Alluvione tra Nepal e Tibet, bilancio si aggrava: 586 morti e oltre 2.400 dispersi
Continua a crescere il numero dei morti provocati dalle alluvioni improvvise che da mercoledì devastano il Paese himalayano. Aumenta anche il numero dei dispersi, che salgono a 2.400. I corpi recuperati sono distribuiti in otto distretti, mentre restano dispersi 28 agenti di polizia. Uno dei due bacini che si sono formati con l'ammasso di fango è crollato ma la seconda ondata passa senza pericoli
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Sale a 586 il bilancio delle vittime delle violente inondazioni che mercoledì mattina hanno colpito il Nepal. Secondo i dati diffusi dalle autorità locali, oltre 2.400 persone risultano disperse, tra cui oltre 500 stranieri. Uno dei due bacini che si sono formati con l'ammasso di fango è crollato: in arrivo una seconda ondata. Intanto l'esercito nepalese è impegnato per salvare circa 100 persone intrappolate nel tunnel dell'impianto idroelettrico Trishuli 3A, sommerso due giorni prima dalla piena. Secondo l'ufficio del primo ministro, nella zona sono già state tratte in salvo 350 persone, mentre altre 100 restano bloccate.
Per approfondire:
- Alluvione in Nepal, che cos’è il "Glacial Lake Outburst Flood"
- Alluvione in Nepal, italiano a Sky TG24: "Bloccati per circa 10 ore"
- Frana Tibet e Nepal, Da Polenza: "Pendii fragili e geologia giovane"
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Alluvione Nepal e Tibet, salgono a 616 i morti e 2.300 i feriti. LIVE
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Frana in Tibet e Nepal, il glaciologo a Sky TG24: "La presenza umana incide"
Non solo la forza della natura, ma anche la presenza dell'uomo e i cambiamenti climatici. Secondo il glaciologo Claudio Smiraglia, la tragedia che ha colpito il Nepal si inserisce in un quadro più ampio, segnato dall'aumento di fenomeni distruttivi nell'area dell'Himalaya. "L'antropizzazione è un fenomeno importante", ha spiegato parlando a Sky TG24. La presenza di città, villaggi e abitazioni vicino ai corsi d'acqua, ha sottolineato, può esporre a "situazioni di costante pericolo".
Frana in Tibet e Nepal, il glaciologo: 'La presenza umana incide'
Vai al contenutoAlluvione in Nepal, è corsa contro il tempo: le immagini dei soccorsi. FOTO
Proseguono le operazioni di soccorso in Nepal a seguito della devastante alluvione che ha colpito i distretti di Nuwakot e Rasuwa, causando centinaia di vittime e dispersi
Alluvione in Nepal, è corsa contro il tempo: le immagini dei soccorsi
Vai al contenutoAlluvione Nepal e Tibet, cosa è successo e cosa ha causato la disastrosa frana
Un'ondata di piena di vaste proporzioni si è abbattuta sulla regione himalayana al confine tra Nepal e Tibet, spazzando via strade, ponti, abitazioni e impianti idroelettrici. All'origine, secondo l'Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs), c'è stato il crollo di un ghiacciaio ad alta quota, seguito da una colata di detriti che ha travolto i villaggi a valle. Nelle prime ore si era parlato di un terremoto, ipotesi poi smentita dagli stessi rilievi sismici. La frana ha colpito anche Gyirong Port, importante valico tra i due Paesi, interrompendo collegamenti stradali, elettrici e di comunicazione. Le autorità avvertono che una seconda alluvione non è esclusa.
Alluvione Nepal e Tibet, cosa è successo e cosa ha causato la disastro
Vai al contenutoAlluvione in Nepal e Tibet, Unione Buddhista Italiana stanzia 500mila euro per l'emergenza
In aggiunta allo stanziamento dei fondi 8xmille, l’UBI ha poi deciso di avviare anche una raccolta fondi in collaborazione con Wisedāna Foundation, fondazione filantropica internazionale ispirata ai valori della filosofia buddhista
Alluvione Nepal-Tibet, Unione Buddhista Italiana stanzia 500mila euro
Vai al contenutoAlluvione Nepal, onda di fango travolge Betrawati, autobus sommerso
Alcuni video impressionanti hanno immortalato il momento in cui un’enorme inondazione improvvisa si è abbattuta su Betrawati, nel distretto di Nuwakot, in Nepal il 26 agosto. Le immagini mostrano acqua e detriti devastare case e strade, per poi travolgere un autobus, mentre diverse persone cercano di raggiungere un posto sicuro. Secondo una prima analisi delle immagini satellitari, la devastante inondazione sarebbe stata causata dal distacco di una parte di un ghiacciaio.
Alluvione Nepal, l'onda di fango devasta Betrawati: autobus travolto
Vai al contenutoAlluvione Nepal, responsabile di una onlus: "Soccorsi molto complessi"
Sulla tragedia che ha colpito il confine tra Nepal e Tibet, abbiamo intervistato Dawa Sherpa, responsabile della Onlus "Mani per il Nepal" che ci racconta qual è la situazione dei soccorsi in queste ore, complicati dalle piogge e dalla distruzione di strade e infrastrutture.
Alluvione Nepal, responsabile di una onlus: 'Soccorsi molto complessi'
Vai al contenutoInondazione in Nepal e Tibet, le immagini prima dopo la catastrofe
Le foto satellitari scattate prima e dopo la calamità mostrano la dimensione della distruzione provocata dall’evento causato probabilmente dal crollo di un ghiacciaio
Inondazione in Nepal e Tibet, le immagini prima dopo la catastrofe
Vai al contenutoTajani: "Non abbiamo notizie degli italiani dispersi"
"La situazione è quella che è. Non abbiamo ancora notizie degli italiani che sono dispersi. Abbiamo inviato una equipe della nostra unità di crisi del ministero degli Esteri. E' arrivata a Katmandu e in più anche dall'ambasciata di Nuova Delhi è arrivato anche il console e un alto funzionario. Siamo lì per cercare di dare risposte alle famiglie. Purtroppo la situazione è drammatica. Si rischia un'altra alluvione. Speriamo che si possano ritrovare". Lo ha detto, a margine della visita allo stadio del nuoto dei Giochi del Mediterraneo, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando del Nepal e degli italiani dispersi.
