Francia: leader musulmano, ebraico e protestante insieme per Macron

I due candidati al ballottaggio del 7 maggio Emmanuel Macron e Marine Le Pen (getty images)
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I rappresentati religiosi di queste tre comunità hanno firmato un appello in favore del candidato di "En Marche" in vista del voto per le presidenziali. I Cattolici non si schierano

I principali rappresentati delle comunità protestante, musulmana ed ebraica di Francia, a tre giorni dal secondo turno delle elezioni presidenziali francesi, hanno firmato un appello congiunto per invitare a votare Emmanuel Macron. Secondo il pastore François Clavairoly, presidente della Federazione protestante di Francia, Anouar Kbibech, presidente del Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm) e Haïm Korsia, grande rabbino di Francia, il candidato di "En Marche" è l’unico in grado di preservare i "principi repubblicani del nostro motto: libertà, fratellanza, uguaglianza" e per questo gli elettori sono esortati a "mobilitarsi il 7 maggio per fare trionfare, tramite le urne, la Francia generosa, tollerante e aperta al mondo".

"Niente è superiore alla pace"

Nell’appello i tre leader si dicono "ben consapevoli" che i ruoli da loro ricoperti li obbligano alla neutralità politica, ma anche che "niente è superiore alla pace" e per questo, nelle vesti di "cittadini responsabili", invitano a un "voto repubblicano per Emmanuel Macron". Secondo François Clavairoly, Anouar Kbibech e Haïm Korsia è necessario "fermare" il Front National - partito di Marine Le Pen, l’altra candidata all’Eliseo - e per farlo hanno voluto ricordare i valori che li ispirano nel lavoro di tutti i giorni, che è finalizzato a "creare momenti di condivisione e ad aiutare le persone indigenti o sole". I tre rappresentati si dicono anche convinti che sostenere il candidato di "En Marche" garantirà alla Francia di essere "forte di tutta la sua storia, fiduciosa nel suo futuro e di credere nella sua capacità di risplendere nel mondo".

"Assenti" i cattolici

All’appello non ha preso parte nessun rappresentante cattolico e, anzi, il presidente della Conferenza dei vescovi di Francia, monsignor Georges Pontier, ha ribadito lo scorso 3 maggio il rifiuto della Chiesa di schierarsi per un partito.  Il cardinale Philippe Barbarin, però, nei giorni scorsi ha firmato una dichiarazione ecumenica nella sua diocesi di Lione contro il Front National etichettandolo come "un partito che, storicamente, è sempre stato portatore di un discorso nazionalista pericoloso la cui attuazione sarebbe disastrosa".

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