House of the Dragon, la maturità di Rhaenyra. Trama e recensione dell'episodio 3

Serie TV sky atlantic

Gabriele Lippi

Nella nuova puntata, andata in onda su Sky Atlantic e in streaming su NOW lunedì 5 settembre alle 3 del mattino, in contemporanea con gli Stati Uniti, la principessa ribelle diventa maggiorenne e perde la sua innocenza. Mentre il suo diritto al trono viene ostacolato dai lord dei Sette Regni

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Lunedì 5 settembre, alle 3 del mattino, in contemporanea con la messa in onda su HBO negli Stati Uniti, Sky Atlantic e NOW hanno diffuso il terzo episodio di House of the Dragon, la serie spin-off de Il Trono di Spade – Game of Thrones, ispirata al romanzo di G.R.R. Martin Fuoco e Sangue. Ecco cosa è accaduto nella puntata dal titolo Second his name.

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Nelle Stepstones impazza la guerra tra i soldati di Corlys Velaryon e Daemon Targaryen e l’esercito del Nutrigranchi Drahar. Solo l’arrivo di Daemon a cavallo di Caraxes sembra poter tenere le sorti del conflitto in equilibrio evitando la facile vittoria di Drahar. Sono passati tre anni dall’annuncio del matrimonio tra Viserys e Alicent, è il giorno del secondo compleanno di Aegon, loro primo figlio maschio, e la regina è di nuovo incinta. Rhaenyra, sempre più chiusa in se stessa, è intenta a studiare e ascoltare la musica del bardo di corte Samwell nel Parco degli Dei, quando viene richiamata da Alicent che le ordina di unirsi al resto della famiglia per una battuta di caccia in onore di Aegon.

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Durante il viaggio, Rhaenyra discute con Viserys, al centro del litigio tra padre e figlia sono le responsabilità e i doveri che Rhaenyra dovrebbe rispettare in quanto erede al trono. In particolare, Rhaneyra si rifiuta di unirsi alla battuta di caccia perché infastidita dall’uccisione dei cinghiali. Tra questi rientra anche il matrimonio, ed è proprio durante la battuta di caccia che Rhaenyra viene approcciata da Jason Lannister e scopre che il Re, suo padre, la vorrebbe dare in sposa a lui. Mentre discute di nuovo con la figlia, Viserys viene interrotto da Otto Hightwoer che gli annuncia l’avvistamento di un cervo bianco, presagio di buona sorte per il principe Aegon. Rhaenyra ne approfitta per fuggire dall’accampamento inseguita da Criston Cole, il membro della guardia reale da lei scelto con cui sembra avere un’intesa sempre più forte.

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A colloquio con il Re, Jason Lannister porge in regalo una lancia e chiede ufficialmente la mano di Rhaenyra. Proponendo al Re di portarla con se a Castel Granito gli dice che sarebbe una buona sistemazione per la Principessa, una volta superata nella gerarchia per l’ascesa al Trono di Spade. Jason, come molti altri lord, da ormai per scontato che Viserys sceglierà presto come erede ufficiale Aegon, ma il Re ha idee diverse e almeno pubblicamente continua a sostenere il diritto alla successione della figlia. La caccia alla mano di Rhaenyra è comunque aperta: nel tentativo di ottenere un vantaggio per il nipote senza troppi spargimenti di sangue, Otto propone a Viserys un matrimonio tra Rhaenyra e il fratello Aegon, ma per Viserys quest’ultimo, che ha appena compiuto due anni, è troppo giovane. Lord Lyonel Strong suggerisce invece un’unione tra Rhaenyra e Sir Laenor Velaryon, figlio di Corlys Velaryon e Rhaenys Targaryen.

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Accampata per la notte nel bosco con Criston, Rhaenyra viene attaccata da un cinghiale. Mentre questo sembra sul punto di azzannarla, Sir Criston, ripresosi dalla carica subita, lo infilza con la sua spada. L’ultimo sussulto del cinghiale viene però interrotto da Rhaenyra, che con il suo pugnale finisce la bestia colpendola più volte al collo. Viserys intanto è tormentato, si confida con la moglie Alicent, le racconta di aver fatto un sogno in cui un suo erede si sarebbe imposto come Conquistatore, ma le rivela anche di aver paura di essersi sbagliato nella scelta del suo erede. Il giorno dopo, un cervo viene catturato nel bosco, Viserys viene chiamato per ucciderlo e con mano malferma vi riesce al secondo tentativo. Non è però il cervo bianco, quello si imbatte invece in Rhaenyra e Criston, e viene lasciato vivere.

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Il rientro all’accampamento di Rhaenyra lascia tutti di stucco. La Principessa, che era scomparsa per un giorno intero, è completamente ricoperta di sangue. Alicent incontra il padre Otto, che spinge affinché Aegon venga nominato erede al trono. La giovane donna, però, continua a sostenere Rhaenyra, il suo diritto di successione e la convinzione che sarà una regina capace e rispettata. Intanto la guerra delle Stepstones prosegue tra molte difficoltà per l’alleanza di Corlys e Daemon. Riluttante, Viserys acconsente ad aiutare il fratello e i Velaryon. Subito dopo ha un nuovo confronto con Rhaenyra, che lo rimprovera di volerla rimpiazzare con Aegon. Lui però nega e giura sulla tomba della moglie morta di non tradire mai la figlia.

