L'acqua ha spazzato via interi villaggi e sono più di 1400 i dispersi. La causa sarebbe il crollo di un ghiacciaio. Lo ha annunciato ufficialmente l'Istituto geologico statunitense. Gli Stati Uniti stanziano 500 mila dollari di aiuti per la popolazione colpita. Tra i turisti dispersi nell'alluvione in Nepal ci sarebbero anche tre cittadini italiani
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Sono oltre 1.400 le persone date per disperse e quasi 400 i morti dopo le devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet. Tra i dispersi si contano almeno 700 stranieri, tra cui 178 indiani, 90 americani, 56 ucraini, 51 malesi, 34 australiani, 33 britannici, 30 canadesi, 9 sudcoreani, 9 singaporiani, 8 tedeschi, 8 russi, 6 sudafricani, 6 lettoni, 5 giapponesi, 5 neozelandesi, 4 francesi, 4 spagnoli, 3 belgi, 3 ungheresi, 3 portoghesi e 3 italiani, questi ultimi confermati dalla Farnesina.
La causa del disastro sarebbe stata il crollo di un ghiacciaio. Lo ha annunciato ufficialmente l'Istituto geologico statunitense secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 "è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle".
Per approfondire:
- Alluvione in Nepal, che cos’è il "Glacial Lake Outburst Flood"
- Alluvione in Nepal, italiano a Sky TG24: "Bloccati per circa 10 ore"
- Frana Tibet e Nepal, Da Polenza: "Pendii fragili e geologia giovane"
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Bilancio alluvione sale a 392 morti e 1.468 dispersi
Oltre 1.400 persone risultano disperse e 392 sono state confermate morte dopo che inondazioni improvvise e frane
hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet. I dispersi sono in totale 1.468, tra cui almeno 700 stranieri: 178 indiani, 90 americani, 56 ucraini, 51 malesi, 34 australiani, 33 britannici, 30 canadesi, 9 sudcoreani, 9 singaporiani, 8 tedeschi, 8 russi, 6 sudafricani, 6 lettoni, 5 giapponesi, 5 neozelandesi, 4 francesi, 4 spagnoli, 3 belgi, 3 ungheresi, 3 portoghesi e 3 italiani.
Apprensione a Rapallo per italiano disperso in Nepal
Nepal, cos’è il "Glacial Lake Outburst Flood" che potrebbe aver causato l'alluvione
Potrebbe essere stato il crollo di una porzione di ghiacciaio a causare le inondazioni che hanno travolto Nepal e Tibet, causando centinaia di morti e dispersi. A comunicarlo è stato l'Istituto geologico statunitense (Usgs), secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 "è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle". Si tratta di “un evento estremo improvviso” difficile da prevedere, come spiegato all’Adnkronos da Daniele Giordan, dirigente di ricerca presso l'Istituto di Geoscienze (Geo) del Consiglio nazionale delle Ricerche.
Alluvione in Nepal, che cos’è il 'Glacial Lake Outburst Flood'
Vai al contenutoAlluvione Nepal, onda travolge ponte sul fiume Trishuli
Tre italiani irreperibili. Uno è il ligure Marco Ratto
Dopo le devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet, provocando almeno 360 morti e travolgendo interi villaggi, sono migliaia i dispersi. Tre italiani risultano ancora irreperibili, come confermato dalla Farnesina. Si tratta di Marco Ratto, orefice ligure di Rapallo, di 50 anni, e di una coppia italo-svizzera.
Alluvione Nepal e Tibet, tre italiani irreperibili: cosa sappiamo
Vai al contenutoNepal, le ricerche dei dispersi procedono sotto fango e detriti
Terremoto 5.0 in Tibet, "a centinaia di km da zona alluvione"
Un terremoto di magnitudo 5.0 ha colpito la regione del Tibet in Cina, secondo quanto riportato dal sito della Reuters che cita il Centro di ricerca tedesco per le geoscienze (Gfz). Il sisma si è verificato a una profondità di 10 km nel Tibet settentrionale, ha affermato il Gfz, con epicentro a centinaia di chilometri a nord delle regioni del Nepal e della Cina colpite mercoledì da una devastante alluvione. La Cina ha attivato un livello IV di risposta alle inondazioni in Tibet a causa del rischio di rottura di un lago di sbarramento, ha aggiunto Xinhua. Il ministero delle Risorse Idriche cinese ha chiesto alle autorità locali di monitorare il lago artificiale e le precipitazioni, e ha inviato una squadra di esperti nella contea di Gyirong.
