La Farnesina: “Italiani che possono farlo lascino l'Iran”. "Osserveremo la situazione e verificheremo” se verranno fermate le uccisioni, ha detto Trump. "Due funzionari europei hanno affermato che un intervento militare statunitense" in Iran "appare probabile", lo scrive Reuters. Washington intanto evacua parte del personale delle basi in Medio Oriente dopo le minacce di Teheran di colpire i siti in rappresaglia
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Gli Usa verso un attacco all'Iran? Trump, rispondendo ai reporter che gli chiedevano se intenda fermare l'azione in Iran dopo essere stato informato che Teheran avrebbe fermato le uccisioni di manifestanti e le esecuzioni degli arrestati, ha detto: "Osserveremo la situazione e verificheremo”. "Spero che sia vero", ha aggiunto il presidente.
Secondo Reuters, dopo i moniti dei giorni scorsi contro gli ayatollah per la feroce repressione delle proteste, Trump avrebbe deciso di intervenire e due funzionari europei riferiscono che l'operazione americana “potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore”. "Anche un funzionario israeliano - scrive sempre la Reuters - ha affermato che Trump sembra aver preso la decisione di intervenire, sebbene la portata e i tempi non siano ancora stati chiariti". Secondo il New York Times invece servirebbero ancora “diversi giorni” e non è ancora escluso un attacco solo informatico. Fonti ufficiali hanno dichiarato al New York Times che le possibilità di un attacco informatico o un assalto contro l'apparato di sicurezza interna dell'Iran sono "più probabili".
Washington intanto evacua parte del personale delle basi in Medio Oriente dopo le minacce di Teheran di colpire i siti in rappresaglia. La Farnesina: “Italiani che possono farlo lascino l'Iran”. Trump incita gli iraniani a continuare a manifestare: "L'aiuto è in arrivo".
Prosegue intanto il pugno di ferro del regime. Oltre alle migliaia di vittime e di arresti, i Pasdaran diffondono il terrore facendo irruzione nelle case delle famiglie delle persone uccise sparando, insultando e saccheggiando le abitazioni. L'Iran convoca l'ambasciatore italiano a Teheran. Riunione in Farnesina sulla sicurezza dei connazionali nel Paese. Risoluzione unitaria al Senato contro la repressione, il M5s si astiene.
Approfondimenti:
- Proteste Iran, regime: "Manifestanti rischiano la pena di morte"
- Proteste Iran, Trump: se uccidete manifestanti interverremo
- Proteste Iran, Trump: “Pronti ad aiutare i manifestanti”. I possibili obiettivi degli Usa
- Proteste Iran, Reza Pahlavi si dice “pronto a tornare”. Chi è l’erede dello scià deposto
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Francia, domani Consiglio di difesa urgente su Iran e Groenlandia
Un Consiglio di difesa dedicato alle manifestazioni in Iran represse dalle autorità e alle minacce americane di prendere il controllo della Groenlandia è stato convocato stasera d'urgenza per domani mattina alle 8 all'Eliseo. Lo si è appreso da fonti vicine al governo. Il Consiglio di difesa, presieduto da Emmanuel Macron, riunirà i ministri coinvolti nelle due crisi internazionali e i responsabili militari. La riunione avverrà proprio nelle ore in cui sussiste l'ipotesi di un attacco americano contro l'Iran e dopo una riunione fra la Danimarca e le autorità americane sulla Groenlandia che si è conclusa con un "disaccordo di base", secondo il capo della diplomazia danese. Alla fine della riunione, Macron si recherà alla base aerea di Istres, nel sud della Francia, per i tradizionali auguri per il nuovo anno alle forze armate. In tale occasione, secondo quanto si apprende, dovrebbe parlare del dispiegamento di militari francesi nel quadro di una missione europea in Groenlandia.
'Iran chiude lo spazio aereo a tutti i voli, tranne a quelli autorizzati'
Il sito di monitoraggio del traffico aereo 'FlightRadar24' informa che l'Iran ha emesso un 'notam' - un avviso ai piloti e alle compagnie aeree - che chiude lo spazio aereo a tutti i voli, tranne ai voli internazionali da/per l'Iran con permesso. La chiusura dello spazio aereo iraniano è per ora stabilito in sole due ore.
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Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump
Il presidente degli Stati Uniti ha coinvolto a vari livelli il Paese in crisi internazionali talvolta già aperte ma anche ‘battezzate’ dallo stesso tycoon. Se in Venezuela gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione militare per catturare il dittatore Nicolas Maduro e adesso si discute del futuro del Paese, la Groenlandia è finita al centro dell’attenzione di Trump che la considera “fondamentale” per la sicurezza a stelle e strisce. Sullo sfondo restano le proteste in Iran, con il regime degli ayatollah che sembra in bilico, ma non solo. Un clima di tensione tale che, secondo il commissario Ue Andrius Kubilius, per l'Europa "adesso è il momento di realizzare" quanto prefissato sulla difesa, "perché, come ha detto di recente il cancelliere Merz, i tempi della pax americana sono finiti".
Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump
Vai al contenutoLufthansa: eviteremo lo spazio aereo Iran e Iraq fino a nuovo avviso
Il gruppo Lufthansa ha annunciato che le sue compagnie aeree eviteranno lo spazio aereo iraniano e iracheno "fino a nuovo avviso", a seguito delle minacce statunitensi contro l'Iran. Il gruppo, che, oltre a Lufthansa comprende ITA Airways, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Discover, Eurowings e Swiss, ha spiegato in una nota di evitare questi spazi aerei "a causa dell'attuale situazione in Medio Oriente".
Procuratore Iran: 'Tutti i manifestanti rischiano la pena di morte'
Secondo quanto riferito dal procuratore generale del Paese, Mohammad Movahedi Azad, come riportato dai media statali iraniani e ripreso da Sky News, tutti i manifestanti alle proteste che dilagano nel Paese saranno "accusati di essere nemici di Dio" (mohareb), reato punibile con la pena di morte. L'accusa si applicherebbe sia ai "rivoltosi e terroristi" che hanno danneggiato la proprietà e minato la sicurezza, sia a coloro che li hanno aiutati, ha affermato il procuratore.
Procuratore Iran: 'Tutti i manifestanti rischiano la pena di morte'
Vai al contenutoFonti: Arabia Saudita non concederà suo spazio aereo
L'Arabia Saudita ha dichiarato all'Iran che non prendera' parte ad alcuna azione militare e non consentira' l'utilizzo del suo territorio o del suo spazio aereo, afferma una fonte all'AFP.
Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?
Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata la puntata di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 13 gennaio.
Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?
Vai al contenutoIran, Araghchi: "Abbiamo il controllo totale del Paese"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che il suo governo ha il pieno controllo della situazione nel Paese, in un momento in cui le autorita' stanno portando avanti la piu' severa repressione delle proteste da anni. "Dopo tre giorni di operazioni terroristiche, ora c'e' calma. Abbiamo il controllo totale", ha detto Araghchi al programma 'Special Report' della rete americana 'Fox News'.
Il Regno Unito chiude temporaneamente l'ambasciata a Teheran
L'ambasciata britannica nella capitale iraniana Teheran è stata "temporaneamente chiusa", ha dichiarato il governo di Londra. "Abbiamo temporaneamente chiuso l'ambasciata britannica a Teheran, che ora opererà da remoto", ha dichiarato un portavoce del governo. "Le indicazioni di viaggio del Ministero degli Esteri sono state aggiornate per riflettere questa modifica consolare".
Proteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto
Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla Rivoluzione del 1979, si prepara a tornare in Iran per unirsi alle proteste contro il regime che vanno avanti da giorni. Lo ha annunciato lo stesso Pahlavi con un post su X. "Avete ispirato l'ammirazione del mondo con il vostro coraggio e la vostra fermezza", ha scritto rivolgendosi ai manifestanti, "la vostra, ancora una volta, gloriosa presenza nelle strade dell'Iran venerdì sera è stata una risposta schiacciante alle minacce del leader traditore e criminale della Repubblica Islamica". Ecco chi è.
Proteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto
Vai al contenutoTrump: "Stop all'azione militare? Verificheremo se l'Iran ferma le uccisioni"
"Osserveremo la situazione e verificheremo": cosi' Donald Trump ha risposto ai reporter che gli chiedevano se intenda fermare l'azione in Iran dopo essere stato informato che Teheran avrebbe fermato le uccisioni di manifestanti e le esecuzioni degli arrestati. "Spero che sia vero", ha aggiunto il presidente.
Iran: chiude ambasciata britannica a Teheran
L'ambasciata britannica a Teheran ha annunciato la sua chiusura fino a nuovo ordine.
Iran, ambasciatore in Usa Peronaci: "Situazione è aperta"
"Uno dei punti chiari dall'inizio, che poi e' anche in linea con l'approccio Trump, e' che tutte le opzioni sono sempre sul tavolo. Si e' lavorato su diversi livelli, un'opzione diplomatica con contatti tra Witkoff e il ministro iraniano, che deve cercare un accordo sia sulla sospensione delle violenze sia su dossier nucleare. Il canale e' stato interrotto con l'inasprirsi delle violenze e si sta valutando un'opzione intermedia che prevede delle forme di attacchi sotto soglia, magari di tipo cibernetico di disturbo, o addirittura un'opzione militare piu' ampia da valutare. La situazione quindi rimane aperta, ci sono dei segnali che chiaramente sono tipici di una fase di questa natura: gia' stamattina il Dipartimento di Stato ha chiamato a limitare i viaggi non essenziali all'installazione militare nella regione, abbiamo notizia di una riduzione del personale USA di stanza nelle basi militari e gia' due giorni fa il Dipartimento di Stato aveva invitato gli americani, anche nei Paesi contigui, a lasciare la zona. Sono sviluppi che ci inducono a credere che un'opzione cinetica rimanga plausibile, pero' non e' inevitabile". Lo ha detto l'ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Marco Peronaci, a 'Tg2 Post'.
Iran, Silvestri: mozione? Non diceva no a interventi armati . VIDEO
Iran, Silvestri: mozione? Non diceva no a interventi armati | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoIran, Tajani: sicurezza italiani primaria, lascino il Paese. VIDEO
Iran, Tajani: sicurezza italiani primaria, lascino il Paese | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoAmb. Italia a Onu: "Venerdì possibile riunione Consiglio Sicurezza su Iran"
Il consiglio di sicurezza dell'Onu potrebbe riunirsi venerdì sull'Iran. Lo fa sapere l'ambasciatore Maurizio Massari, nel suo saluto al termine del mandato come rappresentante permanente al Palazzo di Vetro. Durante il pranzo con la comunità imprenditoriale italiana organizzato dal Gei (Gruppo Esponenti Italiani) rispondendo ad una domanda del suo presidente Mario Platero, ha spiegato che si tratta di un "dossier divisivo in Consiglio, soprattutto le posizioni delle principali potenze molto diverse". "Quella degli Usa e' ben nota, mentre Russia e Cina la pensano in un altro modo, anche su un piano geopolitico simile all'Iran", ha aggiunto, sottolineando che questi tre paesi si oppongono ad un sistema guidato dagli Usa. L'ambasciatore Massari conclude il suo incarico dopo quattro anni particolarmente intensi e complessi per per l'Onu, segnati da un contesto internazionale difficile e da conflitti che hanno spesso messo in evidenza limiti e fragilità dell'organizzazione internazionale. Ma il periodo ha coinciso anche con due ricorrenze di grande rilievo: l'80mo anniversario dell'Onu e il 70mo anniversario dell'ingresso dell'Italia.
Familiare del giovane condannato a morte in Iran: "Non è stato giustiziato oggi"
Erfan Soltani, che secondo quanto riferito rischiava l'esecuzione oggi in Iran dopo il suo arresto la scorsa settimana, non è stato giustiziato. Lo ha riferito un familiare a Sky News, sottolineando tuttavia che il 26enne potrebbe ancora essere giustiziato in qualsiasi momento. Soltani è stato processato e condannato dopo il suo arresto a Karaj giovedì, al culmine delle proteste prima del blackout di internet. È uno delle migliaia di manifestanti arrestati.
