Infezione alimentare, sintomi, come si cura e quanto dura: cosa sapere
Salute e BenessereIntroduzione
Diarrea, nausea, vomito, dolori addominali, febbre e debolezza sono tra i principali sintomi delle infezioni alimentari. Nella maggior parte dei casi i disturbi non sono gravi e si risolvono in pochi giorni senza cure specifiche. Le tossinfezioni sono dovute al consumo di alimenti contaminati da batteri, dalle tossine da loro prodotte, da virus o, in alcuni casi, da parassiti. Una conservazione non corretta degli alimenti può favorire la crescita dei batteri e la produzione di tossine, soprattuto durante la stagione estiva. Ecco che cos’è un’infezione alimentare, quali sono i sintomi, quanto dura, come si cura e come prevenirla.
Quello che devi sapere
Che cos’è un’infezione alimentare
Come riporta l’Istituto superiore di sanità sul portare ISSalute, la tossinfezione alimentare è dovuta al consumo di alimenti contaminati da batteri, dalle tossine da loro prodotte oppure da virus. Nella maggior parte dei casi, l’alimento è contaminato da batteri, come la salmonella, il campylobacter o l'escherichia coli, o da virus, come il norovirus. L’infezione alimentare può essere causata dall’ingestione di microrganismi che contaminano gli alimenti oppure dalle tossine prodotte da questi microrganismi. In quest’ultimo caso si parla più propriamente di intossicazione alimentare.
Quali sono i sintomi
I disturbi possono comparire da poche ore fino a uno o due giorni dopo aver consumato l’alimento contaminato, anche se in alcuni casi possono trascorrere diversi giorni o settimane, a seconda dell’agente responsabile. I sintomi principali sono nausea, vomito, diarrea, che può presentarsi anche con sangue o muco, crampi allo stomaco e dolore addominale, debolezza, perdita di appetito, febbre, dolori muscolari e brividi.
La durata della sintomatologia
Anche la durata varia in base alla causa. Nella maggior parte dei casi si migliora entro pochi giorni. Secondo l’Iss, i sintomi provocati dalla salmonella durano generalmente da quattro a sette giorni, quelli da campylobacter meno di una settimana e quelli causati dal norovirus in genere 24-48 ore. Le infezioni da Escherichia coli possono invece durare da alcuni giorni a settimane.
Come si tratta un’infezione alimentare
Nella maggior parte dei casi la tossinfezione alimentare può essere trattata a casa senza bisogno di terapie specifiche. La priorità è evitare la disidratazione, bevendo molta acqua per reintegrare i liquidi persi con vomito e diarrea. È inoltre consigliato riposare e, quando è possibile mangiare, scegliere alimenti leggeri come cracker, riso e banane, evitando invece alcol, caffeina, bevande gassate e cibi piccanti o grassi. Per le persone più a rischio di disidratazione, come anziani e malati cronici, possono essere indicate soluzioni reidratanti orali disponibili in farmacia.
Quando contattare il medico
È necessario contattare il medico se la febbre supera i 38,5 °C, in caso di vomito persistente che impedisce di bere liquidi o se la diarrea non migliora dopo tre giorni. Bisogna rivolgersi al medico anche in presenza di segnali di grave disidratazione, come confusione, battito cardiaco accelerato, occhi infossati e riduzione o assenza di urina, oppure di disturbi neurologici come mal di testa, rigidità cervicale, perdita dell’equilibrio, vertigini e convulsioni. Il consulto medico è indicato anche in gravidanza.
I casi più gravi richiedono ulteriori approfondimenti
Se i disturbi sono gravi o persistenti, oppure se la persona è più vulnerabile alle infezioni gravi, possono essere necessari alcuni esami di approfondimento. In caso di vomito particolarmente intenso il medico può prescrivere farmaci antiemetici, mentre nei casi più seri può rendersi necessario il ricovero in ospedale per il monitoraggio e la somministrazione di liquidi per via endovenosa. Probiotici e fermenti lattici possono aiutare a ricostituire la flora microbica intestinale e ad accelerare la scomparsa dei disturbi, ma il loro utilizzo deve essere valutato caso per caso dal medico. I farmaci anti-diarroici, che bloccano le scariche, vanno usati con cautela e mai in presenza di febbre alta o sangue nelle feci. Gli antibiotici, invece, non devono essere utilizzati nella maggior parte delle tossinfezioni alimentari comuni e vanno assunti solo su specifica prescrizione medica.
Come prevenire le infezioni alimentari
L’Istituto Superiore di Sanità evidenzia che la sicurezza alimentare inizia da casa: il 40% delle tossinfezioni ha origine nella cucina domestica. L’Iss richiama l’attenzione soprattutto sull’igiene e sulla corretta gestione degli alimenti in casa. Tra i problemi che possono favorire le tossinfezioni ci sono la scarsa igiene delle mani, una conservazione o refrigerazione errata e la contaminazione crociata, che può verificarsi, per esempio, utilizzando lo stesso coltello per la carne cruda e per le verdure.
Come evitare di diffondere l’infezione
Alcuni microrganismi responsabili delle infezioni alimentari possono diffondersi anche da una persona all’altra. È il caso, per esempio, del norovirus, che può trasmettersi attraverso cibo o acqua contaminati e anche tramite il contatto con superfici contaminate. Per ridurre il rischio di trasmissione, l’Istituto superiore di sanità raccomanda a chi è colpito da una tossinfezione alimentare di non preparare cibo per altre persone, limitare i contatti con anziani e bambini piccoli e non tornare al lavoro o a scuola fino a 48 ore dopo l’ultimo episodio di diarrea. È inoltre importante lavarsi regolarmente le mani con acqua calda e sapone, disinfettare frequentemente il sedile del WC, le vasche e i rubinetti, utilizzare asciugamani personali e lavare il bucato della persona infetta alla temperatura più alta prevista dalla lavatrice.