Amministratore apostolico: peggior disastro storia
"È il peggior disastro nella storia del Paese. È stato terribile". L'amministratore apostolico del Vicariato del Nepal, padre Silas Bogati, ha descritto con queste parol all'agenzia vaticana Fides le devastanti inondazioni che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet. "Un'alluvione proveniente da monte, e diretta con violenza verso valle, ha travolto ogni cosa: persone, case, ponti, strutture. Villaggi, mercati e strade sono stati spazzati via. È una grave ferita per la nazione", racconta all'Agenzia Fides il prelato.
Bilancio inondazioni si aggrava, almeno 389 morti
La polizia nepalese ha rivisto ancora una volta il bilancio delle vittime delle inondazioni lampo: il numero dei corpi ritrovati delle vittime e' arrivato a 389. Il precedente bilancio era di 353. Almeno 63 persone sono attualmente ricoverate in ospedale, ha aggiunto la polizia in un comunicato sui social media, come riporta Sky.
Usa: 90 cittadini americani dispersi in Nepal-Tibet, nessuna conferma di decessi
Il Dipartimento di Stato americano è a conoscenza del fatto che 90 cittadini Usa potrebbero essere dispersi a causa delle inondazioni in Nepal-Tibet e di cui non si hanno notizie. Secondo quanto riferito da un portavoce, a questa mattina tre americani sono stati tratti in salvo. Al momento, il Dipartimento non ha notizia di decessi tra i cittadini statunitensi.
Da Ue 1 mln euro per cure, cibo e acqua
L'Unione europea stanzia un milione di euro in supporto alle persone colpite dalle inondazioni in Nepal. Lo annuncia la commissaria europea per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib. "Strade spazzate via. Villaggi isolati. Famiglie in cerca di cari dispersi. Le inondazioni improvvise in Nepal hanno devastato comunità già alle prese con la ricostruzione dopo disastri passati", scrive la commissaria su X.
Save the Children: in Nepal non limitarsi a forniture di emergenza
"Sebbene sia urgente fornire assistenza immediata, la risposta non può limitarsi alle forniture di emergenza. Per molte di queste comunità non ci sarà una ripresa rapida; minori e famiglie avranno bisogno di un sostegno costante ben oltre i primi giorni e le prime settimane della crisi, per soddisfare i bisogni urgenti, ricostruire le proprie vite, tornare a scuola e riprendersi da questo disastro devastante". Lo ha dichiarato Tara Chettry, direttrice di Save the Children in Nepal in un comunicato a proposito delle devastanti e improvvise inondazioni avvenute nel Nepal settentrionale. La Ong, sottolinea le notevoli difficoltà per raggiungere le comunità che necessitano di assistenza, specie nelle aree più isolate. Il team di risposta alle emergenze di Save the Children in Nepal è operativo nelle aree colpite e sta distribuendo beni di prima necessità - tra cui kit per la casa e per la cucina, zanzariere e coperte - a 1.000 famiglie durante la prima fase degli interventi di assistenza ma non basta. "È fondamentale - conclude - disporre di fondi flessibili. Ciò consentirà a noi e ai nostri partner locali di rispondere alle esigenze a lungo termine man mano che la situazione evolve, investendo al contempo nella ripresa e nella resilienza, affinché le comunità possano ricostruire in modo più sicuro e solido".
Alluvione Nepal, diga in costruzione travolta dall'acqua
Guterres: pronti a sostenere gli sforzi nazionali dopo le alluvioni in Nepal e Cina
Dopo le inondazioni che hanno colpito il Nepal e la Cina, il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres porge le sue "più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e solidarietà a tutte le persone colpite". "Le Nazioni Unite stanno mobilitando forniture e squadre umanitarie - ha detto ai giornalisti - ci impegniamo a sostenere gli sforzi nazionali per fornire aiuti e assistenza d'emergenza".
Alluvione Nepal: l'onda di fango si abbatte su Betrawati
Frana Tibet e Nepal, glaciologo: "La presenza umana incide"
Alluvione Nepal e Tibet, tre italiani irreperibili. Uno è il ligure Marco Ratto
Dopo le devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet, provocando almeno 359 morti e travolgendo interi villaggi, sono migliaia i dispersi. Tre italiani risultano ancora irreperibili, come confermato dalla Farnesina. Si tratta di Marco Ratto, orefice ligure di Rapallo, di 50 anni, e di una coppia italo-svizzera. La Farnesina stessa, comunque, spiega che le informazioni che arrivano sono ancora frammentate: i dati diffusi da parte nepalese si basano sulle informazioni condivise dai tour operator e possono risultare imprecisi.
