Gaza, Trump: "L'Italia vuole far parte del Board of Peace". Israele accetta invito

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Trump sfida l'Onu, firmando la fondazione del Board of Peace su Gaza in una cerimonia a Davos con i 20 rappresentanti dei Paesi che hanno aderito, tra i quali Orban e Milei. Muro dell'Ue, col tycoon che ricorda però la disponibilità di Roma. Ritirato invece l'invito a Carney, il premier canadese, dopo il discorso tenuto alla kermesse svizzera di aperta sfida al presidente Usa

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Trump sfida l'Onu, firmando la fondazione del Board of Peace su Gaza  in una cerimonia a Davos con i 20 rappresentanti dei paesi che hanno  aderito, tra i quali Orban e Milei. Muro dell'Ue, col tycoon che ricorda  però la disponibilità di Roma. Ritirato invece l'invito a Carney, il  premier canadese, dopo il discorso tenuto alla kermesse svizzera di  aperta sfida al presidente Usa.

Trump ha dichiarato che l'Italia ha bisogno dell'approvazione del proprio ramo legislativo per aderire all'iniziativa del "Board of Peace" di Gaza, creata per risolvere i conflitti globali, ma che vuole farne parte. 

"Avevamo quasi trenta persone provenienti da Paesi molto importanti – ha detto parlando ai giornalisti sull'Air Force One - ma ci sono alcuni Paesi, come l'Italia, che mi hanno detto di voler firmare. Lei vuole farlo disperatamente, ma credo che debba tornare dal suo ramo legislativo". Nella medesima situazione sarebbe anche la Polonia, secondo quanto riferito dal presidente Usa. Non c’è spazio invece per Mark Carney, il premier canadese, che sarebbe stato escluso dal Board of Peace per Gaza.

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Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump

Il presidente degli Stati Uniti ha coinvolto a vari livelli il Paese in crisi internazionali talvolta già aperte ma anche ‘battezzate’ dallo stesso tycoon. Se in Venezuela gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione militare per catturare il dittatore Nicolas Maduro e adesso si discute del futuro del Paese, la Groenlandia è finita al centro dell’attenzione di Trump che la considera “fondamentale” per la sicurezza a stelle e strisce. Sullo sfondo restano le proteste in Iran, con il regime degli ayatollah che sembra in bilico, ma non solo. Un clima di tensione tale che, secondo il commissario Ue Andrius Kubilius, per l'Europa "adesso è il momento di realizzare" quanto prefissato sulla difesa, "perché, come ha detto di recente il cancelliere Merz, i tempi della pax americana sono finiti".

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Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?

Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata in una puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24.

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Israele-Palestina, da Oslo a Sharm el-Sheikh: i piani di pace negli ultimi decenni

Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell'accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l'impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.

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Iran, internet riprende a funzionare in parti del Paese

Molti utenti in Iran hanno gradualmente ottenuto accesso a internet dopo un blackout della rete durato due settimane. Secondo i dati della società informatica Cloudflare, il traffico dati nazionale per l'accesso ai siti web ha ora raggiunto circa il 30% del livello precedente al blocco. Attraverso i cosiddetti servizi di tunneling, o reti private virtuali (Vpn), alcuni residenti della capitale Teheran sono riusciti nuovamente a inviare messaggi su WhatsApp. 

"A partire da venerdì mattina, è confermata una più ampia disponibilità di app di messaggistica e un maggior numero di tunnel Vpn si sta connettendo dall'Iran", ha scritto sui social l'organizzazione NetBlocks, specializzata in interruzioni di internet. Tuttavia, la rete è pesantemente censurata e la connettività internazionale osservabile rimane bassa. Le app di Meta sono popolari in Iran ma sono generalmente bloccate. Gli iraniani che oggi sono potuti tornare online hanno tuttavia espresso preoccupazione sul fatto che possa trattarsi solo di un allentamento temporaneo. Lo Stato ha giustificato ufficialmente il blocco con motivi di sicurezza. "Per la popolazione, ci sono il problema della sicurezza e quello dell'economia", ha dichiarato mercoledì l'ex generale Ali Akbar Pourjamshidian, presidente di un comitato per la sicurezza nazionale, difendendo il blocco alla televisione di Stato. "E in questa situazione, la sicurezza era più importante per noi". Il presidente della Camera di commercio e industria iraniana ha recentemente avvertito di conseguenze imprevedibili per l'economia. Oltre 400.000 aziende vedono minacciata la propria esistenza, ha dichiarato Gholamhossein Shafei al portale online Asre-Eghtesad: se il blocco di internet dovesse continuare, sarebbe a rischio il sostentamento di circa 9 milioni di dipendenti, ha aggiunto.