India: "Discussa la situazione in Iran col ministro degli Esteri di Teheran"
Il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, ha dichiarato di aver "ricevuto una telefonata" dal suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, e dice di aver discusso con lui della "situazione in evoluzione in Iran e nei dintorni": lo riporta l'agenzia di stampa indiana Pti.
"Sostengono Hezbollah e l'Iran", due studenti asiatici espulsi dall'Estonia
Le autorità estoni hanno espulso oggi due cittadini di Pakistan e India sospettati di sostegno a Hezbollah e al governo dell'Iran. Ne dà notizia la televisione di Stato estone Err. I due uomini, in Estonia nel quadro di un programma di mobilità studentesca per studenti asiatici, sarebbero stati seguiti dai Servizi di sicurezza dello stato estone fin dal loro arrivo in Estonia la scorsa estate. Dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia, l'Estonia ha intensificato le politiche di controllo nei confronti di individui potenzialmente pericolosi per la stabilità dello Stato, portando a ripetute espulsioni di uomini legati ai servizi segreti russi.
Iran, ambasciatore Amadei: 500 italiani lascino Paese
"Come indicato dal ministro Tajani, la priorita' e' la tutela dei connazionali: attualmente sono presenti in Iran circa cinquecento italiani. In raccordo con l'unita' di crisi della Farnesina, l'invito rivolto agli italiani presenti nel Paese per turismo o la cui presenza nel Paese non sia strettamente necessaria e' a lasciare l'Iran con i primi voli disponibili. Al momento sono operativi i collegamenti internazionali dei principali vettori aerei". Lo afferma l'ambasciatrice italiana in Iran, Paola Amadei, a 'Tg2 Post'. "L'ambasciata resta pienamente operativa e puo' essere contattata 24 ore su 24. Siamo sempre a disposizione dei connazionali per qualsiasi informazione o necessita'".
Chi compone la galassia dell’opposizione al regime in Iran?
La minaccia più temibile per gli Ayatollah è quella spontanea della piazza. Tra i vari gruppi dissidenti nessuno pare avere un ruolo egemone o capace di unificare il Paese, ma ci sono diversi orientamenti che hanno pesi differenti nella società civile iraniana.
Chi compone la galassia dell’opposizione al regime in Iran?
Vai al contenutoIran: colloquio Araghchi con ministro indiano Jaishankar
Il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, ha avuto oggi una telefonata con il suo collega iraniano, Abbas Araqchi, in cui entrambi hanno parlato dell'evoluzione della situazione interna in Iran e di altre questioni regionali, senza menzionare l'ondata di proteste in cui il Paese persiano e' immerso e nelle quali si sono gia' verificate diverse migliaia di morti. "Ho ricevuto una chiamata dal ministro degli esteri iraniano, Seyed Abbas Aragchi. Discutiamo dell'evoluzione della situazione in Iran e dintorni", ha detto ieri Jaishankar nel suo profilo di X, senza menzionare esplicitamente le proteste che si stanno svolgendo nel Paese da settimane. L'India ha mantenuto un basso profilo nei confronti delle proteste in Iran, evitando di menzionare l'instabilita' interna e si e' limitata a lanciare ieri un nuovo messaggio di avvertimento ai cittadini indiani affinche' non viaggino nel Paese, come aveva gia' fatto lo scorso 5 gennaio. Per il momento le autorita' indiane si sono limitate a segnalare che Nuova Delhi "segue molto da vicino gli eventi" in Iran, e danno la priorita' alla sicurezza dei 10.000 cittadini indiani che vivono nella Repubblica islamica. La posizione dell'India con l'Iran e' ora segnata dall'annuncio del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha promesso di aumentare le tariffe del 25% ai Paesi che commerciano con il regime iraniano. Questo potrebbe colpire l'India e aumentare i dazi punitivi gia' esistenti di Washington - per l'acquisto di petrolio russo da parte di New Delhi - al 75% per i prodotti indiani. Sebbene l'India abbia smesso di importare greggio iraniano nel 2019, mantiene in funzione il porto di Chabahar, nell'Iran sudorientale, un terminal vitale per i suoi interessi, poiche' e' la sua unica via di accesso all'Asia centrale e all'Afghanistan per schivare il Pakistan e competere con l'influenza cinese. Oltre al porto, l'India esporta a Teheran riso basmati, te' e frutta per un valore di 1,34 miliardi di dollari (dati del 2025), un flusso commerciale sufficiente per attivare le sanzioni della Casa Bianca. Le societa' di analisi citate dai media finanziari locali indicano che l'India potrebbe essere ancora piu' esposta della Cina, anche se Pechino e' il grande sostegno economico di Teheran, dato che ha assorbito oltre l'80% del petrolio iraniano nel 2025.
Iran, Spagna ai suoi cittadini: lasciate il Paese
Il governo spagnolo ha raccomandato ai suoi cittadini in Iran di lasciare la Repubblica Islamica. "Si consiglia ai cittadini spagnoli in Iran di lasciare il Paese con tutti i mezzi disponibili", si legge sul sito del ministero degli Esteri "La situazione e' instabile in tutto il Paese. Diverse fonti segnalano numerosi morti e arresti di manifestanti"
Trump: "Uccisioni in Iran si sono fermate, nessun piano di esecuzioni"
"Siamo stati informati che le uccisioni in Iran si stanno fermando, si sono fermate, e non ci sono piani di esecuzioni". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. "Siamo stati informati in modo piuttosto forte che le uccisioni in Iran stanno cessando e non c'è alcun piano per le esecuzioni", ha detto Trump notando che sul tema si stava parlando molto negli ultimi giorni. "Oggi sarebbe stato il giorno delle esecuzioni", ha aggiunto. Trump ha quindi precisato che sarebbe molto deluso se l'informazione non si rivelasse vera.
Iran, la timeline delle proteste: una sfida costante al regime
Tra la fine del 2025 e l'inizio del nuovo anno, il Paese è di nuovo sceso in piazza per esprimere con forza il proprio dissenso al regime di Ali Khamenei, che ha reagito con una durissima repressione: si parla di decine di migliaia di morti. Questa volta la miccia è stato il crollo della moneta, ma l'Iran è ormai da tempo teatro di frequenti mobilitazioni popolari contro il potere.
Iran, la timeline delle proteste: una sfida costante al regime
Vai al contenutoFarnesina: "Massima priorità alla tutela degli italiani"
La "massima priorita'" della Farnesina e' la tutela dei 600 italiani ancora in Iran e degli oltre 900 uomini delle forze armate schierate nella regione. Lo ribadisce una nota del ministero degli Esteri al termine di un incontro che Antonio Tajani ha avuto con l'ambasciatrice d'Italia a Teheran, con gli Ambasciatori italiani dell'area, con la Difesa e con il comparto dell'intelligence. "E' stata fatta innanzitutto una valutazione sulla situazione dei cittadini italiani presenti in Iran e dei Paesi del Golfo, potenziali obiettivi di azioni militari in caso di escalation delle tensioni" si legge nella nota, "La Farnesina conferma e rinnova con forza l'invito ai cittadini italiani in Iran a lasciare il paese. Gli italiani in Iran sono circa 600, per lo più concentrati nell'area di Teheran. L'Ambasciata ha mantenuto in queste settimane un monitoraggio attivo dei connazionali in transito o di passaggio".
Proteste Iran, da Amir Ali Haydari a Rubina Aminian: le storie simbolo
Nel Paese continuano le manifestazioni e prosegue anche la repressione ordinata dal regime. Nonostante il blocco di internet, alcuni racconti hanno oltrepassato i confini e sono diventati simbolo del massacro. Si tratta, spesso, di giovani e giovanissimi. Dal 17enne Amir Ali Haydari ucciso mentre protestava coi compagni di classe, alla studentessa 23enne di design e moda Rubina Aminian: ecco alcune storie.
Proteste Iran, da Amir Ali Haydari a Rubina Aminian: le storie simbolo
Vai al contenutoIran, Farnesina: "Via personale non essenziale ambasciata"
La Farnesina ha deciso di ridurre il personale non essenziale nell'ambasciata italiana a Teheran. Lo si apprende da fonti informate. La decisione e' stata presa al termine dell'incontro che il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto con l'ambasciatrice d'Italia a Teheran, con gli Ambasciatori italiani dell'area, con la Difesa e con il comparto dell'intelligence.
Iran, Farnesina riduce personale ambasciata a Teheran
Iran, Farnesina: adottate misure precauzionali per 900 militari italiani in Iraq e Kuwait
Iran: piu' tutela per 900 soldati italiani in Kuwait e Iraq = (AGI) - Roma, 14 gen. - Sono oltre 900 i membri delle forze armate italiane nell'area mediorientale, fra cui circa 500 unita' in Iraq e 400 in Kuwait, "dove si stanno adottando misure precauzionali a tutela del personale militare". Lo si apprende da una nota della Farnesina diffusa al termine di un incontro che il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto alla Farnesina con l'ambasciatrice d'Italia a Teheran, con gli Ambasciatori italiani dell'area, con la Difesa e con il comparto dell'intelligence. Il Ministro ha ribadito che "la massima priorita' dovra' restare la tutela dei connazionali e la necessita' di garantire un costante monitoraggio dell'evoluzione del quadro di sicurezza regionale, anche attraverso il coordinamento tra sedi diplomatiche e con i partner internazionali".
Manifestante strappa bandiera dal tetto dell'ambasciata iraniana a Madrid
Un gruppo di manifestanti ha protestato oggi a Madrid davanti la sede dell'ambasciata iraniana contro la sanguinosa repressione esercitata dal regime degli ayatollah in Iran. Come già nei scorsi scorsi a Berlino e Londra, un giovane si è staccato dal gruppo, per arrampicarsi sul tetto della sede diplomatica e rimuovere la bandiera della Repubblica islamica. L'azione di protesta è ripresa in un video diffuso su Instagram, in cui il giovane è ripreso mentre sostitusce la bandiera rimossa con quella della pre rivoluzione del 1979, con l'emblema della monarchia Pahlavi, fra le grida di incoraggiamento dei manifestanti. Dopo la protesta, che si è conclusa in maniera pacifica, la sede diplomatica ha ripristinato l'insigna della rivoluzione islamica, riferisce l'agenzia Efe.
Iran, Tajani: "Italiani partano"
Sulla crisi in Iran il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto questo pomeriggio alla Farnesina una riunione con l’ambasciatrice d’Italia a Teheran, con gli ambasciatori italiani dell’area, con la Difesa e con il comparto dell’intelligence. Secondo quanto riferisce la Farnesina in una nota, è stata fatta innanzitutto una valutazione sulla situazione dei cittadini italiani presenti in Iran e dei Paesi del Golfo, potenziali obiettivi di azioni militari in caso di escalation delle tensioni. La Farnesina conferma e rinnova con forza l’invito ai cittadini italiani in Iran a lasciare il paese. Gli italiani in Iran sono circa 600, per lo più concentrati nell’area di Teheran. L’ambasciata ha mantenuto in queste settimane un monitoraggio attivo dei connazionali in transito o di passaggio. Sono oltre 900 i membri delle Forze Armate italiane nell’area, fra cui circa 500 unità in Iraq e 400 in Kuwait, dove si stanno adottando misure precauzionali a tutela del personale militare. Nel corso dell’incontro, il ministro ha ribadito che la massima priorità dovrà restare la tutela dei connazionali e la necessità di garantire un costante monitoraggio dell’evoluzione del quadro di sicurezza regionale, anche attraverso il coordinamento tra sedi diplomatiche e con i partner internazionali.
Iran, Farnesina ai 600 italiani: "Lasciate il Paese"
La Farnesina conferma e rinnova con forza l'invito ai cittadini italiani in Iran a lasciare il paese. Gli italiani in Iran sono circa 600, per lo piu' concentrati nell'area di Teheran. L'Ambasciata ha mantenuto in queste settimane un monitoraggio attivo dei connazionali in transito o di passaggio. La decisione di rinnovare l'invito e' venuta durante la riunione che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto alla Farnesina con l'ambasciatrice d'Italia a Teheran, con gli Ambasciatori italiani dell'area, con la Difesa e con il comparto dell'intelligence.
