Dopo i raid israeliani della notte tra giovedì e venerdì sulla periferia di Beirut, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che l'Idf continuerà a colpire Beirut se il Libano non disarma Hezbollah. Intanto, proseguono i raid israeliani su Gaza. L'agenzia di protezione civile di Gaza ha dichiarato che 38 persone sono state uccise venerdì da attacchi israeliani. A Khan Younis, un’esplosione ha causato la morte di 4 soldati israeliani. Il capo negoziatore di Hamas ha affermato che il movimento è pronto per un nuovo round di negoziati
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Il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che l'Idf continuerà a colpire Beirut se il Libano non disarma Hezbollah. La dichiarazione è arrivata dopo i raid israeliani condotti nella notte tra giovedì e venerdì sulla periferia della capitale libanese, preceduti da ordini di sgombero per la popolazione, contro "fabbriche segrete" di droni della milizia filoiraniana. "Non ci sarà calma a Beirut, né ordine o stabilità in Libano senza sicurezza per lo Stato di Israele. Gli accordi (di tregua, in vigore da novembre, Ndr) devono essere rispettati e, se non farete ciò che è necessario, continueremo ad agire, e con grande forza", ha detto Katz in una nota.
Intanto, continuano i raid israeliani su Gaza. L'agenzia di protezione civile di Gaza ha dichiarato che 38 persone sono state uccise venerdì da attacchi israeliani o da colpi d'arma da fuoco in tutto il territorio palestinese, tra cui 11 in un singolo attacco a Jabalia, nel nord. Quattro soldati israeliani sono rimasti uccisi e cinque feriti venerdì mattina in un'esplosione in un edificio a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha annunciato l'esercito citato dai media israeliani. "È un giorno triste e difficile", ha commentato il premier Benyamin Netanyahu.
Il capo negoziatore di Hamas ha affermato che il movimento è pronto per un nuovo round di negoziati in vista del raggiungimento di un cessate il fuoco permanente con Israele nella striscia di Gaza. La Gaza Humanitarian Foundation (Ghf) afferma di aver distribuito venerdì 8.160 scatole di cibo in due dei suoi siti di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, prima di essere costretta a chiuderli a causa di "un affollamento eccessivo che ha reso pericoloso procedere".
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Israele verso una crisi di governo? Lo spettro del voto anticipato su Netanyahu
Il premier deve guardarsi non tanto dall'opposizione quanto dal fronte dei suoi sostenitori, spaccato sulla legge per la coscrizione obbligatoria degli Haredi, gli ebrei ultraortodossi, dopo che l'Alta Corte di Tel Aviv ha revocato il diritto all'esenzione dalla leva di cui storicamente godevano. LEGGI L'ARTICOLO
La questione israelo palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. L'APPROFONDIMENTO
Che cos'è il Captagon, la "droga della Jihad" trovata in Siria e che effetti produce
Si tratta di una metanfetamina conosciuta anche come "droga dei kamikaze", spesso mischiata con la caffeina. Non è molto diffusa in occidente, mentre è una sostanza che si trova relativamente in abbondanza in Medio Oriente. In Siria sono stati scoperti diversi laboratori per la produzione del Captagon. Ecco di cosa si tratta e quali sono gli effetti. COSA SAPERE
Abu Mazen ha compiuto 90 anni: la carriera politica del presidente della Palestina
Nato il 26 marzo 1935 a Safed, è presidente della Palestina dal 2005. Esponente dell'ala moderata di al-Fatàh, del quale fu fra i fondatori nel 1957, entrò nell'OLP nel 1981 ed ebbe una parte di primo piano negli accordi di Oslo del 1993. Nel 2004 prese il posto di Arafat. LA STORIA DEL LEADER
Parigi: "Non vendiamo armi a Israele, solo componenti Iron Dome"
La Francia ha una posizione "chiara" e non vende armi a Israele: lo ha affermato il ministro delle Forze Armate Sébastien Lecornu, dopo che i portuali di Marsiglia si sono rifiutati di caricare un container pieno di componenti militari su una nave diretta ad Haifa. "La posizione della Francia non potrebbe essere più chiara. Nessuna arma viene venduta a Israele. E per una buona ragione: Israele è uno dei principali concorrenti delle industrie francesi", ha dichiarato Lecornu al canale televisivo Lci. Solo i "componenti" destinati all'Iron Dome, uno dei sistemi di difesa israeliani che protegge il Paese da attacchi missilistici e droni, o "elementi destinati alla riesportazione" vengono venduti a Israele, ha aggiunto. In quest'ultimo caso, "alcuni beni vanno a Israele, sono soggetti a interventi industriali e spesso vengono riesportati. A volte persino in Francia. E tutto questo è soggetto a controllo", ha assicurato il ministro. Mercoledì e giovedì, i portuali di Marsiglia si sono rifiutati di caricare container con componenti per mitragliatrici prodotte dall'azienda marsigliese Eurolinks su una nave la cui destinazione finale è Haifa, in Israele, per non "partecipare al genocidio in corso orchestrato dal governo israeliano". La nave ha lasciato il porto oggi senza i container contestati, ha dichiarato un operatore portuale all'Afp. "Non forniamo equipaggiamento militare utilizzato a Gaza", aveva dichiarato questa mattina anche il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot alla radio Rtl, prima di citare "due eccezioni". "Questi sono i componenti che permettono a Israele di difendersi, in particolare con l'Iron Dome", e "ci sono equipaggiamenti che possono essere assemblati in Israele, ma che sono destinati a essere riesportati", ha aggiunto. Tuttavia, se l'equipaggiamento militare di Eurolinks fosse utilizzato a Gaza, "l'azienda che lo esporta violerebbe la legge", ha affermato.
Iran, l’arsenale degli Ayatollah tra droni, missili ipersonici e lo spettro nucleare
Dopo l’offensiva di Teheran dello scorso anno, il 1° ottobre 2024 l'Iran ha attaccato il territorio israeliano prevalentemente con missili balistici e ipersonici. Il 26 ottobre la nuova rappresaglia israeliana con "attacchi di precisione" su obiettivi militari. L'arsenale del regime può contare su diverse soluzioni, dai droni kamikaze Shahed 136 ai missili ipersonici Kheibar e Fatah, fino a quelli da crociera tipo Paveh 351. Sono le armi più sofisticate mai affrontate dalle difese israeliane. IL FOCUS
Gaza, gli occhi per vedere il dolore: il fumetto di Claudio Marinaccio
Occhi smarriti, che hanno perso la speranza. Occhi che ogni giorno hanno davanti solo dolore, distruzione, morte. Sono gli occhi di Gaza. E sono i nostri che devono vedere cosa sta succedendo. La disperazione di Gaza raccontata da Claudio Marinaccio. LEGGI L'ARTICOLO
Veto Usa all’Onu sulla tregua a Gaza: Trump e Netanyhau picconano il multilateralismo
Mentre la situazione umanitaria precipita, gli Stati Uniti fermano la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che puntava a far ripartire gli aiuti e ottenere la liberazione degli ostaggi. Parigi valuta sanzioni contro Israele. Lula parla apertamente di “genocidio premeditato”. LEGGI L'ARTICOLO
Medioriente, decine di vittime nei raid israeliani oggi. VIDEO
Sala: "A Gaza crimine e la Ue non è abbastanza attiva"
"Questo è il momento delle azioni e dobbiamo passare dal simbolismo ad azioni pratiche, il governo Netanyahu è una iattura". Lo ha spiegato il sindaco di Milano Giuseppe Sala intervistato alla festa di Radio Popolare. "L'Europa è stata attiva sull'Ucraina ma non fa abbastanza su Gaza e deve esserci di più - ha aggiunto -, perché è un crimine, non ci sono altre parole". Sala ha rimarcato che non parteciperà a nessuna della due manifestazioni, quella in programma domani a Roma e quella che si è tenuta a Milano stasera. "Non andrò a nessuna - ha detto -, quella di Roma è molto chiaro cosa dice, può non piacere ma quella di Milano è un po' meno chiara".
Israele: "Esercito in difficoltà, mancano almeno 10.000 soldati"
L'esercito israeliano ha dichiarato di essere a corto di oltre 10.000 soldati, di cui circa 6.000 per le unità di combattimento. L'esercito "manca di oltre 10.000 soldati, di cui circa 6.000 combattenti. Si tratta di una reale necessità operativa, ed è per questo che stiamo prendendo tutte le misure necessarie", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, il generale di brigata Effie Defrin, in una conferenza stampa televisiva, in risposta a una domanda sulla coscrizione obbligatoria di ebrei ultraortodossi nell'esercito, una norma che ha causato fibrillazioni nel governo Netanyahu.
Renzi: "Critichiamo Netanyahu ma non è su stesso piano di Hamas"
"Non condividiamo la gestione di Netanyahu, e non solo per un fatto morale ma anche pragmatico e concreto: si stanno formando generazioni di terroristi per i prossimi anni". Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi durante l'evento 'Due popoli, due stati un destino' organizzato con Azione al Teatro Franco Parenti di Milano. "Chiedere a Netanyahu di rispettare il diritto internazionale è la dimostrazione che non lo mettiamo sullo stesso piano di Hamas" ha aggiunto Renzi, sottolineando che "lo stato di Israele ha il diritto e il dovere di esistere" e che "i bambini di Gazahanno il diritto di esistere e hanno il diritto di essere liberati dalla dittatura di Hamas". "Vogliamo dire no a chi brucia la bandiera dell'ascolto, per questo il simbolo sono due bandiere - ha concluso Renzi parlando dell'evento al Parenti -. Qui sventolano entrambe le bandiere e non si brucia la bandiera di nessuno".
Corteo per Gaza, sul palco testimoni palestinesi e israeliani
Un giornalista palestinese e un giovane israeliano obiettore di coscienza, contrario alla guerra di Netanyahu. E poi i giornalisti Rula Jebreal e Gad Lerner, oltre a rappresentanti di associazioni come Acli e Arci. Sono alcuni degli ospiti che parleranno dal palco della manifestazione "In Piazza per Gaza", promossa a Roma da Pd, M5s e Avs, che domani alle 14 partirà da piazza Vittorio per arrivare in corteo in piazza San Giovanni, percorrendo via Emanuele Filiberto. E' quanto fanno sapere le tre forze politiche in una nota congiunta. I contributi degli ospiti dal palco saranno aperti da una introduzione musicale di Paolo Fresu. Questo (in ordine alfabetico) l'elenco degli ospiti: il giornalista palestinese Abubaker Abed (in video), il giovane israeliano che ha rifiutato il servizio militare, prendendo parte alle proteste contro il governo Netanyahu, Iddo Elam, la storica Anna Foa (in video), Rula Jebreal, Gad Lerner, il presidente delle Acli Emiliano Manfredonia, il presidente Arci Walter Massa, Luisa Morgantini di Assopace Palestina, l'ex ministro palestinese di Al-Fatah Atef Abu Saif, il medico chirurgo che ha operato a Gaza e testimoniato all'Onu Feroze Sidhwa (in video), e la presidente di Aoi, Silvia Stilli. In chiusura, interverranno i leader delle forze politiche che hanno promosso la mobilitazione: Angelo Bonelli (Avs), Giuseppe Conte (M5s), Nicola Fratoianni (Avs), Elly Schlein (Pd). La manifestazione verrà trasmessa in diretta sui canali social dei rispettivi partiti.
Gli Usa impongono nuove sanzioni contro il petrolio dell'Iran
Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni a 10 individui e 27 entità, tra cui almeno due società legate alla compagnia petrolifera nazionale iraniana. Lo ha annunciato il dipartimento di Stato americano sul suo sito. Le misure colpiscono cittadini iraniani e alcune entità negli Emirati Arabi Uniti e a Hong Kong legati ai fratelli Mansour, Nasser e Fazlolah Zarringhalam, che hanno riciclato miliardi di dollari attraverso un sistema di società di facciata straniere gestendo quella che il dipartimento del Tesoro americano definisce una vera e propria "banca ombra dell'Iran".
Difesa civile palestinese: "38 morti in attacchi israeliani"
L'agenzia di protezione civile di Gaza ha dichiarato che 38 persone sono state uccise oggi da attacchi israeliani o da colpi d'arma da fuoco in tutto il territorio palestinese. Il funzionario della protezione civile Mohammed al-Mughayyir ha dichiarato che 38 persone sono state uccise in diversi attacchi israeliani dall'alba, tra cui 11 in un singolo attacco a Jabalia, nel nord.
Meloni vede Costa, focus su guerre e relazioni transatlantiche
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato oggi a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Come riferisce una nota di Palazzo Chigi, "al centro del colloquio, la preparazione dei Vertici internazionali in programma nelle prossime settimane e, in particolare, del Consiglio Europeo di giugno. In tale contesto - viene spiegato - sono stati discussi i principali temi dell'agenda internazionale, a partire da Ucraina e Medio Oriente, e di quella europea con un focus su sicurezza e difesa, competitività, relazioni transatlantiche e migrazioni".
Costa: “Con Meloni abbiamo discusso di Usa-Ue, Ucraina e Gaza”
"Ho avuto un ottimo incontro con Giorgia Meloni a Roma. Abbiamo discusso della preparazione del Consiglio europeo di giugno, nonché dei vertici del G7 e della Nato". Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, dopo la riunione con la premier durata circa un'ora. "Per rafforzare la capacità di difesa comune dell'Europa, dobbiamo garantire una spesa più efficiente e un approccio collettivo alla sicurezza. La sicurezza non riguarda solo la difesa. Richiede pace, prosperità e stabilità basate su soluzioni sostenibili alle sfide globali. Abbiamo anche discusso dell'importanza di una politica migratoria europea efficace e ben gestita. Infine, abbiamo affrontato il contesto geopolitico più ampio, comprese le relazioni transatlantiche e la situazione in Ucraina e a Gaza. Non vedo l'ora -conclude Costa - di partecipare alla Conferenza sulla ripresa dell'Ucraina, che si terrà a Roma a luglio".
In centinaia a manifestazione pro Gaza a Torino
Circa duecento persone sono confluite in piazza XVIII dicembre a Torino per dare vita a una manifestazione Pro Gaza. La Questura sta monitorando la situazione. La società Gtt, che gestisce i trasporti pubblici nel capoluogo piemontese, comunica che "su ordine delle autorità" gli accessi alle stazioni Porta Susa e 18 dicembre della metropolitana sono stati chiusi.
A Milano presidio associazioni pro Israele contro Calenda
Fuori dal Teatro Franco Parenti di Milano, dove sta per iniziare l'evento 'due Popoli, due Stati, un destino' organizzato da Azione e Italia Viva per accendere un faro sulla lotta all'antisemitismo, Carlo Calenda è stato criticato da una trentina di persone riunite in un presidio organizzato dall'associazione Free 4 future a cui hanno aderito anche persone dell'associazione milanese Pro Israele. Presente anche Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano. Tra gli striscioni esposti, uno recita 'Calenda non è mio amico' e un altro 'Free Gaza from Hamas'. Dall'altra parte della strada è nata una discussione tra alcuni cittadini. "Non si può paragonare Netanyahu ad Hamas. Calenda purtroppo continua a sbagliare secondo noi. Netanyahu è un leader democraticamente eletto. Dare sanzioni a Israele vuol dire dare un'arma a Netanyahu per andare in campagna elettorale e vincere una seconda volta. È questo che vuole Calenda?" ha detto Davide Romano, direttore del Museo della Brigata ebraica di Milano. "Calenda - ha aggiunto Alessandro Litta Modignani, presidente dell'associazione milanese Pro Israele - dovrebbe prima tutto mettersi d'accordo con se stesso, vuole recitare in troppe commedie. Dice che è con Israele ma vuole mettere le sanzioni".
Il Papa vede Costa, Ucraina e Gaza tra i temi
Il Papa ha ricevuto oggi in udienza, nel Palazzo apostolico vaticano, il Presidente del Consiglio Europeo, António Costa, il quale ha successivamente incontrato il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da mons. Miroslaw Wachowski, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati. "Nel corso dei cordiali colloqui, in Segreteria di Stato, sono state rilevate le buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e l'Unione Europea e la volontà di intensificare ulteriormente il dialogo su temi di comune interesse - riferisce la Santa Sede -, specialmente in relazione alla proposta di instituire un fondo mondiale per eliminare la fame nel mondo e favorire lo sviluppo dei Paesi più poveri. Nel prosieguo della conversazione, si è affrontato l'attuale contesto internazionale, con particolare riferimento ai conflitti in Ucraina e a Gaza", conclude la nota del Vaticano
Anelli (Fnom): "Ministero Esteri incontri medici italiani a Gaza"
Nasce una rete di cooperazione permanente tra il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, l'Unità di Crisi della Farnesina, l'Ambasciata italiana a Tel Aviv, il Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme, l'Oms, l'Unicef, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) e le principali organizzazioni di medici e operatori sanitari operanti a Gaza. Obiettivo: recepire le istanze e le necessità dei medici sul campo per aiutare in maniera efficace le popolazioni colpite. Lo rende noto la Fnomceo, al termine della riunione online tra il ministro Tajani, i diplomatici della Farnesina e il Presidente della Fnomceo Filippo Anelli insieme alla Presidente di Emergency, Rossella Miccio, la Vicepresidente di Medici Senza Frontiere, Elda Baggio, ed esponenti di agenzie ONU, rappresentanti dell'Oms e dell'Unicef e alcuni medici che operano nella striscia di Gaza e che hanno portato le loro drammatiche testimonianze. "Ringraziamo il ministro Antonio Tajani - ha affermato Anelli - per la disponibilità con la quale ha accolto il nostro invito ad incontrare e ascoltare i medici presenti sui territori martoriati dal conflitto e, ora, dalla fame e dalla penuria di strumenti, medicinali, attrezzature. I colleghi si sentono 'visti' e sostenuti dal Governo e questo, in una situazione così drammatica, è molto importante". Tra le proposte della Fnomceo, quella di ripristinare un'Area umanitaria a Gaza, nella quale sia possibile prestare cure senza temere per l'incolumità dei feriti e degli operatori, e in cui possano entrare gli aiuti e le forniture. I medici hanno chiesto al Governo di continuare l'azione diplomatica con Israele per sbloccare gli aiuti e far cessare i bombardamenti, e la meritoria opera che vede arrivare in Italia tanti feriti, molti dei quali bambini, per essere curati nelle nostre strutture, impegnandosi a segnalare i casi più gravi e le necessità più urgenti di medicinali e attrezzature. In particolare, hanno evidenziato già sin d'ora la necessità di far arrivare 33 ventilatori meccanici che sono attualmente bloccati, antibiotici e antidolorifici. La rete di cooperazione si riunirà nuovamente nel corso del mese di giugno.
Faraone: "No ad ambiguità su Medioriente, speranza è coesistenza"
"Come Liliana Segre 'proviamo repulsione' verso chi governa oggi Israele e crediamo che l'obiettivo di cancellare i 'figli di cani' di Hamas, come li ha definiti Abu Mazen, debba essere perseguito. Non esistono scorciatoie né ambiguità: serve una visione politica chiara, che metta al centro la dignità di due popoli, due storie, due sofferenze. E una sola speranza: quella della coesistenza". Lo scrive sui social Davide Faraone, vice-presidente di Italia Viva, che sarà presente alla manifestazione 'Due popoli, due stati, un destino' in programma oggi al Teatro Parenti di Milano". "Vi aspettiamo al Teatro Parenti di Milano - o in diretta streaming sui nostri social - ci saranno le due bandiere, quella israeliana e quella palestinese, per un incontro profondamente umano, con testimonianze forti e voci autorevoli. Parleremo di verità, responsabilità e pace", conclude.
Israele: "4 soldati uccisi a Khan Yunis da trappola esplosiva"
Quattro soldati israeliani sono rimasti uccisi e cinque feriti questa mattina in un'esplosione in un edificio a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha annunciato l'esercito citato dai media israeliani. "E' un giorno triste e difficile", ha commentato il premier Benyamin Netanyahu sottolineando che i quattro soldati "hanno dato la vita per la nostra sicurezza", "per sconfiggere Hamas e riportare indietro i nostri ostaggi". Secondo una prima ricostruzione fornita dall'Idf, i soldati erano entrati nell'edificio per liberarlo da possibili infrastrutture terroristiche, compresi tunnel. L'edificio era minato da una trappola esplosiva che ha causato il crollo che ha investito i militari.
Ghf: "Siti distribuzione a Gaza chiusi per troppo affollamento"
La Gaza Humanitarian Foundation (Ghf) afferma di aver distribuito oggi 8.160 scatole di cibo in due dei suoi siti di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, prima di essere costretta a chiuderli a causa di "un affollamento eccessivo che ha reso pericoloso procedere". "Non si è verificato alcun episodio di violenza", ha tuttavia sottolineato la Ghf in una nota, citata da Times of Israel. L'organizzazione afferma di aver distribuito quasi 9 milioni di pasti dall'inizio delle operazioni, il 26 maggio. Un portavoce ha affermato che le operazioni riprenderanno sabato.
Studenti palestinesi: "Piazza Pd-M5S-Avs non è la nostra"
"Pd, 5 stelle e Avs: lacrime elettorali sulla Palestina dopo anni di complicità. Questa piazza non è la nostra. È la piazza dei complici, non dei solidali. È la piazza della finta opposizione, non della liberazione. Noi continueremo a esserci. Ma dalla parte giusta della storia". Questo il post social fatto girare nelle giornate scorso, dal Movimento degli Studenti palestinesi, in riferimento alla piazza di domani a Roma per Gaza, organizzata dal centrosinistra. Anche se, da quanto si apprende, alcuni palestinesi a titolo personale ci saranno, aderendo alla piazza. Nel post il movimento precisa: "Dopo quasi due anni di genocidio, bombardamenti incessanti e distruzione sistematica in Palestina, Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra e Movimento 5 Stelle annunciano una manifestazione nazionale 'per Gaza'. Ma nella grafica ufficiale non c'è traccia della parola Palestina, né del carattere coloniale e politico di ciò che sta accadendo: si parla genericamente di "massacro", evitando accuratamente il termine giusto genocidio". "Continuano a ripetere il mantra logoro dei "due popoli, due stati", ignorando 77 anni di pulizia etnica, l'apartheid certificato da Ong internazionali, la negazione sistematica del diritto all'autodeterminazione - aggiungono - Ora cercano di dare un volto 'progressista' a una mobilitazione, ma svuotandola delle sue rivendicazioni più vere: la fine dell'apartheid, la fine dello stato coloniale sionista, e la libertà per il popolo palestinese", aggiungono gli studenti, che poi attaccano: "Ma questa manifestazione non è nata da coscienza. È stata organizzata perché sono partiti che vanno al ballottaggio e hanno bisogno di recuperare consenso. Una campagna elettorale sulla pelle del popolo palestinese, per strumentalizzare la stragrande maggioranza del popolo italiano, che da mesi si schiera con la Palestina".
Tajani incontra online i medici italiani a Gaza
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto oggi all'Unità di Crisi della Farnesina una riunione in video-conferenza con gli operatori sanitari italiani che operano nella Striscia di Gaza. All'incontro hanno preso parte medici e sanitari italiani di Medecins sans Frontieres, Emergency e delle Agenzie Onu che quotidianamente prestano la loro opera a Gaza. In collegamento anche il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e Odontoiatri e le sedi diplomatiche di Tel Aviv e Gerusalemme. Nel corso dell'incontro, gli operatori italiani hanno presentato un quadro drammatico della situazione locale, con carenza di cibo, acqua pulita e medicine, attacchi alle infrastrutture ospedaliere e inefficienza nel sistema di distribuzione degli aiuti. Tutti gli operatori hanno richiesto con urgenza che il governo italiano faccia pressione affinché la controparte israeliana interrompa le operazioni militari e apra i valichi, permettendo l'ingresso di cibo e materiale sanitario. Nei centri in cui opera personale italiano vengono ricevuti anche fino a 450 pazienti al giorno con malattie croniche, malattie di base e malnutrizione severa. I medici hanno raccontato che a Gaza vi sono circa 20.000 casi gravi di neoplasie, per le quali mancano macchinari e medicine. Mancano inoltre ventilatori neonatali, mentre le vaccinazioni contro la polio risultano bloccate da aprile. Secondo gli operatori medici italiani per rispondere alle necessità della popolazione locale sarebbero necessari oltre 600 camion al giorno, per il cui ingresso è fondamentale raggiungere un accordo di cessate il fuoco che contempli la riapertura dei valichi. Tajani ha espresso la vicinanza dell'Italia agli operatori sanitari che con grandi sacrifici e rischi personali garantiscono i servizi medici essenziali a Gaza. Il ministro ha ricordato l'impegno umanitario che l'Italia ha messo in campo attraverso l'iniziativa Food For Gaza e la particolare attenzione riservata alle questioni sanitarie. Ad oggi infatti sono oltre 133 i minori palestinesi evacuati da Gaza per essere curati in ospedali italiani. In totale, oltre 700 persone hanno potuto lasciare la Striscia, tra cittadini italiani, italo-palestinesi, detentori di permesso di soggiorno e loro familiari diretti. Un risultato realizzato grazie alla collaborazione tra il Ministero Affari Esteri, Ministero della Difesa e Protezione civile che prosegue ancora oggi e che vede l'Italia al primo posto tra i paesi occidentali per numero di evacuazioni sanitarie. A conclusione della riunione, il ministro si è impegnato a fare nuove pressioni sul governo israeliano per facilitare l'ingresso degli aiuti e le evacuazioni umanitarie. Nei prossimi giorni è previsto l'arrivo in Italia di un gruppo di circa 15 civili palestinesi malati o feriti con relativi accompagnatori, per un totale di circa 80 persone, che saranno curati negli ospedali italiani. Il Ministero degli Esteri inoltre stanzierà altri aiuti pari a 5 milioni di euro per l'Oms e 5 milioni di euro per Unicef. E' stato infine concordato di mantenere un coordinamento regolare con gli operatori italiani a Gaza per le future necessità: "Dobbiamo costituire subito una rete di cooperazione sanitaria permanente fra la Farnesina, gli operatori sanitari a Gaza e le istituzioni sanitarie italiane, in maniera da essere pronti a rispondere velocemente alle richieste di aiuto che arrivano da Gaza".
Spagna: appello mondo cultura a manifestare per fine guerra Gaza
Personalità del mondo della cultura in Spagna, fra le quali gli scrittori Elvira Lindo e Benjamin Prado, il regista Rodrigo Sorogoyen e lo storico Ian Gibson, hanno lanciato un appello a mobilitarsi in piazza il prossimo sabato 14 giugno in una manifestazione nazionale di protesta contro "l'orrore umanitario che si sta soffrendo a Gaza". Gli intellettuali sono tra i firmatati del manifesto intitolato "Bisogna fermare la guerra. Né terrorismo, né genocidio", promosso dalla piattaforma 'paralaguerra.es' (ferma la guerra), che associa oltre 200 enti e organizzazioni sociali e per i diritti umani. E ha indetto la mobilitazione per chiedere "la fine del genocidio in Palestina" e "Per una pace giusta, un cessate il fuoco definitivo e la Palestina libera". "Vorrei convocarvi a un importante appuntamento il 14 giugno a mezzogiorno. Le nostre voci devono suonare molto alte, perché nel mondo di oggi questo è assolutamente inaccettabile. Per favore, non mancare", è l'appello in video della scrittrice Elvira Lindo sulla pagina web della piattaforma. La concentrazione di protesta a Madrid è prevista per le 12 in Plaza Juan Goytisolo, dove ha sede il Museo di arte contemporanea Reina Sofia, mentre analoghe manifestazioni sono previste in una cinquantina di città iberiche, da nord a sud della penisola.
Hamas, 16 vittime nei raid israeliani oggi a Gaza
Le autorità sanitarie locali di Gaza, controllata da Hamas, dichiarano oggi sedici palestinesi sono stati uccisi dall'esercito israeliano nella Striscia. Le autorità sanitarie affermano che gli attacchi hanno ucciso persone nelle zone di Jabalia, Tuffah e Khan Younis a Gaza. Lo riporta il Times of Israel.
Centinaia pacifisti israeliani manifestano a confine Gaza
Centinaia di israeliani stanno marciando e portando cibo vicino al confine tra Israele e Gaza, chiedendo la fine della crisi umanitaria nella Striscia. La protesta è stata organizzata dal movimento Standing Together. "Il blocco e la fame non proteggono nessuno. La guerra non ci rende sicuri e non riporta indietro gli ostaggi", hanno affermato i manifestanti.
L'Idf ordina ai civili di evacuare alcune zone di Gaza City
Le forze armate israeliane (Idf) hanno lanciato un appello alla popolazione civile palestinese di evacuare alcune zone di Gaza City: atto che di norma precede un attacco.
Ucei, preoccupa piazza per Gaza, difende solo un popolo
"Siamo preoccupati per la scelta di difendere solo un popolo, quello palestinese, e non anche quello israeliano. Con una bandiera e non con due". Questa una delle preoccupazioni espresse dalla presidente delle Comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, in un articolo, in merito alla piazza di domani a Roma per Gaza. "In vista della manifestazione a Roma del 7 giugno - precisa la presidente Ucei - pur comprendendo l'animo che muove gli organizzatori esprimiamo forte preoccupazione e riteniamo doveroso evidenziare carenze e incongruenze". "Ciò nonostante, restiamo convinti che l'opzione 'due popoli e due stati' rappresenti ancora una meta moralmente doverosa - aggiunge la presidente Ucei - Da qui l'appello a mostrare sempre entrambe le bandiere, mai una sola", precisa.
Ue, situazione aiuti migliorata ma serve pieno accesso
"Appare importante che l'accesso umanitario a Gaza sia un po' migliorato. Dopo l'accordo per riprendere l'ingresso degli aiuti, ora i camion possono arrivare da diverse direzioni, ma ribadiamo che abbiamo bisogno di un accesso completo a Gaza, non solo da un paio di valichi". Lo ha dichiarato una portavoce della commissione europea nel briefing quotidiano con la stampa. "Sappiamo che i bisogni nella Striscia di Gaza sono attualmente enormi, e abbiamo stanziato 170 milioni di euro quest'anno per gli aiuti umanitari. I nostri aiuti sono sempre cibo, nutrizione per i bambini, igiene, ma anche, piu' lungo termine, istruzione. Che ovviamente al momento non e' accessibile ai bambini di Gaza", ha aggiunto.
Papa-Mattarella, i conflitti tra i temi del confronto
Il Papa ha ricevuto il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, il quale ha successivamente incontrato il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato. "Durante i cordiali colloqui in Segreteria di Stato è stato espresso compiacimento per le buone relazioni bilaterali esistenti. Ci si è soffermati su temi di carattere internazionale, con particolare attenzione ai conflitti in corso in Ucraina e in Medio Oriente. Nel prosieguo della conversazione sono state affrontate alcune tematiche di carattere sociale, con speciale riferimento al contributo della Chiesa nella vita del Paese", riferisce la Santa Sede.
Ghs: chiusi tutti i siti di distribuzione di aiuti a Gaza
La fondazione umanitaria di Gaza Ghs, sostenuta da Israele e Stati Uniti, afferma che tutti i suoi siti di distribuzione degli aiuti nell'enclave sono nuovamente chiusi e che una data di riapertura sarà annunciata in seguito, esortando i residenti a stare lontani da questi siti "per la loro sicurezza". Lo riporta il Times of Israel. La chiusura coincide con il primo giorno della festività musulmana di Eid al-Adha.
Meloni: "Israele si fermi subito, tutelare civili"
A proposito del conflitto israelo-palestinese, "il governo è molto chiaro dall'inizio nel ricordare che questa guerra è stata iniziata da Hamas e siamo chiari anche nel ricordare che è sempre Hamas il principale responsabile di una guerra che continua nel momento in cui si rifiuta di liberare gli ostaggi. Il governo, però, ha anche detto che la legittima reazione di Israele a questi inaccettabili attacchi terroristici ha assunto dei contorni inaccettabili che, dal nostro punto di vista, Israele deve fermare immediatamente, tutelando la popolazione civile". Lo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni, intervenendo ieri sera a 'Il giorno de La Verità' a Palazzo Brancaccio. La presidente del Consiglio ha poi ricordato come l'Italia sia "uno dei Paesi al mondo che ha più aiutato la popolazione di Gaza".
Ghf, siti distribuzione aiuti Gaza temporaneamente chiusi
La Gaza Humanitarian Foundation ha annunciato che tutti i siti di distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza sono temporaneamente chiusi. "Desideriamo informarvi che tutti i siti di distribuzione degli aiuti sono chiusi. Per favore, state lontani dai siti di distribuzione per la vostra sicurezza", si legge in un post su Facebook della Ghf.
Schlein: "Opposizioni unite su Gaza? Sì a iniziative diverse per fermare Netanyahu"
Quale sarebbe la manifestazione unitaria su Gaza? Italia Viva e Azione ne fanno un'altra oggi a Milano: non si poteva proprio trovare il modo di stare tutti insieme? "Noi come Pd, insieme a M5s e Avs, abbiamo sentito la responsabilità di chiamare la piazza di sabato a Roma per rispondere a un'esigenza, che sentivamo salire forte dal basso, dai nostri militanti ed elettori. C'è stato un percorso fatto in Parlamento con una mozione unitaria, che si è tradotta in una piattaforma completa e senza ambiguità. Poi ben vengano iniziative diverse, sempre con l'obiettivo di fermare l'azione criminale di Netanyahu a Gaza". Così Elly Schlein risponde su La Stampa.
I punti che Calenda e Renzi chiedevano di esplicitare meglio sono già presenti nella vostra piattaforma. Non si potevano aggiungere due righe e mettere tutti d'accordo? "Dal sostegno agli israeliani che protestano contro il governo Netanyahu alla vicinanza ai palestinesi che si ribellano ad Hamas, alla condanna del 7 ottobre, c'è tutto. Chiediamo il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi, gli aiuti umanitari e il riconoscimento della Palestina. L'accusa di non essere abbastanza netti nel combattere l'antisemitismo è davvero inaccettabile per la nostra intera storia: denunciare i crimini di Netanyahu non è antisemitismo".
L'Iran condanna i raid israeliani sul Libano: "Aggressione"
L'Iran ha condannato i raid aerei notturni israeliana contro il Libano, colpendo presunte fabbriche di droni di Hezbollah filoiraniani alla periferia di Beirut. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqhaei, ha descritto gli attacchi di giovedì sera come "un palese atto di aggressione contro l'integrità territoriale e la sovranità del Libano".
Katz: "Se Hezbollah non disarma, nuovi raid sul Libano"
Il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che l'Idf continuerà a colpire Beirut se il Libano non disarma Hezbollah. La dichiarazione segue una notte di raid israeliani sulla periferia della capitale libanese, preceduti da ordini di sgombero per la popolazione, contro "fabbriche segrete" di droni della milizia filoiraniana. "Non ci sarà calma a Beirut, né ordine o stabilità in Libano senza sicurezza per lo Stato di Israele. Gli accordi (di tregua, in vigore da novembre, Ndr) devono essere rispettati e, se non farete ciò che è necessario, continueremo ad agire, e con grande forza", ha detto Katz in una nota.
