Guerra Iran USA, Teheran a Usa: "Negoziamo su nucleare dopo riapertura Hormuz". LIVE
La nuova proposta di Teheran, presentata agli Stati Uniti tramite mediatori pakistani, mira a sbloccare la situazione di stallo nei negoziati tra i due Paesi. Vacilla la rinnovata tregua in Libano, con un'escalation degli attacchi reciproci tra l'Idf ed Hezbollah, la milizia filo-iraniana. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è a San Pietroburgo per incontrare e discutere con il presidente russo Vladimir Putin
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L'Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l'avvio di colloqui sul programma nucleare di Teheran in una fase successiva, dopo l'apertura dello stretto e la revoca del blocco. Lo riporta Axios. La proposta "si concentra sulla risoluzione della crisi relativa allo Stretto e al blocco statunitense".
Nel frattempo, vacilla la rinnovata tregua in Libano, con un'escalation degli attacchi reciproci tra l'Idf ed Hezbollah, la milizia filo-iraniana. È di 14 morti, tra cui due bambini e due donne, il bilancio dei raid aerei israeliani condotti nel sud del Libano ieri. Lo rende noto il ministero della Salute spiegando che nei raid sono anche state ferite 37 persone tra cui tre donne.
"Penso che la guerra con l'Iran finirà molto presto e saremo vittoriosi", ha detto Trump a Fox News, auspicando che Teheran sia "smart". Ma il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto a Shehbaz Sharif, premier del Pakistan (Paese mediatore insieme all'Oman), che Teheran non entrerà in "negoziati imposti" sotto minacce e che gli Stati Uniti dovrebbero rimuovere gli ostacoli prima che i negoziatori possano iniziare a gettare le basi per un accordo. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è a San Pietroburgo per incontrare e discutere con il presidente russo Vladimir Putin. Dalla Russia, Araghchi ha puntato il dito contro le "richieste eccessive" degli Usa in riferimento al flop dei colloqui in Pakistan.
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Libano, Idf: "Distrutto complesso sotterraneo di Hezbollah"
Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane ha annunciato che la Brigata Golani ha distrutto negli ultimi giorni oltre 50 infrastrutture terroristiche di Hezbollah a sud della Linea Gialla in Libano. Durante l'operazione, è stato distrutto un complesso sotterraneo utilizzato dall'organizzazione terroristica per attaccare soldati e civili. Inoltre, le forze hanno rinvenuto esplosivi, armi, granate, razzi e altro equipaggiamento bellico all'interno di una stanza per bambini. È stato anche riferito che ieri un drone esplosivo lanciato contro le forze è stato intercettato.
Ue, Tajani: ''Penso a un nuovo Pnrr'' per la crisi energetica
''Penso a un nuovo Pnrr'' per la crisi energetica. Lo ha detto il vicepremier, Antonio Tajani, nel suo intervento finale venerdì sera alla festa per i 50 anni del Ppe. ''L'Europa deve avere il coraggio di fare un passo in avanti. Basta con il voto all'unanimità su ogni questione. C'è un uso smisurato di questo voto all'unanimità che blocca le decisioni politiche più importanti'', ha detto ancora.