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Media: "Sette corpi recuperati in India in fiumi provenienti dal Nepal"
Le autorità indiane hanno recuperato dai fiumi provenienti dal Nepal i corpi di sette persone "ritenute vittime delle devastanti inondazioni" che hanno colpito il Paese himalayano: lo riporta l'Afp citando dei funzionari dello Stato dell'Uttar Pradesh, nel nord dell'India e al confine con il Nepal. "Giovedì sono stati recuperati quattro corpi non identificati nel distretto", ha dichiarato all'Afp il magistrato distrettuale di Maharajganj. "Riteniamo che siano stati trascinati in India dal Nepal a seguito delle improvvise inondazioni verificatesi in quel Paese". Secondo un funzionario di polizia, altri tre corpi sono stati recuperati nel distretto di Kushinagar.
Almeno 586 morti e oltre 2.400 dispersi
Il bilancio dell'alluvione tra Tibet e Nepal, in costante aggiornamento a causa della drammatica evoluzione della situazione sul campo, è di 586 morti e oltre 2.400 dispersi Secondo i dati diffusi dalle autorità locali, in Nepal le vittime sono 579, mentre sul lato cinese ne sono state comunicate 7. Sul fronte dei dispersi, in Nepal quelli confermati sono 1.924, tra cui oltre 500 stranieri. Sul fronte del Tibet le persone che mancano all'appello sono almeno 558, di cui 260 viaggiatori che per ora risultano irreperibili.
Nepal, continuano le operazioni di soccorso e le evacuazioni
Nepal, dalla stazione Ogs i dati chiave per comprendere la frana
Anche le registrazioni acquisite dalla stazione sismica a larga banda Io.Evn, gestita dall'Ogs e situata a circa 130 chilometri dall'area del distacco della massa di ghiaccio e roccia in Nepal, hanno contribuito a ricostruire la natura dell'evento, inizialmente classificato dall'Usgs (il servizio geologico statunitense) come un sisma di magnitudo 4.4 e poi ricondotto al collasso glaciale. Attiva dal maggio 2014, Io.Evn è installata nel Laboratorio-Osservatorio Internazionale Piramide EvK2CNR, nella valle del Khumbu, a circa 5mila metri di quota e a circa 5 chilometri dal Campo Base dell'Everest. Le sue registrazioni permettono di analizzare con particolare dettaglio la dinamica del collasso e l'evoluzione del segnale sismico associato. "La qualità con cui è stato registrato il segnale associato alla frana beneficia anche di un importante intervento di aggiornamento tecnologico e di integrazione strumentale, completato all'inizio del 2026", spiega Franco Pettenati, sismologo dell'Ogs e responsabile dell'infrastruttura EvK2. "L'analisi dei sismogrammi acquisiti dalla stazione Io.Evn mostra caratteristiche molto diverse da quelle tipiche di un normale terremoto di origine tettonica", osserva Matteo Picozzi, direttore del Centro di ricerche sismologiche dell'Ogs. "Un terremoto presenta generalmente un inizio impulsivo, con l'arrivo riconoscibile delle onde P e S e una successiva progressiva diminuzione delle ampiezze. Il segnale associato al collasso glaciale del 26 agosto mostra invece caratteristiche tipiche di un processo di movimento di massa prolungato: un inizio più graduale, una durata significativamente maggiore e una marcata componente a bassa frequenza". "Queste caratteristiche - conclude - sono compatibili con un fenomeno complesso e progressivo, nel quale il movimento di grandi masse di ghiaccio e roccia, i successivi impatti lungo il versante e la mobilizzazione del materiale generano vibrazioni per un intervallo di tempo molto più lungo rispetto alla rottura impulsiva che caratterizza un terremoto tettonico".
Nepal, l'esperto: "Uno dei disastri più gravi della storia dell'Himalaya. Può succedere anche altrove"
Dispersi 517 stranieri
L'autorità nepalese per le catastrofi ha aumentato drasticamente il numero dei dispersi a 1.924, due giorni dopo le devastanti inondazioni che hanno ucciso almeno 579 persone nel Paese. Secondo la National Disaster Risk Reduction and Management Authority, tra i dispersi ci sono 517 stranieri e 933 lavoratori impegnati in progetti idroelettrici sui fiumi dove mercoledi' mattina è crollato un muro d'acqua.
I dispersi dopo le inondazioni sono 1.924
E' salito a 579 il numero delle persone morte nelle inondazioni in Nepal mentre quelle disperse sono adesso 1.924, tra cui 517 cittadini stranieri: lo affermano le autorità del Paese himalayano, riprese dalla Cnn.
Tajani: "Situazione particolarmente delicata e grave"
La situazione in Nepal "è particolarmente delicata e grave". Lo ha dichiarato ai cronisti a Fasano il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a proposito della situazione degli italiani dispersi in Nepal. "Speriamo che possano essere trovati sani e salvi, anche se la situazione è particolarmente delicata e grave", ha spiegato Tajani, "stiamo seguendo la situazione, abbiamo rinforzato la presenza. E' poi arrivata a Kathmandu anche una delegazione della nostra unità di crisi del Ministero degli Esteri. Si sono spostati anche i funzionari della nostra ambasciata di Nuova Delhi per cercare di risolvere il problema e avere notizie degli italiani che sono ancora scomparsi. Quindi alcuni, fortunatamente, sono stati ritrovati". "Seguiamo minuto per minuto la situazione, anche ieri sera ho parlato a lungo con il capo dell'unità di crisi", ha concluso Tajani, "seguiamo, come abbiamo sempre fatto, la situazione dei nostri connazionali e abbiamo per questo rinforzato anche la presenza di italiani in Nepal".
Si aggrava il bilancio delle inondazioni: 579 morti
Il bilancio delle vittime delle inondazioni di questa settimana in Nepal, al confine con la Cina, è salito a 579, secondo l'ultimo bilancio diffuso dalle autorità. Sul fronte cinese i media ufficiali avevano precedentemente confermato cinque morti, in seguito al disastro avvenuto mercoledì, portando il totale delle vittime nei due Paesi ad almeno 584.
