli alla spesa pubblica, ma anche investimenti per 50 miliardi di euro dedicati alla sanità, all’ecologico, all’agricoltura e alla modernizzazione delle amministrazioni. Macron è un europeista convinto, anche se non nega che l’Europa abbia bisogno di “essere rifondata”. Per quanto riguarda la lotta al terrorismo, ha detto di voler creare “una cellula speciale anti-Isis, permanente, da 50 a 100 agenti, in associazione con i principali servizi di informazione, che risponderanno al Presidente”.

Chi è Marine Le Pen

Figlia del fondatore del Front National, Jean Marie, la leader del partito di estrema destra Marine Le Pen è esponente di spicco dell'ondata populista, identitaria, anti immigrati ed euroscettica. Nata 48 anni fa, è un avvocato, madre di tre figli e divorziata due volte: dal 2009 è la compagna del vicepresidente del suo partito, Louis Alliot. Nel 2004 entra al parlamento europeo, dove viene rieletta nel 2009 e nel 2014. Si impegna intanto nella “normalizzazione” del suo Front National, emarginato perché considerato xenofobo e di estrema destra, arrivando a rompere i rapporti con il padre quando, nell'aprile 2015, il vecchio Le Pen parla delle camere a gas naziste come di un "dettaglio della storia": Marine ne approfitta e lo caccia dal partito. La candidata di estrema destra punta all'uscita dall'Unione Europea, dall'euro e dalla Nato. La sua posizione sul tema dell’immigrazione è durissima: dopo l'attacco del 21 aprile a Parigi, ha riproposto il ripristino delle frontiere. Sul fronte della lotta al terrorismo, vuole istituire una “quota di diecimila immigrati per anno” che la Francia sarà disposta ad accettare, promette l’espulsione di tutti gli stranieri condannati e tutti gli schedati con la lettera “S”, i soggetti ritenuti radicalizzati, e la chiusura di tutte le moschee segnalate come rischiose. Il punto forte su cui insiste Marine Le Pen è la tradizione: difesa della laicità, misure per far aumentare il numero delle nascite nelle famiglie francesi e abrogazione della legge che consente alle coppie omosessuali di sposarsi.

Endorsement e sondaggi

Sarà una corsa all’Eliseo senza appoggi quella di Marine Le Pen, che non ha ricevuto alcun endorsement dopo il primo turno di votazioni. I sondaggi, che per il 23 aprile hanno predetto le cifre con una precisione altissima, la danno perdente con una percentuale di voti appena sotto al 40%. Secondo le rilevazioni, quindi, all’Eliseo dovrebbe approdare Emmanuel Macron con circa il 60-62% delle preferenze. Il candidato centrista ha ottenuto l’appoggio del presidente in carica François Hollande, del primo ministro Bernard Cazeneuve e dell’ex sfidante François Fillon. Non si è voluto esprimere invece Jean-Luc Mélenchon, che ha dichiarato: “Non ho ricevuto nessun mandato da parte di chi ha appoggiato la mia candidatura a esprimermi al suo posto”.​