Alluvione Nepal e Tibet, tre italiani irreperibili: cosa sappiamo
Vai al contenutoAlmeno 362 morti e oltre 1.400 dispersi
I soccorritori hanno recuperato i corpi di almeno 362 vittime dell'enorme marea di fango che ieri ha devastato il confine tra Nepal e Cina. Continuano le ricerche per ritrovare le oltre 1.400 persone ancora disperse. La possente ondata di acqua e fango che ha travolto la regione, spazzando via interi villaggi, ha causato la morte di 359 persone sul versante nepalese, secondo un nuovo bilancio della polizia locale, e di altre 3 nel vicino territorio cinese del Tibet.
India: inviate in Nepal 37,5 tonnellate di aiuti umanitari
Il ministro degli Esteri di New Delhi, Subrahmanyam Jaishankar, afferma su X che l'India ha inviato una seconda tranche di aiuti al Nepal colpito dalle inondazioni con "un secondo volo con a bordo 37,5 tonnellate di materiali per l'assistenza umanitaria e la risposta ai disastri, medicinali e razioni alimentari". Ieri Jaishankar aveva annunciato la partenza di un volo con "10 tonnellate di aiuti umanitari e medicine essenziali".
Tre italiani mancano all'appello, uno è Marco Ratto
Tre italiani mancano all'appello dopo l'alluvione innescata da una frana che ha devastato l'area di confine tra il Nepal e la Cina. Lo hanno confermato fonti della Farnesina secondo le quali uno dei tre è Marco Ratto, della storica famiglia di orafi liguri.
Nepal, bilancio alluvione sale a 359 morti
Sale ancora il bilancio delle vittime in Nepal. La polizia ha a 359 morti il bilancio delle alluvioni che hanno colpito il Nepal. Lo riferisce la polizia del Paese asiatico. Il conteggio sale a 362 morti se si aggiungono le tre vittime segnalate in Tibet, oltre la frontiera cinese, dalle autorità di Pechino.
Nepal, sindaca Rapallo: 'Tutta la città in ansia, sollecitato invio Protezione civile'
"Marco Ratto è una persona molto stimata in città. Io lo conosco da una vita e siamo tutti molto preoccupati. Tutta la città è in ansia, già molti cittadini mi hanno chiesto notizie su di lui, ma purtroppo quelle che abbiamo sono ancora poche". Così all'Adnkronos Elisabetta Ricci, sindaca di Rapallo, città di origine di Marco Ratto, il gioielliere 50enne che risulta tra gli italiani dispersi in Nepal. "Poco fa -spiega la sindaca - abbiamo contattato la famiglia di Marco; stiamo cercando di essergli vicini in tutti i modi possibili perché, come si può immaginare, queste sono situazioni molto difficili e dolorose. In questo momento loro non se la sentono di rilasciare dichiarazioni. Sono ore davvero molto pesanti queste perché le notizie sono ancora poche. In ogni caso abbiamo predisposto una persona che fa da tramite, in modo tale che sappiano che cosa sta facendo l'Amministrazione". "Tramite il consigliere regionale Carlo Bagnasco -aggiunge- abbiamo sentito il ministro Tajani e, con l'assessore Fabio Mustorgi (che ha la delega alla Protezione civile, ndr), abbiamo cercato di sollecitare affinché venga inviata la Protezione civile, così come è stato fatto in altre situazioni critiche d'emergenza". Nel frattempo "ho contattato i miei referenti, Maurizio Lupi e Ilaria Cavo (i vertici di Noi Moderati, ndr) e mi hanno messo in contatto con il sottosegretario Massimo Dell'Utri, che si sta muovendo anche lui. Stiamo cercando di fare squadra per avere più informazioni possibili, anche da dare alla famiglia".
Nepal, polizia: sale a 353 bilancio vittime
È salito a 353 morti il bilancio delle vittime delle inondazioni in Nepal. Lo rende noto la polizia nepalese nell'ultimo aggiornamento via social.