Media: Witkoff e Kushner domani in Israele per l'incontro con Netanyahu

Gli inviati del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, arriveranno in Israele domani e dovrebbero incontrare il primo ministro Benyamin Netanyahu. L'incontro dovrebbe riguardare l'apertura del valico di Rafah e l'inizio della ricostruzione di Gaza. Secondo indiscrezioni riferite dai media, Witkoff e Kushner dovrebbero chiedere al primo ministro di aprire il valico prima che Hamas consegni il corpo dell'ultimo ostaggio tenuto a Gaza, assicurando a Israele che gli Stati Uniti garantiranno che verrà fatto ogni sforzo per ritrovarlo.

Gli Usa ritirano l'invito a Carney nel Board of Peace

Donald Trump fa terra bruciata anche con il confinante Canada, storicamente uno dei principali alleati Usa. Il presidente americano ha annunciato su Truth di aver ritirato l'invito al premier di Ottawa Mark Carney per aderire "a quello che sarà il Consiglio di Leader più prestigioso mai assemblato, in qualsiasi epoca", ossia il Board of Peace. Nessuna spiegazione, ma è evidente la vendetta all'indomani del discorso di Carney a Davos, dove ha ricevuto una rara standing ovation dopo aver elogiato i valori democratici e criticato (senza nominarla) l'America di Trump per la sua politica egemonica e autoritaria. La scorsa settimana, l'ufficio di Carney aveva dichiarato che il primo ministro era stato invitato a far parte del Board e che intendeva accettare. Ma Trump, che di quel consiglio si è autonominato presidente a titolo personale, non ha gradito le esternazioni del leader canadese e il giorno dopo, dallo stesso palco, gli ha dato dell'"ingrato", sostenendo che il suo Paese "vive grazie agli Stati Uniti". "Ricordatelo, Mark, la prossima volta che fai le tue dichiarazioni", ha detto in tono minaccioso, dopo che in passato aveva detto di voler far diventare il Canada il 51/mo stato americano. Il premier di Ottawa, che sta aprendo nuovi fronti commerciali anche con la Cina, non si è genuflesso e gli ha risposto per le rime, affermando orgogliosamente che il Canada "non esiste grazie agli Stati Uniti" ma "prospera perché siamo canadesi.

Onu, approvato rinnovo missione inchiesta su repressione proteste Iran

Riunito in Sessione Speciale, il Consiglio Onu Diritti umani ha approvato oggi a Ginevra una risoluzione che proroga di due anni la "Missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti" (fact-finding) sull'Iran. La missione dovrà condurre "un'indagine urgente" sulle denunce di gravi violazioni dei diritti umani,  in relazione alle proteste iniziate il 28 dicembre 2025.  Il testo è stato approvato dai 47 Paesi membri del Consiglio con 25 voti a favore (tra i quali Francia, Italia, Giappone, Svizzera, Regno Unito), 7 contrari (tra cui Cina, Cuba, India e Pakistan) e 14 astensioni.

Wafa, 'Israele nega l'ingresso in Cisgiordania a una delegazione sindacale'

L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che le autorità israeliane hanno impedito l'ingresso a una delegazione internazionale di sindacati dell'istruzione, in rappresentanza di 15 Paesi, al valico del ponte Allenby. La delegazione è stata trattenuta per diverse ore e successivamente respinta. Il gruppo, invitato dal Sindacato generale degli insegnanti palestinesi, avrebbe dovuto partecipare a una serie di iniziative a sostegno dell'istruzione palestinese e a un vertice di solidarietà previsto per sabato a Ramallah. In programma c'era anche una visita alla tomba di Yasser Arafat. 

Manifestanti davanti casa di Netanyahu, ne chiedono le dimissioni

Decine di manifestanti si sono radunati davanti alla residenza del primo ministro israeliano a Gerusalemme chiedendo le sue dimissioni. Durante la protesta sono stati scanditi slogan contro il capo del governo, con riferimenti religiosi e morali, tra cui l'affermazione che 'non esiste immunità nella Torah' e che 'chi fugge dal giudizio testimonia contro se stesso'.

Merz: non posso accettare l'attuale governance del Board of peace per Gaza

"Rispetto al Consiglio di pace personalmente sarei disposto a entrarci se accompagnasse il processo su Gaza anche in una seconda fase, ma in ogni caso le attuali strutture di governance non possiamo accettarle". Lo ha detto il cancelliere Friedrich Merz al vertice intergovernativo Italia-Germania con la premier Giorgia Meloni rispondendo ad una domanda sul Board promosso da Donald Trump, aggiungendo "che siamo pronti a esplorare con gli Usa nuovi format". 

Meloni: ho chiesto a Trump di riaprire la configurazione del Board

Sul Board of Peace per Gaza a Donald Trump "ho detto che per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale per come l'iniziativa è stata configurata, chiedendo anche la disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità non solo dell'Italia ma anche di altri Paesi europei. Noi dobbiamo tentare di fare questo lavoro. La presenza di Paesi come i nostri può fare la differenza. Questa è la nostra posizione, poi si vedrà quali sono i margini per trovare posizioni condivise". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania. 