Ue: "Stanziati 2 milioni per aiuti umanitari alle vittime delle inondazioni"
L’Unione europea stanzia 2 milioni di euro in aiuti umanitari per sostenere le vittime delle inondazioni improvvise in Nepal. “Strade spazzate via. Villaggi isolati. Famiglie alla ricerca dei propri cari dispersi. Le inondazioni improvvise in Nepal hanno devastato comunità che stavano già cercando di riprendersi da precedenti catastrofi. L’Ue è al loro fianco e stanzia 2 milioni di euro per fornire assistenza sanitaria, cibo, acqua e riparo urgenti”, dichiara la Commissaria per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib. I partner finanziati dall’Ue stanno già prestando soccorso sul campo.
Questo “si aggiunge ai quasi 3 milioni di euro in aiuti umanitari stanziati all’inizio dell’anno per il Nepal nell’ambito della preparazione alle catastrofi. I partner finanziati dall’Ue nel paese hanno iniziato a fornire assistenza immediatamente dopo la catastrofe, mettendo a disposizione i materiali di soccorso e i beni di prima necessità precedentemente stoccati sul posto. L’Unione Europea sta inoltre dispiegando il proprio coordinatore per la risposta rapida per l’Asia, che contribuirà a coordinare la risposta dell’Ue. Per sostenere la risposta a livello locale, inoltre, è stato attivato il servizio satellitare Copernicus per fornire mappe delle aree colpite”, si sottolinea, in una nota della Commissione.
Italiana in Nepal: "Un boato immenso e una nube marrone verso noi"
"Eravamo in dodici su un bus diretti al monte Kailash per un pellegrinaggio quando abbiamo visto una enorme nube marrone che veniva verso di noi e abbiamo sentito un boato immenso. Quando abbiamo realizzato che era una valanga l'autista ha aperto le porte e siamo scapparti a piedi". E' il racconto all'ANSA di Valentina Piccinini, italiana sopravvissuta all'alluvione in Nepal. "Mentre scendevo sono inciampata e ho perso la ciabatta, sentivo urlare il mio nome ma in quel momento non vedevo altro se non la nube marrone che mi veniva addosso. Così, senza rendermene conto sono andata nella direzione opposta agli altri. Sono scappata sulle montagne, mi sono arrampicata più in alto che potevo. Senza l'aiuto dei nepalesi non sarei qui adesso. Il mio compagno Stefano e la nostra guida Tashi erano convinti che fossi morta. Tashi è stato il mio angelo custode, ha rischiato più volte la vita per me".
Nepal, i turisti bresciani sono a Kathmandu e domani partono per l'Italia
Dopo l'odissea vissuta sulle strade devastate dalle alluvioni, Giovanni Fassini e Marco Lombardi si preparano a rientrare in Italia. I due bresciani, rispettivamente commercialista di 42 anni e pasticcere di 26, sono arrivati a Kathmandu e domani, 29 agosto, prenderanno il volo per tornare a casa. La loro vacanza in Nepal, iniziata il 14 agosto, si era trasformata mercoledì scorso in una corsa contro il maltempo. Partiti da Pokhara per raggiungere Kathmandu e prendere l'aereo per l'Italia, Fassini e Lombardi viaggiavano su un autobus quando la piena del fiume ha investito la strada. Il collegamento è stato interrotto da acqua, fango e detriti e il mezzo è rimasto bloccato per ore. "La strada è sparita davanti a noi" aveva raccontato Fassini, spiegando di essere rimasto con l'amico su un tratto di carreggiata isolato, mentre ponti crollati, villaggi isolati e strade trasformate in fiumi rendevano impossibile proseguire. In un altro momento del viaggio i due erano rimasti fermi per circa otto-dieci ore, prima di riuscire a tornare verso Pokhara.
Nepal, appello per aiuti ma rifiuta squadre straniere
Il Nepal ha lanciato un appello per l'assistenza finanziaria internazionale, ma ha affermato di essere in grado di far fronte alla situazione anche senza squadre di soccorso straniere. "Non è che non avremo bisogno di aiuto, ma la nostra rete di sicurezza è efficiente e sta funzionando efficacemente in questo momento", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Lok Bahadur Chhetri. "Se il Nepal avrà bisogno di aiuto o competenze specifiche, le richiederemo". Il presidente cinese Xi Jinping ha offerto l'aiuto di Pechino.
Nepal, video dei sopravvissuti: auto e costruzioni spazzate dal fango
Auto, furgoni e costruzioni spazzati via dal fango in pochi istanti. Nei video dei sopravvissuti italiani all'alluvione in Nepal le immagini dei villaggi più colpiti. Stefano Lotumulo, uno degli italiani che è riuscito a mettersi in salvo, si trovava a Timure e, sul suo profilo Instagram, ha pubblicato gli istanti in cui l'alluvione si è abbattuta a pochi metri da lui. Nel video si vede una costruzione che viene spazzata via dall'onda di fango assieme a camion, macchine e pali della luce. Poi quel che resta dell'insediamento: solo fango e distruzione.
Save the Children: "Almeno 69 scuole in Nepal danneggiate o distrutte"
Dopo due giorni trascorsi isolati nella loro scuola a causa delle devastanti alluvioni lampo che hanno colpito il Nepal settentrionale, nove bambini hanno finalmente potuto fare ritorno alle proprie famiglie. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine a rischio e garantire loro un futuro, mentre proseguono le operazioni di soccorso per raggiungere altri studenti ancora coinvolti nell’emergenza. I bambini hanno raggiunto a piedi dalla scuola un punto di distribuzione degli aiuti dove l’Organizzazione è presente con i propri operatori. In quest’area molti bambini e bambine percorrono ogni giorno lunghi tragitti per raggiungere la scuola e, a seguito delle improvvise inondazioni che hanno colpito la regione, sono rimasti isolati dalle loro comunità. Grazie al supporto di Save the Children, i nove bambini hanno potuto ritrovare le loro famiglie.