Farnesina: "Segnalati tre casi di italiani ancora irreperibili"
La Farnesina afferma che della decina di italiani ancora irreperibili stamattina sono rimasti 3 casi specifici segnalati. Il primo è Marco Ratto che era in uscita dal Nepal verso il Tibet. L'agenzia di viaggi cinese che avrebbe dovuto prendere in carico il gruppo ha confermato di aver perso i contatti al valico. Informazione confermata anche dall'agenzia nepalese direttamente alla famiglia. Poi c'è una coppia italo-svizzera in viaggio dal Tibet verso il Nepal. La Farnesina spiega che non ci sono i riferimenti dell'agenzia e non c'è ancora conferma che abbiano attraversato il valico. I dati diffusi da parte nepalese, informa il ministero degli Affari Esteri, si basano sulle informazioni condivise dai tour operator e possono risultare imprecisi e non tenere conto di chi non ha attraversato.
Autorità Nepal: due italiani tra i 27 turisti salvati
Ci sono anche due italiani tra i 27 turisti stranieri finora tratti in salvo nelle aree di Timure e Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa, colpite da una devastante alluvione improvvisa. Lo riferisce Nepal News citando la National Disaster Risk Reduction and Management Authority (Ndrrma). I nomi dei due italiani, confermati dalla Farnesina, sono Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo.
Alluvione Nepal, onda travolge ponte sul fiume Trishuli
Nepal, fonti: "Disperso l'italiano Marco Ratto"
L'italiano Marco Ratto, a quanto si apprende, risulta disperso dopo le devastanti inondazioni che hanno colpito il Nepal. L'uomo è il titolare di un'oreficeria a Rapallo.
Team Medici Senza Frontiere (Msf) sul posto per valutare bisogni immediati della popolazione
Dopo le gravi inondazioni che hanno colpito il distretto di Rasuwa, in Nepal, un'équipe di Medici Senza Frontiere (Msf) con esperienza nelle risposte alle emergenze è arrivata nel paese per valutare i bisogni immediati della popolazione. Msf - si legge in una nota della stessa organizzazione - è pronta a fornire assistenza umanitaria e medica urgente. Le alluvioni hanno colpito rapidamente le aree di Timure, Rasuwagadhi e Syabrubesi, causando ingenti danni a insediamenti, mercati e infrastrutture. In alcune località, le onde di piena avrebbero raggiunto un'altezza compresa tra 8 e 10 metri. Si teme che centinaia di persone abbiano perso la vita, mentre molte risultano ancora disperse. Le acque alluvionali hanno raggiunto anche la città di Mugling, nel distretto di Chitwan, e da allora hanno iniziato a ritirarsi. Secondo le autorità, tuttavia, il rischio resta elevato, perché il tratto del fiume bloccato a monte non è ancora stato completamente liberato.
Nepal, sale a 332 il bilancio delle vittime dell'inondazione
Continua ad aggravarsi il bilancio dell'inondazione che ha colpito il Nepal. Le persone che hanno perso la vita sono salite a 332, secondo quanto riferito dalla polizia locale e ripreso dall'emittente britannica Bbc., sale a 332 il bilancio delle vittime dell'inondazione
Oms: 10 mila famiglie necessitano di assistenza immediata
Circa 10 mila famiglie necessitano di assistenza immediata dopo la gigantesca alluvione che ha investito la regione di confine tra Nepal e Tibet, provocando almeno 289 morti. Lo ha riferito l'Organizzazione mondiale della sanita', citando i dati delle autorita' nepalesi. L'Oms sta collaborando con il governo per rispondere all'emergenza nel distretto di Rasuwa, nella provincia di Bagmati. Tra Nepal e Cina risultano ancora disperse circa 1.400 persone, tra cui centinaia di turisti stranieri. Secondo l'Autorita' nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di catastrofi, il bisogno di aiuti e' particolarmente urgente nelle zone vicine a Rasuwa, confinante con la contea tibetana di Gyirong.
Putin invia messaggi condoglianze a Xi e governo Kathmandu
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha espresso le sue condoglianze ai leader di Cina e Nepal per le vittime delle frane e delle inondazioni che hanno colpito i due Paesi. Lo riferisce il Cremlino, citato dall'agenzia Riad. Il presidente russo ha rivolto le sue "più sentite condoglianze" alla leadership nepalese per le numerose vittime delle inondazioni e delle colate di fango, mentre ha espresso il proprio cordoglio al presidente cinese, Xi Jinping, per le tragiche conseguenze delle frane in Tibet.
Papa prega per vittime inondazioni
"Appresa con dolore la notizia delle vittime e della devastazione causate dalle improvvise inondazioni in Nepal", papa Leone "affida le anime dei defunti alla misericordia dell'Onnipotente" ed "esprime il proprio sentito cordoglio ai familiari delle vittime, assicurando la sua vicinanza spirituale a quanti sono stati colpiti da questa tragedia". Lo scrive a nome del Papa, il Segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, in un telegramma. "Elevando preghiere anche per il personale impegnato nelle operazioni di soccorso in corso - si legge ancora -, invoca su tutti l'assistenza e la protezione divine".
