Hantavirus, per contatti stretti quarantena per 6 settimane: la circolare del ministero
Salute e BenessereIntroduzione
"Pur confermando che il rischio da Hantavirus per la popolazione generale dell'UE/SEE rimane molto basso, si ritiene opportuno mantenere un approccio di massima cautela e rafforzare le attività di sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione all'identificazione precoce di eventuali casi sospetti e all'adozione tempestiva delle misure di contenimento previste per i casi confermati", afferma la circolare sull'Hantavirus intitolata ‘Focolaio di Hantavirus tipo Andes a bordo della nave da crociera MV Hondius: aggiornamento della situazione e indicazioni di sanità pubblica’, firmata oggi dal capo di dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, Maria Rosaria Campitiello, e dal direttore della Prevenzione Sergio Iavicoli. Tale impostazione, si legge, "appare necessaria in considerazione della possibilità, seppur limitata, di trasmissione interumana in ambito comunitario" e " della variabilità delle misure di sanità pubblica adottate dai Paesi di provenienza dei passeggeri interessati dal rimpatrio a seguito dello sbarco". La circolare dà poi le indicazioni per i contatti ad alto e basso rischio: ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
I contatti ad alto rischio
Per quanto riguarda i contatti ad alto rischio, nella circolare del ministero si legge: "Quarantena fiduciaria per sei settimane (utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, non utilizzare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione) - è possibile uscire per preservare la salute mentale e il benessere indossando una mascherina medica/chirurgica resistente ai liquidi ed evitando gli assembramenti". E ancora: "Non utilizzare i mezzi di trasporto pubblico né i voli commerciali per il rimpatrio; nei mezzi di trasporto organizzati a tale scopo, devono indossare una mascherina medica/chirurgica resistente ai fluidi e avere un posto libero intorno a sé in ogni direzione". E ancora "monitoraggio quotidiano dei sintomi da parte dell'autorità sanitaria pubblica nel luogo di residenza permanente per il follow-up della salute fisica e mentale, fino a 42 giorni (sei settimane) dall'ultima esposizione. In caso di comparsa di sintomi, mantenere l'isolamento, notifica da parte delle autorità sanitarie pubbliche locali, valutazione medica e prelievo di campioni ed esecuzione di test. Le Regioni/PA o le aziende sanitarie in caso di riscontro di contatti ad alto rischio provvederanno a: avviare la sorveglianza attiva quotidiana dello stato di salute della persona per i 42 giorni successivi all'esposizione; informare le persone circa la necessità di adottare, nei 42 giorni successivi all'esposizione, le opportune cautele di carattere generale e le misure di igiene respiratoria".
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Chi sono i contatti ad alto rischio?
L'Ecdc "raccomanda un approccio al tracciamento dei contatti basato sul rischio, in cui i contatti vengono classificati in base al loro livello di esposizione a un caso sospetto o confermato. Il periodo di incubazione dell’infezione da Andv è in genere compreso tra due e quattro settimane, in particolare nei casi con periodi di esposizione ben definiti e brevi - ricorda la circolare - Tuttavia, le storie di esposizione potrebbero non essere chiaramente definite 11 e gli individui potrebbero aver avuto contatti con più potenziali fonti, quindi si indica un intervallo più ampio, compreso tra sette e 42 giorni (da una a sei settimane)". Sono contatti ad alto rischio - secondo la circolare - tutte le persone a bordo della nave da crociera ad eccezione degli esperti di sanità pubblica che si sono imbarcati a Capo Verde il 6 maggio; persone che hanno avuto una o più delle seguenti esposizioni a un caso probabile o confermato di Andv, quindi persone che condividono la stessa stanza, partner intimi o persone con contatto fisico diretto; persone che condividono il bagno o lo spazio per dormire; persone che si trovano a circa due metri di distanza per periodi prolungati (più di 15 minuti cumulativi), in uno spazio ristretto; passeggeri di aerei seduti nella stessa fila, ed entro due file in tutte le direzioni dal caso in un volo lungo più di 6 ore.