Merz: board pace non accettabile anche per Costituzione

"Io già qualche settimana fa ho detto al presidente Trump che personalmente sarei disposto a entrare a fare parte del consiglio di pace se è un organismo che accompagna il processo di pace di Gaza ma com'è fatto adesso, anche per la struttura di governance, non possiamo accettarlo per motivi di Costituzione, ma siamo pronti a confrontarci" sulle strutture. Lo ha affermato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, nelle dichiarazioni stampa con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine del vertice intergovernativo Italia-Germania a Villa Pamphilj. 

Meloni: board pace? Autoescludersi a priori è sbagliato

"La scelta di autoescludersi a priori è sbagliata". Cosi' la premier Giorgia Meloni parlando del Consiglio di pace per Gaza. 

"Ribadisco quello che ho già detto: la posizione dell'Italia è una posizione di disponibilità e di interesse verso l'iniziativa. Io credo che l'Italia possa giocare un ruolo di primo piano nella stabilizzazione nel Medio Oriente", ha detto la premier Giorgia Meloni, al termine del vertice intergovernativo italo-tedesco.

Israele, imposto segreto per indagini su capo gabinetto di Netanyahu

I giudici del tribunale distrettuale di Lod hanno emesso un'ordinanza di divieto di pubblicazione sulle indagini che coinvolgono il capo di gabinetto del premier israeliano, Tsachi Braverman, e l'ex portavoce militare dell'ufficio di Benyamin Netanyahu, Eli Feldstein, nell'ambito di un'inchiesta sulla fuga di notizie di un documento classificato pubblicato riguarda anche tutto il materiale investigativo futuro e qualsiasi informazione che possa rivelare metodi o capacità dello Shin Bet (il servizio di intelligence interno).  Ieri sera il capo di gabinetto del primo ministro è stato interrogato per la seconda volta dagli investigatori dell'Unità nazionale Frodidi  Lahav 433 con l'accusa di aver ostacolato la giustizia. Braverman, che al momento su disposizione dei giudici non può avvicinarsi all'ufficio del premier né avere contatti con lui, era stato interrogato per la prima volta all'inizio del mese per 13 ore. Nonostante sia stato nominato nuovo ambasciatore a Londra, non potrà lasciare Israele fino a che permane il divieto di espatrio del tribunale. 

Unicef: a Gaza dopo due anni arrivati i kit ricreativi

Dopo oltre due anni di restrizioni, l'Unicef ha ottenuto il permesso di portare kit ricreativi nella Striscia di Gaza per sostenere l'apprendimento, il benessere e la resilienza dei bambini. Da giovedì 15 gennaio, 5.168 kit ricreativi sono entrati nella Striscia, aiutando oltre 375.000 bambini, tra cui 1.000 bambini con disabilità. "Per i bambini di tutto il mondo, compresi quelli di Gaza, giocare non è un lusso, ma il modo in cui sviluppano il linguaggio, le capacità motorie, la capacità di risolvere i problemi e le abilità socio-emotive", ha affermato Ted Chaiban, vicedirettore generale dell'Unicef per l'Azione umanitaria e le operazioni di approvvigionamento, che questa settimana ha effettuato una missione a Gaza. "Questi materiali ricreativi - ha aggiunto - contribuiranno a creare spazi più sicuri e strutturati dove i bambini potranno tornare alla routine quotidiana, esprimere le proprie emozioni e continuare ad apprendere anche in condizioni di crisi. Ora dobbiamo ottenere il permesso di portare presto a Gaza tutti gli altri materiali didattici e per lo sviluppo della prima infanzia (Ecd), affinché 336.000 bambini possano beneficiare dei materiali di base necessari per imparare".  Questi materiali - che includono quaderni, matite, gomme e pastelli - forniranno anche a chi si prende cura dei bambini e agli educatori strumenti pratici per coinvolgerli in attività adeguate alla loro età che ne favoriscano lo sviluppo, riducano lo stress e rafforzino gli ambienti protettivi.

Media: colloqui Usa-Anp sull'adesione al Board of peace

Il canale tv emiratino Sky news Arabia riferisce che sono in corso colloqui tra gli Stati Uniti e l'Autorità nazionale palestinese sulla possibilità di adesione dell'Anp al Board of peace. Tuttavia, dice Sky, Israele starebbe rendendo le cose difficili. Mentre i Paesi arabi e musulmani stanno facendo pressione sugli Usa affinché non rifiutino la partecipazione dell'Anp al nuovo organismo internazionale per la gestione della Striscia di Gaza. 

