Papa Leone “debole”, Macron “sbaglia sempre”: tutti gli insulti di Trump ai leader “amici”

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©IPA/Fotogramma

Introduzione

Non può dirsi essere una dote di Donald Trump la capacità di tenersi stretti amici, sostenitori, collaboratori e altri leader mondiali. E le parole riferite a Giorgia Meloni dopo il G7 di Evian ne sono solo l’ultimo esempio. Il presidente statunitense, negli anni, ha ripetutamente rivolto frasi spiacevoli se non veri e propri insulti nei confronti di altri presidenti o leader che, di fatto, lui considerava “amici”. Tra le più recenti ricordiamo le invettive contro Papa Leone, definito “debole contro la criminalità e terribile in politica estera”. E se così è come il tycoon parla agli “amici”, le offese contro i rivali sono ancora peggiori, come quando sui social, parlando di Barack Obama, lo aveva rappresentato sotto forma di gorilla. 

Quello che devi sapere

Meloni e la foto a Evian

Partendo proprio dall’ultimo caso, Donald Trump all’indomani della fine del G7 avvenuto a Evian dal 15 al 17 giugno ha commentato l’incontro con la presidente del Consiglio italiana. I due erano stati protagonisti di un siparietto a margine degli incontri quando, stuzzicati dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che chiedeva loro se fossero “di nuovo amici”, Giorgia Meloni aveva risposto: “Siamo sempre stati amici”. Trump però, parlando di quell’incontro in una intervista telefonica con La7, ha riferito che la premier lo avrebbe “implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto! L'avrei anche non fatta, ma mi è dispiaciuto per lei”. Poi la secca replica di Meloni: "Io e l'Italia non imploriamo mai".

Il Papa “debole”

Tornando indietro agli episodi precedenti, degno di nota è il botta e risposta avvenuto ad aprile 2026 tra il presidente Usa e Papa Leone. Il Pontefice, durante le celebrazioni del periodo pasquale, tra le altre cose aveva affermato che “Dio rifiuta la guerra”: un chiaro riferimento ai conflitti in Medioriente che vedevano tra i protagonisti anche gli Usa. Immediata la risposta della Casa Bianca con Trump che ha attaccato Leone XIV: “È debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Poi ancora su Truth: “Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto. Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare", ha scritto il leader Usa per poi sostenere che "Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante”.

 

Per approfondireDai migranti all’Iran, così si è arrivati allo scontro tra Trump e Papa Leone XIV

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Macron e il pugno di Brigitte

“Sua moglie lo tratta malissimo, si sta ancora rimettendo da un pugno in faccia” ha detto di recente Donald Trump parlando del presidente francese Emmanuel Macron. Il riferimento del tycoon è a un fatto risalente al maggio del 2025, quando Brigitte Macron diede uno schiaffo in faccia al marito a favore di telecamere durante un viaggio in Vietnam. Prima, a giugno 2025, il battibecco aveva avuto come oggetto la Groenlandia, che il presidente francese aveva detto non essere in vendita. “Macron, in cerca di pubblicità, ha detto a torto che ho lasciato il vertice del G7, in Canada, per tornare a Washington e lavorare a un "cessate il fuoco" tra Israele e Iran. Sbagliato!”, aveva chiosato Trump. “Non ha idea del motivo per cui sto andando a Washington, ma di certo non ha nulla a che fare con un cessate il fuoco. È una questione molto più importante. Che lo faccia apposta o no, Emmanuel si sbaglia sempre”. 

Affondo a Merz

Anche il cancelliere tedesco Merz non è rimasto esente dagli insulti del presidente americano. “Il cancelliere della Germania, Friedrich Merz, pensa che vada bene che l’Iran abbia un’arma nucleare. Non sa di cosa parla!”, aveva scritto Trump sui social, aggiungendo: “Non c’è da stupirsi che la Germania stia andando così male, sia economicamente che sotto altri aspetti”. 

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Il precedente con Merkel

I cancellieri tedeschi sono spesso nel mirino di Donald Trump. Prima delle frasi spiacevoli rivolte a Merz, infatti, c’erano stati gli insulti contro la precedente leader di Berlino, Angela Merkel, che nel 2020 era stata definita dal tycoon come “stupida, debole e nelle tasche dei russi”.

Starmer e Churchill

Critiche anche contro il primo ministro britannico Keir Starmer, criticato duramente a marzo 2026 per il suo mancato sostegno agli Usa nella guerra contro l’Iran. Il leader di Londra si era infatti rifiutato di concedere basi britanniche agli Stati Uniti e Trump lo aveva etichettato come un cattivo primo ministro paragonandolo in negativo allo storico protagonista della seconda guerra mondiale: “Non è Winston Churchill”.

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Canada come un “magazzino”

Poco rispetto anche verso il canada, che Trump dichiara essere il 51esimo Stato americano, e il suo primo ministro, Mark Carney. Il presidente statunitense ha aspramente criticato il leader canadese per gli accordi commerciali stipulati con la Cina che Trump ritiene essere inadeguati. “Se Mark Carney pensa di trasformare il Canada in un magazzino perché la Cina possa inviare i suoi beni negli Stati Uniti si sbaglia di grosso. La Cina divorerà completamente il Canada, distruggendo le sue imprese, il suo tessuto sociale e in generale il suo stile di vita”, aveva detto il tycoon lo scorso gennaio.

Obama come scimmie e "Sleepy Joe"

Come anticipato, se Donald Trump non trattiene insulti pesanti contro i leader alleati, ancora peggio può fare contro le figure politiche a lui opposte. Uno tra tutti, l’ex presidente statunitense dem Barack Obama che, in un video pubblicato sull’account ufficiale della Casa Bianca a febbraio 2026 e poi rimosso, veniva rappresentato insieme alla moglie Michelle sotto forma di gorilla. Per non parlare anche dell’altro rivale politico Biden, sempre chiamato “Sleepy Joe”, ovvero “l’addormentato”.

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