Tajani dispone invio personale per assistere connazionali
Il ministro per gli Esteri, Antonio Tajani, ha disposto l'invio di personale a Kathmandu per assistere i connazionali che potrebbero essere coinvolti nell'alluvione in Nepal. Lo riferisce una nota della Farnesina. "Le autorita' nepalesi hanno diffuso un aggiornamento sul numero dei dispersi coinvolti nella vasta frana che ha colpito un'area al confine tra Nepal e Tibet, in cui figurano due italiani", si legge in una nota, "l'Unita' di Crisi della Farnesina sta effettuando verifiche con le autorita' locali, tramite il Consolato Generale d'Italia a Calcutta e il Consolato Onorario a Kathmandu, e con i tour operator per eventuale conferma". "Finora, sono stati contattati circa 130 connazionali segnalati nell'area", aggiunge la Farnesina, "su indicazione del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e' stato disposto l'invio di personale a Kathmandu dall'Ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l'assistenza ai connazionali".
Regno Unito stanzia 5 milioni di sterline in aiuti
Il Regno Unito ha stanziato 5 milioni di sterline in aiuti e offerto di inviare soccorritori dopo le alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet. "È un quadro devastante quello che emerge da quanto accaduto in Nepal. Scene mai viste prima, certamente per la portata della devastazione", ha dichiarato il premier Andy Burnham. "Stiamo mandando personale consolare nella regione, così i cittadini britannici potranno ricevere assistenza 24 ore su 24. È stata fatta un'offerta per l'invio di soccorritori, ma la decisione spetta al governo nepalese", ha aggiunto il primo ministro laburista.
Bilancio alluvioni sale a 289 morti
È salito a 289 morti il bilancio delle alluvioni che hanno colpito il Nepal. Lo ha riferito il sitodel Kathmandu Post, citando la polizia nepalese. Secondo i dati diffusi dalle autorità, tra le persone di cui non si hanno notizie figurano 644 cittadini stranieri.
Farnesina: "Stiamo verificando l'eventuale presenza di italiani tra dispersi in Nepal"
Le autorità nepalesi hanno diffuso un aggiornamento sul numero dei dispersi coinvolti nella vasta frana che ha colpito un'area al confine tra Nepal e Tibet, in cui figurano due italiani. L'Unità di Crisi della Farnesina sta effettuando verifiche con le autorità locali, tramite il Consolato Generale d'Italia a Calcutta e il Consolato Onorario a Kathmandu, e con i tour operator per eventuale conferma. Finora, sono stati contattati circa 130 connazionali segnalati nell'area.
New Delhi: 288 cittadini indiani dispersi dopo inondazione in Nepal
Il ministero degli Esteri di New Delhi afferma che 288 cittadini indiani risultano al momento dispersi in seguito all'inondazione in Nepal. Lo riporta l'agenzia di stampa Pti.
Media cinesi: premier Li Qiang arrivato a Gyirong per coordinare soccorsi
Il premier cinese Li Qiang è arrivato "con il sostegno del segretario generale Xi Jinping" nelle zone al confine tra Cina e Nepal colpite dalle devastanti inondazioni e frane, dove oltre 500 persone risultano ancora disperse. Lo riferiscono i media di Stato cinesi. Li si è recato nella località di Gyirong, in Tibet, per "coordinare le operazioni di emergenza e soccorso e incontrare i soccorritori e la popolazione colpita", ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua.