Iran, G7: pronti a imporre nuove sanzioni qualora Iran continui a reprimere proteste"
"I membri del G7 restano pronti a imporre ulteriori misure restrittive qualora l'Iran continui a reprimere le proteste e il dissenso in violazione degli obblighi internazionali in materia di diritti umani". E' quanto si legge in una nota dei ministri degli Esteri dei Paese del G7, sotto presidenza francese, che si dicono "profondamente preoccupati per gli sviluppi relativi alle proteste in corso in Iran". "Ci opponiamo fermamente all'intensificarsi della brutale repressione da parte delle autorità iraniane nei confronti del popolo iraniano, che dalla fine di dicembre 2025 sta coraggiosamente esprimendo le proprie legittime aspirazioni a una vita migliore, alla dignità e alla libertà", si legge nel comunicato.
Ministro tedesco: "Il regime iraniano ha perso ogni legittimità"
Quando un "regime" può reprimere le manifestazioni solo con la forza delle armi, è chiaro che è "alla fine", e non ha più alcuna legittimità. È quello che ha affermato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul parlando al programma "Tagesthemen" della tv pubblica tedesca Ard a margine della sua visita negli Stati Uniti. Secondo Wadephul il regime iraniano "perde ogni legittimità. Perde ogni diritto di governare questo Paese". Il ministro ha sottolineato che attualmente si assiste ad eccessi di violenza e un approccio disumano che non si vedevano da tempo. "Non si può andare oltre questa infamia". Wadephul ha sollecitato l'Ue a classificare le Guardie rivoluzionarie iraniane, accusate di svolgere un ruolo principale nella repressione, come organizzazione terroristica.
Media: "Lufthansa cancella i voli per Israele per tensioni su Iran"
La compagnia aerea tedesca Lufthansa ha invitato i suoi dipendenti a prepararsi a lasciare Israele e cancellerà tutti i voli da e per Israele da domani. Lo riporta il media israeliano Channel 12. La notizia arriva mentre aumentano le tensioni per una possibile azione militare statunitense contro l'Iran.
Ue, Metsola: "2026 sarà altro anno impegnativo"
Il 2026 "sara' un altro anno impegnativo, e queste prime due settimane ne sono la prova. Ogni giorno si susseguono nuovi eventi che potrebbero ridefinire il nostro mondo per generazioni, dalla Groenlandia all'Iran. E naturalmente, tutto questo puo' risultare destabilizzante. Ma credo che noi europei abbiamo davanti una missione molto chiara. Un obiettivo che deve guidarci in tutto cio' che facciamo e offrirci una direzione in un mondo imprevedibile. Parlo della missione di un'Europa indipendente. Ognuno puo' avere una propria interpretazione di cosa significhi. Ma per me si riduce a qualcosa di molto semplice: avere la liberta' e la capacita' di plasmare il nostro futuro". Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola al ricevimento di Capodanno dei presidenti della Commissione e del Consiglio europeo.
Iran, Ita opera su Tel Aviv ma sospende i voli notturni
Ita continua ad operare su Tel Aviv ma, sulla base dell'evoluzione della situazione in Medioriente ha sospeso i voli notturni al momento fino a martedi 20 gennaio. E' quanto si apprende da fonti della compagnia.
Iran, Farnesina: chi può lasci il Paese
Chi e' in grado di farlo deve lasciare subito l'Iran. Lo ha ribadito la Farnesina in una nota rivolta agli italiani ancora nel Paese teatro delle violente rivolte anti-regime.
Ministro spagnolo vede il direttore Aiea: "Focus su Zaporizhzhia e Iran"
"Ho avuto una riunione con il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi. Abbiamo discusso della situazione della centrale di Zaporizhzhia in Ucraina e del programma nucleare iraniano". Con questo messaggio su X, il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha dato notizia dell'incontro avuto oggi a Madrid con il segretario generale dell'Aiea. "Gli ho anche trasmesso il mio sostegno al multilateralismo e alle Nazioni Unite", assicura Albares nel testo. "Abbiamo trattato la prossima elezioni per la Segreteria Generale dell'Onu", ha aggiunto il capo della diplomazia spagnola, riferendosi alla candidatura di Rafael Grossi a succedere all'attuale segretario Antonio Guterres, presentata ufficialmente dall'Argentina a dicembre.
Iran, Francia pensa ai satelliti Eutelsat per ripristinare internet
La Francia sta studiando la possibilità di ricorrere a materiale dell'operatore di satelliti di comunicazione europeo, Eutelsat, per aiutare gli iraniani a comunicare con l'esterno, dopo che le autorità di Teheran hanno tagliato internet nel paese dove è in corso una vasta contestazione popolare. L'Iran ha tagliato l'8 gennaio scorso gli accessi ad internet per la popolazione, impedendo agli iraniani di condividere con il resto del mondo informazioni sulle manifestazioni in corso e la repressione. "Stiamo esplorando tutte le opzioni - ha detto Barrot in Assemblée Nationale rispondendo a una domanda in merito da parte di una deputata - e quella da lei menzionata ne fa parte". Interrogato successivamente, il portavoce del ministero degli Esteri, Pascal Confavreux, ha dichiarato che "la pista dei satelliti sarà in particolare esplorata. Quello che ci chiedono le nostre autorità è che si possa esplorare questa pista con Eutelsat per vedere se tecnicamente sia possibile".
Farnesina: "Italiani che possono farlo lascino l'Iran"
E' in corso nella sala di crisi della Farnesina una riunione del ministro Antonio Tajani con dirigenti del ministero, della Difesa, della sicurezza italiana, con l'ambasciatrice d'Italia a Teheran e con gli ambasciatori nelle principali capitali interessate alla attuale crisi in Iran. La Farnesina - si legge in una nota - conferma l'indicazione di lasciare l'Iran ai cittadini italiani che possano farlo.
Iran, Tajani riunito con ambasciatori su scenari crisi
E' in corso nella sala di crisi della Farnesina una riunione del ministro Antonio Tajani con dirigenti del ministero, della Difesa, della sicurezza italiana, con l'ambasciatrice d'Italia a Teheran e con gli ambasciatori nelle principali capitali interessate alla attuale crisi in Iran. La Farnesina, si apprende da una nota della Farnesina, conferma l'indicazione di lasciare l'Iran ai cittadini italiani che possano farlo.
Iran: Nyt, "piu' probabile" assalto ad apparato sicurezza
Fonti ufficiali hanno dichiarato al 'New York Times' che le possibilita' che gli Stati Uniti lancino un attacco informatico o un assalto contro l'apparato di sicurezza interna dell'Iran sono "piu' probabili". Secondo le fonti, un attacco del genere e' previsto solo tra qualche giorno e potrebbe provocare una controreplica da parte dell'Iran.
Iran, Tajani: "A Farnesina riunione sugli italiani a Teheran"
"Adesso vediamo l'evolversi della situazione. Sto andando alla Farnesina per parlare delle garanzie dei nostri concittadini che sono la'. La prima cosa che facciamo nei momenti di crisi" e' salvaguardare "la sicurezza dei nostri concittadini. Seguiamo minuto per minuto". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo ai giornalisti in Senato.
Iran, Crosetto: "In corso il massacro di una generazione"
"In Iran e' in corso il massacro di una generazione che non vuole potere, non vuole governare, non vuole occupare ma solo vivere libera. Purtroppo solo chi non ce l'ha ne comprende il valore. Quanto mi piacerebbe offrire la liberta' ad alcuni di quei giovani mandando al posto loro in Iran gli pseudo intellettuali italiani che difendono cio' che sta accadendo". Lo scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Consiglio Toscana: "Siano difesi i diritti umani in Iran"
La Giunta toscana dovrà continuare a sostenere nelle sedi istituzionali la difesa dei diritti umani in Iran e a sollecitare il Governo a mantenere aperta l'ambasciata italiana e promuovere forme di protezione e accoglienza per i manifestanti perseguitati. Lo prevede una mozione approvata a maggioranza (con la sola astensione del M5s) dal Consiglio regionale della Toscana, presentata dal gruppo di Casa Riformista. Illustrando il testo in aula, Francesco Casini ha parlato di "una grave situazione dei diritti umani in Iran" e di una mozione che "serve per esprimere solidarietà al popolo iraniano e garantire protezione per chi manifesta pacificamente per la libertà. Le proteste non nascono dalla violenza ma dalla richiesta di diritti, di libertà e dignità e parte dai giovani che chiedono un futuro diverso, più libero". Respinta dai firmatari della mozione la proposta di emendamento del M5s che chiedeva di inserire nell'atto un riferimento al rispetto del diritto internazionale e della Costituzione italiana al fine di evitare che la crisi in corso degeneri in "un intervento armato esterno unilaterale". Sull'emendamento Casini ha spiegato di capire "l'intento del gruppo M5s ma abbiamo inserito il tema del diritto internazionale e va da sé che non ci possano essere interventi unilaterali quindi non vedo la necessità di introdurlo". La portavoce Fdi, Chiara La Porta, annunciando il voto favorevole del suo gruppo, ha auspicato che "l'esempio che stanno dando i giovani, le donne e i cittadini nelle piazze in Iran sia uno spunto di riflessione per quest'aula e per le battaglie di libertà che dobbiamo portare avanti"
Iran, fondi: "Blitz intelligence in ospedale hanno portato via dottori"
Presunti agenti del ministero dell'Intelligence iraniano avrebbero fatto irruzione all'interno dell'ospedale Milad di Isfahan, nell'Iran centrale, e avrebbero portato via diversi dottori, 'colpevoli' di aver curato i manifestanti antigovernativi rimasti feriti negli incidenti con le forze di sicurezza. La notizia circola in queste ore su diversi account legati all'opposizione all'estero, secondo i quali la vita di questi medici sarebbe in grave pericolo.
Crosetto: "Manderei in Iran pseudo-intellettuali che giustificano la repressione"
"In Iran è in corso il massacro di una generazione che non vuole potere, non vuole governare, non vuole occupare ma solo vivere libera. Purtroppo solo chi non ce l'ha ne comprende il valore. Quanto mi piacerebbe offrire la libertà ad alcuni di quei giovani mandando al posto loro in Iran gli pseudo intellettuali italiani che difendono ciò che sta accadendo". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.
Media: "Gruppi curdi hanno tentato incursioni in Iran dall'Iraq"
Gruppi di separatisti curdi armati hanno tentato incursioni in Iran attraverso la frontiera con l'Iraq, venendo fronteggiati dai Pasdaran: lo riporta sul proprio sito la Reuters, citando tre fonti qualificate, tra cui un alto ufficiale iraniano.Tali incursioni sono interpretate come "segnali di tentativi di soggetti stranieri di approfittare della situazione di instabilità in Iran", scosso dalle proteste delle ultime settimane, aggiunge la Reuters.Teheran, secondo le fonti citate, sarebbe stata informata dei recenti passaggi di frontiera di combattenti curdi dall'Iraq da parte dell'intelligence turca.Questo aspetto al momento non è stato confermato ufficialmente da Ankara.Il governo dell'Iran ha chiesto a Iraq e Turchia, secondo l'alto ufficiale iraniano citato, di bloccare qualsiasi passaggio di armi e combattenti attraverso le frontiere condivise.
Iran, Tajani: "Figlio dello scia'? Decidono iraniani loro futuro"
L'Italia non ha avuto nessun contatto con Reza Ciro Pahlavi, figlio del deposto Scia' di Persia che, - e' l'ipotesi avanzata - potrebbe diventare un protagonista della futura politica dell'Iran. Lo spiega il ministro degli Esteri, Antonio Tajani conversando con i giornalisti in Senato: "Non tocca a noi decidere chi governera' l'Iran in futuro. Noi vogliamo soltanto che ci sia una transizione democratica", risponde il ministro ai giornalisti che lo interpellano in Senato. "Non abbiamo parlato. Non tocca a noi decidere chi governera' l'Iran in futuro. Noi vogliamo soltanto che ci sia una transizione democratica, che non ci sia l'uso della pena di morte per reprimere l'opposizione. Tocca agli iraniani decidere il loro destino. Noi abbiamo rapporti diplomatici con tutti, abbiamo anche parlato con l'attuale governo iraniano ma non possiamo accettare quello che sta accadendo", osserva.