Almeno 69 scuole nei distretti del Nepal settentrionale colpiti dalle inondazioni sono state distrutte o gravemente danneggiate, mettendo a rischio il diritto all’istruzione di quasi 19.000 bambini. Si tratta di dati preliminari destinati con ogni probabilità ad aumentare man mano che le squadre di soccorso riusciranno a raggiungere nuove aree e a raccogliere ulteriori informazioni dalle comunità colpite.
Gli operatori di Save the Children a Nuwakot riferiscono che molti bambini stanno cercando di recuperare quel poco che è rimasto delle loro cose o ritrovare ciò che hanno perso, compresi libri scolastici e uniformi. La paura di nuove inondazioni continua inoltre ad alimentare l’angoscia tra la popolazione, costringendo molte famiglie a spostarsi verso zone più elevate. Per tanti bambini si tratta della prima emergenza di questa portata vissuta nella loro vita: molti sono spaventati, sotto shock e profondamente preoccupati per il proprio futuro.
Italiano sopravvissuto in Nepal: "Onde di fango ad altezze incredibili"
"Sono vivo! Ancora non ci credo ma sono vivo". Inizia così il racconto sul suo profilo Instagram di Stefano Lotumolo, uno degli italiani sopravvissuto all'alluvione in Nepal. "Ero in uno dei punti più colpiti dall'alluvione" racconta il fotografo, mostrando "quel che resta del villaggio di Timore, a pochi km dal confine Nepal-Cina". "Le onde di fango e detriti hanno raggiunto altezze incredibili come le scene che sei abituato a vedere nei film". Nel video anche gli istanti del salvataggio di "uno dei pochi superstiti" soccorso con l'ausilio di un elicottero.
Nepal, 538 morti: sono quasi 1.000 le persone disperse
Il Nepal ha aggiornato a 538 il numero dei corpi recuperati dalla devastante alluvione lampo nel bacino del Bhote Koshi, mentre le squadre di soccorso hanno intensificato le ricerche delle 937 persone disperse in tutto il paese. L'Autorita' nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di disastri ha confermato il bilancio nel suo ultimo bollettino, specificando che il maggior numero di vittime si è registrato nel distretto di Chitwan, con 221 morti, nel tratto inferiore del fiume. Nel frattempo, la Cina ha aggiornato a cinque il bilancio delle vittime nella contea tibetana di Gyirong, anch'essa colpita dalla devastante alluvione, e ha confermato a 558 il numero dei dispersi. La maggior parte dei corpi e' stata ritrovata nelle zone meridionali, come Nawalparasi Est (134), a circa 150 chilometri dalla sorgente dell'alluvione, poiche' la forza della corrente ha trascinato fango, detriti e le vittime lungo il pendio montuoso fino a rallentare. Secondo i dati dell'Agenzia nazionale per la riduzione del rischio di disastri, almeno 393 dei corpi recuperati rimangono non identificati negli obitori di tutta la regione, dove decine di parenti esaminano con ansia le fotografie esposte in centri come il Pokhara Institute of Health Sciences, nel tentativo di riconoscere i propri cari.Tra gli oltre 930 dispersi in Nepal figurano 105 dipendenti pubblici, 228 residenti locali e un gruppo di 644 persone irreperibili, tra cui 517 stranieri e 127 cittadini nepalesi residenti all'estero.
Il Nepal rifiuta per ora le squadre straniere di soccorso
Il Nepal ha fatto sapere di non avere al momento bisogno di assistenza straniera nelle operazioni di ricerca e soccorso dopo le devastanti alluvioni che hanno colpito diverse località del Paese, nonostante le offerte di aiuto arrivate da numerosi governi, riferisce il sito di Reuters. "Le nostre agenzie di sicurezza stanno svolgendo le operazioni di ricerca e soccorso. Per ora non abbiamo bisogno di questo tipo di aiuto", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri nepalese, Lok Bahadur Chhetri. Tra i Paesi che hanno chiesto a Kathmandu di autorizzare l'invio di squadre di ricerca e soccorso figurano India, Cina, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Sri Lanka e Bangladesh, secondo quanto riferito dal Kathmandu Post. La Corea del Sud ha confermato che il Nepal ha indicato di non avere intenzione, al momento, di accettare squadre straniere. "La Corea del Sud continuerà a negoziare con il Nepal sulla questione", ha dichiarato il ministero degli Esteri di Seul. Il Paese ha inoltre promesso 1 milione di dollari di aiuti umanitari attraverso organizzazioni internazionali. La situazione è particolarmente rilevante per Seul perché nove cittadini sudcoreani che lavoravano in una centrale idroelettrica risultano dispersi, mentre altri dieci sono rimasti bloccati, secondo il ministero degli Esteri sudcoreano. La decisione di Kathmandu di non accettare squadre straniere è stata collegata da Dinesh Bhattarai, ex ambasciatore nepalese presso le Nazioni Unite a Ginevra, alla particolare sensibilità della zona di Rasuwa, confinante con il Tibet cinese. Secondo Bhattarai, il governo potrebbe aver tenuto conto della posizione geografica dell'area nel decidere di non accettare squadre straniere. Il portavoce del ministero degli Esteri nepalese ha però respinto questa interpretazione, affermando che la decisione non è legata alla sensibilità della Cina sul Tibet, ma al fatto che le squadre di soccorso nepalesi stanno gestendo direttamente le operazioni.