llarme per il lago di sbarramento, rischio di una nuova piena in Tibet
È allarme per un lago di sbarramento naturale formatosi a monte del porto di Gyirong, nella contea di Gyirong, in Tibet, dopo la frana che ha colpito l'area al confine con il Nepal. Le autorità cinesi hanno rafforzato il monitoraggio del bacino per il rischio che lo sbarramento naturale possa cedere o che l'acqua lo superi, provocando una nuova piena nelle aree a valle. Il ministero cinese delle Risorse idriche ha disposto il rafforzamento del monitoraggio idrologico e delle previsioni nella zona della confluenza tra il fiume Purepu Tsangpo e il fiume Chhochen, dove si è formato il lago di sbarramento. Secondo quanto riferito da Cctv, le autorità stanno conducendo valutazioni sulla possibile evoluzione dello sbarramento e sulla propagazione dell'acqua a valle in caso di cedimento, con l'obiettivo di prevenire "disastri secondari". La situazione è resa più delicata dalle condizioni meteorologiche. Secondo Xinhua, tra oggi e il 29 agosto nella contea di Gyirong sono previste precipitazioni, localmente moderate o intense, con possibili temporali, forti raffiche di vento e brevi episodi di piogge intense. Le autorità stanno quindi intensificando il monitoraggio delle precipitazioni e dei corsi d'acqua nell'area. Il lago di sbarramento era stato individuato nella direzione del porto di Gyirong. Secondo Xinhua, il margine della colata di fango si trova a circa 2,5 chilometri dal porto e i depositi raggiungono quasi 1,5 metri di spessore, rendendo più difficili le operazioni di soccorso. Proprio la messa in sicurezza dello sbarramento naturale è stata indicata come "priorità assoluta" per le squadre impegnate nell'emergenza, riferisce Xinhua. China Aneng, società statale specializzata negli interventi di emergenza, ha inviato nell'area 310 soccorritori e tecnici con 120 mezzi e apparecchiature. Una squadra avanzata utilizzerà droni e scanner laser tridimensionali per rilevare la natura delle rocce, le dimensioni dello sbarramento e la velocità dell'acqua, fornendo i dati necessari per valutare l'intervento.
Bilancio si aggrava, i morti sono almeno 270
Sono almeno 270 i morti nelle alluvioni che hanno colpito la regione tra il Nepal e il Tibet. Lo rende noto la polizia nepalese.
Media cinesi: il primo ministro Li Qiang arrivato in Tibet sul luogo della frana
Il primo ministro cinese Li Qiang è arrivato nell'area di Gyirong, nella regione autonoma dello Xizang, come Pechino chiama il Tibet, colpita dalla frana di fango che ha causato vittime e centinaia di dispersi lungo il confine con il Nepal. Lo riferisce Xinhua.
Totale bilanci Pechino e Kathmandu è di 1300 dispersi
Sono oltre 1.300 le persone date per disperse dopo le devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet, provocando almeno 180 morti e travolgendo interi villaggi. In Nepal, la polizia ha riferito di aver recuperato 177 corpi e di aver perso i contatti con 823 persone, tra cui 517 turisti stranieri. I media statali cinesi hanno riferito di 558 persone disperse, tra cui 260 stranieri, dopo la frana che ha colpito il porto di Gyirong, in Tibet, causando anche tre morti. I due numeri, tuttavia, non possono essere automaticamente sommati.
Pechino, dispersi quasi 100 cittadini cinesi dopo le inondazioni in Nepal
Quasi 100 cittadini cinesi risultano dispersi in Nepal dopo le gravi inondazioni nella regione di confine. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian. "Nell'area colpita dal disastro, sul lato nepalese, il numero dei cittadini cinesi dispersi è vicino a 100", ha detto Lin, aggiungendo che l'ambasciata cinese in Nepal sta "cercando ulteriori verifiche" presso le autorità nepalesi. Le autorità cinesi avevano riferito che 558 persone, tra cui 260 stranieri, risultavano disperse al confine tra Tibet e Nepal.
Alluvione in Nepal, è corsa contro il tempo: le immagini dei soccorsi. FOTO
Proseguono le operazioni di soccorso in Nepal a seguito della devastante alluvione che ha colpito i distretti di Nuwakot e Rasuwa, causando centinaia di vittime e dispersi.
Alluvione in Nepal, è corsa contro il tempo: le immagini dei soccorsi
Vai al contenutoNepal, sono 517 gli stranieri irreperibili
Almeno 517 cittadini stranieri risultano ancora irreperibili in Nepal, a piu' di 24 ore dalla devastante alluvione che ha colpito la regione di confine con il Tibet. Il bilancio complessivo della catastrofe tra Nepal e Cina e' salito a 180 morti e oltre 1.300 dispersi. Tra gli stranieri dei quali non si hanno notizie figurano 178 indiani, 100 cinesi, 65 statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi. Risultano inoltre irreperibili nove cittadini di Singapore, otto tedeschi e otto russi. L'Ente del turismo nepalese ha comunicato che le autorita' stanno lavorando per "verificare dove si trovino e le condizioni di sicurezza dei turisti e dei viaggiatori" presenti nelle aree investite dalla piena. Secondo la polizia nepalese, nel Paese risultano complessivamente disperse 823 persone, mentre il bilancio delle vittime e' salito a 177. Sul versante cinese, i media statali riferiscono che la colata di fango nell'area del porto di Gyirong, in Tibet, ha provocato tre morti. Altre 558 persone risultano disperse, tra cui 260 stranieri.