Fratoianni: "Meloni su massacro Gaza imbarazzata e imbarazzante"
"Il silenzio di Meloni e l'inazione del suo governo lo spiego con l'imbarazzo di un posizionamento internazionale che la obbliga a questa posizione, al rapporto privilegiato con Trump e quindi con Netanyahu e con le destre nazionaliste che si sono collocate al fianco dei crimini di guerra. Non dimentichiamo ad esempio, Orbán che invita Netanyahu e lo riceve abbandonando la Corte penale internazionale". Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs in un'intervista che appare oggi sul Manifesto, che dedica tutto il quotidiano alla vicenda di Gaza, della Palestina e del Medio Oriente. "Il ministro Tajani parla di aiuti umanitari, pare al governo ci siano i capi di una ong. La realtà è che - prosegue il leader di SI - i ministri di un Paese del G7 non hanno fatto politica per cercare soluzioni. E mi faccia dire che non tolleriamo l'idea che mobilitarsi per Gaza sia antisemitismo. È un'accusa che ci è stata rivolta più volte in queste settimane ed è infamante, fuori dal mondo e dalla nostra storia. E credo che il massacro a Gaza segni la divaricazione tra opinione pubblica e Meloni: in questo momento lo sdegno di fronte all'orrore fa crescere una maggioranza larga che pensa che servano azioni concrete per fermare il governo di ultradestra israeliano e che consideri l'assenza di reazione dell'esecutivo italiano come inaccettabile. Sono certo - conclude Fratoianni - che molti elettori di destra su questo la pensino come noi, l'urgenza di una reazione che manca e che marca di infamia la storia e le istituzioni del nostro Paese".
Idf: "A Beirut colpita fabbrica segreta di droni Hezbollah"
Negli attacchi della scorsa notte sulla periferia di Beirut, preceduti da un ordine di sgombero, le forze armate israeliano affermano di aver colpito edifici utilizzati dagli Hezbollah per produrre droni d'attacco: lo annuncia l'Idf, citato dei media israeliani, incluso il Times of Israel, secondo cui la costruzioni di tali armi è una "palese violazione dell'accordo di tregua fra Israele e Libano". "Gli attacchi a Beirut hanno colpito diverse strutture sotterranee per la produzione di droni appartenenti alle forze aeree di Hezbollah, note anche come Unità 127, secondo quanto dichiarato dall'esercito. Prima degli attacchi, iniziati poco dopo le 22 (le 21 italiane, Ndr) l'Idf ha dichiarato di aver 'identificato che l'unità aerea di Hezbollah sta lavorando alla produzione di migliaia di droni, sotto la guida e il finanziamento di funzionari terroristici iraniani'", scrive il Toi, citando l'Idf.. Il giornale ricorda che i raid notturni sul Libano sono avvenuti la tregua ancora in vigore da novembre, fra Israele e Libano. Ma l'attività di fabbricazione di droni, secondo l'Idf, costituisce "una palese violazione degli accordi tra Israele e Libano. L'organizzazione terroristica Hezbollah crea difficoltà allo Stato libanese e quindi ostacola l'attuazione degli accordi", si legge.
Netanyahu ringrazia Trump per sanzioni a Cpi: "Difesi i diritti di Israele"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per aver sanzionato quattro giudici della Corte penale internazionale (Cpi) che avevano spiccato un mandato di arresto nei suoi confronti. "Grazie al presidente Trump e al Segretario di Stato Rubio per aver imposto sanzioni contro i giudici politicizzati della Cpi. Avete giustamente difeso i diritti di Israele", ha scritto Netanyahu sui social media.
Le sanzioni imposte dall'Amministrazione Trump impediscono l'ingresso negli Stati Uniti ai giudici interessati e comportano il blocco di qualsiasi proprietà nel Paese. Gli Stati Uniti "compiranno tutte le azioni necessarie per proteggere la loro sovranità e quella di Israele", ha detto Rubio. La Corte ha definito le misure un tentativo di minare la sua indipendenza.
Idf pubblica video attacchi a Hezbollah in Libano e Beirut
L'esercito israeliano ha diffuso un filmato degli attacchi contro obiettivi di Hezbollah a Beirut e nel Libano meridionale. Gli attacchi a Beirut hanno colpito diverse strutture sotterranee, ritenute dall'Idf dei centri di produzione di droni appartenenti alle forze aeree di Hezbollah, note anche come Unita' 127. Secondo l'esercito israeliano, nonostante l'accordo di cessate il fuoco, Hezbollah starebbe lavorando per rafforzare le proprie capacita' militari.
Sanzioni a giudici Cpi, Netanyahu ringrazia Trump
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato Donald Trump per aver imposto sanzioni contro quattro giudici della Corte penale internazionale (Cpi). "Grazie al Presidente Trump e al Segretario di Stato Rubio per aver imposto sanzioni contro i giudici politicizzati della Cpi. Avete giustamente difeso il diritto di Israele, degli Stati Uniti e di tutte le democrazie a difendersi dal terrorismo selvaggio", ha scritto il leader israeliano su X.
Hamas: pronti a seri colloqui su tregua a Gaza
Hamas è pronto a un nuovo round di colloqui "seri" al fine di raggiungere un accordo di tregua a Gaza. Lo ha dichiarato il capo negoziatore del movimento islamico palestinese, Khalil al-Hayya, in un videomessaggio pubblicato stasera. "Riaffermiamo la nostra disponibilità per un nuovo round di seri negoziati al fine di raggiungere un accordo di cessate il fuoco permanente", ha dichiarato Al-Hayya nella registrazione, indicando che i contatti "con mediatori e altre parti interessate stanno continuando".