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All’accampamento dei Velaryon si discute sulle strategie future. Daemon arriva a cavallo di Caraxes mentre, in contemporanea, fa la sua comparsa l’ambasciata inviata da Viserys col messaggio d’aiuto. Daemon legge la missiva e, rifiutando con sdegno e rabbia l’aiuto del fratello, uccide l’ambasciatore. Quindi si offre come esca per stanare Drahar e il suo plotone. Fingendo una resa, li fa uscire dai loro nascondigli, li affronta inizialmente da solo e nel momento in cui viene colpito da alcune frecce e circondato scatena l’attacco aereo di Caraxes e quello via terra dell’esercito dei Velaryon. A uccidere Drahar e trascinare metà del suo corpo privo di vita fuori dalla grotta è lo stesso Daemon.

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Dopo un secondo episodio fatto di trame nascoste e intrecci politici e diplomatici, il terzo comincia subito col ritorno sulla scena della furia distruttrice di Daemon. E quella prima sequenza in cui Caraxes dà a fuoco metà dell’esercito del Nutrigranchi e, non curante della differenza tra amici e nemici, atterra sul petto di un soldato alleato strozzandogli il suo grido d’aiuto in gola, sembra quasi un manifesto del resto della puntata.

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Second his name, l’episodio che ci introduce il personaggio del principe Aegon, destinato ad avere un ruolo determinante nei giochi di potere intorno al Trono di Spade, è carico di tensione in ogni suo minuto. Il ritratto di Rhaenyra continua a essere cesellato un po’ per volta mentre la sua formazione sembra arrivata a un punto di svolta. La Principessa, erede al trono contestata dai Lord del Regno, è maggiorenne, non può più essere la ragazza spensierata e irriverente dei primi due episodi.

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Il passaggio all’età adulta di Rhaenyra, che si consuma nel definitivo deterioramento del suo rapporto con Alicent, l’amica d’un tempo diventata matrigna indesiderata, comporta l’assunzione di nuove responsabilità e una difficile accettazione di nuovi doveri. Rhaenyra li rifiuta: rifiuta di andare a caccia col padre perché non ama il rantolo dei cinghiali quando vengono sgozzati; rifiuta di prendere marito perché non crede sia necessario diventare moglie per poter essere felice; rifiuta di vedere il suo ruolo come subalterno a qualcun altro quando dice al padre “sono stata nominata erede al trono solo per poter innalzare il rango di un Lord di Castel Granito”.

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Ma con i Sette Regni che si muovono silenti contro di lei, decisi a rifiutare una regina ora che ci sarebbe un perfetto erede maschio, Rhaenyra è costretta a sporcarsi, a perdere la sua innocenza, a imbrattarsi letteralmente di sangue. Lo fa, in una scena che è quasi rito di passaggio, uccidendo uno di quei cinghiali per cui prima nutriva sentimenti di pietà, ignara del fatto che potessero rivelarsi una minaccia per la sua stessa incolumità. Se Otto Hightower la vorrebbe domare una volta per tutte architettando un matrimonio incestuoso (ma piuttosto comune tra i Targaryen) e prematuro con il piccolo Aegon, Rhaenyra torna più selvaggia che mai, ricoperta di sangue, feroce in volto come non lo era mai stata.

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E mentre la forza di Rhaenyra aumenta, quella di Viserys continua a scemare. Il Re appare sempre più fragile e incerto, manifesta pubblicamente il sostegno alla figlia e la convinzione nella scelta fatta tre anni prima, ma nell’intimo soffre e dubita. “Sono proprio un grande Re Targaryen – confida in un momento di sconforto a Sir Lyonel Strong – impotente persino con mia figlia di 17 anni”. Persino quello che un tempo era stato un sogno di gloria e potenza per la sua dinastia diventa foriero di dubbi e paure e solo Alicent sembra restare al suo fianco, alleata inattesa di Rhaenyra anche quando il padre Otto la spinge ad agire nell’ombra perché Aegon, suo figlio, scavalchi l’erede al trono.

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Se Rhaenyra appare forte e determinata nell’uccisione di un cinghiale che la attacca, Viserys è altrettanto debole e incerto nell’ammazzare un cervo tenuto prigioniero dai suoi servitori. E anche il fatto che il cervo bianco portatore di buoni auspici per il futuro di Aegon scelga di apparire davanti a Rhaenyra è indice del momento difficile che attraversa il Re. E mentre Viserys, riluttante, mette da parte i sentimenti personali in nome della ragion di Stato per accorrere in aiuto a Corlys e Daemon, quest’ultimo si conferma come una minaccia nel momento in cui si trasforma in strumento decisivo nella vittoria delle Stepstones. 

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