Trump e Meloni, dall'idillio ai continui attacchi del tycoon: cosa è successo

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Introduzione

Il vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio si è aperto con rinnovate tensioni tra Giorgia Meloni e il presidente Usa Donald Trump, che è tornato ad attaccare la premier italiana alla vigilia di un loro nuovo incontro. L’ottimo rapporto personale tra i due, all’inizio rivendicato dalla nostra presidente del Consiglio come uno dei capitoli di maggior successo della sua politica estera, nell’arco di un anno è andato sempre più a incrinarsi, fino a un vero e proprio tracollo delle ultime settimane. Dall’idillio alla rottura, ecco tutte le tappe delle relazioni tra Trump e Meloni

Quello che devi sapere

Il primo incontro dopo l’elezione di Trump

Subito dopo l’elezione di Trump nel novembre 2024, i due leader stringevano un’alleanza in apparenza fortissima. "Meloni è piena di energia, è fantastica", diceva il tycoon a seguito di un loro colloquio all'Eliseo l'8 dicembre 2024, a margine della riapertura di Notre Dame.

 

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Trump e Meloni all'Eliseo, 8 dicembre 2024

Meloni vola a Mar-a-Lago da Trump

Il 4 gennaio 2025 la premier vola in Florida, nel pieno del rapimento di Cecilia Sala in Iran, e partecipa ad una cena nella residenza di Trump a Mar-a-Lago. Secondo molti fu anche quell’incontro a sbloccare la situazione della giornalista tenuta prigioniera a Teheran.

 

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L’Inauguration Day di Trump

Quando Trump si insedia alla Casa Bianca, sempre nel gennaio del 2025, Meloni è l'unica leader di un governo Ue a Capitol Hill.

Meloni a Washington DC per il giuramento di Trump, 20 gennaio 2025

Dai dazi alla morte di Papa Francesco

Il 17 aprile del 2025 Meloni viene ricevuta ufficialmente per la prima volta alla Casa Bianca. In quell’occasione invita Trump in Italia con l'idea di "organizzare un incontro con l'Europa". Sullo sfondo c'è il dossier bollente dei dazi. Nemmeno dieci giorni dopo, il 26 aprile 2025, il presidente Usa è in Vaticano per i funerali di Papa Francesco. I due hanno un breve colloquio. Qualche settimana più tardi la premier definirà l'alleato "coraggioso, schietto, determinato", un leader "che difende i suoi interessi nazionali", nel tentativo di non peggiorare la guerra economica che stava per prendere piede.

Meloni e Trump alla Casa Bianca, 17 aprile 2025
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Le crisi internazionali

Poco tempo dopo, nell’estate del 2025, si tiene il G7 in Canada. Meloni e Trump parlano a lungo su una panchina di legno del resort di Kananaskis, da soli, senza staff, prima della cena che sblocca la dichiarazione sulla crisi Israele-Iran. Meloni torna a Washington il 17 agosto, con gli altri leader convocati da Trump per l'incontro con Volodymyr Zelensky. Anche sull'approccio alla guerra in Ucraina le visioni non sono sempre coincidenti.

Meloni e Trump al G7 di Kananaskis, 17 giugno 2025

L'elogio di Trump

Il 14 ottobre 2025 Donald Trump esaltava su Truth il libro di Meloni nella sua versione inglese (con prefazione del figlio del tycoon, Donald Trump Jr.). "Meloni, la grande Presidente del Consiglio dei Ministri dell'Italia, ha scritto un nuovo libro, Io sono Giorgia: le mie radici, i miei principi. Giorgia sta facendo un lavoro incredibile per il meraviglioso popolo italiano, e questo libro esplora il suo percorso di fede, famiglia e amore per il Paese, che le ha dato la saggezza e il coraggio necessari per servire la sua nazione e rendere orgoglioso il suo popolo. È fonte di ispirazione per tutti. Acquistate oggi stesso la vostra copia!", scriveva Trump.