Il dramma dei palestinesi nel racconto di un israelo-americano

Iran, Ong: 5mila vittime confermate e quasi 27mila arresti

Una Ong con sede negli Stati Uniti ha confermato la morte di 5.002 persone durante il movimento di protesta che scuote l'Iran da fine dicembre, la stragrande maggioranza delle quali era composta da  manifestanti. Secondo l'Ong per i diritti umani Hrana, 4.714 delle persone uccise sono manifestanti, di 42 minorenni, mentre 207 sono membri delle forze di sicurezza; altri 39 erano semplici passanti. Hrana ha aggiunto che sta ancora indagando su altre 9.787 possibili morti. Il lavoro di verifica di questa e di altre organizzazioni è complicato dal blackout di internet imposto dalle autorità del Paese dall'8 gennaio. Hrana stima che almeno 26.852 persone siano state arrestate. L'Ong con sede in Norvegia Iran Human Rights (Ihr) ha confermato la morte di 3.428 manifestanti, ma teme che la cifra reale possa raggiungere i 25mila.

Il parroco di Gaza: ‘Manca tutto e nessuno vede la fine’

“Manca di tutto, nonostante non ci siano più grossi bombardamenti, nessuno vede la fine". Lo dice il parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli, in un messaggio inviato ad un evento della fondazione pugliese “L’Isola che non c’è” .  Ci sono "segni di distensione", ma "ci vuole molto di più", afferma padre Gabriel Romanelli. "La maggior parte della popolazione soffre - spiega -perché non ha luoghi sicuri in cui vivere, vive sotto le tende e con una insicurezza sanitaria tremenda. Centinaia di migliaia di persone soffrono di malattie respiratorie e gastrointestinali. Pure noi assieme alla maggior parte dei nostri 450 rifugiati ci siamo ammalati. Ed è molto difficile trovare le cure" per i virus. Infine, conclude, pur essendoci "più prodotti nel mercato", le persone "non hanno soldi per acquistarli perché hanno speso tutto durante la guerra e hanno perso il lavoro, oltre alle loro case".

Netblocks: 'Iran ancora in blackout di internet, lieve miglioramento'

Netblocks afferma che l'Iran è ancora nel mezzo del blackout nazionale di Internet alla terza settimana con solo un leggero aumento della connettività complessiva. "Ci sono indicazioni di un tentativo di generare traffico falso e creare narrazioni di un più ampio ripristino", afferma l'organizzazione.

Iran: "falso" che abbiamo fermato esecuzioni su pressione Trump

Il procuratore capo dell'Iran ha smentito quanto sostenuto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui il suo intervento avrebbe bloccato l'esecuzione di 800 persone arrestate durante le proteste. Citato dall'agenzia di stampa della magistratura iraniana, Mizan, Mohammad Movahedi ha definito le parole di Trump "completamente false". La dichiarazione di Movahedi alimenta l'allarme mai rientrato per possibili esecuzioni di massa dei manifestanti. Funzionari iraniani hanno già affermato che alcuni detenuti rischiano la pena di morte. "Questa affermazione è completamente falsa; non esiste un numero del genere, né la magistratura ha preso una decisione in tal senso", afferma Movahedi, secondo Mizan. Trump ha affermato che le esecuzioni di massa e l'uccisione di manifestanti pacifici rappresentano entrambi limiti per un possibile attacco militare statunitense contro l'Iran.

Ue: non decidiamo per Stati membri su Board of Peace

Sul Board of Peace, "non decidiamo noi per gli Stati membri che sono stati invitati". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla decisione di Ungheria e Bulgaria di partecipare al Board of Peace di Trump.

Conte: "Governo serio prenda posizione su Board of peace, Meloni venga in Parlamento"

"A che punto siamo arrivati? Deve essere Trump a riferirci la posizione di Meloni sul futuro di Gaza e della popolazione palestinese? Deve essere Trump a dirci cosa vuole fare l’Italia con riguardo all’allarmante Board of peace su Gaza che rischia di condannare al definitivo oblio le Nazioni unite e di condizionare il nuovo ordine internazionale? Un governo responsabile non solo farebbe ammenda dopo aver offerto copertura politica al genocidio di Gaza, ma di fronte al preoccupante progetto del Board of peace prenderebbe una posizione chiara e verrebbe a riferirla in Parlamento". Lo scrive sui social Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle. 

"È disonorevole per la dignità dell’Italia e delle sue istituzioni ascoltare un presidente del Consiglio che fa dichiarazioni ambigue e contraddittorie, e poi attendere da Trump l’interpretazione autentica. La nostra politica estera non può continuare a sguazzare nell’ambiguità. L’Italia deve avere posizioni chiare e lineari. La premier venga a confrontarsi in Parlamento, per rispetto alla sovranità del popolo", conclude Conte.