Media: "Trump si sente in dovere di agire in Iran"
Donald Trump si sente in "dovere" di dare seguito alle sue minacce contro l'Iran. Lo riporta Cnn citando alcune fonti della Casa Bianca, secondo le quali il presidente ha stabilito una "sua linea rossa e ora sente di dover fare qualcosa". Le stesse fonti ritengono che Trump agirà quasi certamente ma non è ancora chiaro quale tipo di azione deciderà di intraprendere. Le valutazioni del presidente accompagnano quelle interne alla Casa Bianca, dove all'esame ci sono i rischi di un eventuale attacco.
Tajani: "Iran ha convocato nostro ambasciatore a Teheran"
"La direttrice politica ha parlato con l'ambasciatore iraniano (convocato oggi alla Farnesina, ndr) e ha ribadito le nostre preoccupazioni e la nostra condanna. La reazione è stata che hanno convocato l'ambasciatore d'Italia a Teheran. Hanno reagito così". L'ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani parlando della situazione in Iran a margine della presentazione di un libro al Senato.
Media: Gb ritira parte del personale della base di Al Udeid in Qatar
Il Regno Unito ha ritirato parte del personale dell'aeronautica militare dalla base di Al Udeid in Qatar. Lo riportano i media britannici. Questo fa seguito alle notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero trasferito parte del personale dalla base Usa, a fronte di una eventuale azione militare in Iran, come sottolinea il Guardian online.
Ong, 3.428 manifestanti uccisi da inizio proteste
E' di almeno 3.428 manifestanti uccisi e migliaia di feriti il bilancio delle proteste scoppiate in Iran 18 giorni fa. E' quanto denuncia l'ong Iran Human Rights, con sede a Oslo, precisando che il bilancio rappresenta una stima al ribasso. Secondo informazioni raccolte dalla ong tramite fonti interne al ministero della Sanità iraniano, tra l'8 e il 12 gennaio sarebbero stati registrati ufficialmente almeno 3.379 decessi. Testimonianze raccolte sul campo parlano di esecuzioni sommarie: a Rasht, riferisce una fonte, un gruppo di giovani manifestanti intrappolati nell'area del bazar, circondati dalle forze di sicurezza, avrebbe alzato le mani in segno di resa, ma sarebbe stato comunque ucciso a colpi d'arma da fuoco. Iran Human Rights lancia quindi l'allarme sul rischio di esecuzioni di massa dopo processi farsa e chiede un intervento urgente della comunità internazionale. "Dopo le uccisioni di massa nelle strade, la magistratura sta ora minacciando esecuzioni su larga scala", ha dichiarato il direttore dell'ong, Mahmood Amiry-Moghaddam, ricordando che crimini simili furono commessi negli anni Ottanta per mantenere il potere.
Tajani: "Astensione M5s su Iran incomprensibile"
"Incomprensibile". E' il commento del ministro degli Esteri Antonio Tajani a chi gli domanda se sia rimasto stupito dall'astensione del Movimento 5 stelle che oggi, in Senato, non ha firmato la mozione unitaria messa a punto sull'Iran, nella quale si esprime la "preoccupazione" per quanto sta accadendo in corso e la "condanna" per la repressione messa in atto dalle autorità.
L'Iran ribadisce: "Pronti a rispondere in modo deciso a Israele e Usa"
L'Iran è pronto a rispondere "con decisione" ai suoi nemici, Israele e Stati Uniti. Lo ha detto il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, accusando i loro leader di essere dietro le proteste che hanno travolto la Repubblica islamica. Le Guardie sono "al massimo della prontezza per rispondere con decisione all'errore di calcolo del nemico", ha dichiarato il comandante Mohammad Pakpour in una dichiarazione scritta citata dalla televisione di Stato, accusando il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di essere gli "assassini della gioventù iraniana".
Gran Bretagna ritira personale da base Usa in Qatar
Il Regno Unito sta ritirando il personale da una base militare statunitense in Qatar. Lo rende noto Sky News. L'Iran ha ripetutamente affermato che adottera' ritorsioni contro le basi militari statunitensi nella regione in caso di attacco americano. Gli Stati Uniti hanno iniziato anche loro a ritirare parte del personale dalla base aerea di Al Udeid, gestita dagli Stati Uniti, in Qatar, la piu' grande base americana nella regione.
Teheran nella top ten per la persecuzione dei cristiani
L'Iran è uno dei paesi dove i cristiani sperimentano una forte persecuzione. Il dato, diffuso oggi dall'organizzazione Porte Aperte, conferma un dato di fatto noto, quello della difficoltà a vivere apertamente la propria fede. Le messe si celebrano spesso in scantinati o sottoscala e si vive per lo più una fede "clandestina". Il trattamento peggiore spetta a chi si converte al cristianesimo. "Siamo molto preoccupati", dice il Segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, mons. Richard Gallagher, a chi gli chiede in queste ore un commento sulla situazione di Teheran. Poche parole che confermano l'ansia per la situazione in corso. E anche l'Osservatore Romano apre la prima pagina evidenziando "una repressione che semina morte". Tutto questo mentre l'ambasciata iraniana presso la Santa Sede diffonde un lungo documento, che è stato inviato sia in Vaticano che alle ambasciate degli altri Paese presso il Vaticano. Un dossier in cui difende l'opera del regime sottolineando che l'obiettivo è reprimere "violenza e terrorismo", difendendo al contempo "il diritto degli iraniani di tenere assemblee pacifiche".
New York Times, "qualsiasi attacco all'Iran previsto fra diversi giorni"
Il Pentagono ha presentato varie opzioni per colpire l'Iran e "qualsiasi attacco è previsto fra almeno diversi giorni e potrebbe provocare una forte rappresaglia dell'Iran". Lo riporta il New York Times citando alcune fonti americane, secondo le quali l'attacco potrebbe riguardare il programma nucleare iraniano, ma potrebbe anche avere la forma di un attacco informatico o di uno contro l'apparato di sicurezza interno, che sta usando una forza letale contro i manifestanti.
Tajani: "Quasi 600 italiani in Iran, la nostra prima preoccupazione"
Ci sono tutte le implicazioni geopolitiche, l'Italia è un grande Paese, fa parte dell'Unione europea, siamo protagonisti in Medio Oriente, quindi è ovvio che vogliamo giocare un ruolo anche geopolitico. Ma il primo punto all'ordine del giorno della riunione sono i cittadini italiani. Poi ci occupiamo del resto". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esterni Antonio Tajani, parlando della riunione convocata alla Farnesina sulla sicurezza degli italiani in Iran, che "arrivano a quasi 600". "Adesso vediamo come evolve la situazione: è una riunione con i nostri Servizi, con l'ambasciata a Teheran perché in un momento di così grande tensione dobbiamo preoccuparci innanzitutto della sicurezza degli italiani - ha spiegato Tajani, a margine della presentazione del Rapporto di Itinerari previdenziali, alla Camera -. È quello che facciamo sempre in qualsiasi crisi internazionale, che sia legata alle vicende politiche o a tragedie più importanti a Crans-Montana: la prima preoccupazione, la prima cosa che facciamo è vedere come tutelare nel modo migliore i nostri concittadini".
Ong, almeno 3.428 manifestanti uccisi dall'inizio delle proteste in Iran
Almeno 3.428 manifestanti sono stati uccisi dall'inizio della contestazione in Iran: è quanto riferisce l'Ong Iran Human Rights (IHR) NGO citata dall'agenzia France Presse.L'Ong basata in Norvegia precisa che oltre 10.000 persone sarebbero state arrestate in Iran nel quadro delle proteste. Il forte incremento dei morti in Iran rispetto al precedente bilancio viene giustificato da ''nuove informazioni ricevute da fonti nei ministeri iraniani della Salute e dell'Istruzione'', precisa l'Ong basata in Norvegia, secondo cui ''questo dato è un minimo assoluto'". Iran Human Rights (IHR) precisa di aver ricevuto ''nuovi rapporti e testimonianze che mostrano ancora maggiormente la portata dela violenza''
Iran, fonti Reuters: "Probabile attacco Usa in prossime 24 ore"
"Due funzionari europei hanno affermato che un intervento militare statunitense" in Iran "appare probabile" e per uno dei due "potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore": lo scrive l'agenzia di stampa Reuters sul suo sito. "Anche un funzionario israeliano - scrive sempre la Reuters - ha affermato che Trump sembra aver preso la decisione di intervenire, sebbene la portata e i tempi non siano ancora stati chiariti".
Boroujerdi: "Plausibili raid Usa su Pasdaran e servizi, Khamenei obiettivo improbabile"
Raid mirati contro i Guardiani della Rivoluzione iraniani e le strutture dei servizi segreti potrebbero essere la risposta più plausibile degli Stati Uniti alla repressione di Teheran, mentre un'azione, in stile Maduro, contro la Guida Suprema Ali Khamenei resta altamente improbabile. E' quanto sostiene Mehrzad Boroujerdi, docente universitario irano-americano della Missouri University of Science and Technology e autore di 'Postrevolutionary Iran: A Political Handbook', commentando in un'intervista all'Adnkronos le minacce alla Repubblica islamica del presidente Donald Trump, che non ha escluso l'opzione militare per aiutare i manifestanti. "Se gli Stati Uniti decidessero di intervenire e degradare significativamente le capacità del regime iraniano, ciò potrebbe incoraggiare più iraniani a rimanere in piazza e aumentare la pressione sul regime", spiega Boroujerdi. Tuttavia, "dato che il presidente Trump ha mostrato scarso desiderio di impiegare truppe di terra, soprattutto in un contesto così sanguinoso e volatile, la risposta più plausibile sarebbe limitata a attacchi aerei contro le installazioni dei Guardiani della Rivoluzione e dei servizi di intelligence".
Teheran: "Dazi Usa sono vendetta contro il popolo"
L'Iran denuncia definisce i dazi del 25 per cento introdotti lunedì "con effetto immediato" dagli Stati Uniti all'import dei Paesi che mantengono relazioni commerciali con Teheran come una "vendetta contro la popolazione che ha difeso la propria patria". "Il popolo iraniano è stato sottoposto a sanzioni economiche crudeli e illegali e a pressioni da parte degli Stati Uniti e di alcuni dei suoi alleati per oltre 75 anni con vari pretesti. Questo riflette un risentimento istituzionalizzato nei confronti del popolo iraniano all'interno dell'esecutivo e del sistema politico degli Usa", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei.
Riad assicura, non consentira' attacchi da suo territorio
L'Arabia Saudita ha assicurato a Teheran che non consentira' l'uso del suo spazio aereo o del suo territorio per attacchi contro l'Iran. Lo riferiscono all'Afp due fonti vicine alle autorita', in seguito alle minacce degli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica. "L'Arabia Saudita ha informato direttamente Teheran che non avrebbe partecipato ad alcuna azione militare contro di essa e che il suo territorio e il suo spazio aereo non sarebbero stati utilizzati a tale scopo", ha dichiarato all'Afp una fonte vicina all'esercito saudita. Una seconda fonte vicina al governo ha confermato che questa comunicazione era effettivamente avvenuta con l'Iran. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente minacciato un intervento militare in Iran sin dall'inizio del movimento di protesta che ha scosso il Paese, il più grande dalla proclamazione della Repubblica Islamica nel 1979.