Il post di Trump per il libro di Giorgia Meloni, 14 ottobre 2025
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La proposta del Nobel per Trump

La conferenza stampa di inizio 2026 serve a Meloni a ribadire che quando non è d'accordo con Trump non si astiene dal dirglielo, anche per rispondere alle forti critiche delle opposizioni che la accusano di essere troppo accondiscendente con il suo interlocutore. Gli chiede di riaprire la configurazione del Board of Peace per Gaza, o l'Italia sarà solo "osservatore". Al contempo, però, il 23 gennaio auspica di poterlo candidare al Nobel per la pace. L'8 marzo, parlando con il Corriere della Sera, Trump torna a definire la premier "un'ottima leader", una partner che "cerca sempre di aiutare".

Le prime fratture: Papa Prevost e la guerra in Iran

Di lì a poco si sarebbero aperte le prime crepe nel loro rapporto. Nell’aprile del 2026 Trump attacca Papa Leone XIV, definendolo come “debole” in politica estera, perché apertamente critico rispetto alla guerra in Iran. La premier bolla come “inaccettabili” le parole del tycoon. Poi il contrattacco: Trump critica apertamente Meloni per il mancato sostegno nell'offensiva in Iran: "Pensavo fosse diversa, non è più la stessa persona", dice sempre al Corriere della Sera. A marzo, circa un mese dopo l'inizio della guerra in Iran, l'Italia aveva negato la base di Sigonella ai bombardieri Usa. "Il governo continuerà ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del governo e del Parlamento", aveva chiarito Palazzo Chigi.

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Il G7 di Evian

L'ultimo incontro ufficiale tra i due, prima del vertice Nato di Ankara, è al G7 di Evian dal 15 al 17 giugno. "Non ci sono state recriminazioni. Alla fine ognuno capisce qual è il punto di vista dell'altro e quindi siamo ripartiti su quello che si può fare nei prossimi mesi", dice Meloni. Palazzo Chigi parla di un chiarimento. Da Evian arrivano immagini di Trump e Meloni vicini: si inizia a parlare di disgelo.

Meloni e Trump al G7 di Evian, 17 giugno 2026

Trump riaccende le tensioni

Le ricostruzioni di Palazzo Chigi crollano subito con la telefonata del presidente americano divulgata da L'Aria che Tira (su La7) il 19 giugno: "Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena", dice in riferimento al G7 di Evian. Meloni ribatte "allibita", parlando di “dichiarazioni totalmente inventate". Poi, a sua volta, punta il dito: "Dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente".

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Trump insiste

Il capo della Casa Bianca prosegue per la sua strada. Il giorno dopo torna ad attaccare Giorgia Meloni su Truth: "Dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l'Iran, vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi numeri. La sua popolarità in Italia è in calo". La replica della premier: “La mia popolarità non è affar suo. Le suggerisco di concentrarti sulla sua". Poi annuncia di non voler più tornare su certe polemiche.

Il post di Trump contro Giorgia Meloni, 20 giugno 2026

L’Independence day a Villa Taverna

All'Independence Day a Villa Taverna organizzato dall'ambasciata americana, Meloni non partecipa. C'è però una corposa delegazione del governo a testimoniare la volontà di superare le difficoltà. Molti sottolineano che i rapporti tra i due Paesi non devono cambiare anche se i rispettivi leader si allontanano. L'ambasciatore Timpan J.Feritta che definisce "ottimi" i rapporti tra Usa e Italia. 

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Il meme del “restraining order”

Alla vigilia del vertice Nato di Ankara, Trump sferra un nuovo attacco a Meloni. Su Truth il tycoon ha postato un meme con la presidente del Consiglio che lo guarda, accompagnato dalla didascalia "serve un ordine restrittivo". Dall'altra parte non arriva alcuna risposta.

 

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Il post di Trump su Truth, 5 luglio 2026
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