
Legge elettorale, cosa è il Brescellum: la proposta di riforma votata in Commissione
La Commissione affari costituzionali ha dato il primo via libera alla riforma della legge elettorale. Si tratta di un sistema proporzionale, con soglia di sbarramento al 5% e il cosiddetto "diritto di tribuna" per i piccoli partiti

Dopo numerosi stop e il congelamento dovuto all'emergenza Coronavirus, la riforma della legge elettorale, il cosiddetto Brescellum (da Giuseppe Brescia che lo ha proposto) compie un primo passo alla Camera, con il via libera della commissione Affari costituzionali all'adozione del testo base
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Il Brescellum è stato frutto dell'accordo raggiunto dalla maggioranza lo scorso autunno: a favore solo M5s e Pd, mentre Leu si è astenuta. Contrarie le opposizioni: il centrodestra ha abbandonato i lavori della commissione prima del voto sull'adozione del testo base
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Il testo della nuova legge elettorale è stato predisposto dal pentastellato Brescia e depositato in commissione il 9 gennaio per avviarne il confronto in Parlamento. È un sistema elettorale proporzionale, con soglia di sbarramento al 5% e il cosiddetto "diritto di tribuna" per i piccoli partiti
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Viene eliminata la quota maggioritaria del Rosatellum, cancellando i collegi uninominali. Il Rosatellum, infatti, è un sistema misto maggioritario-proporzionale. Con il Rosatellum il 36% dei seggi viene assegnato con un sistema maggioritario, il restante 64% con un sistema proporzionale
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Non viene affrontata nel testo la questione della lunghezza delle liste, se si opterà per listini bloccati o, invece, si ritornerà alle preferenze, come chiede M5s. La proposta di legge si compone di tre articoli e si basa su quattro capisaldi: abolizione dei collegi uninominali, impianto proporzionale; soglia di sbarramento nazionale al 5%, previsione del "diritto di tribuna"
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La soglia nazionale di sbarramento dall’attuale 3% passerà al 5%. Una seconda soglia, del 15%, vale di fatto solo a livello regionale per la Camera, per le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, come la Svp. Le circoscrizioni rimangono 28 come nel Rosatellum
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Sono in tutto 391 i seggi proporzionali che vengono assegnati a Montecitorio. A questi si aggiungono 8 seggi per gli eletti all'estero (in tutto 4 circoscrizioni), e 1 collegio uninominale per la Val d’Aosta. Al Senato invece sono in tutto 195 i seggi proporzionali assegnati. A questi si aggiungono 4 seggi per gli eletti all'estero e 1 seggio per la Val d'Aosta
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Viene introdotto il "diritto di tribuna": il meccanismo garantisce la rappresentanza anche alle forze politiche minori, che non superano lo sbarramento nazionale del 5%. Si prevede che, alla Camera, siano eletti i candidati di quelle formazioni che ottengono almeno tre quozienti in almeno due regioni, mentre al Senato siano eletti i candidati che ottengono almeno un quoziente nella circoscrizione regionale

L'eliminazione dei collegi uninominali e, anche, del 'collegamento' tra liste - in sostanza le alleanze in coalizione prima del voto - elimina di conseguenza il numero massimo di quattro candidati previsto ad oggi, consentendo invece un numero di "candidati pari al numero dei seggi assegnati nel collegio plurinominale”

Infine, la proposta prevede una delega al governo, da esercitare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della nuova legge, per la determinazione dei collegi elettorali plurinominali

Il testo tiene conto della riforma costituzionale che taglia il numero di deputati e senatori, quindi si articola sull'elezione di 600 parlamentari complessivi (400 alla Camera e 200 al Senato)

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