Alluvione in Nepal, centinaia di morti e dispersi: “Onde alte sei metri”. FOTO
Colpiti i distretti di Nuwakot e Dhading. Secondo il Cnr sono state le conseguenze di un terremoto in alta montagna al confine tra Nepal e Tibet a provocare l'alluvione-lampo. Due italiani coinvolti, Tajani: "Sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno"
L’ALLUVIONE IN NEPAL
- I distretti di Nuwakot e Rasuwa in Nepal sono stati colpiti da una piena improvvisa del fiume Bhote Koshi: l'alluvione ha avuto origine dal lato cinese, provocando ingenti danni e la morte di almeno 100 persone, secondo un bilancio provvisorio della polizia nepalese. Tra gli irreperibili ci sono diversi membri della polizia nepalese e della Armed Police Force nella località di Timure, decine di lavoratori legati al progetto idroelettrico Langtang Khola e anche dipendenti dell'ufficio doganale di Timure.
FRANA A SHIGATSE
- Una frana nella contea di Gyirong, nella città di Shigatse in Tibet sul lato nepalese, ha causato "gravi perdite" e persone disperse. Le autorità cinesi hanno riferito per ora di tre morti e 265 dispersi. Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto di fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse, trasferire e sistemare gli abitanti minacciati dall'evento e accelerare le cure ai feriti, con l'obiettivo di ridurre al minimo le vittime.
LE OPERAZIONI DI SOCCORSO
- Su disposizione di Xi e Li, il vicepremier Zhang Guoqing si è recato sul posto con i responsabili dei dipartimenti interessati per guidare le operazioni di soccorso e gestione dell'emergenza. Le autorità del Tibet hanno mobilitato forze per le attività di ricerca e soccorso sul luogo del disastro.
LE VERIFICHE SULLE PERSONE IRREPERIBILI
- Secondo l'ultimo aggiornamento dell'Ente del Turismo del Nepal, risultano ancora irreperibili 579 persone, tra cui 113 nepalesi e 466 stranieri provenienti da 28 Paesi diversi. Il dato è preliminare e soggetto a verifica. Tra gli stranieri, secondo il precedente aggiornamento riportato dalla Bbc, risultavano 133 indiani, 47 statunitensi e 33 britannici.
LA RICHIESTA DEL NEPAL TOURISM BOARD
- Il Nepal Tourism Board ha invitato i viaggiatori e le loro famiglie a non trarre conclusioni prima del completamento degli accertamenti. Ai turisti presenti nelle aree colpite è stato inoltre chiesto di mantenere la calma, informarsi e seguire le indicazioni ufficiali di sicurezza.
I SOCCORSI IN TIBET
- Almeno 574 soccorritori sono stati mobilitati dalle autorità cinesi, ma le operazioni sono rese particolarmente difficili dalle condizioni del terreno. Per raggiungere la zona sono necessarie almeno quattro ore, mentre i percorsi di accesso sono ostruiti da uno strato di sedimenti profondo circa un metro e mezzo.
I TURISTI IRREPERIBILI
- Secondo l'ultimo aggiornamento dell'Ente del Turismo del Nepal, risultano ancora irreperibili 579 persone, tra cui 113 nepalesi e 466 stranieri provenienti da 28 Paesi diversi. L'elenco è preliminare e soggetto a verifica. Tra gli stranieri, secondo il precedente aggiornamento riportato dalla Bbc, risultavano 133 indiani, 47 statunitensi e 33 britannici.
LE VERIFICHE DEL MINISTERO
- La Farnesina è ancora al lavoro: l'Unità di Crisi è in raccordo con il Consolato Generale d'Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e l'Ambasciata d'Italia a Pechino per verificare l'eventuale coinvolgimento di cittadini italiani e assicurare, ove necessario, assistenza ai connazionali presenti nell'area. Due turisti con la loro guida sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha bloccato una strada, sono in contatto con il Ministero.
“I DUE ITALIANI IN BUONE CONDIZIONI”
- "I due italiani che risultano coinvolti sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno, non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti”, ha fatto sapere il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
I NUMERI EMERGENZA DELLA FARNESINA
- Per emergenze, è possibile contattare l'Unità di Crisi della Farnesina al numero +390636225, il Consolato Generale d'Italia a Calcutta al numero +91 33 2479 2426 e, per la Cina, l'Ambasciata d'Italia a Pechino al numero di emergenza +86 139 0103 2957.
LE CAUSE DELL’ALLUVIONE
- L'origine della tragedia è ancora da accertare. Secondo il ministro degli Esteri nepalese Shishir Khanal e una prima valutazione di scienziati nepalesi e cinesi, una frana o una valanga di ghiaccio potrebbe aver ostruito il fiume Lhende, forse innescata dal terremoto di magnitudo 4.4 registrato dall'US Geological Survey alle 8.37 ora locale in territorio tibetano.
CHE COSA È SUCCESSO
- La massa di detriti che si è formata potrebbe aver travolto inizialmente i centri abitati lungo il fiume Bhote Koshi, fino ai villaggi presenti a 500 metri di altitudine. La frana, riversandosi sul corso d'acqua, avrebbe causato la formazione di colate di fango che hanno abbattuto un ponte e invaso i villaggi via via più abitati scendendo di quota.
LE LOCALITÀ PIÙ COLPITE
- La piena del fiume Bhotekoshi ha colpito duramente le località di Timure e Syapru Besi, nel distretto di Rasuwa, prima di proseguire verso valle e interessare anche i distretti di Nuwakot e Dhading.
L’ALLERTA DELLE AUTORITÀ
- Le autorità hanno intanto invitato la popolazione che vive lungo i fiumi Bhote Koshi e Trishuli ad allontanarsi dalle rive e a raggiungere luoghi sicuri, a causa della minaccia rappresentata dalle acque trattenute lungo i corsi d'acqua.
“ONDE ALTE SEI METRI”
- Un pilota di elicottero che ha assistito dall'alto alla devastante alluvione ha stimato che le onde fossero "alte dai cinque ai sei metri". "Circa cinque minuti prima dell'atterraggio, abbiamo visto della polvere sollevarsi dal fiume", ha raccontato Aman Budathoki alla Cnn. "In un primo momento sembrava una frana. Abbiamo persino ipotizzato che fosse l'esercito che usava esplosivi per costruire strade". Ma in pochi secondi, il pilota ha visto acque scure con "detriti che precipitavano e si mescolavano all'acqua".
UE: “UN PENSIERO A PERSONE COLPITE”
- "Inondazioni devastanti hanno colpito alcune comunità in Nepal e in Cina. Il mio pensiero va a tutte le persone colpite, in particolare alle famiglie che hanno perso i propri cari o che sono ancora in attesa di notizie. Il nostro pensiero va anche ai coraggiosi soccorritori. È stato attivato il programma Copernicus per aiutare a mappare le aree colpite in Nepal e sostenere gli interventi sul campo”, ha scritto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
In foto, una donna anziana portata in salvo dall'alluvione dai soccorritori
Un'immagine del passaggio dell'acque alluvionali a Trishuli Bazar, nel distretto di Nuwakot in Nepal.
Una foto dei soccorritori a Trishuli Bazar, nel distretto di Nuwakot