Padre Asaad lascia la parrocchia di Gaza dopo 8 anni

La parrocchia latina della Sacra Famiglia di Gaza saluta padre Youssef Asaad, vice parroco, che lascia la Striscia dopo otto anni di servizio, gli ultimi trascorsi sotto il conflitto scoppiato dopo il 7 ottobre 2023. In una nota diffusa ieri sera sui propri canali social, e ripresa dal Sir, la parrocchia esprime profonda gratitudine al sacerdote di origini egiziane, definito "un esempio vivente di buon padre e pastore affidabile". "Nelle circostanze più buie e nei giorni più difficili, durante i due anni di guerra - si legge - non è stato solo un servitore della Chiesa, ma un sostegno per ogni persona sofferente, un rifugio per chi aveva il cuore spezzato, una voce di speranza in un tempo pieno di paura e dolore, condividendo le preoccupazioni delle persone, i loro dolori e le loro preghiere, lasciando nell'anima fede e costanza quando la speranza sembrava lontana". La parrocchia ringrazia il sacerdote "per ogni parola di conforto, ogni preghiera, ogni atteggiamento coraggioso e amorevole e per la sua costante presenza che ha rassicurato tanti. Mentre lo salutiamo, i nostri cuori sono pieni di orgoglio per ciò che ha fatto e seminato, che continuerà a vivere a Gaza per molti anni a venire. Chiediamo a Dio di ricompensarlo per tutto il suo duro lavoro e servizio e di accompagnarlo con la sua grazia a ogni suo passo, perché resti sempre messaggero di pace e amore ovunque si trovi". L'uscita da Gaza del sacerdote è stata salutata da numerosi fedeli che, nei commenti, lo ricordano come un prete attento, premuroso e resiliente, al punto che qualcuno lo ha definito "il leone di Gaza". Fonti del patriarcato latino, interpellate dal Sir, confermano l'uscita dalla Striscia del sacerdote, che potrà così usufruire di un periodo di riposo e di cure.

Board of Peace di Trump, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito

Sono attualmente 22 i Paesi che hanno accettato l'invito per il Consiglio coniato da Donald Trump e che hanno deciso di aderire. L'Italia, per il momento, ha congelato l'adesione per "incompatibilità costituzionale", ha detto la premier Giorgia Meloni. Il presidente francese Emmanuel Macron si è per primo sfilato pubblicamente, incorrendo nelle ire del tycoon. Ecco tutti i dettagli.

Board of Peace, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito

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Board of peace, Tajani: "Ci sono problemi di tipo costituzionale" (2)

"Noi guardiamo con grande attenzione a tutte le iniziative portatrici di pace, compreso il board of peace, però ripeto, è difficilmente superabile l'ostacolo costituzionale, quindi prima di qualsiasi valutazione bisogna fare una valutazione di tipo costituzionale. Dopo si entra nel merito, e qualora si scegliesse di aderire, ci sarebbe poi il passaggio parlamentare, ma il tema fondamentale è l'aspetto costituzionale: è l'articolo 11 della nostra costituzione che dice che non si può aderire ad un accordo internazionale se non c'è la garanzia di una equiparazione di poteri", ma nella proposta del Board of peace "non si garantisce questo", ha aggiunto Tajani. 

Davos, Elon Musk ironizza sul Board of Peace firmato da Trump. VIDEO

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Idf: "Smantellate strutture terroristiche a Hebron, sequestrate armi"

L'esercito israeliano rende noto di aver completato un'operazione durata  una settimana nell'area di Jabal Johar a Hebron, in Cisgiordania, per  smantellare infrastrutture terroristiche, sequestrare armi illegali e  mettere in sicurezza l'area. "Le forze di sicurezza hanno circondato la  zona, perquisito circa 350 strutture, arrestato 14 individui ricercati  coinvolti in attività terroristiche e possesso di armi".

Board of Peace, Bonelli: "Meloni cosa ha promesso a Trump? Venga in Parlamento"

"È un'offesa al Parlamento apprendere dalle dichiarazioni di Trump che Giorgia Meloni avrebbe comunicato la volontà politica di aderire al cosiddetto Board of Peace. Un'adesione che è in contrasto con la Costituzione e che sarebbe un atto intollerabile. Per l'ennesima volta chiediamo alla presidente Meloni di venire a informare il Parlamento e dirci cosa ha promesso a Trump sul Board of Peace". Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, co-portavoce di Europa Verde.     "Dare un giudizio politico di consenso a un organismo che, nei fatti, è una società immobiliare con la partecipazione di dittatori e boia, a partire dal criminale Netanyahu, disonora la storia dell'Italia. Siamo di fronte a un fascismo globale guidato da Trump: nel suo Paese minaccia di chiudere le università, intimidisce la stampa e le autorità istituzionali; ha scatenato una guerra civile strisciante con la sua milizia ICE, arrivando ieri a prelevare un minore di cinque anni da una scuola, usandolo come esca per catturare il padre. Quello presentato a Davos è Trump Gaza City. Su una terra che gronda di sangue, Donald Trump e il suo entourage progettano grattacieli, turismo costiero e affari immobiliari. È la trasformazione di uno sterminio in speculazione. Altro che pace. È il mondo che vogliono imporci: un mondo in cui il diritto internazionale viene demolito con la forza e sostituito dalla morale di Trump. L'Italia non può e non deve essere complice", conclude.

