Caldo, i bambini tra le fasce più a rischio. I 10 consigli degli esperti per proteggerli
Salute e BenessereIntroduzione
In queste settimane segnate dalle allerte per le alte temperature, nelle città si creano delle vere e proprie “isole di calore urbano”, dovute prevalentemente alla massiccia presenza di asfalto, edifici e superfici impermeabili, oltre che alla scarsità di alberi e aree verdi. Un fenomeno che assume un peso crescente per i più piccoli anche perché, rispetto al passato, molte famiglie trascorrono periodi di vacanza più brevi e i bambini restano più a lungo nei centri abitati durante i mesi estivi, aumentando l'esposizione al calore estremo.
Quello che devi sapere
Il peso del cambiamento climatico
Gli effetti delle isole di calore urbano si sommano a quelli del cambiamento climatico: l'aumento delle temperature globali rende infatti sempre più frequenti e intense le ondate di calore, accentuando il surriscaldamento delle città e i rischi per la salute. Nelle giornate estive l'asfalto esposto al sole può raggiungere temperature comprese tra 60 e 80 °C, contribuendo ad aumentare il disagio termico e i rischi per la salute delle persone più fragili, a partire dai bambini.
Su Insider: Caldo anomalo, qual è l’impatto della crisi climatica
I ricoveri dei bambini
L'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha rilevato che circa il 25% degli accessi al Pronto Soccorso è riconducibile, direttamente o indirettamente, agli effetti del caldo. Nel 5% dei casi si tratta di problematiche strettamente legate alle alte temperature, come colpi di calore, sincopi e disidratazione. Il restante 20% comprende invece bambini che arrivano per patologie come vomito, diarrea o febbre. Condizioni che, in presenza di temperature elevate, determinano una perdita di liquidi più rapida e grave, ma anche pazienti affetti da malattie croniche o particolarmente fragili - come cardiopatici, diabetici, pazienti oncologici o con altre patologie complesse - nei quali il caldo intenso può aggravare il quadro clinico e aumentare il rischio di complicanze, rendendo necessario il ricorso alle cure ospedaliere.
Leggi anche: Caldo e colpi di calore: ecco come difendersi. I consigli del Ministero della Salute
I motivi della vulnerabilità
"I bambini non sono piccoli adulti: il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e questo li rende particolarmente vulnerabili alle ondate di calore, soprattutto nei primi anni di vita e in presenza di patologie croniche o condizioni di fragilità. Per questo la prevenzione e il riconoscimento precoce dei segnali di disidratazione sono fondamentali", sottolinea Alberto Villani, responsabile dell'Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale, Malattie Infettive e DEA di II livello dell'Ospedale Bambino Gesù.
Per approfondire: Caldo e rischi per la salute, dai crampi alle congestioni: come evitarli e proteggersi
Gli accorgimenti
"Nei bambini il caldo non va mai sottovalutato - ricorda Sebastian Cristaldi, responsabile del Pronto Soccorso della sede del Gianicolo del Bambino Gesù - Molte delle situazioni che osserviamo in Pronto Soccorso possono essere evitate con semplici accorgimenti: offrire spesso acqua ai bimbi, limitare l'esposizione nelle ore più calde e prestare attenzione ai primi segnali di disidratazione. Intervenire tempestivamente significa, nella maggior parte dei casi, evitare che un malessere si trasformi in un'emergenza".
Leggi anche: Ondate di caldo, foreste urbane possono ridurne l’impatto nelle città italiane: lo studio
I campanelli d’allarme
Attenzione ai campanelli d'allarme, come bocca asciutta, urine scarse e sonnolenza. Per ridurre il rischio di colpi di calore e disidratazione nei bambini, gli specialisti dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù raccomandano dieci semplici regole da seguire durante tutta l'estate, soprattutto quando si vive o si trascorrono molte ore in città.
Leggi anche: Cosa sono i "rifugi climatici", i luoghi dove proteggersi dal caldo in Italia (e non solo)
I 10 consigli utili
- Offrire spesso acqua ai bambini, anche se non manifestano sete, aumentando l'apporto di liquidi nelle giornate più calde;
- Evitare l'esposizione al sole e l'attività fisica nelle ore più calde, indicativamente tra le 11 e le 17, preferendo luoghi ombreggiati e ben ventilati;
- Vestirli con abiti leggeri, chiari e traspiranti, preferibilmente in cotone o lino;
- Mantenere gli ambienti freschi e ben ventilati, usando ventilatori o condizionatori ed evitando bruschi sbalzi di temperatura;
- Preferire pasti leggeri e un'alimentazione ricca di frutta e verdura, utili per reintegrare liquidi e sali minerali.
- Proteggere capo e pelle con cappellino, zone d'ombra e creme solari ad alta protezione;
- Prestare particolare attenzione ai lattanti e ai bambini con malattie croniche, che sono più vulnerabili agli effetti del caldo. Nei neonati è importante controllare che i pannolini vengano bagnati regolarmente, perché una riduzione della diuresi può essere il primo segnale di disidratazione
- Riconoscere precocemente i campanelli d'allarme, come bocca asciutta, urine scarse e concentrate, irritabilità, sonnolenza, nausea, mal di testa, crampi o svenimenti;
- In caso di colpo di calore, portare subito il bambino in un luogo fresco, rinfrescarlo e fargli bere piccoli sorsi d'acqua;
- Rivolgersi tempestivamente al pediatra se il bambino presenta febbre persistente, vomito ripetuto, rifiuta di bere, manifesta segni di disidratazione o peggiora una patologia cronica. Recarsi invece subito al pronto soccorso in caso di alterazione dello stato di coscienza, grave difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, convulsioni, incapacità di bere o febbre molto elevata dopo una prolungata esposizione al caldo.
Per approfondire: Caldo in casa, gli errori da evitare per non creare "l'effetto forno"