
Approvato il piano dell'inviato presidenziale statunitense Steve Witkoff per un cessate il fuoco temporaneo per i periodi del Ramadan, che terminerà a fine marzo, e di Pesach, la Pasqua ebraica, che si celebrerà a metà aprile. Lo ha annunciato l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu.
in evidenza
Tra Israele e Hamas è muro contro muro, con il primo che vuole prolungare di altri 42 giorni la prima fase dell'accordo di tregua, e il secondo assolutamente contrario e pronto a rilanciare. Tra affermazioni anonime da una parte, dichiarazioni pubbliche dall'altra, e rivelazioni fatte filtrare dall'Egitto, di fatto al Cairo il tavolo dei negoziati aperto giovedì non promette decisioni immediate. A fare la differenza presumibilmente sarà l'arrivo in Medio Oriente la prossima settimana del segretario di Stato Usa Steve Witkoff.
Hamas ha annunciato di essere pronto a procedere con le "fasi rimanenti" dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza, poiché la prima fase volge al termine. "Affermiamo la nostra volontà di completare le rimanenti fasi dell'accordo, che porti ad un cessate il fuoco globale e permanente, al ritiro completo delle forze di occupazione dalla Striscia di Gaza, alla ricostruzione e alla revoca dell'assedio", ha detto il gruppo militante palestinese in una lettera al vertice della Lega Araba che si terrà il 4 marzo.
L'inviato statunitense per il Medio Oriente Steve Witkoff dovrebbe arrivare in Israele verso la fine della prossima settimana, e non prima del discorso sullo "stato dell'Unione" di martedì. Lo riferisce la tv pubblica israeliana Kan.
Le forze armate Usa hanno reso noto di aver effettuato un attacco aereo di precisione in Siria, prendendo di mira e uccidendo un alto dirigente di un'organizzazione affiliata ad Al-Qaeda, Muhammed Yusuf Ziya Talay, capo militare di alto rango di Hurras al-Din (HaD).
Approfondimenti:
- Accordo Israele-Hamas, in migliaia festeggiano la tregua per le strade di Gaza
- Tregua Israele-Hamas: ecco chi sono gli ostaggi liberati finora
- Tregua a Gaza, accordo tra Israele e Hamas. Le reazioni internazionali, da Trump a Biden
- Tregua a Gaza, migliaia di sfollati verso casa. Entrano gli aiuti. LE FOTO
- Tregua Gaza, chi sono le prime 3 ragazze israeliane liberate da Hamas
- Dalla difesa alle infrastrutture, Russia e Iran sempre più vicini
- Gaza secondo Trump,il video realizzato con l'Ai con statue d'oro e resort di lusso
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- La newsletter sulle notizie più lette (clicca qui)
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Questo liveblog termina qui:
Continua a seguire gli aggiornamenti sul liveblog di domenica 2 marzo
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- La newsletter sulle notizie più lette (clicca qui)
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Netanyahu: accettiamo piano Witkoff su tregua temporanea per Ramadan
L'ufficio del premier israeliano rende noto che "dopo una discussione sulla sicurezza presieduta da Benyamin Netanyahu, Israele adotta il piano proposto dal delegato Usa Steve Witkoff, per un cessate il fuoco temporaneo durante il periodo del Ramadan e della Pasqua. Nel primo giorno del piano, metà degli ostaggi vivi e dei caduti saranno liberati, e al termine - se si raggiunge un accordo su un cessate il fuoco permanente - saranno liberati gli altri rapiti vivi e i caduti".