Imec, l'Inviato speciale Amb. Talò al Forum Economico di Delphi
L'Ambasciatore Francesco Talò, Inviato Speciale italiano per il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (Imec), il 23-24 aprile ha avuto incontri ad Atene e ha partecipato al Delphi Economic Forum. Nel corso della missione, Talò ha avuto incontri ad Atene con il vice ministro degli Esteri Haris Theocharis e la vice ministra Alexandra Papadopoulou. A margine del Forum, dove è intervenuto a due sessioni dedicate alla sicurezza nell'arco tra Balcani e Caucaso e all'iniziativa Imec, ha inoltre incontrato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Christos Dimas, oltre a interlocutori internazionali e del mondo accademico. "La mia partecipazione al Delphi Economic Forum mi ha permesso di constatare il forte interesse internazionale per l'IMEC. Ancora di più con la nuova guerra nel Golfo rafforzare e diversificare le connessioni commerciali, energetiche e digitali tra India ed Europa, attraverso il Medio Oriente, è uno strumento per sostenere la crescita economica e aumentare la resilienza. Il progetto, di cui l'Italia è membro fondatore, è aperto e inclusivo e mira a creare sinergie nell'interesse comune. Per questo da parte italiana c'è apertura rispetto al forte interesse greco ad essere coinvolti nel progetto. Vi sono infatti opportunità di cooperazione che i contatti avviati in questi giorni contribuiranno a sviluppare. L'Imec può inoltre contribuire alla stabilizzazione del Medio Oriente", ha dichiarato Talò, "e ad alimentare il Mediterraneo in un contesto strategico che deve assicurare al nostro mare un futuro cruciale nel contesto globale". Il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (Imec) è un progetto volto a rafforzare le connessioni commerciali, digitali ed energetiche lungo un asse geografico che si prevede sperimenterà uno sviluppo straordinario nel medio-lungo periodo. Oltre all'Italia, i firmatari del Memorandum d'Intesa del 2023 sono India, Emirati Arabi Uniti, Regno dell'Arabia Saudita, Francia, Germania, Commissione Europea e Stati Uniti d'America. Il 17 marzo il Ministro Tajani ha presieduto a Trieste la più importante conferenza internazionale finora dedicata a questo progetto e l'interesse con cui la Grecia guarda all'iniziativa IMEC è stato confermato dalla partecipazione dell'inviato speciale appositamente nominato da Atene per questo progetto.
Guardian: "Attacchi Idf e restrizioni, a Gaza poca acqua e malattie"
A metà aprile, le forze israeliane a Gaza hanno ucciso un tecnico idraulico e due autisti che trasportavano acqua alle famiglie sfollate per quattro giorni, aggravando la grave carenza di acqua potabile che sta alimentando la diffusione di malattie prevenibili. Lo scrive il Guardian. Le restrizioni israeliane sull'importazione di sapone, detersivo e altri prodotti per l'igiene a Gaza hanno inoltre fatto lievitare i prezzi, rendendo ancora più difficile mantenere l'igiene ed evitare le infezioni nei rifugi e negli accampamenti di tende sovraffollati. In oltre due anni e mezzo di guerra, gli attacchi israeliani hanno distrutto gran parte delle infrastrutture civili di Gaza, comprese le reti che fornivano acqua potabile e si occupavano della rimozione e del trattamento delle acque reflue. Hanno anche ripetutamente ucciso civili palestinesi che cercavano di mantenerle o ripristinarle. L'attacco più recente è stato quello al pozzo di al-Zein, nel nord di Gaza, lunedì scorso, mentre i tecnici idraulici stavano lavorando all'interno. L'attacco ha causato un morto, quattro feriti e ingenti danni strutturali a "una fonte idrica fondamentale per la popolazione circostante", secondo un rapporto sull'incidente visionato dal Guardian. Il documento avvertiva che l'interruzione dell'approvvigionamento idrico avrebbe colpito migliaia di persone. Le Nazioni Unite hanno riconosciuto l'accesso all'acqua potabile come un diritto fondamentale, stabilendo uno standard di 50-100 litri al giorno a persona, salvo in situazioni di emergenza. In tutta Gaza, la fornitura media giornaliera è di soli 7 litri di acqua potabile e 16 litri di acqua per uso domestico, secondo l'Unicef, e molte persone non hanno accesso nemmeno ai 6 litri minimi giornalieri di acqua potabile. All'inizio di questo mese, le schegge di un raid aereo israeliano hanno danneggiato la linea elettrica dell'impianto di desalinizzazione di Deir al-Balah, che fornisce acqua a circa 400.000 persone. La mancanza di pezzi di ricambio ha ritardato le riparazioni di una settimana e, durante quel periodo, l'impianto ha potuto funzionare solo al 20% della sua capacità con i generatori di riserva. Interpellati in merito alla sparatoria contro gli autisti di camion vicino a un punto di rifornimento umanitario, l'Idf ha dichiarato che i soldati che hanno aperto il fuoco avevano "percepito una minaccia", senza fornire ulteriori dettagli. Interpellati in merito all'ingegnere idraulico ucciso presso il pozzo di al-Zein, l'Idf si è rifiutato di commentare.
