Caldo in casa, gli errori da evitare per non creare "l'effetto forno"

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Il cosiddetto "baking domestico" segnala la difficoltà di un edificio di smaltire il calore accumulato durante tutta la giornata a temeprature molto elevate. Succede perchè alcuni materiali edili ad alta densità, tra cui il cemento armato e i mattoni pieni, possono assorbire la radiazione solare e, di fatto, trattenerla, in base a quello che viene definito in gergo "sfasamento termico"

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Il caldo anomalo che sta avvolgendo in questi giorni buona parte dell'Europa e anche dell'Italia continua a non dare tregua. Gli esperti consigliano di rimanere fra le mura domestiche nelle ore centrali delle giornate, ma un pericolo potenziale è quello del cosiddetto "baking domestico", termine con il quale si fa riferimento al surriscaldamento degli ambienti interni durante le ondate di calore estive. In un momento nel quale l'abitazione può trasformarsi in una specie di forno sigillato, soprattutto per chi non si è dotato di condizionatori o dispositivi simili.

 

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L'interno delle abitazioni durante le giornate di caldo intenso

Nelle giornate di caldo particolarmente intenso, come quelle di questi giorni, può succedere infatti che la sera l'aria esterna possa leggermente attenuare i livelli di calore, ma anche che l'interno delle abitazioni rimanga particolarmente rovente dopo l'accumulo del calore durante la giornata. Questo fenomeno, come accennato, viene anche definito “baking domestico” o "effetto forno". E si può verificare a fronte di alcuni errori che vengono commessi nella gestione della casa e nell'ambito delle più comuni abitudini quotidiane.

Come si innesca il "baking domestico"

In particolare il "baking domestico" segnala la difficoltà di un edificio di smaltire il calore accumulato durante tutta la giornata a temeprature molto elevate. Succede perchè alcuni materiali edili ad alta densità, tra cui il cemento armato e i mattoni pieni, possono assorbire la radiazione solare e, di fatto, trattenerla, in base a quello che viene definito in gergo "sfasamento termico". Tutto ciò si traduce in pareti che rilasciano il calore verso l'interno di alcune abitazioni con un ritardo di alcune ore. A quel punto i muri iniziano quasi ad assomigliare alla pietra refrattaria di un forno. 

Gli errori da non commettere

A peggiorare questo fenomeno, danneggiando la situazione termica delle stanze, possono contribuire alcuni errori comuni. Ad esempio, spalancare le finestre di casa nelle ore centrali della giornata per far circolare l'aria: questo fa sì che dentro casa entri aria calda e umida che può saturare l'ambiente domestico. Anche lasciare le finestre senza una schermatura esterna rappresentata da tapparelle o persiane può permettere di creare una sorta di effetto serra. Non consigliabile, in questo senso, è l'uso di grandi elettrodomestici o la produzione di vapore magari proprio nel cuore di una giornata molto calda, perché può favorire l'aumento della temperatura percepita. E ancora, meglio evitare di lasciare il ventilatore acceso in stanze vuote perché può alzare le temperature a causa del calore generato dal motore elettrico.

Cosa è meglio fare

Per non incappare in questo "effetto forno" casalingo sarebbe meglio schermare gli infissi esternamente durante i picchi di calore e aprirli preferibilmente a inizio giornata e poi nella tarda serata, sfruttando magari la ventilazione incrociata tra finestre opposte. L'uso degli elettrodomestici andrebbe relegata solamente alle ore più fresche del giorno o, se possibile, anche a quelle notturne, magari privilegiando pasti freddi che non prevedano l'uso dei fuochi in cucina. Il ventilatore, se non si è dotati di altri dispositivi per il raffrescamento, è preferibile venga usato solo in presenza di persone e meglio se, durante la serata, viene messo vicino a una finestra aperta e rivolto verso l'esterno. Questo comportamento fa sì che che il ventilatore stesso favorisca l'uscita dell'aria calda accumulata in casa. 

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