Board of peace, Tajani: "Ci sono problemi di tipo costituzionale"

Sull’ingresso dell’Italia bel board of peace promosso da Donald Trump  “ci sono problemi di tipo costituzionale”. Lo ha ribadito il ministro  degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo ai giornalisti a margine del  forum imprenditoriale Italia-Germania a Roma.

Schlein: "Meloni ha promesso a Trump di cambiare la Carta per il Board of Peace?"

"Donald Trump ha affermato che Meloni vuole  'disperatamente' entrare nel suo Board of Peace ma deve prima passare  dal Parlamento.La mia domanda per Giorgia Meloni è semplice: lo può  smentire o ha promesso a Trump di cambiare l'art.11 della  Costituzione?". Così la segretaria del Partito democratico, Elly  Schlein, in un post sui social.

Costa: "Nutriamo seri dubbi su certi elementi del Board of Peace"

"Nutriamo seri dubbi su una serie di elementi contenuti nello statuto del Consiglio di pace - Board of Peace - relativi al suo ambito di competenza, alla sua governance e alla sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite. Siamo pronti a collaborare con gli Stati Uniti all'attuazione del piano di pace globale per Gaza, con un Consiglio di pace che svolga la sua missione di amministrazione transitoria, in conformità con la risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Lo afferma il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa nelle sue conclusioni orali al termine del vertice Ue straordinario.

Board of Peace, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito

Fioccano gli inviti per il Consiglio coniato da Donald Trump, ma cresce di pari passo la circospezione perché l'iniziativa appare appare a molti dir poco spericolata. Il presidente francese Emmanuel Macron si è per primo sfilato pubblicamente, incorrendo nelle ire del tycoon. Non si sa dunque se comparire nella lista sia un bene o un male. Sinora i leader invitati sono 52 e quelli che, ad oggi, hanno confermato di aderirvi sono 22. Ecco tutti i dettagli.

Board of Peace, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito

Board of Peace, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito

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Board of Peace per Gaza, perché l’Italia non ne farà parte per ora

Alla base dalla mancata adesione, almeno per il momento, c'è  l'incompatibilità con l'articolo 11 della nostra Costituzione, che  permette di cedere pezzi di sovranità solo in condizioni di parità tra  gli Stati. Una circostanza non prevista dal Consiglio, che accentra i  poteri nelle mani del presidente Usa. Ma pesa anche la presenza di  figure ingombranti come Putin e Lukashenko.

Board of Peace per Gaza, perché l’Italia non ne farà parte per ora

Board of Peace per Gaza, perché l’Italia non ne farà parte per ora

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Cina: noi "ancora di stabilita'" nella frammentazione globale

La Cina si e' proposta come "ancora stabilizzatrice" in un contesto internazionale caratterizzato da crescente frammentazione e tensioni geopolitiche, dopo una settimana dominata da discussioni su sicurezza, commercio e governance globale al World Economic Forum di Davos. Il messaggio e' stato trasmesso dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, durante la conferenza stampa quotidiana, nella sua valutazione dell'incontro annuale del Forum tenutosi questa settimana nella citta' svizzera. Guo ha fatto riferimento al discorso tenuto a Davos dal vicepremier cinese e capo negoziatore commerciale He Lifeng, che ha sostenuto il rispetto reciproco basato sulla "consultazione su un piano di parita'". "Il mondo si trova ad affrontare sempre piu' fattori di incertezza e destabilizzazione", ha affermato il portavoce, aggiungendo che "piu' complesso e' il contesto internazionale, maggiore e' la necessita' di rafforzare la cooperazione attraverso il dialogo". Guo ha aggiunto che "indipendentemente da come si evolvera' la situazione internazionale", la Cina "fungera' da ancora di stabilizzazione" e ha affermato che Pechino e' disposta a "collaborare con tutte le parti per ridurre le divergenze attraverso il dialogo, rafforzare la fiducia reciproca attraverso la cooperazione e rispettare gli impegni con azioni concrete". Le dichiarazioni giungono dopo una settimana segnata dalla presenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Davos e dal rinnovato dibattito sulla sicurezza europea, la guerra in Ucraina, la situazione a Gaza e il ruolo della Nato nell'Artico. In questo contesto, il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo brasiliano, Luiz Ina'cio Lula da Silva, hanno avuto una conversazione telefonica oggi in cui hanno fatto appello a "stare dalla parte giusta della storia" e hanno sottolineato il ruolo di Cina e Brasile come "forze costruttive" nella salvaguardia della pace e nella promozione della riforma della governance globale. Durante il colloquio, Xi ha respinto le accuse esterne contro Pechino e ha sostenuto che la presunta "minaccia cinese" e' "completamente infondata", criticando al contempo le "accuse infondate" e la pratica di "inventare pretesti" per "cercare vantaggi egoistici", in un riferimento indiretto alle recenti dichiarazioni occidentali sull'Artico e sulla Groenlandia.