Petrolio, prezzi in aumento: Brent +2,3%
Prezzi del petrolio in aumento. Un barile di Brent viene scambiato in questi minuti a circa 101,4 dollari (+2,3%). Sotto quota 100 dollari il Wti, che incassa un aumento del 2,14% a 96,4 dollari a barile.
Iran, Araghchi punta il dito contro Usa: "Richieste eccessive"
Nuove accuse agli Stati Uniti arrivano dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Dalla Russia, Araghchi ha puntato il dito contro contro "richieste eccessive" degli Usa in riferimento al flop dei colloqui in Pakistan. Lo riferisce l'iraniana Press Tv dopo le notizie di Axios sulla proposta che sarebbe stata presentata dall'Iran agli Stati Uniti tramite i mediatori del Pakistan.Araghchi, riporta ancora Press Tv, ha ribadito come nei colloqui debbano essere "rispettati" i "diritti degli iraniani". Il capo della diplomazia di Teheran è arrivato in Russia per il faccia a faccia con il leader russo Vladimir Putin.
Iran, ministro Esteri: "Sicurezza Hormuz di importanza globale"
La questione "del transito sicuro nello Stretto di Hormuz è di importanza globale". Lo ha detto dalla Russia il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, dopo aver accusato gli Stati Uniti di "approcci che hanno fatto sì il precedente round di colloqui" in Pakistan "non riuscisse a raggiungere gli obiettivi per le richieste eccessive". Durante la recente visita in Pakistan, come ha riferito ieri l'agenzia iraniana Fars, Araghchi ha presentato un elenco con le "linee rosse" dell'Iran da trasmettere agli Stati Uniti. Ci sono, secondo l'agenzia, "questioni relative al nucleare e allo Stretto di Hormuz". Tuttavia, stando all'agenzia, "lo scambio di messaggi non è collegato ai negoziati tra Usa e Iran", ma l'intento era "chiarire" la situazione nella regione e i punti fermi di Tehean.
Iran, cosa sono le “zanzare” di Teheran e perché minacciano Hormuz
Recenti foto satellitari hanno documentato la presenza nel Golfo Persico delle “zanzare”, una flotta speciale della marina iraniana costituita da centinaia di piccole imbarcazioni che compiono azioni di disturbo sulle navi. Ecco perché, in caso di una ripresa delle ostilità, rischiano di trasformarsi in un incubo per le forze armate Usa.
Iran, cosa sono le “zanzare” di Teheran e perché minacciano Hormuz
Vai al contenutoBorsa: Milano apre poco mossa (+0,05%)
La Borsa di Milano apre poco mossa. Il primo indice Ftse Mib (+0,05%) si attesta a 47.682 punti. Dopo i primi scambi scivola Nexi (-2,8%), sale Leonardo (+1,5%), con la promozione di Moody's, bene anche Avio (+1,1%) e Stm (+0,9%).
Borsa: Tokyo aggiorna record oltre 60.000 punti (+1,38%)
La Borsa di Tokyo conclude la prima seduta della settimana in rialzo, aggiornando il record di sempre trainata ancora una volta dal settore della tecnologia, dopo i massimi del listino Nasdaq oltreoceano, e nonostante lo stallo dei negoziati tra Iran e Stati Uniti. L'indice di riferimento Nikkei segna un progresso dell' 1,38%, a quota 60.537,36, con un guadagno di 821 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna leggermente terreno sul dollaro, a 159,20, mentre è poco variato sull'euro, a un valore di 186,80.