Ambasciata Usa a Riad al personale: "Esercitare più cautela"
L'ambasciata degli Stati Uniti a Riad ha pubblicato sul suo sito un "security alert" con il quale raccomanda al proprio personale di "esercitare una maggiore cautela", considerando "le tensioni regionali in corso" per via delle proteste in Iran, "limitando i viaggi non essenziali verso qualsiasi installazione militare nella regione". "Raccomandiamo ai cittadini americani presenti nel Regno di fare lo stesso", si legge sul sito della rappresentanza, che "continua a monitorare la situazione regionale". Al momento, il personale e le operazioni della missione degli Stati Uniti rimangono invariati e i servizi consolari continuano normalmente, comunica poi l'ambasciata.
Lo scrittore Ziarati: "Film horror, dopo aver sperato nella libertà"
"È una situazione da incubo, un film horror che arriva subito dopo la speranza di vedere l’Iran finalmente libero". Non usa mezzi termini Hamid Ziarati, scrittore iraniano naturalizzato italiano, nel commentare con l'Adnkronos la situazione del suo Paese, dove la repressione violenta alle proteste di piazza ha fatto migliaia di morti. "Orrore! Questa l’unica cosa che mi viene in mente dopo aver visto su Telegram i pochi video filtrati nonostante l’internet bloccato. Sono riusciti a uccidere più persone loro in due giorni che l’attacco Israele/Usa in 12 giorni", è il monito dello scrittore e ingegnere, arrivato a Torino a soli 15 anni, età che lo rendeva appetibile come soldato in Iran.
Ong: "Le confessioni dei manifestanti in Iran sono state estorte"
Nelle ultime settimane i media statali iraniani hanno trasmesso almeno 97 confessioni di manifestanti. Ma le testimonianze di coloro che sono stati rilasciati dimostrano che sono stati costretti: lo afferma l'agenzia di stampa Human Rights Activists News Agency (Hrana) con sede negli Usa. Il gruppo avverte che tali confessioni possono comportare punizioni da parte del regime.
Iran, Ong: giudici pronti a condannare a morte i manifestanti
I giudici iraniani di preparano a condannare a morte i manifestanti che da giorni cercano di rovesciare il regime degli ayatollah. E' l'interpretazione che le organizzazioni per i diritti umani danno delle parole del capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni-Ejei. Mohseni-Ejei ha chiesto ai tribunali di agire rapidamente contro chi ha organizzato le proteste e vi ha partecipato. "Se vogliamo fare qualcosa, dobbiamo farlo ora. Se vogliamo fare qualcosa, dobbiamo farlo in fretta", ha dichiarato in un video diffuso dalla televisione di stato iraniana. Secondo le Ong i circa 18mila detenuti nelle carceri iraniane sono ad alto rischio di tortura ed esecuzione. La prima esecuzione di un prigioniero arrestato e condannato in relazione alle proteste e' imminente, riferiscono fonti citate dal Wall Street Journal. Alla famiglia di Erfan Soltani, arrestato l'8 gennaio, e' stato comunicato che la sua condanna a morte sarebbe stata eseguita oggi. Il gruppo "Attivisti per i diritti umani in Iran" ha riferito oggi che il bilancio delle vittime ha superato i 2.400 morti, tra i quali almeno 140 membri delle forze di sicurezza governative.
Iran, Gros: "Trump sogna affari d’oro per le imprese petrolifere americane, ma non si materializzerà"
Un'eventuale operazione militare made in Usa volta a rovesciare il regime iraniano degli ayatollah non genererà benefici economici per gli Stati Uniti. Ne è convinto l'economista tedesco della Bocconi, Daniel Gros. "Non vedo grandi vantaggi economici" dice all'AdnKronos il professore, sottolineando che "il Pil dell’Iran è al livello del Portogallo". Secondo Gros "Trump sognerà naturalmente affari d’oro per le imprese petrolifere americane, ma dubito che questo si materializzerà". Gros, sempre all'Adnkronos, aveva criticato l'idea del presidente Usa sull'utilizzo delle riserve petrolifere venezuelane nell'ottica di un miglioramento dei costi energetici a vantaggio degli interessi statunitensi: "Ci vorrebbero anni per migliorare l'infrastruttura petrolifera. Nessun impresa privata sarà interessata a finanziare questi investimenti con un rendimento molto incerto".
Iran, Patuanelli: "No a caricature di un M5s pro Ayatollah"
"Il dibattito è molto più serio e complesso di come qualcuno prova a ridurlo. Non si può fare politica estera a colpi di slogan o di tweet, né fare i "leoni da tastiera" in Parlamento votando risoluzioni incomplete, che bypassano il diritto internazionale omettendo volontariamente le parti scomode, e poi presentarsi come difensori della democrazia e dei diritti umani". Lo scrive il capogruppo di M54s in Senato Stefano Patuanelli a proposito dell'astensione di M5s oggi su una risoluzione bipartisan sull'Iran. "Il punto è semplice, ma decisivo - prosegue -: o si stabilisce che il diritto internazionale non conta più nulla, e allora si accetta che ogni potenza militare bombardi chi vuole, quando vuole, in base alla propria convenienza geopolitica; oppure si accetta che il diritto internazionale vale sempre, anche quando è scomodo, anche quando riguarda un alleato, anche quando non produce risultati immediati. Per noi del Movimento 5 Stelle non esiste un diritto internazionale a fasi alterne, né un diritto "a geometria variabile". Perché nel momento in cui si accetta che valga solo contro i nemici e non contro gli alleati, l'ONU diventa uno scendiletto del più forte e l'ordine internazionale si trasforma definitivamente nella legge della forza. È esattamente questo il rischio che stiamo denunciando". "Noi sosteniamo senza ambiguità il popolo iraniano che si ribella a un regime teocratico brutale. Condanniamo la repressione sanguinaria, che colpisce soprattutto donne e giovani. Auspichiamo una svolta democratica in Iran che sia frutto dell'autodeterminazione del popolo iraniano, non di un bombardamento deciso altrove. Proprio per questo rifiutiamo ogni ipotesi di intervento armato esterno o di regime change imposto con la forza. Non per ingenuità, ma per memoria storica. Afghanistan, Iraq, Siria, Libia non sono teorie: sono fallimenti totali, Stati distrutti, milioni di morti, instabilità permanente che ancora oggi paghiamo. Ecco perché respingiamo con forza l'accusa di essere "prima con Putin, poi con Maduro e ora con gli ayatollah". È una caricatura utile solo a evitare il confronto nel merito".
Iran, anche India invita suoi cittadini a lasciare il Paese
L'ambasciata indiana in Iran ha consigliato ai suoi cittadini di lasciare il Paese. In una nota, la missione diplomatica avverte che si consiglia ai cittadini indiani di partire "con qualsiasi mezzo disponibile" e aggiunge il monito di evitare le proteste, in corso in Iran da quasi 20 giorni e represse nel sangue dal regime.
Iran, Acerbo: Prc aderisce a manifestazione di venerdì a Roma"
Rifondazione Comunista aderisce al presidio 'Per un Iran libero' che si terrà a Roma venerdì 16 gennaio in Piazza del Campidoglio indetta da Amnesty International e il movimento Donna Vita Libertà. Lo annuncia Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Prc - Sinistra Europea. "Condividiamo l'appello alla mobilitazione in tutta Italia di Rete Pace e Disarmo e della convergenza Stop Rearm Europe di cui facciamo parte", spiega. "Rifondazione Comunista co-promuove e partecipa a manifestazioni a sostegno delle proteste pacifiche del popolo iraniano - avverte - soltanto se viene espresso con chiarezza il no a qualsiasi intervento militare di USA e Israele. Tutte le componenti dell'opposizione e della resistenza al regime islamico - tranne l'erede della sanguinaria dittatura dello Scià sponsorizzato da USA e Israele - si sono ripetutamente dichiarate contro una guerra che avrebbe conseguenze devastanti per il popolo iraniano. Non vogliamo che si ripeta quanto accaduto in Iraq, Libia e altri paesi con società e città letteralmente distrutte dai bombardamenti occidentali in nome della democrazia". "Non partecipiamo - precisa ancora Acerbo - a manifestazioni a sostegno del figlio dello Scià di Persia, di Netanyahu e Trump. I responsabili del genocidio del popolo palestinese non fanno guerre per la democrazia e i diritti umani ma per imporre il proprio dominio imperialista", conclude.
Iran, Qatar conferma evacuazione parziale base Usa Al-Udeid
Il Qatar ha confermato la partenza di parte del personale dalla base statunitense di Al-Udeid a causa delle "attuali tensioni regionali", dopo che Washington ha minacciato di intervenire in Iran, scosso da oltre due settimane di proteste anti-governative e feroce repressione. Lo Stato del Golfo "continua ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e residenti, comprese le misure relative alla protezione delle infrastrutture critiche e delle installazioni militari", hanno dichiarato le autorita' in una nota.
Iran, Araghchi: "Israele ammette suo ruolo in rivolte"
L'articolo dell'emittente N14 Israele su chi arma i manifestanti iraniani e' la prova per Teheran del coinvolgimento di Israele nelle rivolte. "Israele ha sempre cercato di trascinare gli Stati Uniti a combattere guerre per suo conto. Ma, sorprendentemente, questa volta lo dice ad alta voce", ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a commento di un post del giornalista Tamir Morag. "Con il sangue che scorre nelle nostre strade, Israele si vanta esplicitamente di avere 'manifestanti armati con armi vere' e che 'questa e' la ragione delle centinaia di morti'", ha sottolineato. Dunque il presidente americano Donald Trump "ora dovrebbe sapere esattamente dove rivolgersi per fermare gli omicidi", ha concluso.
Iran: "Attacco giugno base Usa Qatar dimostra capacità di rispondere"
L'attacco di giugno dell'Iran alla base statunitense in Qatar dimostra la capacità di "rispondere all'attacco". A dirlo è uno dei consiglieri di Khamenei.
Iran, consigliere Khamenei: "Trump si ricordi di raid al Udeid"
Il presidente americano Donald Trump dovrebbe ricordarsi dell'attacco israeliano alla base di al-Udeid in Qatar, durante la Guerra dei 12 giorni. Il monito e' arrivato da Ali' Shamkhani, uno dei principali consiglieri dell'ayatollah Ali' Khamenei. "Il presidente degli Stati Uniti, che continua a ripetere la storia di una futile aggressione contro gli impianti nucleari iraniani, farebbe bene a menzionare anche la distruzione della base americana di Al-Udeid compiuta da missili iraniani", ha scritto su X. "Questo contribuirebbe sicuramente a creare una reale comprensione della volonta' e della capacita' dell'Iran di rispondere a qualsiasi aggressione", ha aggiunto.
Medico Iran: "Non avevo mai visto una tragedia del genere"
"Ho lavorato come medico in diversi ospedali fin dal Movimento Verde del 2009. Non avevo mai visto una tragedia di questo livello, nemmeno durante i devastanti terremoti di Bam o Kermanshah. C'erano rumori di spari, raffiche rapide e persino mitragliatrici pesanti. Avevamo visto cose del genere solo nei film, mai nella vita reale". Il racconto di un medico iraniano, sotto anonimato, raccolto da IranWire, riesce a bucare la censura e riporta il dramma che da 18 giorni vivono gli iraniani. L'uomo si è precipitato a prestare soccorso in diversi ospedali pubblici e privati ;;di Teheran e Isfahan nelle notti tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio. "Giovedì alle 18 il mio telefono ha iniziato a squillare incessantemente: 'Questo è stato colpito da pallottole', 'Quello da un proiettile'. Alle 20, la connessione internet è saltata. Alle 20:20, sono stato chiamato in ospedale. Tutte le sale operatorie erano piene", comincia il dottore che descrive la scena al pronto soccorso: "Era affollato. Ho dovuto fare scelte impossibili. Ho guardato una persona e ho detto: 'Sta esalando gli ultimi respiri; non ce la farà ad arrivare in sala operatoria, non perdete tempo con lui'. Al successivo, il cui proiettile gli era uscito dalla schiena: 'Preparatelo per l'intervento; potremmo salvarlo'. Al terzo: 'Può resistere tre o quattro ore; aspettate fino ad allora'. Ce n'erano così tanti... così tanti". Cinque sale operatorie erano operative contemporaneamente. "Sono rimasto lì fino al mattino. Non so nemmeno quanti interventi ho eseguito. Ero vicino a un paziente e qualcuno urlava: 'Correte, aiutatemi!'". Il dottore ha visto nei pazienti in arrivo il cambiamento nella natura della violenza. "Giovedì a mezzanotte, le ferite sono cambiate. Erano proiettili veri. Era come se avessero ricevuto l'ordine di sparare a tutti. Alle 2 di notte di venerdì, mentre ero in sala operatoria, mi hanno chiamato dicendo che un'altra vittima era arrivata con una ferita da proiettile di tipo militare. Da quel momento in poi, sono stati solo proiettili veri", racconta l'uomo a IranWire.