Nepal, cos’è il "Glacial Lake Outburst Flood" che potrebbe aver causato l'alluvione
Potrebbe essere stato il crollo di una porzione di ghiacciaio a causare le inondazioni che hanno travolto Nepal e Tibet, causando centinaia di morti e dispersi. A comunicarlo è stato l'Istituto geologico statunitense (Usgs), secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 "è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle". Si tratta di “un evento estremo improvviso” difficile da prevedere, come spiegato all’Adnkronos da Daniele Giordan, dirigente di ricerca presso l'Istituto di Geoscienze (Geo) del Consiglio nazionale delle Ricerche.
Alluvione in Nepal, che cos’è il 'Glacial Lake Outburst Flood'
Vai al contenutoAlluvione in Nepal, i testimoni: “Onde alte fino a sei metri". LE IMMAGINI
Colpiti i distretti di Nuwakot e Dhading. Secondo il Cnr sono state le conseguenze di un terremoto in alta montagna al confine tra Nepal e Tibet a provocare l'alluvione-lampo. Due italiani coinvolti, Tajani: "Sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno".
Alluvione in Nepal, centinaia di morti e dispersi. FOTO
Vai al contenutoL'allarme degli esperti: "Rischio seconda alluvione"
I detriti trascinati dalla gigantesca alluvione che ha colpito la regione himalayana tra Nepal e Cina potrebbero avere formato dighe naturali e provocare una seconda ondata catastrofica in caso di cedimento. Lo ha avvertito l'International Centre for Integrated Mountain Development (Icimod). Scienziati e autorita' stanno verificando se la massa di ghiaccio, rocce e fango abbia ostruito temporaneamente il fiume in un tratto particolarmente stretto. L'improvvisa liberazione dell'acqua accumulata potrebbe generare "un pericolo secondario" per le comunita' situate piu' a valle. Le cause della catastrofe restano sotto esame. Sebbene i rilevamenti sismici abbiano registrato segnali anomali a pochi chilometri dal punto in cui si e' verificata la valanga, secondo l'Icimod "non e' stato finora stabilito alcun legame causale tra l'attivita' sismica e l'alluvione".
Dalai Lama prega per vittime alluvioni
Il Dalai Lama ha espresso preghiere e cordoglio per le vittime delle devastanti alluvioni che hanno colpito Nepal e Tibet. "Prego per tutti coloro che hanno perso la vita e offro la mia solidarieta' e le piu' sentite condoglianze alle famiglie in lutto e a tutte le persone colpite da questa tragedia", ha affermato la guida spirituale buddhista in una nota.
Pechino avvia operazioni soccorso su larga scala
La Cina ha attivato la risposta d'emergenza dopo le violente inondazioni che hanno colpito le aree al confine con il Nepal. Le forze armate cinesi hanno annunciato l'avvio di "operazioni di soccorso su vasta scala" dopo che alluvioni improvvise e frane hanno provocato "gravi perdite umane" al valico di frontiera di Gyirong, in Tibet. Secondo l'emittente statale Cctv, almeno tre persone sono morte nella contea di Gyirong. Pechino ha attivato il livello II della risposta d'emergenza, il secondo più alto previsto dal sistema nazionale. Il presidente Xi Jinping ha ordinato di compiere "ogni sforzo possibile" nelle operazioni di ricerca e soccorso. Le autorità hanno predisposto circa 30mila forniture di emergenza, tra cui tende, stufe, vestiti, coperte e letti pieghevoli, e stanziato 120 milioni di yuan, circa 14 milioni di euro, per gli interventi di ricostruzione e ripristino dopo il disastro.
Us Geological Survey: "Collasso di un ghiacciaio la causa delle catastrofiche inondazioni"
E' stato il collasso di un ghiacciaio la causa dell'attività sismica e delle devastanti inondazioni in Nepal e in Tibet, che hanno causato 160 morti e centinaia di dispersi. Secondo quanto riportato giovedì dall'US Geological Survey, un'agenzia scientifica del governo Usa che studia i rischi ambientali della Terra, il crollo di un ghiacciaio ha causato attività sismica e impatti "catastrofici" a valle in Nepal e Tibet. L'agenzia ha precisato che l'attività sismica inizialmente segnalata come terremoto "era in realtà un crollo glaciale e una colata detritica" che "hanno provocato conseguenti impatti catastrofici a valle".