L'Ue stanzia 2 milioni in aiuti umanitari per le vittime dell'alluvione in Nepal
In risposta alla devastante alluvione lampo che ha causato oltre 500 morti in Nepal, l'Unione Europea ha stanziato 2 milioni di euro in aiuti umanitari per sostenere le comunità colpite. Questo finanziamento di emergenza contribuirà a soddisfare i bisogni immediati, tra cui cibo, assistenza sanitaria, acqua potabile e servizi igienico-sanitari. I partner finanziati dall'Ue stanno già fornendo assistenza sul campo. Questo aiuto si aggiunge ai quasi 3 milioni di euro di aiuti umanitari stanziati all'inizio dell'anno per il Nepal per la preparazione alle emergenze. I partner finanziati dall'Ue nel Paese hanno iniziato a fornire assistenza immediatamente dopo il disastro, con rifugi preposizionati e distribuzione di beni di prima necessità. L'Ue sta inoltre inviando il suo coordinatore per la risposta rapida in Asia per contribuire a coordinare l'intervento europeo. A supporto della risposta locale, l'Ue ha attivato il servizio satellitare Copernicus per fornire mappe dell'area colpita. "Strade spazzate via. Villaggi isolati. Famiglie alla ricerca dei propri cari dispersi. Le inondazioni improvvise in Nepal hanno devastato comunità già impegnate nella ricostruzione dopo disastri passati. L'Ue è al loro fianco, stanziando 2 milioni di euro per fornire assistenza sanitaria urgente, cibo, acqua e alloggi", ha dichiarato la Commissaria per la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib.
Croce Rossa: "Trauma enorme, oltre 90 mila persone colpite"
Il livello di trauma derivante dalle inondazioni lampo in Nepal è "enorme". Lo ha dichiarato la Croce Rossa, con le prime stime che suggeriscono che 93.000 persone potrebbero essere state colpite. La Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), la piu' grande rete umanitaria al mondo, teme che il bilancio delle vittime del disastro di mercoledi', già superiore a 500, continui a salire. "A causa delle strade e dei ponti spazzati via e delle interruzioni di copertura cellulare e di elettricità, non siamo ancora stati in grado di raggiungere alcune delle zone più colpite", ha affermato David Fisher, capo della delegazione IFRC per il Nepal. "Il trauma di questo evento e' enorme", ha dichiarato in una conferenza stampa a Ginevra, parlando da Kathmandu. "Migliaia di case sono state distrutte o hanno subito danni significativi. Riteniamo che almeno 93.000 persone siano state colpite e si trovino in grave difficoltà. Il bilancio delle vittime è molto alto e purtroppo è probabile che continui a salire." La sezione nepalese della Croce Rossa ha iniziato a fornire aiuti di emergenza a coloro che hanno perso la casa, tra cui cibo, acqua, kit igienici, materassi e coperte. Le inondazioni e le frane che hanno colpito il Nepal e la regione autonoma cinese del Tibet hanno visto un muro d'acqua e fango simile a uno tsunami abbattersi mercoledì, seppellendo case, distruggendo ponti e spazzando via veicoli. Il responsabile degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, Tom Fletcher, ha dichiarato a X che le Nazioni Unite si stavano "muovendo rapidamente per salvare vite umane". Lila Pieters Yahia, coordinatrice residente delle Nazioni Unite per il Nepal, ha affermato che l'acqua potabile veniva trasportata per via aerea nelle zone colpite. "I danni sono semplicemente incredibili", ha detto alla conferenza stampa, parlando dal campo, aggiungendo che piu' di 40 ponti sono stati distrutti o gravemente danneggiati e "oltre 40 chilometri di strade completamente distrutte". Ha affermato che le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso. La priorità immediata del governo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che otto operatori sanitari risultano dispersi e sei strutture sanitarie sono state danneggiate. "In questo momento, la priorità assoluta è garantire la continuità dei servizi sanitari", ha affermato il portavoce dell'OMS, Tarik Jasarevic. Ha aggiunto che quattro squadre mediche di emergenza sono state inviate da Kathmandu nei distretti colpiti, con altre in stato di allerta. Ha inoltre affermato che l'agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha consegnato mascherine chirurgiche, guanti e sacchi per cadaveri al Ministero della Salute del Nepal.
Farnesina: "Tre italiani ancora dispersi, arrivato a Kathmandu personale per potenziare assistenza'
È arrivata a Kathmandu la task force dell’Unità di Crisi della Farnesina, insieme al personale dell’Ambasciata d’Italia a New Delhi, inviati su indicazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani per rafforzare la presenza diplomatica italiana sul posto e l’assistenza ai connazionali, rende noto la Farnesina. Il personale italiano è in loco anche per cercare di acquisire informazioni sullo stato dei tre connazionali che risultano tuttora dispersi. Le squadre coordineranno il lavoro del Consolato Onorario d’Italia a Kathmandu e opereranno in raccordo con le autorità locali, proseguendo le attività di assistenza ai connazionali e le verifiche nelle aree interessate dalla frana al confine tra Nepal e regione tibetana (Cina). Permane intanto il rischio di ulteriori inondazioni nelle aree al confine tra Nepal e Cina. Nel raccomandare la massima prudenza, la Farnesina invita i connazionali presenti o in viaggio nell’area a evitare le zone interessate, in particolare il valico di Gyirong (Contea di Gyirong), nella Prefettura di Shigatse, a mantenersi costantemente informati e ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle autorità locali. Si invitano inoltre i connazionali presenti nell’area a registrare la propria presenza sul portale Dove siamo nel mondo, a consultare il sito Viaggiare Sicuri e a scaricare l’App Viaggiare Sicuri dell’Unità di Crisi per ricevere gli aggiornamenti e le comunicazioni relative alla situazione.
Alluvione Nepal, responsabile di una onlus: "Soccorsi molto complessi". VIDEO
Sulla tragedia che ha colpito il confine tra Nepal e Tibet, abbiamo intervistato Dawa Sherpa, responsabile della Onlus "Mani per il Nepal" che ci racconta qual è la situazione dei soccorsi in queste ore, complicati dalle piogge e dalla distruzione di strade e infrastrutture (LA DIRETTA SULL'ALLUVIONE IN NEPAL E TIBET)
Il disastro in Nepal un campanello d'allarme del riscaldamento globale
Il crollo del ghiacciaio all'origine del disastro tra Nepal e Tibet è un campanello dell'allarme sull'instabilità crescente delle zone d'alta quota dovuta al riscaldamento globale: è l'analisi pubblicata su Nature, una delle più importanti riviste scientifiche internazionali che raccogliendo le voci di vari esperti sottolinea come il cambiamento climatico possa innescare frane e alluvioni con più frequenza. E' ancora difficile fare una stima precisa del numero di vittime e danni dovuta alla frana e l'alluvione lampo avvenuta lunga il sistema fluviale del Bhotekoshi, dove vivono decine di migliaia di persone e meta di turismo internazionale, e ci vorrà ancora del tempo - sottolinea l'artico di Nature - per stabilire in che misura il riscaldamento globale abbia influito su questo crollo glaciale. "Ma lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, ossia il terreno e rocce perennemente ghiacciati, almeno fino ad ora, nell'Himalaya ha probabilmente contribuito all'evento", ha spiegato Göran Ekström, geofisico della Columbia University di New York. "Il riscaldamento globale sta influenzando le regioni di alta quota in tutto il mondo - ha aggiunto Alton Byers, geografo di montagna dell'Università del Colorado a Boulder - e queste inondazioni catastrofiche stanno diventando più frequenti". Dalle prime analisi emergerebbe sempre più quanto un evento di questo tipo sia stato un qualcosa di imprevedibile, sottolinea Nature: all'origine non sarebbe stato né un terremoto né il crollo di un lago glaciale, e neppure si sarebbero registrate precipitazioni intense. Tutto sembrerebbe sia stato dovuto a una frana di ghiaccio avvenuta da un ghiacciaio che al momento non era né studiato né monitorato attentamente: "eventi come questi non si possono prevedere", ha detto Byers. Un distacco probabilmente dovuto all'instabilità del permafrost, causata dallo scioglimento, su cui poggia il ghiacciaio: "i cambiamenti nel permafrost indeboliscono l'integrità strutturale delle montagne e del ghiaccio, il che a sua volta può provocare frane di grandi dimensioni, innescando una serie di processi a cascata che possono portare a inondazioni e distruzioni di vasta portata a valle", afferma Byers. Secondo i ricercatori la lezione principale da trarre dal disastro è quella di migliorare la consapevolezza e la preparazione alle emergenze in una regione sempre più vulnerabile ai cambiamenti climatici. "La terribile distruzione ha colpito principalmente case ed edifici costruiti su pianure alluvionali, dove non avrebbero mai dovuto essere edificati", ha aggiunto Byers.
Il padre dell'italiana in Nepal, due giorni fa la telefonata: "Sto bene"
"Siamo ancora un po' scombussolati. Dire che siamo felici forse non è opportuno, visto ciò che purtroppo è successo a tanti altri. Diciamo che è andata bene". A parlare è Michele Piccinini, il papà di Valentina, la torinese tratta in salvo in Nepal. La donna aveva contattato la famiglia già due giorni fa, un'ora dopo l'alluvione, per rassicurare tutti sulle sue condizioni di salute. Valentina era in Nepal con il compagno, che ha conosciuto durante un soggiorno di tre mesi in Tanzania, nella zona del Kilimangiaro, in un progetto umanitario per il quale si era offerta volontaria. Secondo quanto si è appreso da fonti informate, Valentina è stata prelevata dalla zona colpita dall'alluvione solo il giorno successivo per via delle condizioni meteo che hanno reso problematico l'arrivo dei soccorsi. Quindi è stata portata a Katmandu, dove sta preparando i nuovi documenti necessari per il rientro in Italia.
Polizia comunica nuovo bilancio: 547 i morti
È di 547 morti il nuovo bilancio ufficiale delle vittime della devastante alluvione che ha colpito mercoledì il Nepal. Lo ha confermato la Polizia nepalese, come riporta la Bbc. L'aggiornamento parla anche di 1.473 feriti.
Australia: "Pronti ad aiutare"
L'Australia al fianco del Nepal dopo la devastante alluvione di mercoledì. "Ho parlato con il ministro degli Esteri nepalese Shisir Khanal per trasmettere le sentite condoglianze e il sostegno dell'Australia al popolo nepalese", scrive su X la ministra degli Esteri, Penny Wong. "Ho precisato che l'Australia è pronta a fornire ulteriore assistenza umanitaria, compresa l'assistenza per supportare le operazioni di soccorso e salvataggio", aggiunge, confermando che continua il lavoro per "accertare" le condizioni dei dispersi.
Nepal, governo annuncia: "Stipendio ministri donato per ricostruzione"
Il governo del Nepal, a cominciare dal premier Balendra Shah, donerà lo stipendio del mese per finanziare la ricostruzione dopo la tragedia di mercoledì scorso. "Il governo ha deciso di versare nel Fondo di solidarietà in caso di calamità naturali lo stipendio di un mese del primo ministro e di tutti i componenti del Consiglio dei ministri", ha reso noto l'ufficio del premier con una nota diffusa via X dopo una riunione del Consiglio dei ministri a Kathmandu. Al ministero delle Finanze è stato chiesto di mettere a punto un pacchetto di assistenza per le persone colpite dalla devastante alluvione.
Dalla Cei 500 mila euro per l’emergenza umanitaria
Zuppi, la sofferenza di chi vive lontano ci riguarda’ Un aiuto concreto alle comunità di Colombia, Perù, Indonesia e Nepal: la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso uno stanziamento complessivo di 500mila euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica per rispondere ai bisogni più urgenti. “Si tratta – spiega il card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Cei – di un segno di vicinanza della Chiesa italiana alle popolazioni che si trovano ad affrontare importanti emergenze umanitarie. La sofferenza di chi vive lontano non può esserci estranea: ci riguarda e ci chiama alla responsabilità. Tendere la mano a chi è in difficoltà significa riconoscere che nessuno può salvarsi da solo e che ciò che ci unisce è più forte delle distanze. Attraverso gesti di fraternità e di cura possiamo ricostruire legami, alimentare la speranza e rendere la pace una possibilità reale, soprattutto in un tempo che continua a essere caratterizzato da tensioni, divisioni e conflitti”. Le risorse saranno destinate, attraverso Caritas Italiana e la rete delle Caritas locali, ad accompagnare nel tempo i percorsi di ripresa delle comunità colpite. In Indonesia, il terremoto di magnitudo 7.7 che il 15 agosto ha devastato l’isola di Flores ha provocato oltre 100 vittime, più di 1600 feriti e oltre 180mila sfollati. Un’attenzione specifica – fa sapere Caritas Italiana - sarà riservata alle persone con disabilità e alle loro famiglie, attraverso interventi per l’accesso agli aiuti, ai servizi sanitari e riabilitativi, ai rifugi e al supporto psicosociale. In Nepal, il violento fenomeno che il 26 agosto ha interessato diverse aree montane del distretto di Rasuwa, al confine con il Tibet (Cina), ha causato morti, feriti e dispersi lasciando migliaia di famiglie senza casa e mezzi di sostentamento. La risposta prevede assistenza immediata, ripari, cibo e sostegno psicosociale, insieme a interventi di ricostruzione e di ripresa delle attività produttive. Lo stanziamento disposto dalla CEI contribuirà, inoltre, alle iniziative di solidarietà promosse in Colombia e Perù, dove recenti fenomeni sismici hanno messo alla prova comunità già particolarmente vulnerabili.
