Dazi Trump, nuova bocciatura dei giudici Usa. Cosa succederà e in che posizione è l’Ue
Parte delle tariffe volute dal presidente sono state dichiarate "illegali" dalla Corte per il commercio, come già fatto dalla Corte Suprema. E adesso chi dovrebbe ricevere i rimborsi per quanto pagato? Solo le imprese o anche i cittadini? Intanto rimane aperto il contenzioso con l'Europa, con il tycoon che minaccia di alzare i dazi fino al 25% se l'accordo raggiunto lo scorso anno non diventasse operativo entro luglio. Anche di questo si è parlato nella puntata dell'8 maggio di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
I DAZI DI TRUMP DICHIARATI DI NUOVO "ILLEGALI" DAI GIUDICI USA
- I dazi globali del 10% imposti da Donald Trump a febbraio sono illegali, ha stabilito la Corte per il commercio Usa: è la seconda bocciatura del sistema giudiziario Usa alle tariffe doganali del tycoon. Cosa potrebbe succedere adesso? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, dell’8 maggio.
LE BOCCIATURE DEI DAZI
- Il 22 febbraio la Corte Suprema aveva già bocciato buona parte dei dazi imposti da Trump, perché erano stati decisi facendo riferimento a una base normativa che non consentiva di imporli. Il giorno dopo, il tycoon aveva risposto introducendone altri, questa volta con una nuova base normativa. Poi, il 7 maggio, la Corte federale che si occupa di commercio li ha bocciati nuovamente (decisione contro cui Trump può presentare appello).
I DAZI INCASSATI DAGLI USA
- Di che cifre stiamo parlando? I dazi bocciati a febbraio dalla Corte Suprema, oggetto della nuova stroncatura dei giudici federali, avevano già fatto incassare agli Usa 133 miliardi di dollari.
PARTITE LE PROCEDURE DI RIMBORSO
- Intanto, ad aprile, si è aperta la possibilità di chiedere il rimborso delle tariffe già pagate e poi giudicate illegittime dalla Corte Suprema (possibilità che invece non scatta sulla base delle decisioni della Corte federale). Le imprese possono fare ricorso su un portale web dedicato.
CHI PAGA I DAZI?
- Il 90% dei dazi imposti e poi considerati illegali sono stati pagati dalle imprese e dai consumatori statunitensi, mentre solo il 10% è rimasto effettivamente a carico dei produttori stranieri.
A CHI VANNO I RIMBORSI?
- Adesso che parte dell’incasso andrà restituito, non è facile capire come l'importo potrà essere diviso tra il mondo aziendale e i cittadini.
L’ACCORDO COMMERCIALE E IL CONTENZIOSO CON L’UE
- Quello che è certo è che Trump non è intenzionato a indietreggiare. Con l’Europa il contenzioso è ancora aperto. Nel luglio dello scorso era stato trovato un accordo, che è stato approvato dal Parlamento solamente nel mese di marzo, ma non è ancora in vigore. Il presidente Usa minaccia di aggiungere nuovi dazi - a livelli ben più elevati del 15% previsto - se l’intesa non sarà ufficialmente operativa entro il prossimo 4 luglio. L'ok dovrebbe arrivare il 19 maggio.
LE PROMESSE DELL'UE AGLI USA
- Nell’ambito dell’accordo, l’Ue ha preso degli impegni che in realtà non si sa se potranno essere davvero rispettati. Tra questi ci sarebbe un piano di investimenti negli Usa da 600 miliardi di dollari e l’acquisto di 750 miliardi di dollari in energia, ma non è sicuro che Washington abbia una disponibilità così grande per l’esportazione.
I DAZI SULLE AUTO EUROPEE
- Se Bruxelles non rispettasse l'accordo, Trump promette di colpire il settore dell'automotive: le tariffe applicate su automobili e autocarri in ingresso negli Usa passerebbero dal 15% al 25%. Il presidente della Commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, Bernd Lange, ha definito la minaccia "inaccettabile", aggiungendo che "questo dimostra una chiara inaffidabilità" da parte di Washington.
LE AUTO EUROPEE VENDUTE NEGLI USA
- Sul totale delle auto europee vendute fuori dai confini Ue, il mercato statunitense vale il 22%.