Introduzione
Il caso di Hantavirus emerso sulla nave da crociera Mv Hondius, arrivata a Tenerife per lo sbarco dei passeggeri (SEGUI LE NOTIZIE IN DIRETTA SULL'HANTAVIRUS), ha riportato l’attenzione internazionale sul virus e sulla mancanza di un vaccino approvato. L’episodio ha riacceso anche il dibattito sui rischi sanitari legati ai contagi in ambienti chiusi e ad alta mobilità come le crociere. Dopo il nuovo allarme sanitario, si è riaperta la corsa allo sviluppo di un vaccino contro l’Hantavirus. Tra i nomi coinvolti compare anche Moderna, l’azienda diventata celebre per il vaccino anti-Covid sviluppato in tempi record durante la pandemia del 2020.
Quello che devi sapere
L'esperto: "Dati di fase 1 promettenti"
Jay Hooper, virologo dell'Us Army Medical Research Institute of Infectious Diseases di Frederick (Maryland), sul filone del vaccino contro i diversi hantavirus ci sta già lavorando. Ha parlato con 'Nature' spiegando come "i dati di Fase I del vaccino sono promettenti ma ci sono diversi ostacoli per arrivare a produrlo". Ma perché oggi è tornato alla ribalta l'Hantavirus? "Alcuni hanno ipotizzato, e io stesso lo penso, che il cambiamento climatico potrebbe alterare le popolazioni di roditori e aumentare il numero di persone che vivono o entrano in aree in cui questi roditori sono presenti. Ciò potrebbe far aumentare il numero di casi", ha risposto Hooper.
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La ricerca dell’esercito Usa
Ma da quanto tempo il team lavora sui vaccini contro l'hantavirus? "Poiché questi virus sono trasmessi dai roditori e rappresentano un rischio per le truppe sul campo, l'esercito punta da tempo ad avere un vaccino. Io - spiega il virologo - lavoro presso l'Istituto di Ricerca Medica per le Malattie Infettive dell'Esercito degli Stati Uniti, che si occupa di vaccini contro l'hantavirus dagli anni '80 circa. Sono entrato a far parte del team negli anni '90. In quel periodo, comparvero nuovi hantavirus responsabili della sindrome polmonare da hantavirus (Hps): il virus 'Sin Nombre'" quello responsabile della morte della moglie dell'attore di Gene Hackman, poi deceduto anche lui "nella regione dei Four Corners negli Stati Uniti e il virus Andes in Sud America. Il laboratorio iniziò a sviluppare vaccini per queste specie".
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Gli studi clinici e i test
Oggi il lavoro del team di Hooper è arrivato a buon punto, "abbiamo sviluppato un modello animali realistico per testare i vaccini partendo dai criceti - continua -. Abbiamo condotto studi clinici di Fase I su vaccini per il virus Andes e per altre due specie, 'Hantaan' e 'Puumala'. Nell'uomo, il vaccino a Dna contro il virus Andes induce anticorpi neutralizzanti, importanti per la protezione, quindi il vaccino appare promettente. Tuttavia, richiede almeno tre dosi (una iniziale più due richiami) anziché una singola iniezione o una semplice dose-richiamo. Ora stiamo prelevando anticorpi neutralizzanti dai soggetti umani vaccinati e li stiamo testando come vaccino nel modello di criceto; i risultati saranno pubblicati in futuro".
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Quanto potrebbe essere pronto il vaccino?
Ma per arrivare alla Fase III c'è ancora da fare. "Poiché i casi umani di infezione da virus Andes sono rari e geograficamente dispersi, non esiste una regione specifica in cui condurre un classico studio di Fase III sull'efficacia del vaccino; pertanto, per soddisfare i requisiti di autorizzazione all'immissione in commercio, sono necessari approcci più innovativi. Da qui l'enfasi sugli anticorpi neutralizzanti come indicatore di protezione", avverte il virologo che punta anche sulle risorse, "un altro ostacolo importante per i vaccini contro l'hantavirus è rappresentato dai finanziamenti per la fase di sviluppo avanzato".
Capo dipartimento Salute: contro Hantavirus per ora c'è un test
"Non esiste un vaccino ma esiste un test di diagnosi presente anche in Italia: senza fare allarmismi la situazione non è paragonabile a quella del Covid, siamo lontani sicuramente da una pandemia", ha detto Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute. Si tratta di "un virus che può portare a morte soprattutto in alcune varianti. La variante americana è molto aggressiva e colpisce direttamente i polmoni, parliamo di una possibilità di morte che va oltre il 30%; in quella europea, che colpisce soprattutto i reni, la letalità è del 10%. Il covid era molto più contagioso ma meno letale", prosegue l'esperta.
Campitiello: "Sintomi di una banale influenza"
"I sintomi iniziali - spiega la capo Dipartimento - sono quelli di una banale influenza, come quasi tutti i virus: stanchezza, tosse, malessere generale; nei casi più importanti dà sintomi respiratori e, se si è avuto un contatto, come nel caso dei 4 passeggeri, va avvertita l'autorità sanitaria. Il ministero della Salute, prontamente, appena ha saputo della presenza dei 4 passeggeri, li ha rintracciati e abbiamo incaricatoo le Regioni di prenderli in carico e consigliare l'isolamento fiduciario", prosegue la capo Dipartimento.
Come avviene il contagio
Campitiello ha spiegato anche che "il contatto avviene per via aerea, tramite goccioline respiratorie, gocce di saliva che vanno in aria e divengono particelle e possono contagiare, ma ribadisco che è molto difficile il contatto, servono ambienti ristretti e incontri ravvicinati e per questo siamo tranquilli per i 4 passeggeri: la passeggera poi deceduta è stata sul volo per pochi minuti ed i quattro erano seduti distanti da lei". "Conosciamo da tempo questo virus, avevamo poca notizia della trasmissione inter-umana perché come tutti i virus mutano - conclude Campitiello -, si tratta di un trasferimento da animale ad uomo, ben conosciuto e legato ad ambienti ristretti e circoscritti".
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Oms: "Rischio basso da Hantavirus su nave da crociera"
Intanto, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha affermato che il rischio di contagio derivante dai casi di Hantavirus segnalati a bordo della nave da crociera MV Hondius è basso.Tedros ha sottolineato che tutti i Paesi di provenienza dei passeggeri stanno prendendo le precauzioni necessarie. Il capo dell’Oms ha precisato che la sua valutazione sul basso rischio si basa sulle ricerche e sulle indagini condotte sul virus, esprimendo fiducia nel fatto che gli americani si fideranno del parere dei loro esperti. Ha inoltre elogiato la leadership di Spagna e Tenerife nella gestione della crisi, definendola "molto buona".Tedros ha infine ricordato che l’ultimo decesso risalente a questa epidemia risale al 2 maggio, ritenendo quindi che siano state adottate le misure appropriate per contenerla.
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