Disperso gruppo di 47 persone, fra loro due bambini
Quarantasette persone di un gruppo, tra cui due bambini, risultano disperse in Nepal a seguito delle devastanti inondazioni al confine con il Tibet. Lo ha riferito all'Afp la loro agenzia di viaggi. Il gruppo comprendeva 15 australiani, 10 canadesi, 9 nepalesi, 8 americani, 2 britannici, 2 di Singapore e un cittadino con doppia cittadinanza russa e americana, ha dichiarato Sanket Pandey, direttore generale di Himalayan Glacier.
Kathmandu: recuperati 165 corpi dopo alluvione, 826 persone ancora irrintracciabili
Sono 165 i corpi recuperati dalle autorità nepalesi dopo le devastanti alluvioni provocate dalle forti piogge nel distretto di Rasuwa e nelle aree circostanti. Lo ha riferito il National Emergency Operation Centre del ministero dell'Interno, citato da Nepal News. Le vittime sono state recuperate in diversi distretti a valle: 65 a Chitwan, 27 a Dhading, 26 a Nawalparasi (Bardaghat Susta Purba), 20 a Gorkha, 12 a Nuwakot, nove a Tanahun, cinque a Nawalparasi (Bardaghat Susta Paschim) e due a Rasuwa. Proseguono intanto le operazioni di ricerca per 826 persone ancora irrintracciabili. Tra loro figurano 85 membri delle forze di sicurezza: 44 dell'esercito nepalese, 28 della polizia e 13 della Armed Police Force. Sono inoltre 162 i residenti di Rasuwa e Nuwakot ancora irreperibili. Particolarmente elevato il numero dei turisti di cui si sono perse le tracce: sono 579, di cui 466 stranieri e 113 nepalesi, secondo i dati del ministero dell'Interno riportati da Nepal News. Finora i soccorritori hanno tratto in salvo 104 persone, principalmente nelle aree di Rasuwa, Nuwakot e Dhading. Le squadre di ricerca hanno ripreso le operazioni nelle prime ore di questa mattina.
Usa stanziano 500.000 dollari in aiuti per il Nepal
Gli Stati Uniti stanziano 500.000 dollari in aiuti per l'emergenza in Nepal. "Forniremo 500.000 dollari in aiuti tramite l'accordo globale con Catholic Relief Services, sostenendo la fornitura di rifugi di emergenza, beni di prima necessità e servizi idrici, igienico-sanitari alle comunità colpite dalle inondazioni", si legge in una nota del Dipartimento di Stato. L'amministrazione Trump ha destinato gli aiuti a "alloggi di emergenza, beni di prima necessità e assistenza per l'acqua, i servizi igienico-sanitari e l'igiene delle comunità colpite" tramite l'organizzazione Catholic Relief Services (CRS), ha dichiarato il Dipartimento di Stato. La devastante alluvione ha colpito il distretto di Rasuwa, al confine con il Tibet, causando almeno 160 morti e centinaia di dispersi.
Cina: "558 persone irreperibili dopo alluvione Tibet-Nepal, 260 stranieri"
Le autorità cinesi hanno riferito che 260 delle 558 persone ancora disperse dopo una frana al confine tra Nepal e Tibet sono cittadini stranieri, secondo quanto riportato dalla Cctv. Le statistiche preliminari mostrano che, a stamattina, "558 persone risultavano ancora disperse, tra cui 260 cittadini stranieri", ha riferito la Cctv, citando funzionari locali intervenuti durante un briefing in Tibet. Il Nepal ha riferito che 468 turisti e viaggiatori, tra cui 393 stranieri, risultavano ancora irreperibili. "Circa 468 turisti e viaggiatori sono irreperibili, tra cui 75 nepalesi", ha dichiarato ad Afp Suraj Ghimire, portavoce del Dipartimento del Turismo. I due bilanci sono riferiti separatamente dalle autorità nepalesi e cinesi e non è al momento possibile stabilire se siano distinti o se alcune persone siano conteggiate in entrambi.
Usgs: "Alluvione in Nepal causata dal crollo di un ghiacciaio"
Le devastanti inondazioni che hanno causato almeno 160 morti e centinaia di dispersi tra Nepal e Tibet sono state causate dal crollo di un ghiacciaio. Lo ha annunciato ufficialmente l'Istituto geologico statunitense secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 "è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle".