Un'azione militare degli Stati Uniti per ora sembra congelata. Ma il Pentagono annuncia lo spostamento della portaerei dal Mar Cinese Meridionale verso il Medio Oriente. Teheran "ha fermato 800 esecuzion"', ha annunciato la Casa Bianca:"'Le conseguenze saranno gravi, se le uccisioni continueranno". La Repubblica islamica "difenderà il territorio nazionale con forza da qualsiasi minaccia esterna", ha affermato Araghchi. Washington annuncia nuove sanzioni. Von der Leyen: "Le inaspriremo anche noi"
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Mattarella denuncia 'l'efferato sterminio dei manifestanti' in Iran: 'Occultare tutto è stata la prima preoccupazione del regime', dice il capo dello Stato facendo riferimento al blackout di internet e comunicazioni. Teheran annuncia che non sono previste esecuzioni (una delle linee rosse indicate da Trump). Teheran 'ha fermato 800 esecuzioni', ha annunciato la Casa Bianca: 'Le conseguenze saranno gravi, se le uccisioni continueranno'. L'attacco per ora sembra congelato. Lo spazio aereo sui cieli della Repubblica Islamica è stato riaperto. Anche se il Pentagono ha annunciato lo spostamento della portaerei Lincoln dal Mar Cinese Meridionale verso il Medio Oriente.
Approfondimenti:
- Proteste Iran, regime: "Manifestanti rischiano la pena di morte"
- Proteste Iran, Trump: se uccidete manifestanti interverremo
- Proteste Iran, Trump: “Pronti ad aiutare i manifestanti”. I possibili obiettivi degli Usa
- Proteste Iran, Reza Pahlavi si dice “pronto a tornare”. Chi è l’erede dello scià deposto
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Iran, Usa: 'Fermate 800 esecuzioni'. Trump congela l'attacco. LIVE
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Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump
Il presidente degli Stati Uniti ha coinvolto a vari livelli il Paese in crisi internazionali talvolta già aperte ma anche ‘battezzate’ dallo stesso tycoon. Se in Venezuela gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione militare per catturare il dittatore Nicolas Maduro e adesso si discute del futuro del Paese, la Groenlandia è finita al centro dell’attenzione di Trump che la considera “fondamentale” per la sicurezza a stelle e strisce. Sullo sfondo restano le proteste in Iran, con il regime degli ayatollah che sembra in bilico, ma non solo. Un clima di tensione tale che, secondo il commissario Ue Andrius Kubilius, per l'Europa "adesso è il momento di realizzare" quanto prefissato sulla difesa, "perché, come ha detto di recente il cancelliere Merz, i tempi della pax americana sono finiti".
Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump
Vai al contenutoIran all'Onu: Usa e complici responsabili per sangue innocente versato
"Il regime degli Stati Uniti e i suoi complici, in particolare il regime israeliano, non possono sottrarsi alla responsabilità per il sangue innocente versato nel mio Paese. Non essendo riusciti a raggiungere i loro obiettivi con la guerra di aggressione nel giugno 2025, ora cercano di perseguire gli stessi scopi attraverso la destabilizzazione politica, l'incitamento a disordini interni e il caos". Lo ha detto il vice ambasciatore iraniano all'Onu Gholamhossein Darzi durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. "Questa strategia si basa sulla creazione di vittime, sulla diffusione di notizie false e cifre gonfiate, e sulla creazione di un pretesto per l'intervento straniero - ha aggiunto - È uno schema ben noto, già utilizzato ripetutamente dall'Iraq alla Libia e al Venezuela". L'ambasciatore ha affermato che "ogni minaccia dell'uso della forza con qualsiasi pretesto costituisce una violazione della legge internazionale e della Carta Onu".
Procuratore Iran: 'Tutti i manifestanti rischiano la pena di morte'
Secondo quanto riferito dal procuratore generale del Paese, Mohammad Movahedi Azad, come riportato dai media statali iraniani e ripreso da Sky News, tutti i manifestanti alle proteste che dilagano nel Paese saranno "accusati di essere nemici di Dio" (mohareb), reato punibile con la pena di morte. L'accusa si applicherebbe sia ai "rivoltosi e terroristi" che hanno danneggiato la proprietà e minato la sicurezza, sia a coloro che li hanno aiutati, ha affermato il procuratore.
Procuratore Iran: 'Tutti i manifestanti rischiano la pena di morte'
Vai al contenutoRussia a Onu: gli Usa alimentano l'isteria sulla crisi
La Russia ha accusato gli Stati Uniti di "alimentare l'isteria" riguardo alla crisi iraniana. "Dalla fine di dicembre tutto il mondo sta osservando gli Stati Uniti alzare la tensione e alimentare l'isteria attorno all'Iran, dichiarando che l'aiuto è in arrivo", ha detto l'ambasciatore russo Vassilij Nebenzja nel suo intervento al Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Ma soprattutto - ha aggiunto - Washington neanche ha provato a nascondere le vere ragioni della sua preoccupazione riguardo alla situazione politica e minaccia di colpire l'Iran. Il suo obiettivo è risolvere il problema a suo favore".
Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?
Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata la puntata di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 13 gennaio.
Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?
Vai al contenutoIran, Usa all'Onu: "Noi a fianco del coraggioso popolo iraniano"
L'ambasciatore Usa all'Onu ha ribadito la solidarieta' di Washington con i manifestanti in Iran. "Noi siamo al fianco del coraggioso popolo iraniano", ha detto Michael Waltz nel suo intervento al Consiglio di sicurezza dell'Onu.
Generale Pasdaran: "Trump ha mano sul grilletto? Gli taglieremo mano e dito"
"Trump ha detto che ha la mano sul grilletto. Gli taglieremo la mano e il dito": lo ha dichiarato Mohsen Rezaei, generale di alto rango dei pasdaran e membro del Consiglio di Opportunità dell'Iran, lanciando una minaccia diretta al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riporta Iran International. "Non prestate attenzione alla moderazione e alla pazienza strategica che abbiamo dimostrato. Fermatevi subito. Fate un passo indietro, altrimenti nessuna delle vostre basi nella regione sarà al sicuro", ha minacciato.
Proteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto
Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla Rivoluzione del 1979, si prepara a tornare in Iran per unirsi alle proteste contro il regime che vanno avanti da giorni. Lo ha annunciato lo stesso Pahlavi con un post su X. "Avete ispirato l'ammirazione del mondo con il vostro coraggio e la vostra fermezza", ha scritto rivolgendosi ai manifestanti, "la vostra, ancora una volta, gloriosa presenza nelle strade dell'Iran venerdì sera è stata una risposta schiacciante alle minacce del leader traditore e criminale della Repubblica Islamica". Ecco chi è.
Proteste in Iran, chi è Reza Pahlavi erede dello scià deposto
Vai al contenutoGli Usa spostano la portaerei Lincoln dal Mar Cinese al Medio Oriente
Il Pentagono ha annunciato lo spostamento della portaerei USS Abraham Lincoln dal Mar Cinese Meridionale verso il Medio Oriente. Lo riporta The Hill. La portaerei e il suo gruppo d'attacco sono stati avvistati mentre si dirigevano verso ovest, allontanandosi dalla regione indo-pacifica, secondo le immagini fornite da Copernicus, una società di dati satellitari che monitora il traffico marittimo. Lo spostamento richiede circa una settimana.
Dissidente iraniana all'Onu: "Serve un'azione reale e concreta contro il regime"
"Sono qui per avvertirvi, a nome di milioni di iraniani, che ciò che serve ora per rendere giustizia a coloro che hanno ordinato il massacro in Iran è un'azione reale e concreta contro un regime che non comprende il linguaggio della diplomazia". Lo ha detto Masih Alinejad, giornalista e dissidente iraniana al Consiglio di Sicurezza Onu. "Le Nazioni Unite - ha aggiunto - hanno fallito nel rispondere con l'urgenza che questo momento richiede. Il Consiglio di Sicurezza stesso, il segretario generale stesso, non si è espresso pubblicamente contro il massacro in corso in Iran, solo una dichiarazione scritta tramite il suo portavoce. Il silenzio, in questo momento, invia un segnale. Invia un messaggio agli assassini dei giovani manifestanti e ai loro familiari". "Milioni di iraniani hanno invaso le strade, chiedendo che i loro soldi smettessero di essere rubati e inviati ad Hamas, a Hezbollah, agli Houthi. L'intera nazione anela alla libertà. Ciò che ne è seguito è stata la repressione del regime, che ha usato armi militari, Ak-47, contro persone innocenti", ha proseguito leggendo commossa alcuni dei nomi delle vittime delle proteste, e dicendo tra le lacrime di sentirsi in colpa per non aver nominato tutti i manifestanti uccisi. Alinejad ora abita a New York e dice di vivere "con il senso di colpa del sopravvissuto, perché molti iraniani non hanno la stessa protezione". "La Repubblica islamica si e' comportata come l'Isis e deve essere trattata come l'Isis", ha concluso.
Onu: "Non possiamo verificare il numero di vittime e arresti in Iran"
"Secondo i media e le organizzazioni per i diritti umani, le forze di sicurezza iraniane avrebbero ucciso centinaia, o forse migliaia, di manifestanti tra l'8 e il 10 gennaio. Le Nazioni Unite non sono in grado di verificare queste cifre. E non possono verificare neppure le stime degli osservatori per i diritti umani sugli arresti di massa che superano i 18.000 detenuti a metà gennaio". Lo ha detto Martha Ama Akyaa Pobee, sottosegretaria generale Onu per l'Africa, i dipartimenti per gli affari politici e per le operazioni di pace, durante la riunione del Consiglio di sicurezza. "Chiediamo alle autorità di rispettare il diritto a un processo equo per tutti i detenuti - ha aggiunto -Tutti devono essere trattati umanamente e avere la possibilità di ricevere visite dai familiari. In particolare, chiediamo all'Iran di interrompere qualsiasi esecuzione legata a casi di protesta". Inoltre, ha sottolineato che "tutti i decessi devono essere oggetto di indagini tempestive, indipendenti e trasparenti", e i "responsabili di eventuali violazioni devono essere chiamati a risponderne in conformità con le norme e gli standard internazionali".
Trump: "Ieri ho salvato molte vite in Iran"
"Ieri ho salvato molte vite", in Iran. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista telefonica a Nbc news sostenendo che il presunto stop del regime alle uccisioni di manifestanti e delle esecuzioni sia stato determinato dalla sua minaccia di attaccare il regime di Teheran.
Iran, colloquio Araghchi-Al Thani (Qatar): "Serve de-escalation"
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha ricevuto una chiamata dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, per discutere degli ultimi sviluppi nella regione. Il Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Qatar ha ribadito ad Araqchi il sostegno a tutti gli sforzi volti a ridurre l'escalation.
