Petrolio, microchip, Boeing: tra Usa e Cina c'è stato terreno comune su alcuni fronti. Ma su altri, come quello dei dazi, la situazione pare ancora "in alto mare". Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 15 maggio
L'INCONTRO FRA TRUMP E XI
- Nei giorni scorsi si è tenuto a Pechino il summit tra il presidente americano Donald Trump e l'omologo cinese Xi Jinping. Sul piatto, oltre alla questione iraniana con la riapertura di Hormuz, anche la vendita di petrolio americano al Dragone e un'intesa sulla vendita di microchip. Ma alcuni temi particolarmente delicati, a quanto emerso, non sono stati affrontati.
IL NODO DEI DAZI
- La questione economicamente più spinosa che rimane ancora insoluta dopo l'incontro fra Trump e Xi è quella dei dazi. "Con il presidente cinese non abbiamo parlato di dazi. Stanno pagando dazi piuttosto elevati, ma non ne abbiamo parlato", ha fatto sapere il tycoon ai giornalisti dopo il summit in Cina. Vediamo come si è evoluto nel tempo il rapporto Usa-Cina sul fronte delle tariffe.
LA GUERRA DEI DAZI TRA USA E CINA
- Nel primo trimestre 2025 gli Stati Uniti hanno inasprito dazi "generalizzati" sui beni cinesi (con aliquote di base attorno al 10% più extra settoriali), mentre la Cina ha risposto con controdazi su prodotti americani (energia, auto, agricolo e tech). Ad aprile 2025 l’escalation, con dazi americani sopra il 100% e controdazi cinesi fino al 125%. Poi una tregua di 90 giorni e il ritorno a livelli "normali". Ma la guerra commerciale non è chiusa: è diventata una competizione permanente.
LA RIAPERTURA DI HORMUZ
- Xi ha espresso disponibilità a collaborare diplomaticamente con gli Usa per favorire una soluzione pacifica con l'Iran e contribuire a riaprire o comunque stabilizzare Hormuz. Entrambi i presidenti hanno concordato che lo Stretto deve restare aperto per il traffico globale di petrolio.
PIÙ PETROLIO USA ALLA CINA
- Secondo la Casa Bianca, Xi avrebbe manifestato l'intenzione di aumentare gli acquisti di petrolio dagli Stati Uniti, sia per compensare eventuali interruzioni delle forniture sia per diminuire la dipendenza della Cina dalle importazioni dal Medio Oriente. Pechino non importa petrolio dagli Usa dal mese di maggio 2025 per via dei dazi al 20% imposti durante la guerra commerciale
IL PETROLIO FA GOLA AGLI USA
- La possibile ripresa delle esportazioni di petrolio Usa alla Cina fa decisamente gola a Washington, dato che nell'ultimo mese ha aumentato la produzione di greggio di 3,8 milioni di barili al giorno rispetto allo stesso periodo del 2025. Numeri imparagonabili a quelli di Canada, Venezuela, Norvegia e Brasile.
LA VENDITA DI 200 BOEING
- Uno dei primi accordi stabiliti tra Cina e Usa durante il summit riguarda i Boeing. Il tycoon ha infatti annunciato la volontà di Pechino di comprare 200 aerei della compagnia aeronautica, prima commessa di jet commerciali di fabbricazione Usa da quasi un decennio. Un numero inferiore ai 600 stimati dagli analisti: in Borsa i titoli del gruppo di Seattle hanno quindi avuto un tonfo iniziale del 5%.
LA VENDITA DEI CHIP H200
- È andata meglio a Nvidia (+4%), in scia alle indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti avrebbero approvato la vendita del potente H200 alle aziende cinesi: è un processore per l'intelligenza artificiale di fascia alta, più avanzato dell'H20 disegnato apposta per il Dragone in risposta alle restrizioni Usa all'export.