Soccorritori cinesi raggiungono l'epicentro: si cercano i dispersi
Le squadre di soccorso hanno raggiunto la zona più colpita dalla frana che ha devastato una regione del Tibet, mentre proseguono in condizioni difficili le ricerche di centinaia di dispersi. Secondo l'agenzia Xinhua, intorno alle 16.30 locali del 28 agosto (le 10 in Italia) sono arrivati nell'area di confine sei membri della prima squadra di intervento dei vigili del fuoco e soccorso del Tibet, insieme a 15 uomini e un cane della prima squadra del Sichuan. Si tratta, spiegano i media statali cinesi, delle prime squadre professionali a raggiungere il punto centrale delle operazioni.
Nepal, le drammatiche immagini satellitari
Inondazione in Nepal e Tibet, le immagini prima dopo la catastrofe
Vai al contenutoSale a 538 il bilancio delle vittime dell'alluvione: 977 i dispersi
Continua ad aggravarsi il bilancio dell'inondazione che ha colpito il Nepal. Le vittime sono ora 538, secondo quanto riferito dall'Autorità nazionale per la riduzione del rischio e la gestione dei disastri (Ndrrma), l'agenzia governativa citata dalla Bbc. Al momento risultano disperse 977 persone, tra le quali 517 cittadini stranieri.
Croce Rossa: oltre 90mila persone colpite da alluvione
Sono più di 90mila le persone colpite dalla frana che ha interessato la regione himalayana, secondo le stime diffuse venerdì dalla Croce Rossa. Gli operatori umanitari lanciano l'allarme per il rischio di nuove inondazioni. "Siamo naturalmente molto preoccupati per la seconda ondata di piene", ha dichiarato David Fisher, capo della delegazione della Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa in Nepal. Fisher ha spiegato che i camion carichi di aiuti sono rimasti bloccati dopo che un lago, formatosi a causa della frana, ha rotto gli argini.
Cina: riprendono le ricerche dei dispersi dopo la frana a Gyirong
Sono riprese in Tibet le operazioni di ricerca e soccorso dei dispersi a Gyirong, sospese in via temporanea per il timore di una nuova alluvione legata al possibile cedimento del lago di sbarramento. Nell'area, riferisce l'agenzia Xinhua, operano 681 soccorritori e 113 veicoli delle forze nazionali antincendio: 415 uomini e 75 mezzi della squadra tibetana, 155 uomini e 38 mezzi della squadra mobile del Sichuan e 111 membri del team cinese di ricerca e soccorso. Verso la città sono stati inviati anche 6.612 tra equipaggiamenti e materiali, suddivisi in 19 categorie. Gli interventi procedono in contemporanea via acqua, terra e aria: gommoni per raggiungere le zone lungo i corsi d'acqua, spostamenti a piedi tra le montagne e droni per la ricognizione e il trasporto. Una squadra avanzata sta effettuando rilievi sull'area più colpita e sul lago formatosi con lo sbarramento.
Media cinesi: cala il rischio cedimento del bacino idrico
Diminuisce gradualmente il pericolo di un cedimento del grande bacino d'acqua che rischiava di ostacolare i soccorsi in Tibet, colpito da una violenta colata di fango. Lo riferiscono i media statali cinesi, secondo cui le operazioni di salvataggio procedono in modo ordinato. Stando a quanto trasmesso dalla televisione di Stato Cctv, l'invaso sta tracimando in modo naturale e si svuota più rapidamente di quanto venga rialimentato. Il livello dell'acqua è calato di circa dieci metri rispetto alla mattina precedente, allentando via via il rischio di una rottura.
Xi presiede riunione sui soccorsi in Tibet
Il presidente cinese Xi Jinping ha guidato oggi una riunione dei vertici del Paese dedicata alle operazioni di soccorso in Tibet, a due giorni dalla frana che ha devastato l'area di confine tra Nepal e Cina. L'incontro si è aperto con un minuto di silenzio per le vittime dell'inondazione. I funzionari del Partito Comunista Cinese hanno sottolineato la necessità di "fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse dentro e fuori dal Paese". I dirigenti hanno però segnalato le forti difficoltà delle squadre impegnate sul terreno: "Permangono molti pericoli nascosti, come ghiacciai, laghi ghiacciati e disastri geologici nella zona circostante". Pechino sta inoltre valutando l'invio di aiuti d'emergenza al Nepal e l'avvio di una "cooperazione internazionale per i soccorsi".
Nepal, allerta della polizia: "Breccia in una diga sul versante tibetano"
La polizia del Nepal ha lanciato un'allerta dopo aver rilevato una "breccia sul versante tibetano" di una diga. Come riferisce la Bbc citando le forze dell'ordine nepalesi, le autorità invitano residenti, soccorritori e forze di sicurezza a mantenere alta l'attenzione e a raggiungere un luogo sicuro.
Nepal, 2.381 dispersi dopo l'alluvione a Rasuwa: 644 stranieri
Salgono a 2.381 le persone di cui non si hanno più notizie dopo la violenta alluvione che ha investito il distretto di Rasuwa, in Nepal. Lo rende noto la polizia nepalese. Le squadre di soccorso continuano a lavorare senza sosta: fino a questo momento sono state messe in salvo 1.545 persone, di cui 644 nella stessa Rasuwa, 898 a Nuwakot e tre a Dhading. Tra i dispersi si contano anche 644 stranieri. La comunità più colpita è quella indiana, con 178 persone ancora da rintracciare, davanti a 65 statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi.