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I contatti a basso rischio
Per i contatti a basso rischio, ovvero "persone che non hanno avuto contatti diretti o prolungati con un caso probabile o confermato di virus Andes (Andv), tra cui: passeggeri di aerei al di fuori della zona di vicinanza definita; contatti brevi in transito, nei porti o occasionali; persone che condividono ampi spazi all'aperto senza interazioni prolungate; operatori sanitari e altro personale che utilizzano Dpi adeguati per tutta la durata dell'esposizione", la circolare raccomanda come misure: "Automonitoraggio passivo di febbre, mialgie, cefalea, affaticamento, sintomi gastrointestinali o respiratori, fino a 42 giorni (sei settimane) dall’ultima esposizione; comunicare le istruzioni per la segnalazione alle autorità sanitarie locali in caso di comparsa di segni e sintomi; in caso di comparsa dei sintomi, isolarsi immediatamente, informare le autorità sanitarie locali, valutazione medica e prelievo di campioni ed esecuzione di test".
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Priorità per i test Hantavirus ai soggetti sintomatici
"La priorità nell'esecuzione dei test per l'Hantavirus deve essere attribuita ai soggetti sintomatici, in particolare a quelli con quadro clinico compatibile con la sindrome cardiopolmonare da Hantavirus (HPS)", indica ancora la circolare del ministero della Salute. "Nelle more della definizione di una rete di laboratori regionali di riferimento, in presenza di un eventuale caso sospetto, la Asl territorialmente competente - si legge - provvederà alle procedure per l'esecuzione del test diagnostico nell'ambito della strategia di testing, raccomanda l'utilizzo della reazione a catena della polimerasi (Pcr), in grado di rilevare la viremia principalmente nelle fasi iniziali della malattia sintomatica". La sierologia diviene generalmente positiva dopo l'esordio dei sintomi. Il testing effettuato durante il periodo di incubazione risulta frequentemente negativo e può pertanto fornire una falsa rassicurazione.
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Ruolo fondamentale degli Uffici di sanità di frontiera
È "opportuno richiamare il ruolo fondamentale degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) nel limitare l'introduzione e la diffusione di malattie infettive all'interno del Paese", sottolinea la circolare, che evidenzia poi una serie di indicazioni agli Usmaf del ministero della Salute. "Si richiama l'attenzione degli operatori in servizio presso l'Usmaf-Sasn a prestare particolare attenzione a eventi sanitari che possono presentarsi a bordo di mezzi di trasporto aereo e navale e che possano essere ricondotti alla trasmissione da Hantavirus, sulla base - si legge - della situazione epidemiologica corrente. Qualora nelle attività quotidiane di vigilanza si riscontrasse un evento sanitario riconducibile ad una trasmissione da Hantavirus si richiama: la necessità di allertare tempestivamente gli Uffici centrali del ministero della Salute al fine di attuare tutte quelle azioni di coordinamento nazionale, raccordo internazionale e di valutazione del rischio; la necessità di gestire eventuali casi sospetti, probabili, confermati o contatti ad alto o basso rischio, seguendo le misure di protezione quali l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale (Dpi) basati sulle precauzioni per la trasmissione, inclusi respiratore (ad es. FFP2), guanti, camice e protezione oculare, e di prevenzione e controllo idonei alla situazione di rischio rilevata". A tal proposito, il ministero raccomanda, inoltre, alle compagnie aeree di segnalare tempestivamente agli Uffici Usmaf eventuali situazioni che possono far ipotizzare un sospetto di malattia infettiva a bordo dell'aeromobile.
Il monitoraggio del ministero della Salute
Il ministero della Salute, si legge poi nelle conclusioni della circolare, "continuerà a monitorare costantemente l'evoluzione del quadro epidemiologico internazionale, in raccordo con gli organismi nazionali, europei e internazionali competenti, riservandosi di emanare ulteriori indicazioni o misure di sanità pubblica, anche su specifici aspetti operativi, sulla base dell'evoluzione dello scenario epidemiologico e delle evidenze tecnico-scientifiche progressivamente disponibili".
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