
Carne sintetica, cos'è e come si produce. Dalle cellule staminali al prodotto finale
In Italia è stata vietata ma in altre parti del mondo è legale e sembra destinata a diffondersi, man mano, sempre di più. Viene definita "carne in provetta", anche se il punto di partenza in realtà viene dal mondo animale: bisogna prelevare cellule embrionali da un animale vivo o comunque dalla sua carne fresca. Poi si ottiene un prodotto simile alle fibre dei muscoli animali, che lavorato sottovuoto è pronto per diventare una bistecca o un hamburger

In Italia si accende il dibattito sulla carne coltivata. Il primo stop lo ha dato il Senato il 19 luglio 2023, con il via libera a un disegno di legge voluto dal governo Meloni. Ora si passa alla Camera. Il ddl introduce il divieto di produzione e immissione sul mercato di alimenti, bevande e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati. Previste multe da 10mila euro fino a 60mila. Ma che cos’è la carne sintetica? E come si produce?
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Per arrivare a un prodotto finito si parte dall’estrazione delle cellule staminali embrionali da un animale vivo, o dalla sua carne fresca, che vengono poi lasciate crescere solitamente in soluzioni nutritive, senza l’uso di antibiotici o simili
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Insomma, le staminali vengono “coltivate” e “nutrite” per simulare i processi biologici tipici degli organismi viventi. Poi, eliminati i liquidi prodotti, va lavorato quello che si è ottenuto, del tutto simile alle fibre del muscolo degli animali reali
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Tendenzialmente si va poi a rendere il prodotto simile alla carne anche dal punto di vista estetico, attraverso tecniche di compattazione in sottovuoto. Chi appoggia questi alimenti sottolinea il fatto che, partendo da poche cellule e contando sull’enorme potenziale di replicazione tipico delle staminali, si possono ottenere chili e chili di carne senza dover uccidere nessun animale
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Una scelta che per alcuni ha il pregio di evitare il macello e allo stesso tempo di salvaguardare l’ambiente: sappiamo che gli allevamenti intensivi sono tra i grandi problemi in tema di forestazione e produzione di anidride carbonica
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Per altri si tratta solamente di una trovata per monetizzare. Lo dimostrerebbero, secondo Coldiretti, i nomi che sono dietro ai filetti di pollo creati in laboratorio dalla Upside Foods, azienda Usa finanziata da nomi come il patron di Virgin Richard Branson, Bill Gates e il fratello di Elon Musk
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"Le bugie del cibo in provetta - spiega il presidente di Coldiretti Ettore Prandini - confermano che c'è una strategia delle multinazionali che, con abili operazioni di marketing, puntano a modificare stili alimentari naturali fondati sulla qualità e la tradizione. La verità è che non si tratta di carne ma di un prodotto ingegnerizzato, che non salva l'ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c'è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare"

Nei mesi scorsi è arrivato il via libera dell’autorità alimentare americana, la Fda, all’immissione in commercio per il consumo umano del pollo della Upside Foods. A giugno 2023 il governo federale ne ha autorizzato la messa in commercio. Il timore dei detrattori della carne in provetta è che a breve anche gli organismi europei possano essere inondati di domande di autorizzazione al commercio di questi prodotti

A oggi, la carne sintetica è legale negli Stati Uniti e a Singapore. Il primo esperimento fu condotto ormai 10 anni fa, quando l’Università di Maastricht presentò il primo hamburger sintetico di sempre. L’avanzare delle tecnologie, dal 2013 al 2023, ha abbattuto i costi che solo poco tempo fa erano altissimi: per quell’hamburger la spesa era stata di 290mila euro

Repubblica ricorda come, due anni fa, l’azienda Future Meat Technologies avesse annunciato di essere ormai capace di produrre un petto di pollo da 160 grammi senza spendere più di quattro dollari. Secondo un report di McKinsey, già nel 2030 la carne sintetica potrebbe non costare nemmeno un centesimo in più di quella animale
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