Sanremo 2022, Ana Mena sogna in grande con Duecentomila Ore

Musica

Fabrizio Basso

Spagnola di Malaga, 24 anni, questa giovane artista è la straniera del Festival. Nella serata dei duetti proporrà, insieme a Rocco Hunt, un medley di tre canzoni. L'INTERVISTA

E se vincesse il Festival di Sanremo? Rappresenterebbe l'Italia all'Eurovision. Lei si dice fiera e orgogliosa, se dovesse essere, di portare a Torino tutta l'Italia e un pizzico di Spagna. Ma prima Ana Mena deve imporsi all'Ariston. Il brano scelto si intitola Duecentomila ore e porta la firma di Rocco Hunt (con lei sul palco nella serata delle cover), Federica Abbate e Zef. 

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Ana il Festival si avvicina ed è il coronamento di un lungo viaggio artistico ed umano.
Questa avventura è iniziata alcuni anni fa, avevo già una cultura di musica italiana grazie a mio padre. Anche per quello ho voluto vivere una esperienza italiana, prima con Fred De Palma anche se non conoscevo la lingua ma che è sensuale come lo spagnolo. Visto il successo mi sono detta di cavalcare l'onda, divertendomi e vivendo il momento: l’avventura è continuata con Rocco Hunt, ormai il mio fratello italiano. Da quattro anni vivo a metà tra Italia e Spagna, il pubblico italiano mi ha dato amore, ho qui tanti amici e ci ho trascorso belle vacanze, è la mia seconda casa.
Come hai conosciuto Sanremo?
Perché a casa mia c’è un legame forte grazie a mio padre. Mia madre mi ha trasmesso il flamenco, che rappresenta i miei inizi, mio padre invece l’affetto per la musica italiana: Ricchi e Poveri, Matia Bazar, Mina e tanti altri. Sanremo lo seguo da anni in varie forme, in streaming o suoi social. Da due anni ci provo e stavolta è andata.
Hai fatto una tua versione del brano di Colapesce e Dimartino, chiamandola Musica Ligera.
E' un pezzo molto apprezzato in Spagna. Lì il mercato principale è quello latino e non credevo potesse avere tanto successo un brano così strano. Ero sul divano con mio padre e appena ho sentito il ritornello sono rimasta colpita dalla sua fantasia bellissima, è una proposta unica e speciale che richiama gli anni Settanta. Non stavo più di cinque minuti senza ascoltarla. La eseguo e la posto su Instagram ed è stata commentata da Colapesce e Dimartino. Sentivo la necessità di fare conoscere nella mia lingua in questo brano. Sono due artisti che ammiro, mi ci sono avvicinata con umiltà.
Come stai?
Sono un po’ nervosa, non dormo da due notti.
La tua è una tripla sfida: il primo Sanremo, la donna più giovane ed essere spagnola?
Le affronto con tanta emozione, anzi ho un milione di emozioni che non riesco a spiegare. A volte sono super carica altre super stressata per le cose che si aggiungono. Non vedo l’ora di essere sul palco. Sono felice di vivere qui questa esperienza. Sono nervosa, emozionata, felice e grata.
Nella serata delle cover che ti inventerai con Rocco Hunt?
Sono felice di condividere questo momento importante nella mia carriera con lui. Mi sentirò comoda e in famiglia con un medley bello che ha l’intenzione di unire tutte le generazioni: faremo Il mondo, Figli delle Stelle e chiudiamo con Se mi lasci non vale di Julio Iglesias. Sono canzoni che conoscono tutti e funzionano bene con l’orchestra.
C'è stata qualche polemica per la tua partecipazione non essendo italiana: come hai reagito?
Non ho seguito le polemiche anche se so che ci sono state. Lo capisco ma faccio omaggio a una musica che amo da sempre. Faccio tutto con rispetto, umiltà e con l’ammirazione con cui in Spagna seguiamo il Festival.