Iran, Bergamini (FI): "Astensione M5s pietra tombale campo largo"
"Nel Movimento 5 stelle non sono stati neanche capaci di condannare, senza ombre di equivoci, le violenze della repressione condotta dagli ayatollah in Iran. L'astensione sulla risoluzione in commissione Esteri del Senato e' un fatto politico molto grave. E a nulla servono le giustificazioni di Giuseppe Conte: quando ci si trova dinnanzi a una dittatura che agisce in modo cosi' cruento contro il proprio popolo e' doveroso prendere posizione senza subordinarla a condizioni. Non e' stato cosi'. E tutto questo rende ancor piu' evidente la spaccatura nell'aspirante campo largo: se le sue forze neanche riescono a esprimere una linea comune sulla tutela delle liberta' nel mondo, non hanno alcuna credibilita' per rappresentare un'alternativa di governo". Lo dichiara Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia e responsabile del Dipartimento Esteri del partito.
Iran, Partito Radicale, migliaia di adesioni alla marcia di sabato
"Sono migliaia in queste ore le adesioni della comunità iraniana alla marcia promossa dal Partito Radicale per sabato 17 alle 10". Lo afferma una nota del partito nella quale viene ricordato il percorso del corteo: partenza da Piazzale Ugo La Malfa, Via del Circo Massimo, Viale Aventino, Piazza Albania, Viale della Piramide Cestia, Piazza di Porta San Paolo con arrivo a Piazzale Ostiense.
Iran, tv di Stato mostra i danni dopo le proteste. VIDEO
Iran, tv di Stato mostra i danni dopo le proteste | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoProteste Iran, migliaia le vittime. A teheran i funerali degli agenti uccisi. VIDEO
Proteste Iran, migliaia le vittime. A teheran i funerali degli agenti uccisi | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoIran, Teheran: false notizie su vittime diffuse da Mossad
Sono falsi i numeri sulle vittime delle manifestazioni in Iran che circolano per mano dei servizi segreti israeliani. Ad assicurarlo e' stato il servizio stampa della magistratura iraniana, a quanto riporta il Tehran Times. "Le notizie diffuse dagli agenti del Mossad sul numero delle vittime dei recenti attentati terroristici in Iran sono una bugia assoluta", sostiene la magistratura, "il numero riportato sul corpo del defunto e' il numero del permesso di sepoltura, non il numero dei decessi".
Cnn: "Parte personale base Usa in Qatar trasferito per precauzione"
Alcuni membri del personale della la base aerea di Al-Udeid, in Qatar, la piu' grande base militare statunitense in Medio Oriente, sono stati trasferiti per precauzione. Lo riporta la Cnn citando un funzionario statunitense. La fonte ha definito la direttiva impartita come una "precauzione" date le attuali tensioni nella regione. La base era stata presa di mira dall'Iran a giugno, dopo che gli Stati Uniti avevano colpito gli impianti nucleari iraniani. La base, che ospita circa 10.000 soldati americani, potrebbe tornare a essere un bersaglio. Gli Stati Uniti avevano gia' preso provvedimenti per evacuare la base a giugno, durante la guerra tra Israele e Iran, prima di colpire gli impianti nucleari iraniani.
Iran, Metsola: "Nel 2026 può cadere regime; siamo con il popolo"
"Il nostro appello e' di agire ora. Riteniamo che il 2026 dovrebbe essere l'anno della fine delle dittature. Questo e' un momento d'oro per l'Unione europea, per l'Europa, per i governi degli Stati membri, per dire che questo regime, come ha detto il cancelliere tedesco, e' allo stremo. Siamo pienamente d'accordo e dovremmo andare oltre". Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in un'intervistata rilasciata all'emittente Euronews, rispondendo alla possibilita' che le rivolte nel Paese possano determinare un cambio al vertice delle istituzioni del Paese, anche prima del possibile intervento degli Stati Uniti. "Se non ora, quando? Il popolo iraniano chiede che cio' accada. Noi crediamo in loro, crediamo in tutti i loro sforzi per vedere un cambiamento, una caduta del regime. Come cio' accadra' non sta a noi dirlo, sta al popolo iraniano determinarlo, ma noi lo sosteniamo", ha aggiunto Metsola. "Siamo stati al fianco dei manifestanti fin da quando abbiamo iniziato a vedere persone radunarsi per le strade. Abbiamo visto violenza, abbiamo visto omicidi, e questo non e' qualcosa che tollereremo. La comunita' iraniana, i manifestanti iraniani, ci hanno chiesto solidarieta' e aiuto, ma non solo, anche di fare un passo avanti e di aumentare le sanzioni, di inserire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista dei terroristi. Questa e' la posizione del Parlamento europeo da molti anni ormai", ha spiegato Metsola. "Da allora abbiamo visto donne cosi' coraggiose nelle strade dell'Iran che chiedevano a gran voce la loro vita, la loro liberta', i loro diritti e la loro dignita'. Chiediamo agli iraniani di comprendere come questo regime possa giungere alla fine, e in questo li sosteniamo pienamente. Credo che l'Unione europea abbia un momento d'oro per dimostrare la sua fermezza, la sua forza e anche la sua chiarezza. Noi sosteniamo la liberta'. Questo e' un pilastro fondamentale di tutto cio' su cui abbiamo costruito la nostra Unione", ha concluso.
Iran, Tosi (FI): "Popolo paga prezzo altissimo per difesa libertà"
"Solidarieta' al popolo iraniano e a quanti stanno manifestando per la liberta', i diritti umani e la democrazia". Lo afferma l'eurodeputato di Forza Italia (Ppe), Flavio Tosi in una nota. "Il popolo iraniano sta pagando un prezzo altissimo per la difesa delle liberta' fondamentali. L'Unione europea non puo' restare in silenzio di fronte alla repressione e alle violazioni dei diritti umani". La dichiarazione condanna la violenta repressione delle proteste da parte del regime iraniano e richiama l'Unione europea e i governi europei ad adottare misure decisive per fermare le gravi violazioni dei diritti fondamentali. Con questa adesione, l'eurodeputato di Forza Italia ribadisce l'impegno al Parlamento europeo a sostegno dello Stato di diritto e delle legittime aspirazioni del popolo iraniano a una repubblica democratica.
Iran, Barrot: "Valutiamo invio terminali satellitari di Eutelsat"
La Francia sta valutando la possibilità di inviare terminali satellitari di Eutelsat in Iran per contribuire a garantire l'accesso a Internet dopo il recente blackout delle comunicazioni imposto dalle autorità iraniane per fermare i disordini. Lo ha annunciato in Parlamento il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot. "Stiamo esplorando tutte le opzioni e quella che avete menzionato è tra queste", ha affermato Barrot, rispondendo a una domanda sull'eventuale invio di terminali Eutelsat in Iran.
Iran, media: Usa ritirano personale basi MO come misura precauzionale
Gli Stati Uniti stanno ritirando del personale dalle principali basi in Medio Oriente come misura precauzionale considerate le elevate tensioni nella regione. Lo riporta al Jazeera che rilancia la Reuters che cita fonti americane. Intanto, fonti diplomatiche confermano a Afp che una parte del personale di Al Udeid, la base nel Qatar che è la più grande base Usa in Medio Oriente con circa 10mila militari americani, verrà ritirato.
Iran, Patuanelli (M5s): diritto vale anche quando è scomodo
"Il dibattito e' molto piu' serio e complesso di come qualcuno prova a ridurlo. Non si puo' fare politica estera a colpi di slogan o di tweet, ne' fare i 'leoni da tastiera' in Parlamento votando risoluzioni incomplete, che bypassano il diritto internazionale omettendo volontariamente le parti scomode, e poi presentarsi come difensori della democrazia e dei diritti umani". Lo scrive il capogruppo del M5s in Senato, Stefano Patuanelli, dopo l'astensione del Movimento sulla risoluzione 'bipartisan'che riguarda l'Iran. "Il punto e' semplice, ma decisivo: o si stabilisce che il diritto internazionale non conta piu' nulla, e allora si accetta che ogni potenza militare bombardi chi vuole, quando vuole, in base alla propria convenienza geopolitica; oppure si accetta che il diritto internazionale vale sempre, anche quando e' scomodo, anche quando riguarda un alleato, anche quando non produce risultati immediati .Per noi del Movimento 5 Stelle non esiste un diritto internazionale a fasi alterne, ne' un diritto 'a geometria variabile', nota.
Iran, Benigni: "FI dalla parte della libertà. Stop barbarie"
"Ringrazio Simone Leoni e tutti i ragazzi del Movimento Giovanile per aver organizzato questa iniziativa per essere idealmente al fianco del popolo iraniano, delle migliaia di ragazzi e ragazze che in questi giorni stanno scendendo in piazza con coraggio e dignita', rischiando la propria vita per chiedere un futuro migliore per il proprio Paese". Lo ha detto Stefano Benigni, vicesegretario nazionale di Forza Italia, intervenendo al sit in di protesta organizzato dal Movimento giovanile azzurro davanti all'ambasciata dell'Iran. "L'Iran - ha proseguito - e' stato un grande Paese, con una grande cultura millenaria, e puo' tornare ad esserlo se avra' la forza di liberarsi da un regime che sta opprimendo il proprio popolo. Noi siamo qui, come Forza Italia, sempre e soltanto dalla parte della liberta', per dire basta alle barbarie di una dittatura che sta uccidendo migliaia di persone. Noi siamo sempre dalla parte giusta della storia e, purtroppo, ci dispiace sottolineare che ancora una volta qualcuno a sinistra si e' dimenticato che la difesa della liberta' dei popoli non ha colore e non ha confini. Loro hanno scelto ancora una volta di schierarsi dalla parte dei dittatori; noi invece ci schieriamo dalla parte di un popolo che chiede liberta' e la garanzia dei diritti fondamentali che, purtroppo, oggi non sono garantiti in quel Paese. Ringrazio tutti i giovani iraniani che sono qui insieme ai giovani di Forza Italia, perche' siamo popoli uniti dall'amicizia e dalla liberta': popoli che vogliono la pace, che vogliono un futuro migliore e che chiedono la fine di ogni dittatura", ha concluso.
Iran, premier Lussemburgo: "Sosteniamo sanzioni Ue"
"Il Lussemburgo si schiera con il popolo iraniano e sostiene le proposte di ulteriori sanzioni dell'Ue contro coloro che in Iran sono coinvolti nella brutale repressione dei manifestanti pacifici, tra cui l'inserimento dell'Irgc nell'elenco delle organizzazioni terroristiche". Lo scrive su X il premier del Lussemburgo Xavier Bettel.
Mussolini: "Forza Italia sarà in piazza del Campidoglio per gli iraniani"
"Venerdì prossimo sarò in piazza del Campidoglio per prendere parte alla manifestazione promossa da Amnesty International Italia e Women Life Freedom for Peace a sostegno del popolo iraniano. In un momento così difficile e complicato per l'Iran, interessato da forti tensioni interne e globali che stanno minando pesantemente valori basilari quali la libertà e la democrazia, abbiamo il dovere di non voltarci dall'altra parte e di supportare i diritti di milioni di cittadini messi a rischio da un regime che non esita a reprimere nel sangue ogni forma di dissenso. Una battaglia per la civiltà e per i diritti umani da condurre tutti assieme, in maniera bipartisan e trasversale, senza alcuna divisione o ideologia di parte". Lo dichiara, in una nota, la capogruppo capitolina di Forza Italia Rachele Mussolini.
