Mangiare uova regolarmente riduce il rischio di Alzheimer? Ecco cosa dice uno studio
Salute e BenessereIntroduzione
"Mangiare uova regolarmente riduce il rischio di Alzheimer". Questa la tesi attraverso la quale l'infettivologo Matteo Bassetti ha rilanciato, via Facebook, un recente studio pubblicato sul "Journal of Nutrition" basato sulle abitudini alimentari di circa 40.000 adulti che sono stati seguiti per oltre 15 anni.
Quello che devi sapere
Un uovo al giorno
I ricercatori che hanno coordinato lo studio hanno scoperto che le persone che mangiavano uova in maniera piuttosto regolare possono incorrere in una probabilità minore di sviluppare proprio la malattia di Alzheimer. "L’effetto più evidente è stato riscontrato tra le persone che mangiavano circa un uovo al giorno almeno cinque volte a settimana. Questo gruppo ha mostrato una riduzione del 27% rispetto alle persone che non mangiavano uova e le mangiavano raramente", ha segnalato Bassetti.
Le persone coinvolte nello studio
Segnalando le proprietà positive delle uova, gli stessi ricercatori che hanno condotto lo studio hanno però tenuto a sottolineare una precisazione importante. Il lavoro di ricerca, infatti, dimostra sostanzialmente un'associazione ma non rappresenta una prova che le uova prevengano in maniera totalmente diretta l'Alzheimer. I partecipanti, è stato spiegato, "erano avventisti del settimo giorno, un gruppo che generalmente segue un'alimentazione più sana e fa più esercizio fisico rispetto alla media degli americani".
I nutrienti delle uova
Bassetti, nel post pubblicato sui social, argomenta il discorso spiegando come gli scienziati che hanno parteicpato a questo studio ritengano che "diversi nutrienti presenti nel tuorlo d’uovo possano contribuire a spiegare questo effetto" così particolare. Quali, in particolare? Le uova, sottolinea l'esperto, rappresentano una delle fonti naturali "più ricche di colina, un nutriente che il cervello utilizza per produrre acetilcolina, un neurotrasmettitore fortemente coinvolto nella memoria e nella comunicazione tra le cellule cerebrali". In ambito scientifico, infatti, è risaputo che "i pazienti affetti da Alzheimer presentano livelli più bassi di acetilcolina e molti farmaci per l’Alzheimer sono progettati per aumentarne i livelli".
I tuorli e gli Omega-3
Un focus particolare poi è stato dedicato ai tuorli d’uovo, i quali contengono anche "luteina e zeaxantina, composti che possono accumularsi nel tessuto cerebrale e che sono stati precedentemente associati a una migliore memoria e velocità di elaborazione negli anziani", conclude Bassetti. Senza dimenticare che "gli Omega-3 presenti nelle uova potrebbero anche contribuire a sostenere le membrane che le cellule cerebrali utilizzano per inviare segnali".
Un alimento "altamente nutirente"
Fondazione Veronesi, intervistando l'esperto Giacinto Miggiano, ha sottolineato come le uova di gallina, quelle più comunemente consumate, risultino "altamente nutrienti", dal momento che forniscono proteine complete in grande quantità, e di alta qualità. Quindi, di conseguenza, "tutti gli amminoacidi essenziali che l’organismo non è in grado di produrre naturalmente e apportano quantità significative di vitamine e minerali, compresa la vitamina A, la riboflavina, l’acido folico, la vitamina B6 e B12, la colina, il ferro, il calcio, il fosforo e il potassio".
La componente lipidica e le lecitine
Non va trascurata nemmeno la componente lipidica legata alle uova, rappresentata solo per il 65% dai trigliceridi (contro il 98% degli altri cibi) oltre che "l’abbondante presenza di lecitine (contenute nel tuorlo) ed in generale di fosfolipidi (30%) che conferiscono proprietà salutistiche e funzionali, tra cui il potere emulsionante che ne permette ad esempio la preparazione di alcuni cibi, quali la maionese, o ancora la presenza di grassi che, pur essendo di origine animale, sono prevalentemente monoinsaturi e polinsaturi".
Il colesterolo
Le numerose qualità benefiche delle uova, però, trovano un limite nell’elevata quantità di colesterolo, il 5%, circa 200 mg/uovo, motivo per cui "consumare anche solo due uova ne fa superare di gran lunga il fabbisogno quotidiano, stimato in 300 milligrammi". L'esperto, però, segnala che "la presenza delle lecitine favorisce da un lato il trasporto inverso del colesterolo dalle arterie al fegato, potenziando l'attività delle Hdl (il colesterolo buono) e dall’altro potenzia le performance cerebrali e i processi digestivi dell'alimento". Di fatto, dunque, due uova alla coque "vengono smaltite dallo stomaco in due ore, contro le tre necessarie per una porzione di carne".
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