Iran: blackout nazionale Internet entra in terza settimana

"L'Iran e' ancora nel mezzo di un blackout nazionale di Internet" entrato nella sua terza settimana con 348 di blocco e "solo un leggero aumento della connettivita' complessiva" e dell'utilizzo di Vpn. Lo riporta Netblocks, l'organizzazione che monitora il funzionamento di Internet nel mondo. Netblock, nel suo post su X, denuncia anche che "ci sono indicazioni di un tentativo di generare traffico falso e di inventare narrazioni di un ripristino piu' ampio" da parte del regime.

Board of Peace, Schlein: "Se Meloni dice solo sì la indebolisce"

 "Nessuno intende rinunciare alla relazione transatlantica e nemmeno cercare l'escalation con gli Stati Uniti, ma se chini sempre il capo non stai facendo un buon servizio all'Europa". Elly Schlein lo dice in un colloquio con Repubblica. Sul Board of Peace, prosegue la segretaria del Partito democratico, Giorgia Meloni "non e' stata neanche capace di opporsi a una proposta inaccettabile, limitandosi a un imbarazzato 'vorrei ma non posso'. Si e' detta 'aperta e interessata', spiegando pero' che 'la nostra Costituzione pone dei problemi'. Il suo argomento e': purtroppo c'e' la Costituzione. Noi invece diciamo per fortuna che c'e' l'articolo 11 a impedirci di cedere sovranita' se non ci sono condizioni di parita' con gli altri Stati e se non si perseguono la pace e la giustizia. Anziche' difendere le Nazioni Unite e tutte le sedi multilaterali che l'Italia ha contribuito a fondare dopo il disastro delle guerre del '900 - prosegue la leader dem - la nostra premier avalla la creazione di una Onu a pagamento". Meloni - aggiunge - "e' la stessa che ha minimizzato i dazi di Trump, ha lavorato per togliere le tasse alle multinazionali americane, ha accettato di alzare le spese militari a 5% del Pil mentre taglia su sanita', scuola e casa". Sulla Groenlandia, conclude, "il governo non e' riuscito a pronunciare cinque semplici parole. E cioe' che l'isola non e' in vendita, e' dei groenlandesi, e l'integrita' territoriale di uno Stato europeo, la Danimarca, non si tocca".

Iran, Araghchi contro Zelensky: "Basta pagliacci confusi"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si e' scagliato duramente su X contro il presidente ucraino, Voldoymyr Zelensky, colpevole di aver "invocato apertamente e senza vergogna un'aggressione illegale degli Stati Uniti contro l'Iran, in violazione della stessa Carta delle Nazioni Unite". "Ha prosciugato i contribuenti americani ed europei per riempire le tasche dei suoi generali corrotti e per contrastare quella che definisce un'aggressione illegale in violazione della Carta delle Nazioni Unite", si legge nel post del ministro. "Il mondo ne ha abbastanza di pagliacci confusi, signor Zelensky", conclude Araghchi, "a differenza del vostro esercito sostenuto dall'estero e infestato da mercenari, noi iraniani sappiamo come difenderci e non abbiamo bisogno di implorare aiuto dagli stranieri".

Sanchez declino invito di Trump a partecipare al 'Board of Peace'

Il Premier spagnolo Pedro Sanchez ha declinato l'invito di Donald Trump a  partecipare al 'Board of Peace'. "Apprezziamo l'iniziativa ma  decliniamo. Lo stiamo facendo, principalmente e fondamentalmente, in  nome della coerenza", ha dichiarato. Coerenza "con l'ordine  multilaterale, con il sistema delle Nazioni Unite e del diritto  internazionale". Il Premier spagnolo sottolinea anche che nel Consiglio  "non include l'Autorità palestinese".

Cina e Brasile non parteciperanno al Board of Peace. Xi sente Lula: "Sostenere ruolo centrale dell'Onu"

Il presidente cinese Xi Jinping ha invitato i paesi a proteggere il "ruolo centrale" delle Nazioni Unite negli affari internazionali, esortando venerdì la sua controparte brasiliana a contribuire alla salvaguardia delle norme internazionali, secondo quanto

riportato dai media statali. I commenti arrivano dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha presentato i piani per il suo nuovo 'Board of Peace' al World Economic Forum. Sebbene Cina e Brasile siano stati entrambi invitati a unirsi al nuovo gruppo di Trump, nessuno dei due ha confermato la partecipazione. Xi ha detto a Lula durante una telefonata

avvenuta venerdì mattina che, nell'attuale "tumultuosa" situazione internazionale, Cina e Brasile "sono forze costruttive per il mantenimento della pace e della stabilità nel mondo", secondo un comunicato pubblicato dall'emittente statale CCTV. "Dovrebbero schierarsi fermamente dalla parte giusta della storia e sostenere insieme il ruolo centrale delle Nazioni

Unite e l'equità e la giustizia internazionale", ha affermato Xi.