Borse europee: aprono caute dopo proposta Iran
Apertura incerta per le principali Borse europee, con gli investitori che mantengono un atteggiamento prudente alla luce delle novita' nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. L'Iran ha proposto agli Stati Uniti, tramite mediatori pakistani, un piano per riaprire lo Stretto di Hormuz, consolidare il cessate il fuoco e chiudere il conflitto, rinviando a una fase successiva i negoziati sul nucleare. Secondo Axios, i colloqui sul programma nucleare partirebbero solo dopo la revoca del blocco statunitense sullo Stretto. Oggi Donald Trump dovrebbe riunire il team per la sicurezza nazionale nella Situation Room. A Parigi il Cac 40 sale dello 0,12%, a Londra l'Ftse 100 e' piatto, a Francoforte il Dax sale dello 0,15%. Milano apre a -0,01%%. L'indicatore GfK sul clima dei consumatori in Germania e' sceso a -33,3 all'inizio di maggio 2026, rispetto al -28,1 di aprile, toccando il livello piu' basso da febbraio 2023.
Libano, attacco idf con drone nel sud: un morto
Una persona è stata uccisa in seguito a un raid condotto dalle Idf con un drone nel villaggio di al-Qlaila nel sud del Libano, vicino a Tiro. Lo riporta l'emittente al Mayadeen.
Borsa: l'Asia chiude positiva con la proposta dell'Iran agli Usa
Le Borse asiatiche chiudono in rialzo dopo la notizia della proposta di accordo dell'Iran agli Stati Uniti che prevede anche la riapertura dello stretto di Hormuz. Tra gli investitori c'è grande attenzione sull'evoluzione delle tensioni in Medio Oriente mentre si aspettano le mosse delle banche centrali sul fronte dei tassi d'interesse. Verso un avvio positivo per le Borse europee dove i future sono in rialzo. Sale Tokyo (+1,38%). Sul mercato valutario lo yen è poco variato sul dollaro, a 159,34, così come sull'euro, a un valore di 186,78. A contrattazioni ancora aperte positiva Shanghai (+0,1%), Shenzhen (+0,4%), Seul (+2,1%) e Mumbai (+0,5%). In controtendenza Hong Kong (-0,2%). Giornata scarna di dati macroeconomici. Dalla Germania è in arrivo la fiducia dei consumatori.
Libano, Idf: "Aereo ostile infiltrato scomparso. Sirene in Galilea"
L'esercito israeliano ha riferito che un aereo "ostile" partito dal Libano e' "scomparso", confermando che le sirene di allarme sono state attivate nel nord del Paese. Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) ha fornito un aggiornamento dopo che questa mattina diversi allarmi sono stati attivati in una dozzina di comunita' della Galilea occidentale. La fonte ha riferito che dopo l'attivazione degli allarmi alle 7:40, "si e' perso il contatto con un sospetto bersaglio aereo lanciato dalla direzione del Libano". L'Idf ha aggiunto che alle 8:05 sono stati attivati ulteriori allarmi a causa di una falsa identificazione. In una dichiarazione su Telegram, le forze di difesa israeliane hanno confermato che l'aereo e' "scomparso" e che non sono stati segnalati feriti.
Iran, Araghchi: "In Oman paese amico per coordinarci su Hormuz"
Dalla Russia, il ministro degli Esteri Seyyed Abbas Araghchi ha commentato la sua visita di ieri in Oman. "L'Oman e' un Paese amico e vicino, che ha svolto un ruolo molto positivo in questo conflitto. Era necessario un incontro per consolidare le relazioni con i nostri vicini, soprattutto nella regione del Golfo Persico, al fine di affrontare insieme le problematiche esistenti", ha dichiarato Araghchi all'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. "Noi e l'Oman siamo i due Paesi che si affacciano sullo Stretto di Hormuz, ed era quindi fondamentale consultarci a questo proposito. La sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz e' una questione importante e di rilevanza globale, e noi e l'Oman, in quanto Paesi che si affacciano sullo Stretto, dobbiamo collaborare strettamente per tutelare i nostri interessi comuni. In qualsiasi azione intrapresa a questo riguardo, gli interessi dell'Iran e dell'Oman sono direttamente coinvolti", ha sottolineato Araghchi.
