Attacco hacker ai supermercati in Europa, quali Paesi sono stati colpiti e come è successo
Dall'Italia all'Estonia, i frigoriferi di migliaia di supermercati europei sono stati presi di mira nell'ambito di un grande cyber-attacco, simile a quello sferrato a ottobre in Francia. Come è stato possibile entrare nei loro sistemi? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24, del 3 novembre
ATTACCO HACKER AI SUPERMERCATI DI TUTTA EUROPA
- Un grande cyber-attacco ha colpito l’Europa negli ultimi giorni, prendendo di mira i supermercati, in particolare portando molto in alto le temperature dei frigoriferi. Quali Paesi sono stati coinvolti? Come è possibile che siano stati attaccati? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, del 3 novembre. In foto: un supermercato in Svezia.
I PAESI COLPITI
- L’attacco più recente ricalca molto quello di ottobre in Francia: anche in quell'occasione erano state colpite centinaia di supermercati. Quello più recente si è esteso di più geograficamente, andando dall’Italia all’Irlanda e dal Portogallo al Lussemburgo ed Estonia.
LA CONNESSIONE DEI FRIGORIFERI DEI SUPERMERCATI
- Come sono stati attaccati i refrigeratori? I banchi frigo sono connessi alla rete, per permetterne la manutenzione a distanza. L’anello debole che è stato colpito è la centralina di controllo a cui sono collegati i freezer. Essendo a sua volta collegata alla rete del supermercato - e quindi in alcuni casi alla rete esterna – ha permesso agli hacker di mettere in atto un attacco capillare.
LE DIFFICOLTÀ DEI SOFTWARE
- Gli indirizzi di questi strumenti non sono pensati per resistere a pericoli simili e nella maggior parte dei casi i software non erano aggiornati. La Danfoss, azienda danese che produce questo tipo di prodotti, ha fatto sapere che due delle centraline più colpite negli attacchi in Francia di ottobre non ricevevano più supporto software da diversi anni.
QUANTI FRIGORIFERI SONO CONNESSI ALLA RETE
- Tuttavia, sistemi di questo tipo sono diffusissimi. Ci sono circa 13mila servizi di refrigerazione connessi alla rete, che sono reperibili tramite motori di ricerca agganciando altri oggetti connessi alla rete. L’80% dei sistemi Danfoss utilizza software che non sono stati aggiornati nemmeno dopo gli attacchi in Francia.
UN ATTACCO ANNUNCIATO?
- I rischi, però, erano ben noti. A maggio del 2025 l’agenzia americana per la cyberiscurezza, proprio sui software Danfoss, aveva trovato (e comunicato) dei bug. Ad agosto di quest’anno un’azienda del mondo della cybersecurity aveva dichiarato che questo tipo di vulnerabilità poteva permettere di “scongelare” il cibo, come poi è effettivamente successo.