Chi compone la galassia dell’opposizione al regime in Iran?
La minaccia più temibile per gli Ayatollah è quella spontanea della piazza. Tra i vari gruppi dissidenti nessuno pare avere un ruolo egemone o capace di unificare il Paese, ma ci sono diversi orientamenti che hanno pesi differenti nella società civile iraniana.
Chi compone la galassia dell’opposizione al regime in Iran?
Vai al contenutoRelatrice Pe per l'Iran: "Roma, Parigi e Madrid bloccano sanzioni ai pasdaran"
"A quanto pare Francia, Italia e Spagna stanno bloccando l'inserimento del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc) nell'elenco delle organizzazioni terroristiche. Questo è inaccettabile, alla luce della brutalità degli ultimi giorni. Esorto questi governi a riconsiderare rapidamente questa posizione e li contatterò personalmente". Lo scrive su X la presidente della delegazione per i rapporti con l'Iran ed eurodeputata tedesca dei Verdi, Hannah Neumann, condividendo un report della testata tedesca Table Media, secondo cui i rappresentanti degli Stati membri dell'Ue non sono riusciti a raggiungere un accordo sull'inserimento ufficiale dell'Irgc nella lista delle organizzazioni terroristiche a causa delle reticenze di Roma, Parigi e Madrid. Fonti europee hanno spiegato nel corso della giornata, senza entrare nello specifico delle posizioni dei singoli Paesi, che una proposta di ulteriori sanzioni nei confronti dei pasdaran verrà formulata nelle prossime ore. L'entità e i destinatari delle misure sono attualmente in fase di definizione.
Wsj: "A Trump sconsigliato attacco, non garantisce caduta regime"
Donald Trump è stato informato che un attacco su larga scala contro l'Iran difficilmente porterebbe alla caduta del governo e potrebbe innescare un conflitto più ampio. Lo hanno riferito funzionari americani al Wall Street Journal. Pertanto il presidente e per ora si limiterà a monitorare come Teheran gestirà le proteste prima di decidere. Anche i partner mediorientali hanno comunicato alla Casa Bianca che un massiccio raid potrebbe invece innescare un conflitto più ampio. Attacchi di minore entità, d'altro canto, potrebbero rafforzare il morale dei manifestanti, ma non cambierebbero la repressione del dissenso da parte del regime.
Iran, Axios: "Trump sta prendendo tempo prima di decidere eventuale attacco"
Il presidente Donald Trump sta prendendo tempo prima di decidere un eventuale attacco all'Iran, mentre la Casa Bianca valuta internamente e con gli alleati tempi e modalità di un'operazione che possa colpire il regime senza scatenare ritorsioni gravi. E' quanto hanno indicato cinque fonti statunitensi, israeliane e arabe citate da Axios. L'opzione militare resta sul tavolo, ma la sospensione temporanea da parte di Trump mette in luce una profonda incertezza all'interno dell'amministrazione e tra gli alleati sui rischi di un attacco che potrebbe provocare una forte reazione da parte di Teheran. Sebbene al momento un raid non sembri imminente, una fonte statunitense ha dichiarato ad Axios che "tutti sanno che il presidente tiene il dito sul pulsante". Tra i Paesi alleati, Israele ha espresso riserve. Il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha parlato con Trump mercoledì, chiedendo di attendere per dare a Israele più tempo per prepararsi a possibili ritorsioni iraniane, secondo fonti Usa e israeliane.Una fonte israeliana ha aggiunto che, oltre ai timori di ritorsioni, l'attuale piano americano prevede attacchi contro obiettivi delle forze di sicurezza iraniane, ma non è considerato sufficiente a destabilizzare significativamente il regime. Secondo un funzionario Usa, è troppo presto per dire che la Casa Bianca stia adottando una strategia di de-escalation. "Il presidente sta ancora valutando le opzioni e osservando l’evolversi della situazione", ha spiegato la fonte. Nelle ultime due settimane, Netanyahu ha cercato di non spingere per un'azione militare, lasciando a Trump la decisione finale. Una fonte Usa ha sottolineato che "Bibi non ha detto a Trump di non farlo, ma non lo sta nemmeno spingendo a farlo".
Iran, Shirin Ebadi a Sky Tg24: 'Spero in un referendum libero'. VIDEO
L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state uccise.
Iran, Shirin Ebadi a Sky Tg24: 'Spero in un referendum libero'
Vai al contenutoIran, Erfan Soltani: chi è il primo manifestante condannato a morte
Arrestato dalle autorità iraniane la scorsa settimana, il 26enne sarebbe stato condannato “con un processo estremamente rapido, nel giro di soli due giorni” dopo essere stato coinvolto nelle proteste a Teheran.
Iran, Erfan Soltani: chi è il primo manifestante condannato a morte
Vai al contenutoIran, Tajani parla con Oman: "De-escalation per la crisi"
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto oggi un colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri del Sultanato dell'Oman, Badr Al Busaidi, anche a seguito della visita di ieri della Presidente del Consiglio a Muscat. I due Ministri hanno anzitutto discusso della situazione in Iran e della recente missione del Ministro Al Busaidi a Teheran, dove ha incontrato il Presidente Pezeshkian. Il Ministro Tajani ha espresso apprezzamento per il ruolo svolto dall'Oman nella crisi in corso, auspicando che la mediazione del Sultanato, che mantiene un dialogo positivo sia con Washington sia con Teheran, possa sfociare in una de-escalation, in nuovi canali di dialogo e prospettive di distensione, anche con riferimento al dossier del nucleare iraniano, a beneficio della sicurezza e stabilita' regionale.
Iran, a Firenze sit-in "l'ora della libertà"
Domenica 18 gennaio, alle ore 11, a Firenze, in piazza del Duomo di fronte a Palazzo Strozzi Sacrati, si terrà il sit-in 'Iran, l'ora della libertà'. "Vogliamo un Iran libero - affermano gli organizzatori -, vogliamo un Iran che garantisca condizioni di vita dignitose alla sua popolazione, vogliamo un governo che ascolti il suo popolo, vogliamo un paese plurale, rispettoso delle culture millenarie e delle varie fedi presenti, inclusa quella cristiana ed ebraica". "L'attuale regime - proseguono - è incapace di rispondere ai bisogni del popolo, che ha dato una grande prova di partecipazione, ed è arrivato a un punto morto, a un redde rationem: il cambiamento è in atto e la prova di partecipazione supera ogni prova di forza del regime".
Ambasciatore Iran in Francia: "La maggioranza sta con la Guida Suprema"
L'ambasciatore d'Iran in Francia, Mohammad Amin Nejad, ha assicurato oggi che "la maggioranza degli iraniani difende la Guida suprema", che gode di "un sostegno incontestabile". Intervistato da BFM TV, il diplomatico ha risposto anche alla domanda sul numero di manifestanti uccisi nel paese, affermando però di "non sapere" a tutt'oggi quanti iraniani siano morti. Nejad ha poi dichiarato che nessuna esecuzione è stata sospesa da Teheran, contrariamente a quanto indicato dalla portavoce della Casa Bianca. Alla domanda: "Non c'è stata alcuna esecuzione programmata?", l'ambasciatore ha risposto "No".
Iran, Mattarella: efferato regime che reprime la stampa. VIDEO
Iran, Mattarella: efferato regime che reprime la stampa
Vai al contenutoCasa Bianca: "Tutte le opzioni restano sul tavolo"
"Il presidente e il suo team stanno monitorando attentamente la situazione e tutte le opzioni restano sul tavolo per il presidente". Lo ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, commentando la situazione in Iran. "Il presidente e il suo team hanno comunicato al regime iraniano che, se le uccisioni continueranno, ci saranno gravi conseguenze", ha aggiunto Leavitt durante il briefing con la stampa
Perché Trump non può attaccare l'Iran senza una portaerei
Iran, Mattarella: efferato regime che reprime la stampa
Casa Bianca: "Fermate 800 esecuzioni in Iran, monitoriamo"
"Donald Trump ha ricevuto la notizia che circa 800 esecuzioni in Iran sono state fermate ieri e sta monitorando la situazione": lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, precisando che "tutte le opzioni restano sul tavolo". Il presidente e il suo team, ha aggiunto, hanno detto a Teheran che se le uccisioni continueranno "ci saranno gravi conseguenze".
Nyt: Netanyahu ha chiesto a Trump di rinviare attacco
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha chiesto al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di rinviare qualsiasi piano per un attacco militare americano contro l'Iran. Lo ha riferito un alto funzionario statunitense citato dal New York Times.
Secondo la fonte, Netanyahu e Trump hanno avuto un colloquio ieri, quando il presidente Usa ha dichiarato di aver ricevuto informazioni da "fonti molto importanti dall'altra parte" secondo cui l'Iran avrebbe smesso di uccidere manifestanti e non starebbe procedendo con le esecuzioni annunciate.
Le parole di Trump sono state interpretate come un possibile segnale di allontanamento dall'ipotesi di un'azione militare contro Teheran, opzione che la Casa Bianca stava valutando da diversi giorni nel contesto dell’escalation delle tensioni e della repressione interna in Iran.
Iran, Magi: domani e sabato + Europa in piazza contro regime
Stiamo con il popolo iraniano contro il regime degli Ayatollah, stiamo con i dissidenti che contestano il regime e che vengono trucidati per le strade di Teheran, stiamo con le donne iraniane oppresse da una teocrazia". Lo ribadisce in una nota il segretario di +Europa, Riccardo Magi annunciando che il partito sara' domani, alle 16, in Campidoglio con Amnesty e Donna Vita e Liberta'. Inoltre, aggiunge Magi, "abbiamo aderito alla marcia organizzata dal Partito Radicale e nel pomeriggio saro' a Pisa in piazza Vittorio Emanuele II, dalle ore 16, per l'iniziativa organizzata da +Europa e Azione". "Scendiamo in piazza per esprimere sostegno e vicinanza al popolo iraniano ma anche - spiega Magi - per chiedere alle istituzioni europee e italiane di fare tutto il possibile per aiutare la rivoluzione democratica e liberale".
Iran, fonti Ue: "Prima discussione Stati su nuove sanzioni"
Gli Stati membri dell'Unione europea hanno avuto oggi la prima discussione riguardo a nuove sanzioni a individui ed entita' legati al regime iraniano. A quanto apprende l'AGI da fonti diplomatiche europee, allo stato attuale si prevedono circa 20 proposte di inserimento nella lista che riguarda il regime di sanzioni per violazioni dei diritti umani e altre dieci proposte per quanto riguarda le sanzioni relative all'uso di droni (tra cui aziende ed enti governativi). Tra gli Stati membri si e' riscontrato un "largo supporto". I lavori proseguiranno a livello tecnico la prossima settimana, con l'obiettivo di arrivare a una possibile approvazione al prossimo Consiglio Affari esteri del 29 gennaio.
Cnn, NewsGuard: "Video fake sulle proteste diffusi online durante blackout"
Video generati con l'intelligenza artificiale e spacciati per immagini delle proteste in Iran stanno circolando ampiamente online mentre continua da giorni il blackout quasi totale di internet nella Repubblica islamica, rendendo sempre più difficile verificare l'autenticità dei filmati. Lo riporta la Cnn, citando un'inchiesta di NewsGuard, organizzazione statunitense contro la disinformazione. Secondo l'emittente Usa, NewsGuard ha identificato sette video creati con l'Ia e condivisi sia da account filo-governativi che da profili anti-regime, tutti presentati come prove delle recenti manifestazioni. Alcuni di questi contenuti hanno raggiunto fino a 3,5 milioni di visualizzazioni. Uno dei filmati analizzati mostra alcune donne mentre danneggiano un veicolo ritenuto dei Basij, il grande corpo paramilitare spesso impiegato per reprimere il dissenso. Il video ha totalizzato 719mila visualizzazioni e 5.700 like in un solo giorno. Tuttavia l'analisi condotta con lo strumento di rilevazione Hive ha indicato una probabilità del 100% che il contenuto sia stato generato artificialmente. "Il video mostra chiari segnali di generazione tramite Ia, tra cui frammenti di vetro che appaiono inspiegabilmente e parole scritte in modo errato", si legge nel rapporto di NewsGuard. Un altro video, condiviso da account conservatori statunitensi e anti-regime, sosteneva di mostrare manifestanti iraniani intenti a cambiare i cartelli stradali per rinominare simbolicamente le vie in onore del presidente Donald Trump. Anche in questo caso, uno dei filmato - che aveva raccolto 91mila visualizzazioni e 7.100 like in un giorno - è risultato, con certezza del 100%, prodotto dall'intelligenza artificiale.
Iran, Giani: "Il governo italiano ritiri il nostro ambasciatore"
"La situazione in Iran è insostenibile e ci chiama ad agire con urgenza: per questo chiedo al governo di ritirare il nostro ambasciatore da quel Paese". Così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. "Siamo sconcertati e profondamente colpiti dalle notizie dei massacri che avvengono lì e rispetto ai quali occorre mobilitarsi - aggiunge in una nota -. Da oggi abbiamo esposto accanto all'ingresso principale di Palazzo Strozzi Sacrati, uno striscione con i volti dei giovani e delle giovani vittime dei processi sommari. E' un piccolo gesto per trasmettere vicinanza e solidarietà a quel popolo che vive momenti di grande sofferenza".
Appello degli studenti iraniani ad Ancona: "Non è protesta, ma rivoluzione"
"Non siamo in una protesta, siamo in una rivoluzione. Spero che le persone lo capiscano e ci supportino". Parla con la voce decisa, ma tremante, uno studente iraniano iscritto all'Università politecnica delle Marche (Univpm) di Ancona. Insieme a un gruppo di studenti iraniani - sono circa 100 quelli iscritti all'ateneo dorico - ha appena incontrato in Comune l'assessore comunale all'Università, Marco Battino, per raccontare le paure di queste giornate e per lanciare un appello all'Università e al Comune per "farsi portavoce presso il governo centrale e le istituzioni europee, affinché non restino indifferenti a questo massacro". "Internet è completamente bloccato e da giorni non sappiamo niente di parenti e amici - racconta lo studente all'ANSA - Per favore, ditelo, c'è una differenza enorme tra la repubblica islamica e il popolo iraniano. Sono state uccise migliaia di persone, non sono numeri. Se credete nella democrazia e nella libertà, davvero, siate la voce di questa rivoluzione". Durante l'incontro, il gruppo di studenti iraniani ha sottolineato anche come sia difficile reperire la documentazione per avere le borse di studio e al termine ha diffuso una lettera - firmata dagli studenti dell'Università politecnica delle Marche e comunità iraniana di Ancona - rivolta al Comune di Ancona nel quale si chiede di "esprimere solidarietà" usando "i canali istituzionali e mediatici del Comune per informare i cittadini su quanto sta accadendo e rompendo il muro di silenzio imposto dal blackout tecnologico in Iran".
Iran, Netblocks: black-out Internet ormai da una settimana
Il blocco di Internet a livello nazionale imposto dalle autorita' iraniane dura ormai da una settimana. E' quanto si legge in un post del monitor Netblocks sui social media. "Esattamente una settimana fa l'Iran e' sprofondato nell'oscurita' digitale quando le autorita' hanno imposto un blackout nazionale di internet", ha scritto Netblocks.
Israele designa banca iraniana come "organizzazione terroristica"
L'ufficio del ministro della Difesa israeliano rende noto che Israel Katz ha firmato un ordine che designa la Banca Melli, di proprietà statale iraniana, come organizzazione terroristica, "su richiesta delle agenzie di sicurezza e su raccomandazione del Quartier generale per la lotta al terrorismo economico presso il Ministero della Difesa". L'ufficio di Katz dichiara che "la Banca Melli è un fattore chiave nel trasferimento di fondi da parte del regime iraniano a organizzazioni terroristiche e funge da braccio finanziario centrale del regime nel finanziamento di attività terroristiche in tutto il Medio Oriente e oltre" e contribuisce presumibilmente a finanziare attacchi contro Israele e altri obiettivi. L'Istituto di credito dell'Iran era già stata designata dagli Stati Uniti come organizzazione terroristica nel 2018. "Il regime iraniano è il principale sponsor del terrorismo al mondo e utilizza le banche statali come vere e proprie armi terroristiche", afferma Katz. "Non permetteremo all'Iran e ai suoi alleati di nascondersi dietro falsi sistemi finanziari e agiremo con ogni mezzo, ovunque, per prosciugare le fonti di finanziamento del terrorismo e contrastare i tentativi dell'Iran di diffondere il terrore in tutto il mondo".
Tajani sente ministro Oman: "Sosteniamo dialogo contro escalation"
"Ho avuto una telefonata costruttiva con il ministro degli Esteri Badr al Busaidi per discutere degli eccellenti rapporti con l'Oman, rafforzati dalla visita di ieri del Presidente del Consiglio nel Paese, e per un confronto sulla situazione in Iran". Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Sosteniamo il ruolo di dialogo dell'Oman tra gli Usa e l'Iran per evitare ulteriori escalation, anche con riferimento al dossier nucleare, e per la pace e stabilità della regione mediorientale - aggiunge - Su Gaza, ho ribadito l'impegno italiano alla ricostruzione e alla formazione della classe dirigente palestinese".
Iran: iraniani in piazza a Siena con occhiali sole e mascherine
Poco meno di cento iraniani che vivono a Siena si sono radunati in piazza Duomo per una mobilitazione contro il regime degli ayatollah. I manifestanti, con occhiali da sole e mascherine per non farsi riconoscere, hanno esposto cartelloni nei quali si denunciano le violenze della Repubblica Islamica delle scorse settimane e degli ultimi anni. "Siamo la voce di un popolo che viene represso e massacrato da un regime terroristico e chiediamo alla comunita' internazionale di non restare in silenzio": e' quanto si legge in uno degli striscioni esposti da chi si e' mobilitato.
Iran, Giani: "Chiedo al governo italiano di ritirare ambasciatore"
"La situazione in Iran e' insostenibile e ci chiama ad agire con urgenza: per questo chiedo al governo di ritirare il nostro ambasciatore da quel Paese". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. "Siamo sconcertati e profondamente colpiti dalle notizie dei massacri che avvengono li' e rispetto ai quali occorre mobilitarsi. Da oggi abbiamo esposto accanto all'ingresso principale di Palazzo Strozzi Sacrati, uno striscione con i volti dei giovani e delle giovani vittime dei processi sommari. E' un piccolo gesto per trasmettere vicinanza e solidarieta' a quel popolo che vive momenti di grande sofferenza".
Mattarella: "Stampa antidoto contro abusi poteri pubblici e privati"
"Il giornalismo libero è antidoto contro abusi, manipolazioni ad opera di poteri pubblici e privati, contro opacità e menzogne, consentendo la possibilità di formarsi un'opinione indipendente, basata su rigorosa rappresentazione dei fatti". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica. "Ogni repressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso - ha aggiunto il presidente Mattarella - che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato".
Consiglio di Sicurezza Onu sull'Iran alle 21 italiane
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunirà oggi pomeriggio alle 15 locali, le 21 italiane, sulla situazione in Iran". Lo ha comunicato un portavoce della presidenza somala dei Quindici. La riunione è stata chiesta dagli Stati Uniti.
Mattarella: "In Iran efferato sterminio di manifestanti"
"Pensiamo a quanto sta accadendo in questi giorni in Iran: insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene - le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni - è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall'inizio, ha tentato di bloccare l'accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica. "Si tratta soltanto - ha aggiunto il presidente Mattarella - dell'ultimo esempio dei tentativi di nascondere il dissenso, il malessere sociale, la verità, attraverso l'oscuramento dei fatti che i giornalisti sono invece chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche, come i conflitti dai cui teatri si cerca di escluderli, censurandone il lavoro o addirittura proibendo loro l'accesso".
Fiom: "Al fianco delle donne e degli uomini iraniani"
La Fiom-Cgil esprime la propria piena solidarietà alle donne e agli uomini iraniani che da anni lottano contro un regime autoritario che nega diritti fondamentali, libertà democratiche e sindacali. Da sempre - si legge in una nota della segreteria della Fiom-Cgil nazionale - siamo al fianco delle donne, delle lavoratrici e dei lavoratori che rivendicano donna, vita, libertà, contro ogni forma di oppressione, discriminazione e violenza. Sosteniamo il diritto del popolo iraniano a manifestare liberamente, a organizzarsi sindacalmente, a costruire il proprio futuro nel rispetto dei diritti umani e della dignità del lavoro. Condanniamo con forza la repressione violenta del regime degli Ayatollah, l'uso sistematico della violenza contro chi protesta, le esecuzioni e le persecuzioni politiche che colpiscono attiviste, sindacalisti, studenti e lavoratori. Allo stesso tempo - prosegue la nota - ribadiamo il nostro no ad ogni intervento militare esterno, che non porta democrazia né libertà, ma alimenta guerre, sofferenze e instabilità. La democrazia non si esporta con le armi: può nascere solo dall'autodeterminazione dei popoli. Difendere la democrazia e le libertà significa sostenere le lotte di chi, in Iran, rischia la propria vita per diritti civili, sociali e sindacali, senza ingerenze imperiali né complicità con la repressione. La Fiom-Cgil continuerà a essere parte attiva della solidarietà internazionale, perché senza diritti, senza libertà, senza giustizia sociale non c'è pace. Per questo saremo presenti nelle mobilitazioni indette a sostegno del popolo iraniano a partire dalla manifestazione di Roma di domani, venerdì 16 gennaio.
Iran, von der Leyen: "Intervento Usa o Israele? A loro decidere"
"Quello che sta accadendo in Iran e' abominevole e l'uccisione di giovani e' una tragedia umana. Non posso commentare le attivita' di altri Paesi. Spetta a loro decidere cosa fare". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa da Limassol in occasione della visita del collegio dei commissari alla presidenza cipriota del Consiglio dell'Ue, rispondendo a una domanda su un possibile intervento in Iran di Stati Uniti o Israele.
Fonti: "Proposta sanzioni Ue all'Iran non prima della settimana prossima"
Le discussioni sulle sanzioni addizionali all'Iran "sono in corso" tra gli Stati membri e la Commissione Europea ed è un processo che - a quanto si apprende - dovrebbe concludersi non prima della prossima settimana, con un passaggio attraverso il servizio legale, per poi tradursi in una proposta formale.
Iran, von der Leyen: "Inaspriremo sanzioni; indeboliscono regime"
In Iran "stiamo valutando l'inasprimento delle sanzioni". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Limassol, in occasione della visita del collegio dei commissari alla presidenza cipriota del Consiglio dell'Ue. "Le sanzioni stanno avendo effetto, stanno indebolendo il regime e contribuiscono a spingere affinche' giunga alla fine e si verifichi un cambiamento", ha aggiunto. "In ultima analisi, e' il popolo iraniano che sta lottando coraggiosamente per un cambiamento. Hanno il nostro pieno sostegno politico. Ci chiedono anche di elencare il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, ma anche altri responsabili delle atrocita', fra i sanzionati. Capisco perfettamente, visto quello che sta succedendo in Iran, che si tratti di qualcosa di importante, e si', lo faremo".
Von der Leyen: "Gli iraniani chiedono cambiamento, li sosteniamo"
"Quello che accade in Iran è abominevole". Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a Cipro, precisando di non voler commentare il possibile intervento militare degli Usa o di Israele poiché "dipende da loro". Allo stesso tempo, von der Leyen ha sostenuto le sanzioni. "Mordono, indeboliscono il regime e lo spingono alla fine. Le persone che chiedono il cambiamento hanno il nostro pieno sostegno"
Ottawa: "Canadese ucciso dalle autorità iraniane"
Un cittadino canadese è stato ucciso dalle "autorità iraniane": è quanto fa sapere il governo di Ottawa. "Ho appena saputo che un cittadino canadese è morto in Iran per mano delle autorità iraniane", ha dichiarato il ministro degli Esteri canadese Anita Anand su X, senza fornire ulteriori dettagli. Ha aggiunto che la risposta di Teheran alle "proteste pacifiche" ha "portato il regime a ignorare palesemente la vita umana".
Usa: nuove sanzioni contro l'Iran per la repressione delle proteste
Il dipartimento del Tesoro americano ha annunciato nuove sanzioni contro l'Iran per la repressione delle proteste. "Oggi, mentre il popolo iraniano scende coraggiosamente in piazza per rivendicare le libertà fondamentali e la sicurezza economica, il dipartimento del Tesoro sta adottando misure contro gli artefici della brutale repressione di manifestanti pacifici", si legge in una nota del segretario Scott Bessent che annuncia sanzioni contro "i principali leader iraniani".
Iran, dipendente Mezzaluna Rossa ucciso nel nord: 5 feriti
Un membro locale dello staff della Mezzaluna Rossa e' stato ucciso mentre era in servizio in Iran, altri cinque colleghi sono rimasti feriti. Lo riferisce l'AFP, citando la Federazione Internazionale delle Societa' di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. L'incidente e' avvenuto nell'Iran nordoccidentale il 10 gennaio. "La Federazione Internazionale della Croce Rossa e' profondamente addolorata per l'uccisione di Amir Ali Latifi e per il ferimento di altri cinque colleghi, tutti in servizio nella provincia di Gilan, il 10 gennaio", si legge in una nota. Al momento non sono chiari i dettagli, compreso se i decessi e i feriti siano stati parte dello stesso incidente.
Iran: nuove sanzioni Usa per dodici individui e un'entità
Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti impone nuove sanzioni legate all'Iran su leader militari e aziende energetiche e commerciali. Vengono colpiti, riferiscono i media americani, dodici individui e un'entita'.
Iran, Canada annuncia morte suo cittadino "per mano autorità"
C'e' un cittadino canadese tra le vittime della repressione delle proteste in Iran. Lo ha annunciato la ministra degli Esteri canadese, Anita Anand, la quale afferma di essere stata informata che il connazionale e' morto "per mano delle autorita' iraniane". "I nostri funzionari consolari sono in contatto con la famiglia della vittima in Canada e in questo momento porgo loro le mie piu' sentite condoglianze", ha scritto in un post su X. Anand ha aggiunto che il Canada "condanna e chiede la fine immediata della violenza". "Le proteste pacifiche del popolo iraniano, che chiede che la propria voce venga ascoltata di fronte alla repressione del regime iraniano e alle continue violazioni dei diritti umani, hanno portato il regime a ignorare palesemente la vita umana", ha aggiunto.
Iran, Della Vedova: a causa M5s persa occasione unita' Parlamento
Io ho votato la risoluzione unitaria, ma non ho partecipato al voto una cosa che non esiste, che non e' l'attualita' e che ha avuto come unico effetto quello di impedire per una volta che l'Italia e il suo parlamento avessero una posizione unitaria". Lo ha detto il deputato di Piu' Europa, Benedetto Della Vedova, al termine della votazione sula risoluzione unitaria a sostegno del popolo iraniano in Commissione Esteri. "Noi dovevamo votare su quello che c'e' oggi, cioe' un massacro in corso e un impegno possibile dell'Italia in ogni sede per arginare questo massacro", spiega Della Vedova. "Non dovevamo votare su una eventualita'", aggiunge rifernedosi al passaggio che i Cinque Stelle hanno chiesto, ma non ottenuto, di inserire l'esclusione dell'ipotesi militare esterna per rovesciare il regime degli ayatollah. "Tra l'altro, io l'ho detto nel mio intervento dopo le parole del presidente Conte, con una formulazione tutt'altro che chiara, perche' da quella formulazione puo' aprire una discussione sull'utilizzo dell'articolo 51 della carta Nazioni Unite e non se ne esce piu'. L'eventualita' e' anche legata a quello che accade sul terreno, quindi si e' persa un'occasione. E credo che sia grave che il Movimento 5 stelle non abbia votato a favore di un impegno che poteva essere unanime da parte del Parlamento al governo a intervenire perche' facesse il possibile per arginare il massacro in corso e dare voce e vicinanza a chi si batte per la liberta' in Iran. Perche' poi questa e' la sintesi di quello che e' accaduto oggi: tutte le forze politiche eccetto il Movimento 5 Stelle sono schierate a hanno spinto il governo a fare qualcosa per fermare il massaggio".
Iran, Pd: ok risoluzione unitaria, voto a favore su punti M5s
"Il Pd ha votato la mozione che esprime pieno sostegno al popolo iraniano contro un regime che sta massacrando la sua gente". Lo ha detto il deputato e responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, al termine del voto in Commissione Esteri alla Camera sulla risoluzione unitaria a sostegno del popolo iraniano. "Abbiamo votato a favore del punto proposto dal M5S perche' riteniamo che abbiano ragione quelli attivisti iraniani che ci stanno dicendo che il cambiamento arrivera' dal popolo e no da interventi esterni che rischiano di creare il caos nella regione. Questa e' la posizione del Pd e dobbiamo portare questa posizione in Parlamento e nelle piazze. C'e' un punto su cui non la pensiamo come il centrodestra, sulla violazione del diritto internazionale da parte di Trump come visto in Venezuela", ha spiegato Provenzano.
Iran: "Reprimeremo terroristi" ma rischio instabilità regione
Il ministro della Difesa iraniano Aziz Nasirzadeh ha dichiarato che il governo di Teheran potrebbe non essere in grado di impedire che l'instabilita' si diffonda oltre i suoi confini, una prospettiva che preoccupa i vicini dell'Iran. In una dichiarazione trasmessa dalla tv di Stato Irib, Nasirzadeh ha affermato che le autorita' useranno tutto il loro potere per reprimere "terroristi armati e brutali", ma potrebbero non essere in grado di controllare l'insicurezza che potrebbe diffondersi nei territori limitrofi.
Iran, Conte: "Condividiamo testo Senato, ma no azioni militari"
In questo momento serve massima attenzione e massima solidarieta' ma serve anche indicare soluzioni per tutti i dissidenti, tutti i manifestanti iraniani. Condividiamo la risoluzione che viene dal Senato, ma la riteniamo carente: per aiutare le persone contro un regime autocratico e dispotico, il modo migliore e' il potere diplomatico, della politica, le sanzioni finanziarie. Quello da scongiurare e' una azione militare unilaterale come e' stata fatta in Venezuela, e come potrebbe essere fatta in Iran e poi in Groenlandia". Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, al termine dei lavori della Commissione Esteri della Camera sulla risoluzione unitaria sull'Iran. "Questa prospettiva rischia di compattare il regime dittatoriale e lo spirito nazionalistico. Tutta la comunita' internazionale sia coinvolta per salvaguardare la popolazione iraniana", aggiunge Conte.
Voto bipartisan sull'Iran, poi bocciata la risoluzione M5s
In Commissione Esteri della Camera è stata approvata la risoluzione sul sostegno alle proteste in Iran. Un documento analogo è stato approvato ieri in Commissione Esteri al Senato. Anche a Montecitorio il voto è stato bipartisan, solo il M5s si è astenuto (come ieri a Palazzo Madama). Bocciata la risoluzione del M5s che aggiunge la richiesta di "scongiurare azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale". Il documento del M5s è stato votato anche da Avs e Pd. Per il Pd non lo ha votato la deputata Lia Quartapelle. Anche Benedetto Della Vedova di Più Europa non lo ha votato.
Iran, fonti Ue: "Verso nuove sanzioni regime oggi"
L'Unione europea dovrebbe proporre oggi nuove sanzioni contro individui ed entita' legati al regime iraniano. Lo apprende l'AGI da fonti diplomatiche europee. Nel pacchetto non dovrebbe essere incluso l'inserimento del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica tra le organizzazioni terroristiche.
Iran, Conte: "Condividiamo risoluzione unitaria, ma è carente"
“ La risoluzione che raccoglie il favore di tutte le forze politiche noi la condividiamo punto per punto ma la riteniamo carente per un aspetto che sottolineiamo nella nostra risoluzione. Non è la volontà di distinguerci o di mettere una bandierina“. Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, intervenendo in commissione Esteri alla Camera, in cui si voteranno le risoluzione sull’Iran.
Arabia Saudita, Oman e Qatar: "Dissuaso Trump da raid su Iran"
L'Arabia Saudita, il Qatar e l'Oman hanno guidato gli sforzi per dissuadere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dall'attaccare l'Iran, temendo "gravi contraccolpi nella regione". Lo ha detto all'AFP un alto funzionario saudita. Il trio del Golfo "ha condotto un lungo, frenetico e diplomatico sforzo dell'ultimo minuto per convincere il presidente Trump a dare all'Iran la possibilità di mostrare buone intenzioni", afferma il funzionario, a condizione di anonimato."La comunicazione è ancora in corso per consolidare la fiducia acquisita e il buon umore attuale", ha aggiunto.
Ministro egiziano annulla conferenza stampa per la crisi in Iran
L'incontro del ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty con la stampa internazionale previsto per questo pomeriggio è stato rinviato a data da destinarsi "a causa degli impegni urgenti del ministro legati all'evoluzione della situazione regionale". Lo ha annunciato il ministero in una dichiarazione urgente. Abdelatty ha avviato una serie di consultazioni per favorire una de-escalation in Medio Oriente, dall'Iran a Gaza, ed è attualmente impegnato nei colloqui. Quello di oggi doveva essere il primo di una serie di incontri con i media stranieri. "La nuova data per l'incontro tra il Ministro degli Affari Esteri e i corrispondenti dei media stranieri accreditati in Egitto - si legge nella dichiarazione - sarà annunciata in seguito". Il Ministro degli Esteri ribadisce il suo impegno a tenere questo incontro con i corrispondenti dei media stranieri accreditati in Egitto "il prima possibile", come pure il servizio di informazione statale che cura l'organizzazione degli incontri.
Un dipendente della Mezzaluna Rossa ucciso in Iran, altri 5 feriti
Un dipendente della Mezzaluna Rossa è stato ucciso in Iran, e altri cinque sono rimasti feriti. Lo fa sapere la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. I sei erano in servizio nella provincia iraniana di Gilan il 10 gennaio. In una dichiarazione, la Ficr ha affermato di essere "profondamente addolorata per l'uccisione di Amir Ali Latifi" e per "le ferite inflitte" agli altri cinque dipendenti della Mezzaluna Rossa iraniana, senza fornire dettagli sulle circostanze.
Media: "Cancellato raid Usa. Personale torna a Al-Udeid"
Il piano di un raid americano in Iran è stato cancellato e al personale della base aerea americana di Al-Udeid, in Qatar, è stato chiesto di rientrare. Lo riferisce al Arabyia citando la Reuters. Gli aerei statunitensi spostati ieri stanno gradualmente tornando alla base, così come i militari. Secondo diversi media, il presidente americano Donald Trump ha personalmente bloccato l'azione militare. Il Presidente avrebbe detto ai suoi consiglieri che avrebbe autorizzato solo azioni militari con un risultato chiaro e decisivo, e nessuno poteva garantire il collasso del regime.
Egitto sente Witkoff, Francia, Oman e Iraq: "Urgente de-escalation in Iran"
Una serie di consultazioni è stata avviata dall'Egitto con l'inviato speciale Usa per il Medio Oriente Steven Witkoff e rappresentanti di Francia, Oman e Iraq nell'intento di ridurre l'escalation in atto in Iran. Lo fa sapere il ministero degli Esteri egiziano che ha sollecitato i colloqui 'su istruzioni del presidente Abdel Fattah Al Sisi'. Il ministro Badr Abdelatty ha sentito Jean-Noel Barrot, ministro francese dell'Europa, il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr bin Hamad Al-Bousaidi, e il suo omologo iracheno, Fuad Hussein, oltre a Steven Whitkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente. Nel corso delle conversazioni - riferisce il ministero egiziano - è stata sottolineata "la necessità di lavorare per ridurre l'escalation della tensione, ripristinare la calma per evitare che la regione scivoli nell'instabilità e nel caos", nell'intento di "preparare il giusto clima per cercare soluzioni diplomatiche alla crisi e raggiungere una riconciliazione politica che supporti la sicurezza regionale e stabilità". Si è parlato anche di Gaza e del passaggio alla seconda fase del piano Trump, "sottolineando la necessità di andare avanti nell'attuazione dei benefici promessi". In questo contesto, l'Egitto sollecita il dispiegamento della Forza Internazionale di Stabilità per monitorare l'attuazione del cessate il fuoco, e il ritiro israeliano per poter preparare una ripresa e la ricostruzione. E' stato infine auspicato "un continuo coordinamento e consultazione tra tutte le parti durante il prossimo periodo, nel sostegno della sicurezza e della stabilità a Gaza e nella regione".
Wang ad Araghchi: "Contrari a uso forza nelle relazioni internazionali"
Pechino si oppone "all'uso o alla minaccia di ricorrere alla forza nelle relazioni internazionali". A dichiararlo al suo omologo iraniano Abbas Araghchi è stato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi nel corso di un colloquio telefonico che si è svolto dopo che il presidente americano Donald Trump ha parlato della possibilità di un intervento militare contro l'Iran.
"La Cina...si oppone all'uso o la minaccia del ricorso alla forza nelle relazioni internazionali, si oppone al fatto che alcuni paesi impongano la loro volontà ad altri", ha affermato Wang manifestando la disponibilità della Cina "a svolgere un ruolo costruttivo" per trovare una via di uscita.
Iran, inviato in Pakistan: "Trump ha detto che non vuole attaccarci"
L'inviato dell'Iran in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha riferito che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha informato Teheran che non attaccherà il Paese e ha chiesto anche all'Iran di esercitare moderazione. Moghadam ha rilasciato queste dichiarazioni durante una visita all'Autorità nazionale Rahmatul-lil-Alameen (istituzione educativa del governo pakistano, ndr). L'inviato iraniano ha precisato di aver ricevuto informazioni intorno all'una di notte, dalle quali emergeva che Trump non voleva la guerra e aveva chiesto all'Iran di non attaccare gli interessi statunitensi nella regione.
Parlando delle proteste, l'inviato ha sostenuto che la gente ha il legittimo diritto di protestare e che il governo aveva avviato dei colloqui con i dimostranti. Tuttavia, la copertura mediatica statunitense e occidentale ha incitato alla violenza, aggravando ulteriormente la situazione. Riferendosi alle dichiarazioni rilasciate da Trump e dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu il 7 gennaio, ha affermato che equivalgono a un'ingerenza negli affari interni dell'Iran, alimentando ulteriormente le tensioni.
L'inviato ha descritto gli eventi come i peggiori nella storia dell'Iran. Ha affermato che gruppi armati hanno commesso omicidi, attaccato moschee e appiccato incendi. L'inviato ha poi affermato che la situazione è ora "pienamente sotto controllo", aggiungendo che al momento non ci sono proteste in Iran, nonostante le minacce provenienti da Israele e dagli Stati Uniti. Ha inoltre ribadito che, in caso di aggressione da parte di Israele o degli Stati Uniti, Teheran aveva già fatto sapere di essere pronta.
Proteste Iran, ministro difesa: Non ci saranno impiccagioni
Iran, si riunisce Consiglio sicurezza Onu su richiesta Usa
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà nel pomeriggio a New York per "un briefing sulla situazione in Iran", come richiesto dagli Stati Uniti. Lo ha reso noto la presidenza somala del Consiglio
Iran: "Ci difenderemo da qualunque minaccia straniera"
La Repubblica islamica dell'Iran "difenderà il territorio nazionale con forza e potenza da qualsiasi minaccia esterna". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante una telefonata con l'omologo saudita Faisal bin Farhan Al-Saud, dove ha commentato le proteste anti governative scoppiate in Iran il 28 dicembre, sostenendo che dopo manifestazioni pacifiche ci sono stati "episodi di violenza l'8 e il 9 gennaio con l'ingresso organizzato di elementi terroristici affiliati al regime sionista". Durante la telefonata, il capo della diplomazia di Teheran ha sottolineato l'importanza di "condannare a livello globale l'ingerenza straniera negli affari interni dei Paesi della regione" e "condannato le dichiarazioni provocatorie e interventiste dei funzionari americani", si legge in una dichiarazione su X del ministero degli Esteri iraniano. Araghchi "ha sottolineato la responsabilità di tutti i Paesi della regione nel salvaguardare la stabilità e la sicurezza della regione da azioni e movimenti insicuri".
Tajani: "Gli italiani che vivono in Iran non hanno chiesto di andare via"
"Abbiamo ridotto il numero di coloro che operano nelle nostre sedi diplomatiche in Iran e li abbiamo fatti ritornare in Italia per questioni di sicurezza. Ritorneranno quando la situazione sarà più tranquilla". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti alla Camera. Gli italiani in Iran "sono in una situazione abbastanza tranquilla, come ci ha detto l'ambasciatrice. Sono persone che abitano lì. Abbiamo detto ai turisti di partire il prima possibile, però coloro che vivono in Iran sono persone che fanno parte di famiglie miste, vivono in Iran e non hanno chiesto di andare via dal Paese. Li seguiamo tutti. Ma non abbiamo avuto richieste di questo tipo. Però chi non è residente in Iran è bene che lasci il Paese".
Tajani: "Con l'Ue decideremo eventuali sanzioni all'Iran"
Sull'Iran "prenderemo delle iniziative insieme all'Unione Europea. Adesso ci sarà il Consiglio Europeo, vedremo quali saranno le iniziative europee anche su eventuali sanzioni. Vedremo. Ma non si interromperanno i rapporti diplomatici". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti alla Camera.
Tajani: "Mai interrompere i rapporti diplomatici con l'Iran"
"Io credo che non si debbano mai interrompere i rapporti diplomatici, altrimenti non c'è possibilità di trattativa, di convincere anche le autorità iraniane ad avere un atteggiamento diverso nei confronti dell'opposizione. Il dialogo è sempre utile, anche con chi non la pensa come noi". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti alla Camera. "In Iran rappresentiamo, per esempio, gli interessi del Canada. Ci sono tra i 500 e i 600 italiani che vivono in Iran, quindi dobbiamo tenere conto anche di questa necessità: attività consolare, attività diplomatica".
Tajani: "Piani militari Usa in Iran? Auspico sempre che possa risolvere la diplomazia"
"Non mi pare che ci sia un'azione militare" in Iran "decisa da parte degli Stati Uniti, come ha detto il presidente Trump. Poi vedremo che cosa accadrà. Non possiamo commentare le ipotesi. Io mi auguro sempre che tutto si possa risolvere con la diplomazia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti alla Camera.
Trump: "Buona notizia lo stop alla condanna a morte dei manifestanti"
Donald Trump ha commentato con favore la notizia che saranno condannati a morte i manifestanti iraniani, come Erfan Soltani, il giovane di Teheran che si temeva sarebbe stato giustiziato. "Il manifestante iraniano non sarà più condannato a morte dopo gli avvertimenti del presidente Trump. E così anche altri", ha scritto su Truth citando Fox News. "Questa è una buona notizia. Speriamo che continui così", ha aggiunto.

©Ansa
Il Portogallo chiude l'ambasciata a Teheran
Il Portogallo chiude l'ambasciata a Teheran e sconsiglia i viaggi in Iran. La chiusura temporanea è stata decisa mercoledì pomeriggio, secondo quanto si legge in un comunicato inviato oggi dal Ministero degli Esteri alle redazioni. Il ministero precisa inoltre che "tutti i cittadini portoghesi presenti nel Paese sono stati contattati" e dovrebbero lasciare il Paese in breve.
Iran, Tajani: "Italiani non stanziali lascino il paese, ridurremo personale dell'ambasciata"
Sono circa ''500-600 gli italiani'' in Iran. ''Abbiamo fatto una riunione ieri sera al ministero, stiamo seguendo con grande attenzione. Abbiamo detto di ridurre, di far andare via tutti gli italiani che non sono stanziali, cioè quelli che non abitano là, tipo turisti. Li abbiamo invitati caldamente a lasciare il paese''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i cronisti in Transatlantico alla Camera sulla situazione in Iran.
''Così come ridurremo il numero delle persone che lavorano in ambasciata. Rimarranno soltanto le persone indispensabili per l'andamento della rappresentanza diplomatica''.
Iran, M5s presenta una sua risoluzione: "No ad azioni militari unilaterali"
Il M5s, a quanto si apprende da fonti del partito, sta depositando una risoluzione che verrà discussa in commissione Esteri della Camera a prima firma del leader Giuseppe Conte ma sottoscritta anche da Nicola Fratoianni di Avs. Tra gli impegni del documento quello di "scongiurare azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale, promuovendo tutte le necessarie iniziative diplomatiche e di carattere sanzionatorio da parte della comunità internazionale e degli organismi internazionali". "Non solo siamo il sostegno alla causa delle proteste iraniane ma ribadiamo nero su bianco il no ad un intervento militare esterno", spiegano fonti pentastellate. Era stato questo il motivo dell'astensione di ieri dei pentastellati sulla risoluzione sull'Iran in Senato.
Iran, ministri degli Esteri G7: "Pronti a nuove sanzioni"
I ministri degli Esteri del G7 si dicono "pronti a imporre ulteriori misure restrittive se l'Iran continuerà a reprimere le proteste e il dissenso, violando gli obblighi internazionali in materia di diritti umani". I ministri degli Esteri di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d'America, e l'Alta rappresentante dell'Ue, affermano di essere "profondamente preoccupati" per gli sviluppi delle proteste in corso in Iran. "Ci opponiamo fermamente all'intensificazione della brutale repressione da parte delle autorità iraniane nei confronti del popolo iraniano, che ha coraggiosamente espresso le sue legittime aspirazioni a una vita migliore, alla dignità e alla libertà, dalla fine di dicembre 2025", si legge nella dichiarazione G7. "Siamo profondamente allarmati dall'elevato numero di morti e feriti segnalati. Condanniamo l'uso deliberato della violenza e l'uccisione di manifestanti, le detenzioni arbitrarie e le tattiche intimidatorie da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti. Esortiamo le autorità iraniane a esercitare la massima moderazione, ad astenersi dalla violenza e a sostenere i diritti umani e le libertà fondamentali dei cittadini iraniani, compresi i diritti alla libertà di espressione, di ricercare, ricevere e comunicare informazioni, nonchè la libertà di associazione e di riunione pacifica, senza timore di ritorsioni", si legge ancora.
Madrid raccomanda ai connazionali di lasciare l'Iran
"In questo momento ci sono ancora mezzi commerciali per poter uscire" dall'Iran "e noi ieri sera abbiamo raccomandato i connazionali che sono in viaggio e ai pochi spagnoli, circa 140 dei quali molti di doppia nazionalità" ispano-iraniana, "a lasciare il Paese anche se solo in maniera temporanea". Lo ha detto oggi il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, al suo arrivo al Congresso dei deputati, dove riferisce in Aula sulla situazione in Venezuela e la posizione di Spagna. "Non abbiamo ancora previsto un'evacuazione del nostro personale diplomatico", ha chiarito Albares, interrogato dai cronisti su un possibile attacco degli Stati Uniti in Iran e l'ordine dato da Washington al proprio personale di lasciare il Paese. Il capo della diplomazia spagnola ha riconosciuto che "la situazione è molto complicata" e ha assicurato che Madrid sta "monitorando la situazione al minuto". Albares ha chiesto "ancora una volta" al regime di Teheran, come già aveva fatto con l'ambasciatore iraniano convocato ieri a Madrid, che "sia rispettata la libertà di manifestazione pacifica e la libertà di espressione". "Deve avere fine la brutale repressione contro i manifestanti, devono avere fine la mancata comunicazione con l'estero e gli arresti arbitrari", ha insistito. Nel ricordare che "Spagna è un paese totalmente contrario all'applicazione della pena di morte", il ministro ha ammonito: "Non può essere applicata ai manifestanti che hanno protestato e sono stati arrestati in maniera arbitraria". E ha fatto appello a Teheran a "tornare al tavolo dei negoziati".
Come può intervenire Trump in Iran? Quattro scenari
Il presidente americano ha promesso aiuto imminente alla popolazione che protesta contro il regime. Ma di che tipo di aiuto parla? Dall'intervento militare al negoziato, ecco cosa potrebbe succedere o no.
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Vai al contenutoControllo voli Germania, evitare spazio aereo fino al 10 febbraio
L'autorità tedesca per il controllo del traffico aereo ha raccomandato agli aerei di evitare lo spazio aereo iraniano, dopo che gli Stati Uniti, nei giorni scorsi, avevano lanciato l'allarme su un possibile intervento militare in Iran. Un portavoce dell'Ufficio tedesco per la sicurezza del volo ha dichiarato all'Afp di aver emesso una raccomandazione secondo cui "lo spazio aereo iraniano non venga sorvolato fino al 10 febbraio", aggiungendo che il consiglio è stato emesso "su istruzione del ministero dei Trasporti".
Araghchi: "Difenderemo la sovranità con tutta la forza"
"Difenderemo la sovranità dell'Iran con tutta la forza e la determinazione contro qualsiasi minaccia". Lo afferma il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, secondo quanto riporta Al Arabiya.
Turchia: "Usa e Iran risolvano i problemi con il dialogo"
"I problemi dovrebbero essere risolti attraverso il dialogo. Spero che gli Stati Uniti e l'Iran risolvano la questione. Continueremo con gli sforzi diplomatici. Ci auguriamo che risolvano la questione tramite mediatori o contatti diretti". Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, durante una conferenza stampa a Istanbul, trasmessa dalla tv di Stato Trt. "Durante la guerra dei 12 giorni, l'Iran ha dovuto affrontare attacchi prima da parte di Israele e poi da parte degli Stati Uniti. Non saremmo felici se questo si ripetesse", ha aggiunto il capo della diplomazia di Ankara.
Pahlavi: "Dopo fine regime stop nucleare e sì a Israele"
La cessazione del programma militare iraniano e il riconoscimento di Israele: sono i due punti principali del nuovo Iran dopo che la caduta del regime degli Ayatollah, indicati dall'erede dello scià di Persia, Reza Pahlavi. "In materia di sicurezza e politica estera, il programma nucleare militare dell'Iran terminerà. Il sostegno ai gruppi terroristici cesserà immediatamente. Un Iran libero lavorerà con partner regionali e globali per contrastare il terrorismo, la criminalità organizzata, il traffico di droga e l'islamismo estremista", afferma Pahlavi su X.
Crosetto: "Intervento Usa? La situazione cambia di ora in ora"
"Ieri avrei detto sì, oggi direi forse no. La situazione cambia di ora in ora". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto rispondendo a chi gli chiede se a suo avviso gli Usa interverranno in Iran. Crosetto ha parlato a margine della seduta d'Aula.
Bessent: "Ottenuto totale collasso finanziario regime"
La politica di massima pressione esercitata da Washington ha ottenuto come risultato il "totale collasso finanziario del regime iraniano". Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent in un'intervista a 'Rob Schmitt Tonight' su Newsmax. "Abbiamo applicato una campagna di massima pressione sulle esportazioni petrolifere iraniane per chiudere le fonti di introiti del regime e quello a cui abbiamo assistito il mese scorso è un totale collasso finanziario del regime", ha spiegato Bessent, "stiamo vedendo banche fallire, stiamo vedendo inflazione, stiamo vedendo carenza di denaro contante".
Crosetto: "In corso il massacro di una generazione che vuole vivere libera"
"In Iran è in corso il massacro di una generazione che non vuole potere, non vuole governare, non vuole occupare ma solo vivere libera". E' quanto scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto, aggiungendo che "purtroppo solo chi non ce l’ha ne comprende il valore. Quanto mi piacerebbe offrire la libertà ad alcuni di quei giovani mandando al posto loro in Iran gli pseudo intellettuali italiani che difendono ciò che sta accadendo".
Ambasciatrice Amadei: "Presenti 500 italiani, lascino paese con primi voli disponibili"
"Si è conclusa poco fa una riunione in collegamento presieduta dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nella quale è stato analizzato il quadro attuale e i possibili scenari. Come indicato dal ministro priorità è la tutela dei connazionali: attualmente in Iran sono presenti 500 italiani. In accordo con l'Unità di crisi della Farnesina l'invito rivolto agli italiani presenti nel paese per turismo o la cui presenza nel paese non sia strettamente necessaria a lasciare l'Iran con i primi voli disponibili, voli di linea, al momento sono operativi vettori e collegamenti internazionali". Lo ha detto l'ambasciatrice italiana in Iran, Paola Amadei, ieri sera in collegamento telefonico con Tg2 Post, condotto da Monica Giandotti.
"La situazione è complessa ed in evoluzione. Questa riunione ha appunto analizzato i possibili scenari e molto importante - ha ribadito Amadei - questo invito che viene rivolto agli italiani presenti nel paese e voglio ricordare che l'ambasciata resta pienamente operativa, può essere contattata 24 ore su 24, è sempre a disposizione dei connazionali per qualsiasi informazione o necessità. E siamo stati contattati e abbiamo fornito assistenza a connazionali che avevano delle difficoltà a contattare i propri familiari e che avevano difficoltà a trovare voli disponibili per lasciare il paese".
"Per il momento le connessioni internet non sono funzionanti - ha concluso Amadei - non abbiamo altri segnali al riguardo".
Farnesina: "Via personale non essenziale dall'ambasciata"
Via il personale non essenziale dall'ambasciata italiana a Teheran. La decisione, a quanto si apprende da fonti informate, è stata presa dopo la riunione alla Farnesina che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto con l'ambasciatrice a Teheran, Paola Amadei, e gli altri ambasciatori della regione, la Difesa e l'intelligence.
Tajani a riunione con ambasciatori area e intelligence, italiani partano
Sulla crisi in Iran il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto ieri pomeriggio alla Farnesina una riunione con l’ambasciatrice d’Italia a Teheran, con gli ambasciatori italiani dell’area, con la Difesa e con il comparto dell’intelligence. Secondo quanto riferisce la Farnesina in una nota, è stata fatta innanzitutto una valutazione sulla situazione dei cittadini italiani presenti in Iran e dei Paesi del Golfo, potenziali obiettivi di azioni militari in caso di escalation delle tensioni. La Farnesina conferma e rinnova con forza l’invito ai cittadini italiani in Iran a lasciare il paese. Gli italiani in Iran sono circa 600, per lo più concentrati nell’area di Teheran. L’ambasciata ha mantenuto in queste settimane un monitoraggio attivo dei connazionali in transito o di passaggio. Sono oltre 900 i membri delle Forze Armate italiane nell’area, fra cui circa 500 unità in Iraq e 400 in Kuwait, dove si stanno adottando misure precauzionali a tutela del personale militare.
Nel corso dell’incontro, il ministro ha ribadito che la massima priorità dovrà restare la tutela dei connazionali e la necessità di garantire un costante monitoraggio dell’evoluzione del quadro di sicurezza regionale, anche attraverso il coordinamento tra sedi diplomatiche e con i partner internazionali.
La riunione ha inoltre consentito di fare il punto sugli sviluppi interni in Iran, che continuano a suscitare forte preoccupazione. In tale contesto, è stata confermata la posizione italiana di ferma condanna della violenta repressione delle manifestazioni e delle gravi violazioni dei diritti umani. L’Italia continuerà ad operare in stretto raccordo con i partner dell’Unione Europea, dell’Alleanza Atlantica e del G7, contribuendo agli sforzi della comunità internazionale per la de-escalation, la tutela dei diritti umani e la promozione della stabilità e della sicurezza regionale.
Comandante Pasdaran: "Affrontiamo guerra globale e diversificata, pronti a rispondere"
"L'Iran sta affrontando una guerra globale e diversificata con il nemico: economica, sociale, culturale, politica, di sicurezza e anche nel settore informatico". Lo ha dichiarato Mohammad Karami, comandante delle forze di terra delle Guardie della rivoluzione islamica, citato da Ynet News. "Siamo pronti a rispondere con decisione a qualsiasi errore commettano", ha aggiunto il comandante dei Pasdaran.
Media: "Teheran smentisce la condanna a morte di Soltani" (2)
Se Soltan "verrà dichiarato colpevole sarà condannato al carcere, poiché la legge non prevede la pena di morte per queste accuse," ha assicurato l'agenzia di stampa della magistratura Mizan.
Media: "Trump vorrebbe 'azione militare rapida e decisiva'"
Il presidente americano Donald Trump vorrebbe che l'azione militare in Iran fosse ''rapida e decisiva'' e che non portasse a una guerra che si prolungasse per settimane o mesi. Lo hanno dichiarato alla Nbc News un funzionario statunitense, una fonte vicina alla Casa Bianca e due persone informate delle discussioni, riferendo di quanto Trump ha detto al suo team per la sicurezza nazionale. "Se fa qualcosa, vuole che sia definitiva", ha riferito una delle persone informate dei fatti.
I consiglieri di Trump, però, non sono stati finora in grado di garantirgli che il regime di Teheran crollerebbe rapidamente dopo un attacco militare americano, hanno affermato il funzionario statunitense e due persone a conoscenza delle discussioni. C'è anche la preoccupazione che gli Stati Uniti potrebbero non avere tutte le risorse nella regione di cui avrebbero bisogno per proteggersi da quella che i funzionari dell'amministrazione si aspettano sarebbe una risposta aggressiva da parte dell'Iran.
Citando due fonti, l'Nbc spiega che queste dinamiche potrebbero indurre Trump ad approvare un'offensiva militare statunitense più limitata in Iran, almeno inizialmente, riservandosi la possibilità di intensificare successivamente. La situazione è in rapida evoluzione, hanno aggiunto le fonti.
Media: "Teheran smentisce la condanna a morte di Soltani"
La magistratura iraniana ha assicurato che non è stato condannato a morte Erfan Soltani, il primo manifestante che avrebbe dovuto essere giustiziato. Lo riporta il Guardian, citando i media statali iraniani. La famiglia di Soltani, 26 anni, aveva riferito di aver ricevuto la comunicazione della condanna a morte del ragazzo che secondo organizzazioni per i diritti umani avrebbe dovuto essere impiccato ieri. Soltani, dipendente di un negozio di abbigliamento, è stato arrestato giovedì scorso a nord-ovest di Teheran per aver partecipato alle proteste.
Ong: "Oltre 2.600 morti durante le proteste in Iran"
Secondo l'agenzia degli attivisti dei diritti umani iraniani Hrana, sono 2.615 le persone che hanno perso la vita durante le proteste anti governative che sono scoppiate in Iran il 28 dicembre, scatenate dalla crisi economica. Secondo i dati del rapporto che Hrana diffonde quotidianamente, tra le vittime 2.435 erano manifestanti e tra loro 13 erano minorenni mentre sono rimasti uccisi anche 153 membri delle forze di sicurezza e 14 civili che non facevano parte dei dimostranti. Mentre internet è bloccato nel Paese dall'8 gennaio, Hrana sottolinea che ci sono anche segnalazioni riguardo ad altri 882 morti ancora da verificare. I feriti gravi durante le manifestazioni sono oltre duemila mentre gli arrestati sono in tutto 18.470 e sono state trasmesse dai media iraniani 105 confessioni forzate di persone messe in custodia.
Iran, riaperto spazio aereo: Turkish riprende i voli
E' stato riaperto lo spazio aereo dell'Iran e la Turkish Airlines ha annunciato la ripresa dei voli, dopo la sospensione in vigore da venerdì scorso. Il primo aereo è decollato alle 9:00 ora locale (le 7:00 in Italia) e un altro è previsto per le 10:50 (le 8:50), entrambi "pieni" secondo quanto si legge sul sito web della compagnia.
Tv di Stato iraniana: "Arrestati 300 rivoltosi in 72 ore"
"I funzionari della sicurezza in Iran hanno annunciato di aver arrestato quasi 300 terroristi o rivoltosi nelle ultime 72 ore". Lo riporta la televisione di Stato iraniana Irib, nel contesto delle proteste anti governative iniziate il 28 dicembre. Secondo l'emittente, è stata arrestata anche "una squadra terroristica sostenuta dalla monarchia (ovvero dal figlio dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi che ha appoggiato la protesta dagli Usa) che stava pianificando di sabotare la metropolitana di Mashhad", la seconda città più grande dell'Iran, dove sono state registrate dimostrazioni molto partecipate durante le scorse settimane.
Trump: "Pahlavi simpatico ma non so se sua leadership sarebbe accettata"
Il figlio maggiore dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, ''è simpatico e molto gentile, ma non so come si comporterebbe nel suo Paese'' e ''non so se il suo Paese accetterebbe la sua leadership''. Così il presidente americano Donald Trump ha messo in dubbio che Pahlavi possa essere la figura giusta per la transizione democratica in Iran dopo il regime teocratico. ''A me andrebbe bene se fosse accettato'' dagli iraniani, ha aggiunto Trump precisando ''non siamo ancora arrivati a questo punto''.
Reza Pahlavi vive negli Stati Uniti da quando aveva 16 anni e durante le manifestazioni di piazza di questi giorni si era detto pronto a guidare la transizione democratica in Iran fino a nuove elezioni.
Reza Pahlavi: "Il nuovo Iran chiuderà il suo programma militare nucleare"
Reza Pahlavi promette che "il programma militare nucleare iraniano cesserà" dopo la caduta della Repubblica Islamica. In una dichiarazione su X il figlio in esilio dell'ultimo scià iraniano ha delineato la sua visione per il futuro del Paese. L'Iran di oggi, identificato con "terrorismo, estremismo e povertà", scomparirà, scrive, e sarà sostituito da "un Iran meraviglioso, pacifico e fiorente". Inoltre, "il sostegno ai gruppi terroristici cesserà immediatamente" e l'Iran "agirà come una forza amica e stabilizzatrice nella regione". Pahlavi promette anche una normalizzazione nelle relazioni con i maggiori nemici del regime della Repubblica Islamica, gli Stati Uniti e Israele, e spiega che l'Iran "perseguirà l'espansione degli Accordi di Abramo negli Accordi di Ciro, riunendo un Iran libero, Israele e il mondo arabo". Gli Accordi di Ciro sono l'accordo di pace proposto dal principe ereditario in esilio per Gerusalemme e Teheran in un mondo post-regime. Infine, promette che il Paese "adotterà e applicherà gli standard internazionali" e che "un Iran democratico aprirà la sua economia al commercio, agli investimenti e all'innovazione. E cercherà di investire nel mondo".
Netblocks: "Blackout internet prosegue da oltre 156 ore"
Il blackout di internet in Iran ha superato le 156 ore. Lo riferisce l'ong che monitora la rete. "Il silenzio si approfondisce dopo una brutale repressione", si legge in un post sulla sua pagina web. "Nel frattempo, il vuoto di informazioni online si accompagna a una amplificazione di account pro-regime e falsi prodotti dall'intelligenza artificiale", assicura Netblocks.
Araghchi: "Nessun piano per impiccagioni"
Non ci sono impiccagioni in vista in Iran dopo le manifestazioni delle scorse settimane. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista a Fox News. "Non c'è nessun piano per impiccagioni, assolutamente", ha detto. "E' un altro elemento di disinformazione per trascinare il presidente americano Donald Trump" in un intervento, ha assicurato.
Media: "L'Iran sostiene che Erfan Soltani non è stato condannato a morte"
La magistratura iraniana ha affermato che Erfan Soltani, il 26enne iraniano arrestato durante un'ondata di proteste e che secondo le ong e Washington rischiava di essere giustiziato, è stato arrestato durante le proteste ma non condannato a morte. Lo scrive Sky News che cita media statali. La magistratura afferma che Soltani, attualmente detenuto nel penitenziario centrale di Karaj, è accusato di "collusione contro la sicurezza interna del Paese e attività di propaganda contro il regime". Ma afferma che la pena di morte non si applica a tali accuse se confermate da un tribunale.
Araghchi: "Disinformazione su morti. Centinaia non migliaia"
Il ministro degli Esteri iraniano, Ababs Araghchi, ha negato che le vittime degli scontri in Iran siano migliaia. "Anche se hanno cercato di aumentare il numero, sono centinaia. Il bilancio esatto sarà annunciato", ha detto in un'intervista a Fox News, "c'è una campagna di disinformazione in corso". Secondo il ministro, dietro quanto accaduto c'è il Mossad. "E' esattamente un complotto israeliano. Hanno iniziato ad aumentare il numero di morti uccidendo la gente comune, uccidendo agenti di polizia", ha assicurato. "Volevano aumentare il numero dei decessi. Perché? Perché? Perché il presidente Trump ha detto che se ci fosse state uccisioni, sarebbe intervenuto. E volevano trascinarlo in questo conflitto", ha spiegato.
Sollievo per Erfan Soltani, il manifestante non è condannato a morte
Erfan Soltani, il 26enne iraniano arrestato l'8 gennaio mentre manifestava a Fardis vicino a Teheran, non è stato condannato a morte. Lo ha chiarito la magistratura iraniana, secondo quanto riportano i media statali iraniani. Soltani, ha precisato la magistratura, è accusato di "collusione contro la sicurezza interna del Paese e attività di propaganda contro il regime".
Era stata l'organizzazione curda Hengaw per i diritti umani a lanciare l'allarme circa una sua imminente impiccagione, affermando che la famiglia era stata informata che la sua pena capitale sarebbe stata eseguita ieri. Successivamente la famiglia di Soltani aveva dichiarato di essere stata informata che la sua esecuzione era stata rinviata.
Amnesty: "Stop bagni di sangue e impunità, comunità internazionale intervenga"
“Questa spirale di bagni di sangue e impunità deve finire. La dimensione e la gravità dell’attuale repressione e delle uccisioni sono senza precedenti persino se comparata alle gravi violazioni dei diritti umani e ai crimini di diritto internazionale commessi dalle autorità iraniane nelle varie precedenti proteste”. Lo ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International. L’organizzazione per i diritti umani ha denunciato che, sulla base di video verificati e di informazioni attendibili provenienti da testimoni oculari, sono in corso in Iran uccisioni illegali di massa e chiede che gli stati membri delle Nazioni Unite agiscano subito, in modo coordinato, per impedire un ulteriore spargimento di sangue, anche attraverso la convocazione di riunioni e sessioni straordinarie del Consiglio dei diritti umani e del Consiglio di sicurezza.
“Mentre ampi settori della società iraniana riempivano le strade sfidando i proiettili, la Guida suprema iraniana e le forze di sicurezza hanno lanciato la loro peggiore campagna repressiva. Hanno intenzionalmente ucciso in massa persone che stavano chiedendo cambiamenti fondamentali e la transizione dal sistema della Repubblica islamica a una forma di governo che rispettasse i diritti umani e la dignità. La comunità internazionale deve assumere urgenti iniziative diplomatiche per proteggere i manifestanti da ulteriori massacri e porre fine all’impunità che sta guidando la politica di stato dei massacri”, ha aggiunto Callamard.
Secondo le prove raccolte da Amnesty International, le forze di sicurezza posizionate in strada e sui tetti di abitazioni private, di moschee e di stazioni di polizia hanno ripetutamente aperto il fuoco con fucili e pistole armate di pallini di metallo, colpendo manifestanti inermi spesso alla testa o al torace. Le strutture sanitarie sono stracolme di persone ferite mentre famiglie disperate cercano i loro cari tra i sacchi per cadaveri che riempiono gli obitori o vedono corpi impilati uno sopra all’altro sui rimorchi dei camion, nei congelatori o nei magazzini.
Iran, si riunisce il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà nel pomeriggio di giovedì per "un briefing sulla situazione in Iran". Lo ha annunciato un portavoce della presidenza somala. La riunione si terrà su richiesta degli Stati Uniti, ha aggiunto il portavoce.
Petrolio, prezzi in calo su affievolirsi delle tensioni in Iran
Prezzi del petrolio in calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha placato le preoccupazioni del mercato riguardo a una potenziale azione militare statunitense contro l'Iran. Sui circuiti asiatici il Brent passa di mano a 64,40 dollari in calo del 2,12% mentre retrocedono anche i future del WTI, dell'1,99% a 60,03 dollari.
Bessent: "I leader di Teheran stanno trasferendo enormi somme di denaro"
Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che Washington sta monitorando quella che ha descritto come un'ondata di fuga di capitali da parte dell'élite al potere in Iran, mentre crescono i timori per il possibile crollo della Repubblica Islamica, tra disordini e minacce di un attacco statunitense. "Come Tesoro che applica le sanzioni, possiamo vedere che ora stiamo assistendo alla 'fuga dei topi dalla nave' perché vediamo milioni, decine di milioni di dollari trasferiti fuori dal Paese, sottratti di nascosto dalla leadership iraniana", ha dichiarato Bessent in un'intervista a Newsmax. "Quindi stanno abbandonando la nave, e li stiamo vedendo arrivare nelle banche e nelle istituzioni finanziarie di tutto il mondo", ha aggiunto il Segretario al Tesoro. "Quello che facciamo al Tesoro è seguire il flusso di denaro, sia attraverso il sistema bancario che attraverso asset digitali. Rintracceremo questi asset e non saranno in grado di trattenerli".
Iran, riaperto lo spazio aereo: riprendono voli civili
Le autorità iraniane hanno riaperto lo spazio aereo sopra l'Iran, dopo una chiusura di cinque ore, consentendo così la ripresa dei voli civili. Secondo il servizio di tracciamento Flightradar24, la chiusura dello spazio aereo è stato rimosso verso le 4 ora italiana. Tra i primi a riprendere a volare nel Paese sono stati cinque voli delle compagnie aeree iraniane Mahan Air, Yazd Airways e AVA Airlines.
Teheran, "abbiamo il pieno controllo, ora c'è calma"
Le autorità iraniane hanno il "controllo totale" della situazione: lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista a Fox News, dopo oltre due settimane di proteste duramente represse. "Dopo tre giorni di operazioni terroristiche, ora c'è calma. Abbiamo il controllo totale" della situazione, ha dichiarato alla rete americana, secondo estratti di un'intervista registrata oggi.
Lufthansa, "eviteremo lo spazio aereo Iran e Iraq fino a nuovo avviso"
Il gruppo Lufthansa ha annunciato che le sue compagnie aeree eviteranno lo spazio aereo iraniano e iracheno "fino a nuovo avviso", a seguito delle minacce statunitensi contro l'Iran. Il gruppo, che, oltre a Lufthansa comprende ITA Airways, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Discover, Eurowings e Swiss, ha spiegato in una nota di evitare questi spazi aerei "a causa dell'attuale situazione in Medio Oriente".
Francia, oggi Consiglio di difesa urgente su Iran e Groenlandia
Un Consiglio di difesa dedicato alle manifestazioni in Iran represse dalle autorità e alle minacce americane di prendere il controllo della Groenlandia è stato convocato per questa mattina alle 8 all'Eliseo. Lo si è appreso da fonti vicine al governo. Il Consiglio di difesa, presieduto da Emmanuel Macron, riunirà i ministri coinvolti nelle due crisi internazionali e i responsabili militari. La riunione avverrà proprio nelle ore in cui sussiste l'ipotesi di un attacco americano contro l'Iran e dopo una riunione fra la Danimarca e le autorità americane sulla Groenlandia che si è conclusa con un "disaccordo di base", secondo il capo della diplomazia danese. Alla fine della riunione, Macron si recherà alla base aerea di Istres, nel sud della Francia, per i tradizionali auguri per il nuovo anno alle forze armate. In tale occasione, secondo quanto si apprende, dovrebbe parlare del dispiegamento di militari francesi nel quadro di una missione europea in Groenlandia.
Ministro Esteri Iran: "Oggi o domani non ci saranno impiccagioni"
"Oggi o domani non ci saranno impiccagioni": lo ha detto mercoledì sera a Fox News il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Trump: "Pahlavi ? non so se la sua leadership sarebbe accettata in Iran"
In una intervista alla Reuters, pubblicata sul sito dell'agenzia, Donald Trump ha detto che l'ex principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi "sembra molto simpatico, ma non so come si comporterebbe nel suo stesso Paese. E non siamo ancora a quel punto… Ma è molto presto, troppo presto per dirlo. Non so come vada d'accordo con il suo Paese". "Non so se il suo Paese accetterebbe la sua leadership, e certamente se lo accettassero sarebbe perfetto per me", ha aggiunto, notando di non aver mai parlato con Pahlavi.
Londra, chiusa temporaneamente ambasciata a Teheran
La Gran Bretagna ha annunciato la chiusura temporanea dell'ambasciata britannica in Iran. Un portavoce del governo ha dichiarato: "Abbiamo chiuso temporaneamente l'ambasciata britannica a Teheran, che ora opererà da remoto".
Trump: "Con stop uccisioni no azione militare? Vedremo come procede"
Lo stop alle uccisioni e alle esecuzioni in Iran significa che l'opzione militare è via dal tavolo? "Osserveremo e vedremo come procede", ha risposto ai giornalisti Donald Trump, affermando di aver ricevuto l'informazione "da una fonte molto importante, speriamo che sia vero".
Iran riapre il suo spazio aereo
L'Iran ha riaperto il suo spazio aereo dopo una chiusura di quasi cinque ore, che ha costretto le compagnie aeree a cancellare, modificare le rotte o ritardare alcuni voli. L'avviso di chiusura - secondo il servizio di tracciamento Flightradar24 - è stato rimosso. Le compagnie aeree iraniane Mahan Air, Yazd Airways e Ava Airlines hanno già ripreso a volare nel Paese.