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Sanremo 2022, Ana Mena con Duecentomila ore: il testo

Sono trascorsi quattro anni dal tuo album Index e so che lavori a due progetti in parallelo: che accadrà?
E' vero, da quattro anni sono senza album nonostante abbia rilasciato tante canzoni. Sto lavorando al primo album in italiano e a uno in spagnolo. Per l’italiano mi sto confrontando con tanti amici e professionisti. Sarà diverso da quanto fatto finora, voglio farvi conoscere il mio lato più intimo e serio. Non c’è una data ma vi sorprenderò. Spero comnque che entro l’anno veda la luce.
Con chi collaboreresti di questo Festival?
Elisa, Noemi, Rkomi, il suo ultimo album e splendido, Mamhood e Blanco…questo cast è gigantesco per talento, lavorerei praticamente con tutti.
Brani sanremesi per te epici?
Tanti ma in particolare ricordo, anche se non ero nata, Canzone per Te di Sergio Endrigo. Poi La solitudine di Laura Pausini, La Notte di Arisa o anche Come vorrei dei Ricchi e Poveri.
Hai anche un passato da attrice: hai preferenze?
Spero di poer fare entrambe le cose, sono carica e disponibile. Su Netflix arriverà una serie cui ho partecipato, è stata una bella esperienza tornare a recitare. Ho iniziato a 11 anni poi ho partecipato a un film di Pedro Almodovar. Comunque tutte le mie partecipazione sono state legate alla musica, quindi ho scoperto un'altra sfaccettatura di me che mi piace molto.
Tra gli autori hai Federica Abbate: isieme portate avanti la forza delle donne.
La ammiro. E’ una bellissima persona e una artista bravissima. La mia canzone ha un messaggio d’amore per le donne. Cerco di dare visibilità al talento e al lavoro delle donne. In questo Sanremo ci sono tante donne top e mi sento fortunata di essere con loro.
In passato hanno gareggiato altri spagnoli al Festival: Las Ketchup e Bertìn Osborne. La differenza è che se vinci tu ora vai all'Eurovision rappresentando l'Italia.
Non ci ho pensato perché sono concentrata sull’esibizione. Se il pubblico italiano mi concede questo regalo sarebbe un omaggio a entrambe le due nazioni. Sarebbe molto figo.
Come nascono le canzoni con Rocco Hunt?
Ci siamo conosciuti all’ultimo Natale pre covid a una festa. Mi piaceva la sua musica, adoro Nu juorno buono e il lavoro fatto con i Boomdabash. Dopo due mesi, a febbraio, ci siamo messi a lavorare ed è nato A Un Passo dalla Luna che ci ha dato notorietà anche all’estero. E' nata una bella amicizia, sono stata al compleanno di suo padre. Lui è stato spesso in Spagna. Lo ammiro e gli voglio bene.
Come ti vedi tra cinque anni?
Non guardo al futuro lontano, ora penso solo all’album per fare conoscere l’altro lato di me. Poi vorrei fare un bel tour e portare la mia musica in altri paesi ma ora ragiono sul periodo breve. La musica è la mia vita da quando avevo 8 anni.
Per tifi?
Sono tutti bravi ma scommetto su Gianni Morandi!
All’ariston sei già stata come ospite con Riki: stavolta però è diverso.
Con Riki ero più tranquilla, ora salgono ansia ed emozione. E’ diverso essere ospite o in gara. Ma sono abbastanza coraggiosa e farò il meglio anche se il covid ci farà vivere il tutto in modo strano.
Sul palco ballerai anche o pensi solo a cantare?
Sarà una sorpresa.
Chi ti veste?
Un italiano, Giuseppe Magistro.
Un sogno?
Fare una fiction in Italia sarebbe, sarebbe una delle sfide più belle, anche per mettermi alla prova con la lingua.
Come ha reagito tuo padre quando Amadeus ha detto che saresti stata in gara?
Non sapevamo nulla, speravamo. Quando è uscito il mio nome io ho iniziato a urlare, a saltare, ero con tre amici a Madrid con i quali parlo di Sanremo da tempo. Mi spiace che per la situazione covid mio padre non sia a Sanremo con me, non potremo uscire neanche dall’albergo.
Serve il vaccino.
E' fondamentale per cui dico a tutti: fatelo perché bisogna uscire questa situazione!

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