Aereo di Netanyahu avvistato fuori da Israele: "Volo di addestramento"
Alcuni media israeliani hanno riferito che l'aereo del primo ministro Benjamin Netanyahu si è alzato in volo questa mattina alla volta di una località sconosciuta per il timore dell'escalation della tensione tra Stati Uniti e Iran. L'ufficio del premier ha poi fatto sapere che si è trattato di "parte di un volo di addestramento di routine programmato". La stessa cosa era accaduta il primo giorno della guerra dei 12 giorni tra Israele e Iran, osservano i media israeliani. Flightradar24 ha rilevato questa mattina che l'aereo presidenziale 'Wing of Zion' ha lasciato lo spazio aereo israeliano, decollando dalla base aerea di Nevatim, nel sud di Israele. E' stato poi osservato di ritorno dopo un breve atterraggio a Creta.
Iran, Malan: ingiustificabile astensione M5s, 'campo largo' si spacca
"E' assolutamente ingiustificabile l'astensione del Movimento 5 stelle sulla mozione unitaria contro le repressioni delle manifestazioni in Iran approvata stamattina in commissione Esteri del Senato. Una mozione che impegna il Governo a mettere in campo qualsiasi azione diplomatica, anche in ambito europeo, per far desistere le autorità di Teheran nella repressione di pacifici manifestanti, ma anche per attuare misure mirate per la salvaguardia dei canali umanitari e dell'assistenza della popolazione. Eppure, anche su un tema di questa importanza, in cui le forze politiche avrebbero potuto presentarsi unitarie, il campo largo si spacca, dimostrando ancora una volta la sua inconsistenza". Cosi in una nota Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d'Italia
Iran, Blengino: "Conte sempre un passo più vicino ai tiranni"
"Poteva essere qualsiasi partito, e invece e' sempre lo stesso. Il Movimento 5 Stelle ha nuovamente chiarito da che parte della storia intende stare: sempre un passo piu' vicino ai tiranni, oggi agli ayatollah di Teheran. Se il silenzio sulla guerra contro Kyiv e la sistematica negazione della legittima resistenza del popolo ucraino non erano gia' prove sufficienti di una sudditanza all'autocrate Putin, Conte ha scelto di rincarare la dose, astenendosi sulla risoluzione unitaria di condanna del regime iraniano. La fascinazione del Movimento per i dittatori del mondo non e' piu' un sospetto, ma un dato politico ormai manifesto, esibito senza pudore nelle istituzioni democratiche della Repubblica. Tutto questo non e' solo vergognoso: e' un pericolo". Lo dichiara in una nota Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani.
Metsola scrive ai vertici Ue: "Su Iran serve risposta coerente e unita"
Le recenti proteste in Iran rappresentano una richiesta "forte e inequivocabile di cambiamento" da parte della società iraniana e richiedono "una risposta coerente e unita" dell'Unione europea. Lo scrive la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in una lettera indirizzata vertici delle istituzioni dell'Ue: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, l'Alta rappresentante dell'Ue Kaja Kallas e la presidenza di turno dell'Unione, guidata dal presidente cipriota Nikos Christodoulides. Nella lettera, Metsola sollecita l'adozione di sanzioni più forti e mirate contro i responsabili della repressione in corso in Iran, chiede lo stop a ogni export verso Teheran di tecnologie che possano essere utilizzate per la sorveglianza e invita a una collaborazione con le compagnie di telecomunicazione per valutare possibili soluzioni volte ad aggirare le restrizioni alla connettività. La presidente ricorda inoltre di aver deciso il 12 gennaio 2026 di vietare l'accesso ai locali del Parlamento europeo al personale delle missioni diplomatiche iraniane e ad altri funzionari della Repubblica islamica dell'Iran, per evitare di offrire "qualsiasi piattaforma che possa legittimare un regime repressivo". La missiva ricorda infine che il Parlamento chiede, dal gennaio 2023, la designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Ircg) come organizzazione terroristica, "per il suo ruolo nella repressione interna, nelle violazioni dei diritti umani e negli attacchi contro cittadini e interessi europei".
Iran, media: "Raid Pasdaran nelle casse dei manifestanti uccisi"
Forze di sicurezza in borghese e membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira le case delle famiglie delle persone uccise nelle recenti proteste nella parte orientale di Teheran. Secondo fonti della testa di opposizione con sede a Londra, gli agenti hanno effettuato incursioni intimidatorie, usando armi, insultando e saccheggiando le abitazioni. Alle famiglie sarebbe stato ordinato di raccogliere i corpi delle persone uccise prima dell'alba e di effettuare le sepolture rapidamente e in privato, altrimenti i loro cari saranno sepolti in fosse collettive. Alle famiglie e' stato anche comunicato che sarebbero state loro addebitate le spese per l'uso di munizioni vere.
Starmer: "Lavoriamo a nuove sanzioni contro regime"
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha detto che Londra ''sta lavorando con gli alleati per imporre nuove sanzioni'' al regime iraniano. ''Condanno nei termini più forti possibili la repressione disgustosa e l'uccisione di manifestanti in Iran'', ha detto Starmer. ''Il contrasto tra il coraggio del popolo iraniano e la brutalità del suo regime disperato -ha aggiunto- non è mai stato così evidente. Stiamo facendo tutto il possibile per proteggere i cittadini del Regno Unito" in Iran
Pasdaran: "Siamo al picco della prontezza operativa"
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato di trovarsi "al picco della prontezza operativa" mentre cresce l'attesa per un possibile passo degli Stati Uniti, all'indomani del messaggio con cui il presidente Donald Trump ha promesso sostegno ai dimostranti antigovernativi. Il comandante delle Forze aerospaziali dei Pasdaran, Majid Mousavi, ha inoltre confermato ai media statali che sono state aumentate le scorte di missili dopo la cosiddetta Guerra dei 12 giorni con Israele dell'anno scorso, aggiungendo che i danni subiti durante il conflitto sono stati riparati e che la produzione di alcuni armamenti oggi è superiore ai livelli precedenti a giugno 2025.
Media, Trump ha ricevuto lista 50 obiettivi militari
L'amministrazione Trump ha ricevuto una lista di obiettivi militari di alto valore, mentre il presidente sta valutando un attacco all'Iran. La United Against Nuclear Iran, un'organizzazione no-profit con sede a Washington, ha compilato un dossier con 50 obiettivi e lo ha consegnato ai funzionari della Casa Bianca nelle prime ore di lunedì, prima di importanti riunioni sulla sicurezza, ha dichiarato in esclusiva al Daily Mail l'organizzazione. Il documento rivela le coordinate esatte del quartier generale Thar-Allah del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc), centro nevralgico della repressione. L'elenco degli obiettivi include quattro sotto-quartier generali chiave che sovrintendono a diverse regioni della capitale: il sotto-quartier generale Quds, che sovrintende alle operazioni di repressione nel nord e nel nord-ovest di Teheran, il sotto-quartier generale Fath nel sud-ovest, il sotto-quartier generale Nasr nel nord-est e il sotto-quartier generale Ghadr, che controlla il sud-est e il centro di Teheran. Identificando questi siti e divisioni specifici, l'esercito statunitense avrebbe ora un'idea delle capacità dell'Irgc di coordinare l'uccisione dei propri cittadini, un'atrocità che ha irritato il presidente degli Stati Uniti e lo ha spinto a elaborare opzioni per intervenire in sostegno dei manifestanti
Tajani: oggi riunione su sicurezza italiani nel Paese
"Oggi ho convocato una riunione operativa al Ministero per valutare la situazione e vedere comunque di garantire anche la sicurezza dei nostri connazionali che vivono a Teheran e nelle altre città dell'Iran". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a margine dell'evento "La diplomazia incontra la Scuola Ufficiali Carabinieri
Media: irruzione dei pasdaran a casa delle famiglie dei manifestanti uccisi
Iran International, la tv dei dissidenti iraniani con sede a Londra, riporta che le forze di sicurezza in borghese e i membri delle Guardie rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira le case delle famiglie delle persone uccise durante le proteste nella parte orientale di Teheran. Le forze hanno effettuato incursioni intimidatorie, sparando, lanciando insulti e saccheggiando le case. Secondo Iran International, i pasdaran hanno ordinato alle famiglie di raccogliere i corpi delle vittime prima dell'alba e di effettuare le sepolture in modo rapido e privato, aggiungendo che saranno addebitate le spese per l'uso di munizioni
Ambasciatore a Roma: "Nessuna convocazione mirata dell'ambasciatrice d'Italia a Teheran"
Non c'è stata alcuna convocazione mirata dell'ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei. Lo conferma l'ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri, in un'intervista all’Adnkronos. "Sembra che questa notizia non sia stata tradotta e diffusa correttamente. L'ambasciatore d'Italia e quelli di altri tre Paesi non sono stati convocati separatamente e l'incontro non era riservato esclusivamente agli ambasciatori di questi quattro Paesi", spiega il diplomatico.
"A seguito delle violenze perpetrate da elementi affiliati e stranieri contro le forze dell'ordine, le forze di sicurezza e i cittadini iraniani, nonché degli attacchi contro alcuni luoghi pubblici e religiosi durante i recenti disordini, il ministero degli Esteri dell'Iran ha invitato gli ambasciatori residenti a Teheran a partecipare a una riunione per ricevere spiegazioni sugli sviluppi recenti", aggiunge.
"Durante l'incontro sono state mostrate agli ambasciatori e ai diplomatici le prove documentali relative agli atti di violenza contro le forze di sicurezza e i cittadini iraniani. Questa iniziativa è stata intrapresa con l'obiettivo di contribuire alla redazione di rapporti realistici e accurati sugli sviluppi in Iran da trasmettere alle capitali, inclusa Roma, e va valutata in questo quadro", conclude.
Iran, ambasciata Nuova Delhi chiede a indiani di lasciare Paese
L'ambasciata indiana a Teheran ha chiesto ai cittadini indiani di lasciare l'Iran, parlando di ''situazione in evoluzione'' nella Repubblica islamica. In un comunicato postato sull'account di 'X' dell'ambasciata di Nuova Delhi si consigliano anche i cittadini indiani di restare altamente vigili e di evitare le zone dove sono in corso le proteste.
Tajani: "Ci preoccupa moltissimo la situazione in Iran"
"Ci preoccupa moltissimo quello che accade in Iran. Abbiamo detto in maniera molto chiara anche all'ambasciatore di Teheran a Roma che la repressione non può essere di violenza inaudita. Non vogliamo che ci siano pene di morte. L'Italia, come sapete, è all'avanguardia in Europa, anche nelle Nazioni Unite, per la moratoria, quindi è inaccettabile ciò che accade". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani al termine dell'evento "La diplomazia incontra la Scuola Ufficiali Carabinieri". "Ci auguriamo - ha aggiunto - che il popolo iraniano possa esprimere le proprie idee e vivere in un sistema democratico".
Araghchi: "Ripristinata la calma in tutto il Paese"
Le manifestazioni sono terminate in Iran, almeno secondo il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. "Grazie alla vigilanza della popolazione e delle forze dell'ordine, è stata ristabilita la calma", ha detto Araghchi al suo omologo emiratino Abdullah bin Zayed Al Nahyan, a quanto riferito da Press Tv. Araghchi ha spiegato al collega che i disordini "sono stati causati dall'incitamento di alcuni elementi terroristici di Israele e Stati Uniti, con l'obiettivo di trasformare le proteste pubbliche pacifiche in caos". Manifestazioni, ha aggiunto, "che hanno portato alla morte di numerosi iraniani" Il ministro ha poi puntato il dito contro quelle che ha definito "dichiarazioni provocatorie" di funzionari statunitensi, in evidente riferimento al presidente Donald Trump, che costituiscono "una chiara interferenza negli affari interni dell'Iran". Ma il popolo iraniano "è determinato a difendere la sovranità e la sicurezza nazionale contro qualsiasi forma di ostilità o intervento straniero", ha assicurato.