Media, "donne australiane legate all'Isis detenute a Damasco"
Un gruppo di quattro donne australiane legate all'Isis hanno lasciato il campo di detenzione di al-Roj in Siria con i loro figli tentando di tornare in Australia, dopo sette anni di detenzione in seguito alla caduta del cosiddetto califfato. Lo riporta il quotidiano The Australian. Le quattro famiglie hanno raggiunto Damasco e si prevede saranno "deportate sotto procedure di sicurezza" entro 72 ore, ha detto un funzionario dell'unità di protezione delle donne delle Forze Democratiche Siriane, Lana Hussein, che gestisce la sicurezza nel campo. E' il loro secondo tentativo di tornare in Australia dopo febbraio, quando come parte di un gruppo di 11 famiglie comprendenti 34 donne cittadine australiane e loro figli, avevano lasciato il campo ma sono state respinte dopo 50 km. Il gruppo è ora detenuto in un'operazione siriano-curda a Damasco dove il loro futuro rimane incerto, dato che la posizione del governo di Canberra è che le famiglie di combattenti Isis non saranno accolte in Australia. Si ritiene che altre sette donne australiane e 14 loro figli siano rimasti nel campo di al-Roj. Le donne australiane sono detenute in campi siriani dopo la caduta dello Stato Islamico e la morte o cattura dei loro padri o mariti combattenti Isis. "Il governo australiano non rimpatrierà persone dalla Siria", ha dichiarato un portavoce del governo stesso. "Queste persone devono sapere che hanno commesso un reato e che se tornano in Australia incontreranno la piena forza della legge", ha aggiunto.
Araghchi arrivato a San Pietroburgo per incontrare Putin
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a San Pietroburgo, dove è' previsto un incontro con il presidente Vladimir Putin, nell'ambito di un nuovo passaggio del suo tour diplomatico legato alla crisi in Medio Oriente, dopo il mancato incontro con gli Stati Uniti a Islamabad. "Il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi è arrivato lunedi' mattina a San Pietroburgo per incontrare e tenere colloqui con il presidente russo Vladimir Putin", hanno riferito diversi media statali iraniani.
Urso: "Rischi da blocco Hormuz, sospendere patto Stabilità per consentire reazione"
"Se dovesse perdurare il blocco della navigazione, le conseguenze potrebbero essere gravi sia sul Pil sia sull’inflazione, che per ora resta contenuta; per questo abbiamo chiesto alla Commissione la sospensione del Patto di stabilità, per consentire agli Stati di reagire in tempi e modi adeguati, innanzitutto sul fronte energetico. Non servono pannicelli caldi, ma interventi radicali". Lo dice, al 'Messaggero', il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Mentre sulla scadenza, in settimana, del taglio delle accise, e sulle conseguenti decisioni che andranno prese su risorse e aiuti anche in sede europea, aggiunge: "Il primo impatto sarà sull’energia, è quella la linea del fronte. Ma siamo consapevoli che occorre agire in modo sistemico, strutturale, per rendere più competitiva la nostra Europa anche sul piano dell’autonomia strategica. Dobbiamo agire insieme in direzione della crescita, con più risorse e meno ostacoli. In sede nazionale, per incentivare consumi e investimenti; in sede europea, liberando le imprese dai “dazi interni” che pesano. Basta discussioni, è il momento delle decisioni".
