Sanremo 2022, la conferenza stampa: si parte con Ornella Muti e Fiorello, giovedì Saviano

Musica

Fabrizio Basso

Sarà Achille Lauro ad aprire la 72ma edizione del Festival. Tra gli ospiti anche Matteo Berrettini in arrivo direttamente dagli Open d'Australia. Grande attesa giovedì per l'arrivo di Saviano che ricorderà i trent'anni della strage di Capaci. Amadeus sottolinea che il collante di tutte le serate sarà la parola gioia

L’omaggio a Tito Stagno e il ricordo del bianco e nero del primo uomo sulla luna, seguito da 30 milioni di persone, introduce la conferenza stampa che ci accompagna al debutto della 72ma edizione del Festival di Sanremo (IL LIVELO SPECIALE). Stefano Coletta, direttore di Rai Uno, rompe la tensione annunciando cinque serate ognuna con una cifra stilistica diversa che “giochi su un caleidoscopio emozionale. Non c’è show senza empatia. La presenza di Fiorello ammette regole televisive differenti rispetto alla tradizione perché con Amadeus c’è anche una relazione extraverbale, il celebre motto di spirito di Freud. E’ un connubio imprevedibile di giochi di detti e non detti figlia di una relazione che restituisce grande bene e positività”. Per Coletta è il terzo Festival da direttore ma è quello che sente più ecumenico e annuncia che si aprirà con Ornella Muti, “un tributo a un settore penalizzato dalla pandemia. Stiamo tutti insieme in questo rito collettivo accompagnato da un livello musicale ficcante che arriva alla vita di ognuno di noi con canzoni e testi che ci accompagneranno per un po’. Ci sono canzoni che balleremo perché il nostro corpo è stato chiuso in una prigionia di movimento”. Ci saranno i Maneskin che nell'ultimo anno hanno fatto un viaggio favoloso. La città di Sanremo accoglie la prima serata con un clima mite e solare, con red carpet di nuovo vivo e colorato dai fiori della Riviera.

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Le canzoni di Sanremo 2022: tutti i testi

Ecco la divina della serata, Ornella Muti, per la prima volta al Festival che si dice spaventata, nervosa ma felice: “E’ un onore essere stata scelta e spero di fare bene quello che devo fare”. L’attrice arriva accompagnata da qualche polemica per essersi schierata a favore della cannabis legale: “Non spingo l’effetto ludico, mi mette tristezza pensare che qualcuno creda che giri nel backstage offrendo canne. Io mi curo omeopaticamente e c’è chi ne sa più di me. Io dico che è una pianta che dà oli ed estratti, poi usarla è una scelta. A me spiace non averla potuta dare a mia mamma che è morta senza un ciao. Sia chiaro che parlo di cannabis terapeutica e aggiungo che ognuno deve avere il diritto di curarsi come vuole. Sono una madre e una nonna e dunque ho delle responsabilità. Ma se penso a quello che circola credo che una ricetta possa essere la via migliore. Si potrebbe dire lo stesso anche per l'alcol: bere un bicchiere è una cosa, il rischio del coma etilico è altro”. Ornella Muti poi parla di socialità: “Ho una mia timidezza, un mio pudore, faccio l’attrice e mi espongo quando devo. Il resto per me è un gioco, tengo le energie per il mio lavoro”. Per quanto riguarda la sua performance sul palco dell’Ariston la Muti anticipa che ci saranno momenti importanti “ma non momenti istituzionali perché non fanno parte di me. La mia missione è arrivare al cuore delle persone. Musicalmente a Sanremo ho visto in questi anni importanti successi e i Maneskin ne sono la prova più evidente”. Riguardo le voci sulla possibilità di avere la cittadinanza russa Ornella Muti si tira fuori dalla politica e dice che "sono amata in modo a volte anche imbarazzante. Se fosse un problema valuterò cosa decidere". Sul cambio di look la Muti precisa che "questa volta non ci siamo trovati ma per me resta Re Giorgio". Chiamata in causa sul tema LGBT racconta che "mi addolora l'atteggiamento della Russia. Io nel mondo omosessuale mi sono sempre sentita accudita. E' una brutta cosa questa della Russia. Tutta la violenza è terrificante compresa quella verso le donne contro la quale tutti si impegnano ma poi apri i giornali e leggi cose drammatiche".

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Festival di Sanremo 2022, la scaletta della prima serata

Amadeus si dice felice che finalmente l’1 febbraio è arrivato perché ritrova quella normalità che l’anno scorso non è stata possibile: “Non ho né ansia né timore ma tanta adrenalina”. Fiorello, Maneskin, Matteo Berrettini, Raoul Bova, Nino Frassica, Claudio Gioé e Ornella Muti tra gli ospiti della serata. Sulla nave Costa Toscana ormeggiata in rada ci saranno Colapesce e Dimartino mentre domani arriverà Ermal Meta; giovedì i Coma Cose, venerdì i Pinguini Tattici Nucleari e sabato si chiude con Orietta Berti e Fabio Rovazzi, che prepareranno un momento speciale. Giovedì arriverà Roberto Saviano per ricordare la strage di Capaci del 1992. Ecco l’ordine di uscita della prima serata: Achille Lauro feat. Harlem Gospel Choir, Yuman, Noemi, Gianni Morandi, La Rappresentante di Lista, Michele Bravi, Massimo Ranieri, Mahmood e Blanco, Ana Mena, Rkomi, Dargen D’Amico e Giusy Ferreri. Entrando in ambito musicale, Amadeus sottolinea che non è offensivo parlare di canzone sanremese “e tutti i cantanti hanno scritto canzoni che potevano uscire in qualunque momento dell’anno. Io ragiono su una realtà discografica che possa durare. Le scelte delle due prime serate sono pensate, non è un caso avere insieme Morandi e Ranieri e domani Emma ed Elisa”. Tema molto sensibile sono le anticipazioni sui social dei brani, che dovrebbero arrivare inediti: il direttore Coletta dice che bisognerà tenerne conto nei futuri regolamenti ma "non avere avuto quest'anno Gianni Morandi sarebbe stato brutto, lo avrei salvato anche con un minutaggio più alto. Ciò non toglie che i social portano a riflessioni in ambito normativo ma nel caso di Gianni non avrei valutato altra opzione". Amadeus aggiunge che si parla di due errori, Fedez lo scorso anno e ora Morandi: "E' una caccia a voler eliminare il cantante. Altra cosa se il brano è stato cantato magari in una convention e ripreso dai cellulari". Sarà un Festival di gioia con una forte missione umana, combattere gli hater: "Ognuno -dice Amadeus- deve poter essere libero di esprimersi. Se qualcuno vorrà parlarne sarà ben accetto ma non è pensato".

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