Made in Italy, tra dazi e lo scontro Trump-Meloni: il futuro dell'export negli Usa
EconomiaIntroduzione
La recente rottura dell’idillio tra la premier Giorgia Meloni e il presidente Usa Donald Trump preoccupa anche al di là della sfera politica. Con il futuro incerto della guerra in Medio Oriente, il rialzo dei prezzi energetici e le stime negative per l’inflazione e per la crescita italiana, uno strappo tra Roma e Washington potrebbe significare un grattacapo in più da gestire a Palazzo Chigi, soprattutto contando la volubilità del capo della Casa Bianca e la sua tendenza a punire gli altri Paesi con i dazi. Il Made in Italy riuscirà a superare anche questa crisi?
Quello che devi sapere
Nel 2025 l’export italiano verso gli Usa è cresciuto
Guardando ai dati delle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti, sembrerebbe a primo impatto che i dazi applicati da Donald Trump nei confronti di tutti i prodotti in arrivo dall’Unione europea, e quindi anche quelli dall’Italia, non abbiano avuto un grande impatto. Lo scorso anno, dati Istat alla mano, l’export diretto negli Usa è cresciuto del 7,2%. Al contrario, Francia, Germania e Spagna hanno registrato cali delle esportazioni. Anche a livello globale il saldo italiano per il 2025 è positivo, assestandosi a +3,3%.
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A trainare l’aumento è il settore farmaceutico, a +54%
Se si scende nel dettaglio delle voci che compongono il totale dell’export italiano, il quadro sembra però meno roseo di quanto appare a primo impatto, come fa notare l’ultima analisi dell’Area Studi e ricerche della CNA, dal titolo L’export italiano negli Usa tra farmaci e dazi. Il paradosso di una crescita solo sulla carta. L’incremento di volume nelle esportazioni è infatti quasi totalmente dovuto a un comparto specifico. È grazie alla farmaceutica se i numeri risultano così positivi: lo scorso anno è cresciuta del 54% verso gli Stati Uniti, ammontando a poco meno del 23% di tutte le esportazioni italiane nel Paese. Il giro d’affari, in cifre, è stato di 15,7 miliardi di euro.
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Per gli altri comparti del Made in Italy l’export è calato del 3,7%
Al netto del farmaceutico, spiega la CNA, “le vendite sul mercato americano accusano una contrazione dell’1,7% (pari a 863 milioni) e le produzioni tipiche del Made in Italy registrano un calo del 3,7% (-1,3 miliardi di euro)”.
Male alimenti, ceramiche e piastrelle
Scendendo nel dettaglio, le vendite verso gli States di uno dei fiori all’occhiello della produzione italiana, cioè gli alimenti, sono andate a -4,5%, per 348 milioni di euro in meno. In negativo anche l’industria dei minerali non metalliferi (quella di ceramiche e piastrelle), che ha chiuso il 2025 a -1,9%, cioè 31 milioni di euro in meno.
In negativo anche auto, meccanica e mobili
E ancora, si segnalano numeri negativi anche per i prodotti in metallo (-7,9%, 249 milioni di euro in meno), per la meccanica (-3,4%, 435 milioni in meno), per il comparto auto (-18,5%, 655 milioni di euro in meno) e per i mobili (-8,2%, 131 milioni di euro in meno).
Regge il settore della moda
Nota di merito invece per il settore della moda in senso ampio, quindi comprendendo tessile, abbigliamento e pelletteria. Le esportazioni negli Usa hanno raggiunto il valore di 5,7 miliardi di euro, in crescita di 133 milioni di euro sul 2024, al +2,4%.
La corsa all’import pre-dazi
Un altro elemento da tenere in conto per spiegare quel +7,2% del totale delle esportazioni italiane negli Usa, come ricordato anche dal presidente dell’Unc (Unione nazionale consumatori) Massimo Dona, è che, prima che scattassero i dazi, "gli importatori americani avevano fatto scorte di prodotti italiani".
Cresce l’export Usa in Italia
C’è poi da dire che gli Stati Uniti, al contrario, hanno visto migliorare di molto la performance del proprio export verso l'Italia. Soltanto nel mese di dicembre 2025, le importazioni dell'Italia dagli Usa sono aumentate del 61,1% sul 2024 e del 35,9% nella media dell'anno, mentre le nostre calavano dello 0,4% su base mensile.
La rottura tra Trump e Meloni
Tutte queste sono cifre precedenti al naufragare delle relazioni personali da Trump e Meloni. A lungo vicini, – il tycoon la definiva “un’amica” e parlava di una “very special relationship” – i due si sono allontanati negli ultimi mesi. Prima c’è stato l’attacco americano all’Iran, con Roma che ha negato agli Usa di utilizzare le proprie basi militari su territorio italiano nell’ambito del conflitto. Poi sono arrivate le parole di Trump contro Papa Leone XIV (“un leader debole e pessimo”, per i suoi ripetuti appelli alla pace), che hanno fatto scattare la difesa di Meloni, per cui le dichiarazioni di Trump sul Pontefice “sono inaccettabili”. Il presidente Usa ha quindi risposto alla diretta interessata. “Piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio. Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”, ha detto al Corriere della Sera, in riferimento al fatto che l’Italia non è voluta intervenire nello Stretto di Hormuz. Resta da vedere cosa succederà in futuro, ma la tenuta dell’export italiano potrebbe essere più complicata del previsto.
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