Axios, proposta Teheran a Usa: "Negoziamo su nucleare dopo riapertura Hormuz"
Una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine della guerra, e negoziati sul controverso programma nucleare iraniano da avviare in una seconda fase, è stata presentata dall'Iran agli Stati Uniti tramite i mediatori del Pakistan. Lo riferisce Axios che cita un funzionario americano e due fonti informate e scrive che nel mezzo dello stallo diplomatico e delle spaccature tra la leadership iraniana sulle eventuali concessioni sul nucleare, la proposta aggirerebbe il nodo per procedere verso un accordo in modo più rapido con l'avvio di trattative sul nucleare dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale. Come parte della 'soluzione' dalla prospettiva iraniana, viene prevista - secondo Axios - una proroga della tregua, che ha fermato le operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran e la 'risposta' di Teheran, o un accordo per la fine definitiva del conflitto. Secondo una fonte, nel fine settimana il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, avrebbe detto ai mediatori di Pakistan, Egitto, Turchia e Qatar che non c'è consenso all'interno della leadership della Repubblica islamica su come affrontare le richieste degli Stati Uniti, che tra l'altro vogliono l'Iran sospenda il programma di arricchimento dell'uranio per almeno dieci anni. Lo staff di Trump, ha riferito una fonte, dovrebbe parlare nelle prossime ore dello stallo nei negoziati e dei possibili prossimi passi. No comment da parte dei potenti militari pakistani e dal ministero degli Esteri di Islamabad. Ad Axios Olivia Wales, portavoce della Casa Bianca, ha risposto che si tratta di "colloqui diplomatici delicati" e che "gli Stati Uniti non negozieranno attraverso la stampa".
Nuova missione della Flotilla, 60 barche partite da Augusta
Le 60 barche a vela della Global Sumud Flotilla prendono il largo, verso Gaza, una alla volta, lentamente, dal porto Xiphonia di Augusta, nel Siracusano. Altre 40 se ne aggiungeranno dalla Grecia e dalla Turchia. In tutto tra volontari, medici, infermieri, educatori, ingegneri e giornalisti, nella missione umanitaria sono coinvolte un migliaio di persone. Gli organizzatori sono consapevoli che anche questa volta il viaggio potrebbe essere interrotto in acque internazionali, come accaduto nel settembre scorso. "Ma non ci fermeremo" spiega Maria Elena Delia, referente nazionale della Global Sumud Flotilla.
Nave Arctic Sunrise di Greenpeace salpa con la Global Sumud Flotilla
Stanno salpando dal porto di Augusta le barche della Global Sumud Flotilla, che saranno accompagnate dalla nave Arctic Sunrise di Greenpeace, impegnata a fornire supporto tecnico e operativo alle oltre 50 imbarcazioni della grande missione umanitaria e pacifica diretta a Gaza per sfidare il blocco illegale di Israele e portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese. "Le navi di Greenpeace sono nate per stare dove il diritto viene violato e dove l'ingiustizia viene normalizzata. - spiega l'associazione - Oggi essere accanto alla Global Sumud Flotilla significa questo: sostenere una missione civile e pacifica che sfida l'assedio di Gaza e afferma una verità elementare, cioè che nessun popolo può essere lasciato senza aiuti, senza protezione, senza futuro", afferma Chiara Campione, direttore esecutiva di Greenpeace Italia. "Non esiste un futuro sostenibile costruito sulla guerra, sulla fame, sull'occupazione e sulla devastazione di una terra.
Media, i sindaci del nord d'Israele chiudono le scuole per paura dei razzi
I sindaci delle città lungo il confine tra Israele e Libano hanno annunciato la chiusura di tutte le scuole a partire da martedì, a seguito dei continui lanci di razzi e droni da parte di Hezbollah contro il nord di Israele. "Nonostante l'annuncio del cessate il fuoco, i fatti sul campo dimostrano che la sicurezza nella zona di confine non è stata ripristinata", hanno affermato. Lo riporta Haaretz.