Peña firma il Board of Peace di Trump e mette il Venezuela in agenda

Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, ha proposto di inserire la transizione democratica in Venezuela nell'agenda del nuovo Consiglio per la Pace (Board of Peace) promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L'iniziativa è stata illustrata a margine del Forum economico mondiale di Davos, dove Peña ha formalizzato l'adesione di Asunción all'organismo, nato inizialmente per sostenere il cessate il fuoco a Gaza e successivamente ampliato ad altri scenari di crisi. In una conferenza stampa rilanciata dai principali media paraguaiani, Peña ha definito il Consiglio una "piattaforma globale" potenzialmente utile a favorire il ritorno della democrazia in Venezuela, dopo la cattura di Nicolás Maduro. "Ogni situazione è diversa - ha sottolineato - ma non possiamo ignorare ciò che ha vissuto il popolo venezuelano, con milioni di cittadini costretti all'emigrazione". Secondo il capo dello Stato paraguayano, non è necessaria alcuna autorità amministrativa esterna: "I venezuelani sono in grado di decidere il proprio futuro attraverso elezioni libere, con il sostegno della comunità internazionale". Peña ha infine ribadito l'interesse del Paraguay a mantenere un dialogo costruttivo anche su altri dossier globali, a partire dall'accordo Mercosur-Ue. 

Sanchez: Spagna non parteciperà al Board of Peace di Trump

Il premier spagnolo ha chiarito che la decisione è maturata "fondamentalmente per coerenza, per una politica coerente che il governo spagnolo ha portato avanti quando si parla del futuro del popolo palestinese. Lo facciamo in coerenza e coesione con il nostro impegno nei confronti dell'ordine multilaterale, del sistema delle Nazioni Unite e del diritto internazionale", ha puntualizzato. "Il futuro di Gaza e della Cisgiordania, il futuro della Palestina nel suo complesso deve essere deciso dai palestinesi e anche il futuro della loro coesistenza pacifica e sicura con Israele deve essere guidato fondamentalmente da Israele e Palestina in un processo di dialogo che attui la soluzione dei due Stati, che consenta l'ingresso degli aiuti umanitari e che garantisca la pace tra i due Paesi", ha osservato il premier di Madrid. Ha assicurato quindi che "la Spagna continuerà a impegnarsi in un processo di pace su cui lavoriamo da anni e che continueremo a realizzare insieme a molti altri partner europei, ma anche alla comunità internazionale nel suo complesso, rafforzando le missioni in cui già garantiamo gli aiuti umanitari e puntando sulla ricostruzione, la stabilizzazione e la sicurezza di Israele e anche del popolo palestinese", ha concluso.

Somalia: Herzog incontra Presidente Somaliland a Davos

Il Presidente israeliano, Isaac Herzog, ha incontrato il Presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdilahi, a margine del Forum Economico Mondiale di Davos, in Svizzera. Herzog ha scritto su X: "Accolgo con favore l'instaurazione di relazioni diplomatiche tra noi e auspico un approfondimento della cooperazione a beneficio delle nostre due nazioni". Il Somaliland, che si affaccia sul Golfo di Aden, è la parte settentrionale della Somalia. Il Somaliland, come Stato indipendente, non ha riconoscimenti dalla comunità internazionale ad eccezione di Israele.

Trump ritira l'invito a Carney per il Board of Peace

Il presidente americano Donald Trump ritira l'invito a partecipare al Board of Peace al premier canadese Mark Carney. "Caro premier Carney, vi prego di far sì che questa lettera serva a rappresentare che il Consiglio di pace sta ritirando il suo invito riguardo all'adesione del Canada a quello che sarà il più prestigioso consiglio dei leader mai riunito, in qualsiasi momento", ha detto Trump sul suo social Truth.

Trump: Italia vuole fare parte del Board of Peace

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l'Italia ha bisogno dell'approvazione del proprio ramo legislativo per aderire all'iniziativa del "Board of Peace" di Gaza, creata per risolvere i conflitti globali, ma che vuole farne parte. "Avevamo quasi trenta persone provenienti da Paesi molto importanti - ha detto parlando ai giornalisti sull'Air Force One - ma ci sono alcuni Paesi, come l'Italia, che mi hanno detto di voler firmare". "Lei", ha aggiunto probabilmente riferendosi alla premier Giorgia Meloni, "vuole farlo disperatamente, ma credo che debba tornare dal suo ramo legislativo". "E succede lo stesso con la Polonia. Lui (il premier Donald Tusk, ndr) mi ha detto: 'Vogliamo farlo'". Trump ha inoltre affermato che il presidente russo Vladimir Putin entrera' a far parte del consiglio per la pace e darà un contributo di un miliardo di dollari. "Penso che sia importante avere tutti", ha detto Trump.

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