Tajani: "Oggi riunione sulla sicurezza degli italiani in Iran"
"Oggi ho convocato una riunione operativa al ministero per valutare la situazione e vedere comunque di garantire anche la sicurezza dei nostri connazionali che vivono a Teheran e nelle altre città dell'Iran". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani al termine dell'evento "La diplomazia incontra la Scuola Ufficiali Carabinieri".
Lavrov: "Nessuno può cambiare rapporti tra Mosca e Teheran"
"Credo che nessuna terza parte possa cambiare la natura fondamentale delle relazioni tra Mosca e Teheran" che "si basa sugli accordi raggiunti tra i presidenti della Federazione Russa e della Repubblica Islamica dell'Iran. Risponde agli interessi di entrambi gli Stati e dei due popoli". Lo dice il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in una conferenza stampa al termine dei colloqui con il Ministro delle Relazioni Internazionali della Namibia, Selma Ashipala-Musawhi.
Medici iraniani: "Sparano agli occhi, vogliono che diventino ciechi"
I medici iraniani che sono riusciti ad avere contatti con l'esterno del Paese affermano che le ferite da arma da fuoco dei manifestanti sono concentrate principalmente sugli occhi e sulla testa, una tattica, secondo i gruppi per i diritti umani, già usata durante le proteste del 2022 'Donna, Vita, Libertà'. Lo riporta il Guardian citando un oculista di Teheran che ha documentato più di 400 ferite agli occhi causate da colpi d'arma da fuoco in un singolo ospedale. "Stanno sparando deliberatamente alla testa e agli occhi: vogliono danneggiare la testa e gli occhi in modo che non possano più vedere, la stessa cosa che hanno fatto in passato", ha riferito il sanitario sottolineando che - riporta il media britannico - molti dei pazienti hanno dovuto subire l'asportazione degli occhi e sono rimasti ciechi. Tre medici, in messaggi inoltrati al Guardian hanno descritto ospedali e reparti di pronto soccorso sovraffollati, stracolmi di manifestanti rimasti feriti.
Media Iran: "Internet rimarrà disconnesso per una o due settimane". LIVE
L'agenzia di stampa Fars, affiliata allo Stato iraniano, ripresa da Cnn, afferma che è probabile che Internet rimanga disconnesso per le "prossime una o due settimane". L'Iran è al sesto giorno di blackout nazionale di Internet, imposto dal regime per reprimere le proteste di massa antigovernative, anche se ieri alcuni utenti di telefoni fissi e cellulari sono riusciti per la prima volta a chiamare all'estero.
Media: "Consigliata evacuazione parte personale base Usa in Qatar"
Ad alcuni membri del personale della base americana di Al Udeid, in Qatar, è stato consigliato di evacuare entro stasera. Lo riferiscono Iran International e Sky News, citando tre fonti diplomatiche alla Reuters. Al Udeid, che si trova a sud ovest di Doha, è la più grande base statunitense in Medio Oriente e ospita circa 10mila soldati americani.
A giungo, durante i 12 giorni di guerra con Israele, l'Iran aveva lanciato una decina di missili contro la base di Al Udeid.
Ambasciatore Iran invia report al Vaticano: "Noi preveniamo violenze e terrorismo"
L'ambasciata dell'Iran presso la Santa Sede ha inviato un documento alla Segreteria di Stato vaticana, ad altri uffici del Vaticano, e ad alcune ambasciate presso la Santa Sede un lungo documento per spiegare che cosa accade in queste ore in Iran. "La Repubblica islamica ribadisce il suo dovere" rispetto "alla protezione dei diritti di libertà di espressione e di assemblee pacifiche" e nel prevenire "violenze" e "terrorismo". L'Iran "né secondo la legge né in pratica si oppone ad assemblee pacifiche", sottolinea ancora il documento degli Esteri del quale l'ambasciata si fa portavoce presso la Santa Sede. "Il diritto di milioni di pacifici iraniani non può essere compromesso dall'azione di un numero molto limitato di violenti". Nel documento si criticano eventuali interferenze e si fa riferimento ai "sionisti" e agli Stati Uniti. "Ogni intervento che può esacerbare proteste non pacifiche deve essere evitato".
Media: chiesto a staff lasciare base al Udeid entro oggi
Parte del personale della base aerea statunitense di Al-Udeid in Qatar ha ricevuto l'indicazione di lasciare il sito entro questa sera. Lo riferisce la televisione al Arabiya citando la Reuters. Al-Udeid è la più grande base statunitense del Medio Oriente, con circa 10mila oldati. In vista degli attacchi aerei statunitensi sull'Iran a giugno, parte del personale fu trasferito dalle basi americane in Medio Oriente.
Think tank Usa: "Le proteste in Iran sembrano attenuarsi"
Un'analisi pubblicata dal Critical Threats Project, con sede negli Stati Uniti, suggerisce che le proteste in Iran sembrano essersi attenuate dopo giorni di disordini a livello nazionale, con solo sette proteste registrate in sei province martedì, un netto calo rispetto a giovedì scorso, quando sono state documentate 156 manifestazioni in 27 delle 31 province dell'Iran. Lo riporta Haaretz. Il Ctp è gestito dai think tank Institute for the Study of War e American Enterprise Institute, con sede a Washington.
Cina: "Contrari a uso forza nelle relazioni internazionali"
La Cina "sostiene e spera che il governo e il popolo iraniani possano superare le attuali difficoltà e salvaguardare la stabilità nazionale. Allo stesso tempo, la Cina si oppone alle forze esterne che interferiscono negli affari interni di un Paese e non sostiene l'uso o la minaccia della forza nelle relazioni internazionali". E' quanto ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, sull'ipotesi del presidente americano Donald Trump di "un'azione molto forte" contro l'Iran. Pechino, ha aggiunto Mao secondo i media statali, "spera che tutte le parti facciano di più per contribuire a pace e stabilità in Medio Oriente".
Metsola a vertici Ue: "Inserire Irgc in lista terroristi"
La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, chiede di rafforzare le sanzioni europee contro l'Iran, anche attraverso la designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc) come organizzazione terroristica. "Gradirei un impegno della Commissione, in stretta coordinazione con l'Alta rappresentante e il Consiglio, nel promuovere una risposta rafforzata e completa in materia di sanzioni, al fine di garantire l'assunzione di responsabilià e mantenere una pressione politica e diplomatica sostenuta su coloro all'interno del regime iraniano responsabili della repressione e della violenza", scrive Metsola in una lettera - visionata dall'Agi - indirizzata ai vertici delle istituzioni europee.
L'Iran avverte: "Se attaccati colpiremo le basi Usa nella regione"
L'Iran ha avvertito i Paesi vicini che colpirà le basi statunitensi come rappresaglia per eventuali attacchi da parte di Washington. Lo riporta Reuters online citando funzionari iraniani. Teheran, spiega la fonte, ha comunicato ai paesi della regione, dall'Arabia Saudita agli Emirati Arabi Uniti fino alla Turchia, che le basi statunitensi in quei paesi saranno attaccate se gli Stati Uniti prenderanno di mira l'Iran chiedendo a questi paesi di impedire a Washington di attaccare l'Iran.
Il blocco di Internet dura da oltre 132 ore
Il blocco di Internet a livello nazionale imposto dalle autorita' iraniane, che gli attivisti temono sia mirato a mascherare la vera portata della repressione delle proteste, dura ormai da oltre 132 ore, ha dichiarato un monitor della rete. "I dati mostrano che l'#Iran rimane offline mentre il Paese si risveglia in un altro giorno di buio digitale", ha scritto Netblocks in un post su X.
Capo magistratura Iran promette processi rapidi per arrestati
Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei , ha promesso processi rapidi per i sospettati arrestati durante le proteste, ha affermato oggi la televisione di stato iraniana citata dai media internazionali.. "Se qualcuno ha bruciato qualcuno, decapitato qualcuno e gli ha dato fuoco, allora dobbiamo agire rapidamente", ha dichiarato Gholamhossein Mohseni Ejei durante una visita a un carcere in cui sono detenuti i manifestanti. Le agenzie di stampa iraniane lo hanno anche citato, affermando che i processi dovrebbero essere tenuti "in pubblico".
Netblocks: blackout di Internet in Iran ancora in corso
Il blocco di internet a livello nazionale imposto in Iran nel contesto delle proteste anti governative è ancora in corso e secondo Net Blocks, dura ormai da oltre 130 ore, dopo essere iniziato giovedì scorso, riferisce Sky News. Ieri il governo di Teheran aveva consentito di effettuare alcune telefonate all'estero e i media statali hanno condiviso gli elenchi dei siti web autorizzati a cui le persone possono accedere.
Pahlavi chiede a esercito di unirsi ai manifestanti
Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo Scià di Persia, ha chiesto all'esercito iraniano di proteggere i cittadini che scendono in piazza ogni giorno per protestare contro il regime guidato dagli ayatollah. "Ho un messaggio speciale per i membri dell'esercito. Voi siete l'esercito nazionale dell'Iran, non l'esercito della Repubblica Islamica", afferma Pahlavi sul suo account Twitter. Ha aggiunto: "Avete il dovere di proteggere la vita dei vostri compatrioti. Non avete molto tempo. Unitevi a loro il prima possibile".
Teheran: "Se Trump attacca bombarderemo basi Usa in regione"
Il ministro della Difesa iraniano, generale di brigata Aziz Nafizardeh, ha avvertito mercoledì che il suo Paese attaccherà le basi americane nella regione se gli Stati Uniti lanceranno un'offensiva contro la nazione persiana. "L'Iran attaccherà le basi statunitensi se verrà attaccato", ha dichiarato il ministro della Difesa, secondo l'agenzia di stampa locale Mehr. Ha affermato che "tutte le basi statunitensi e le basi militari di altri paesi nella regione che assistono gli Stati Uniti negli attacchi contro il suolo iraniano saranno considerate obiettivi legittimi". "La risposta iraniana sarà dolorosa per i nemici" se l'Iran verrà attaccato, ha affermato il funzionario militare.
Ong: oltre 2.500 morti accertate nelle proteste in Iran
L'organizzazione per i diritti umani Hrana, con sede negli Stati Uniti, ha dichiarato di aver accertato la morte di 2.571 persone durante le proteste in Iran, riporta Reuters sul suo sito Tra queste, 2.403 manifestanti, 147 persone affiliate al governo, 12 minori di 18 anni e nove civili non partecipanti alle proteste.
Iran all'Onu accusa gli Usa: "Vogliono una scusa per attaccarci"
"Le fantasie e la politica degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran sono radicate nel desiderio di un cambio di regime, con sanzioni, minacce, disordini orchestrati e caos che fungono da modus operandi per creare un pretesto per un intervento militare". Lo ha scritto la missione iraniana presso le Nazioni Unite su X.
Lettera Iran a Onu: Usa e Israele responsabili morti di civili
Gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno una responsabilita' per perdita di vite di civili innocenti, in particolare tra i giovani". E' l'accusa contenuta in una lettera inviata dall'ambasciatore iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, al segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. Nella lettera si avvertono gli Stati Uniti di evitare di portare avanti atti di aggressione militare contro la Repubblica islamica dell'Iran.
Trump: "Aiuto a manifestanti Iran in arrivo mio obiettivo è vincere"
Donald Trump ha ribadito la sua promessa di sostegno ai manifestanti in Iran. "Gli aiuti arriveranno presto", ha detto il presidente parlando a Detroit. "Pagheranno un prezzo molto alto", ha aggiunto ricordando di aver "cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando non si fermeranno le uccisioni senza senso dei manifestanti.Gli Stati Uniti intraprenderanno "azioni molto forti" se l'Iran impiccherà i manifestanti ha poi ribadito in un'intervista a Cbs. "Non ho sentito parlare di impiccagioni. Se li impiccheranno, vedrete delle conseguenze... Intraprenderemo azioni molto forti se faranno una cosa del genere", ha detto il presidente americano. Il mio obiettivo finale in Iran è "vincere" ha poi aggiunto rispondendo a una domanda dell'emittente americana.