Centcom, la Marina Usa ha intercettato 38 navi collegate all'Iran
Navi ed elicotteri della Marina statunitense hanno intercettato 38 navi mercantili collegate all'Iran dall'inizio del blocco navale. Lo ha riferito il Comando Centrale degli Stati Uniti in Medio Oriente. Lo riporta Interfax. "La Marina statunitense continua a far rispettare il blocco dei porti iraniani, impedendo alle navi di entrare o uscire. Le forze statunitensi hanno ordinato a 38 navi di invertire la rotta o di tornare in porto", si legge in una nota. In particolare, sabato, un elicottero della Marina statunitense decollato dal cacciatorpediniere lanciamissili USS Pinckney ha intercettato la nave mercantile Sevan, soggetta a sanzioni statunitensi, nel Mar Arabico. Su ordine delle forze armate statunitensi, la nave è stata rimandata in Iran. Inoltre, la scorsa settimana, due petroliere soggette a sanzioni e appartenenti alla "flotta ombra" iraniana, la Majestic X e la Tifani, sono state sequestrate nell'Oceano Indiano dal Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti. "Continueremo le attività di contrasto marittimo a livello globale per smantellare le reti illecite e intercettare le navi soggette a sanzioni che forniscono supporto materiale all'Iran ovunque operino", ha sottolineato il comando.
Israele, due ex premier si uniscono per battere Netanyahu
L'ex primo ministro israeliano Naftali Bennett e il leader dell'opposizione Yair Lapid, che ha ricoperto brevemente la carica di primo ministro nel 2022, si candideranno insieme alle prossime elezioni, come annunciato oggi dai due. "Sono lieto di annunciare che stasera, insieme al mio amico Yair Lapid, compirò l'atto più sionista e patriottico che abbiamo mai intrapreso per il nostro Paese. Stasera uniamo le forze e fondiamo il partito 'Beyahad' ('Insieme') sotto la mia guida, un partito che porterà a una grande vittoria e all'alba di una nuova era per il nostro splendido Paese", ha dichiarato Bennett in conferenza stampa. Bennett (di destra) e Lapid (di centro) formarono un governo di coalizione nel giugno 2021, a cui succedette alla fine del 2022 l'attuale governo guidato da Benyamin Netanyahu. Secondo i sondaggi, Bennett è il favorito per sconfiggere Netanyahu alle elezioni di ottobre. "Bennett è un uomo di destra, ma un uomo di destra onesto, e tra noi c'è fiducia", ha aggiunto Lapid. Bennett ha promesso che, se eletto, nominerà una commissione d'inchiesta nazionale sulle mancanze che hanno portato al massacro del 7 ottobre 2023, cosa che l'attuale governo si rifiuta di fare. Ha anche invitato l'ex ministro Gadi Eizenkot (leader del partito centrista Yashar "Destra") ad unirsi a loro in questa lista congiunta.
Libano, 14 morti negli attacchi israeliani nel sud del Paese
Il ministero libanese della Salute ha annunciato che gli attacchi israeliani nel sud del Paese hanno causato oggi la morte di 14 persone, nonostante la recente proroga del cessate il fuoco. Tra le vittime figurano due donne e due bambini, ha dichiarato il ministero in un comunicato, aggiungendo che altre 37 persone sono rimaste ferite.
Il ministro degli Esteri iraniano a San Pietroburgo per colloqui con Putin
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a San Pietroburgo per incontrare e discutere con il presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta l'agenzia di stampa statale iraniana IRNA su Telegram. L'agenzia di stampa moscovita TASS aveva precedentemente confermato che Putin aveva in programma di incontrare Araghchi.
Iran a Usa, proposta per un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz
L'Iran ha presentato agli Stati Uniti, tramite mediatori pakistani, una nuova proposta per raggiungere un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz in Medio Oriente e porre fine alla guerra, ma i negoziati sul nucleare devono essere rinviati a data da destinarsi. Lo riporta Axios. La proposta "si concentra sulla risoluzione della crisi relativa allo Stretto e al blocco statunitense". "Come parte di questo accordo - spiega Axios - il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero su una fine definitiva della guerra. Secondo la proposta, i negoziati sul nucleare inizierebbero solo in una fase successiva, dopo l'apertura dello stretto e la revoca del blocco". Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe tenere lunedì un incontro sull'Iran con i suoi principali collaboratori per la sicurezza nazionale e la politica estera per "discutere dello stallo nei negoziati e dei possibili prossimi passi".