Nepal, rotto l'argine di un lago: possibile seconda ondata di piena
Un lago ha rotto gli argini nel distretto nepalese del Rasuwa, a due giorni dall'alluvione lampo che aveva colpito la zona. Lo ha reso noto venerdì Narendra Pariyar, il più alto funzionario amministrativo del distretto, spiegando che le autorità locali hanno ricevuto una segnalazione in tal senso. "Possiamo vedere che il livello dell'acqua nel fiume sta salendo", ha dichiarato, precisando però che al momento non è chiaro quanto sia elevato.
Sale a 475 il numero delle vittime
Continua ad aggravarsi il bilancio dell'inondazione che mercoledì ha colpito il distretto di Rasuwa, in Nepal. Secondo quanto riferito dalla polizia locale e ripreso dalla Bbc, il numero delle persone morte è salito a 475.
Tibet, alto rischio inondazioni: la Cina sospende i soccorsi
La Cina ha fermato le operazioni di soccorso nell'area più colpita dal disastro in Tibet, dove il pericolo di nuove inondazioni resta elevato. Dopo la frana che ha devastato la regione di confine, centinaia di persone sono tuttora disperse. Secondo l'emittente statale Cctv, un lago formatosi dall'accumulo di enormi quantità di detriti ha cominciato a tracimare proprio verso la zona in cui erano dirette le squadre di emergenza. Ai soccorritori è stato quindi imposto di fermarsi e di attendere nuove disposizioni. Alle squadre che avevano già raggiunto l'area, riferisce sempre Cctv, "è stato ordinato di ritirarsi di un chilometro".
Nepal, centrale idroelettrica sommersa dal fango
Sui social il drammatico momento in cui la centrale idroelettrica di Trishuli viene investita dall'ondata di fango. Sotto restano intrappolati almeno 100 operai.
Nepal, circa 100 persone intrappolate in un tunnel dopo l'alluvione
In Nepal è in corso una vasta operazione di soccorso per raggiungere un centinaio di persone rimaste bloccate all'interno di una galleria della centrale idroelettrica Trishuli 3A, travolta due giorni fa da una violenta alluvione. Le squadre di salvataggio, coadiuvate da elicotteri, stanno lavorando per liberare chi è ancora intrappolato. "Il nostro obiettivo è la ricerca e il salvataggio delle persone... alcune sono intrappolate nella galleria del progetto idroelettrico Trishuli 3A", ha spiegato il portavoce dell'esercito nepalese, Raja Ram Basnet. Secondo l'ufficio del primo ministro, dalla zona sono già state messe in salvo 350 persone, mentre un centinaio risulta ancora bloccato.
Evacuati 555 turisti bloccati nella contea di Gyirong
Sono 555 i turisti rimasti isolati nella contea di Gyirong, in Tibet, che hanno lasciato l'area dopo la colata di fango abbattutasi sulla zona al confine tra Cina e Nepal. Lo rende noto l'agenzia Xinhua, citando il quartier generale dei soccorsi della contea. Le autorità hanno gestito il rientro dei visitatori sulla base dei rispettivi itinerari, organizzando il ritorno di chi aveva in programma di raggiungere Gyirong e invitando gli ospiti già negli alberghi a spostarsi altrove. L'operazione è avvenuta in coordinamento con i dipartimenti locali del turismo e della cultura. Sistemate inoltre 499 persone colpite dalla frana, tra cui abitanti dei villaggi di Guoba, Seqiong, Labi, Laojiang e Chongse, oltre a 29 operai di una squadra di costruzione.
Nepal, sale a 469 il bilancio delle vittime delle inondazioni
Salgono a 469 i morti provocati dalle violente inondazioni improvvise che mercoledì mattina hanno colpito il distretto di Rasuwa, in Nepal. I dati, diffusi dalla polizia locale, sono stati ripresi da Nepal News. Il conteggio dei corpi recuperati si distribuisce su più aree del Paese: 12 nel distretto di Rasuwa, 37 a Nuwakot, 33 a Dhading, 44 a Gorkha e 178 a Chitwan. Ulteriori vittime sono state ritrovate a Tanahun (28), Nawalparasi Bardaghat Purba (110) e Nawalparasi Bardaghat Paschim (27). Restano dispersi 28 agenti di polizia coinvolti nel disastro.
Cina, corsa per evitare il crollo di un lago di sbarramento al confine con il Nepal
La Cina sta lavorando per ridurre il rischio che un lago di sbarramento ceda al valico che collega il Tibet al Nepal, un'eventualità che aggraverebbe le inondazioni nell'area già colpita da un disastro costato la vita a centinaia di persone da mercoledì. Giovedì sia Pechino che Kathmandu avevano lanciato l'allerta per nuovi possibili allagamenti sull'Himalaya: due bacini formatisi sui due versanti del confine minacciano infatti di collassare in una regione ancora alle prese con le devastanti alluvioni degli ultimi giorni. Secondo l'emittente statale Cctv, le autorità cinesi hanno mobilitato una squadra di otto ingegneri per condurre rilievi aerei e realizzare modelli tridimensionali del bacino. Tra le difficoltà, ha spiegato uno di loro, Chen Hanxiao, c'è il complicato accesso al sito.
Allarme Cina: alto rischio inondazioni per lago formato da frana
Le autorità cinesi hanno lanciato l'allarme per un lago artificiale creatosi dopo una frana lungo il confine tra Cina e Nepal, che presenterebbe un elevato rischio di rottura con conseguente riversamento delle acque a valle. Lo riferiscono i media statali. Secondo le previsioni citate dall'agenzia Xinhua, nei prossimi tre giorni le piogge continue potrebbero far salire l'afflusso d'acqua nel bacino fino a circa 3 milioni di metri cubi, aumentando il pericolo di un cedimento. Un'eventuale rottura potrebbe provocare inondazioni e ulteriori danni in diverse località a valle, tra cui il porto di Gyirong.