Tregua Israele-Hamas, chi sono gli ostaggi liberati finora
L'accordo per un cessate il fuoco sulla Striscia di Gaza è scattato il 19 gennaio. Durante la prima delle tre fasi saranno in tutto 33 le persone riconsegnate allo Stato ebraico (anche se quelle vive sono 25). In cambio vengono liberati centinaia di prigionieri palestinesi. Dalle donne portate via dai kibbutz israeliani ai partecipanti rapiti durante il festival di Nova: ecco chi sono gli ex ostaggi.LEGGI QUI
M.O, la situazione a Gaza e il ruolo degli Usa: i possibili scenari su rifugiati e aiuti
Dallo scoppio della guerra tra Israele e Hamas si è aggravata la situazione degli sfollati palestinesi che da anni trovano accoglienza nei Paesi dell'area come Giordania e Libano. Mentre la tregua vacilla, la proposta del presidente americano Trump sul futuro della Striscia rischia di aumentare il numero di rifugiati. Anche di questo si è parlato nella puntata dell'11 febbraio di "Numeri", approfondimento di Sky TG24. LEGGI QUI
Quanto costerà ricostruire la Striscia di Gaza? La conta dei danni
Una devastazione senza precedenti. Oggi, più della metà della Striscia di Gaza è completamente rasa al suolo. Secondo gli esperti, non si è mai registrato un simile livello di distruzione in un'area così piccola e densamente popolata. Le stime per la ricostruzione di Gaza, che potrà essere avviata solo dopo il completamento delle tre fasi dell'accordo di tregua tra Israele e Hamas, sono esorbitanti. Ecco le ultime stime su quanto costerà ricostruire Gaza dopo la devastazione causata dal conflitto tra Hamas e Israele e sulla conta dei danni. PER SAPERNE DI PIÙ
Guerra Israele, Iran annuncia terzo attacco missilistico "al momento opportuno"
L'Iran ha annunciato che effettuerà una terza ondata di attacchi missilistici contro Israele "al momento opportuno". Lo ha detto il numero due dei Guardiani della rivoluzione, generale Ali Fadavi, in dichiarazioni riportate dall'agenzia di stampa iraniana Mehr e riprese da Times of Israel. Nel corso del 2024, Teheran lanciò due attacchi contro Israele scatenando la reazione dello Stato ebraico: in particolare la seconda risposta israeliana, a ottobre, distrusse gran parte dei sistemi di difesa aerea iraniana e alcune importanti strutture militari. LEGGI L’ARTICOLO
Gaza secondo Trump, il video realizzato con l'AI con statue d'oro e resort di lusso
Donald Trump ha pubblicato sui suoi profili social ufficiali, tra Truth ed Instagram, un video musicale generato dall'intelligenza artificiale che mostra come il presidente Usa immagina la Striscia di Gaza dopo l'attuazione del suo piano legato ad una riviera nel territorio. LEGGI L’ARTICOLO
Dalla difesa alle infrastrutture, Russia e Iran sempre più vicini
Mosca e Teheran sono sempre più vicini. I presidenti Putin e Pezeshkian hanno firmato un "trattato di partenariato strategico globale" con cui è stata potenziata la cooperazione militare e d'intelligence. Un accordo definito "una vera svolta" che amplierà la proiezione russa nel settore dell'energia nucleare iraniana. LEGGI L’ARTICOLO
Mo: media, 'inviato Usa in Israele a fine prossima settimana'
Non c'è ancora una data certa per l'attesa visita in Israele di Steve Witkoff, l'inviato per il Medio Oriente del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Secondo i media israeliani, non sarà nel Paese prima della fine della prossima settimana, comunque non prima di mercoledì. La missione sarebbe dovuta iniziare mercoledì scorso e, stando ai media americani, sarebbe stata rinviata per consentire a Witkoff di focalizzarsi sull'Ucraina.
Netanyahu convoca incontro su prosecuzione colloqui con Hamas
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu terrà un incontro questa sera alle 19.30 locali con i suoi più stretti collaboratori per discutere della prosecuzione dei colloqui sull'accordo di tregua con Hamas. I negoziatori israeliani sono rientrati venerdì e Hamas ha dichiarato oggi che non accetterà un'estensione della prima fase dell'accordo, ovvero il risultato che lo Stato ebraico vorrebbe ottenere. Hamas insiste affinché l'accordo proceda con la fase due, che Israele ha ampiamente rifiutato di negoziare nell'ultimo mese.
Gaza: un lungo tavolo tra le macerie per la cena di Ramadan
Immagini diffuse sui social da Gaza mostrano la popolazione che prepara un Iftar collettivo, il pasto serale che interrompe il digiuno durante il Ramadan, a Rafah, nel sud della Striscia, tra le rovine rimaste dopo i combattimenti. Un lunghissimo tavolo si estende per tutta la lunghezza di una strada sterrata tra le rovine, mentre le persone iniziano a radunarsi per la cena mentre risuonano la musica e i canti tradizionali della festività.
Madre di un ostaggio accusa Netanyahu di sabotare i negoziati
Einav Tsangaoker, madre di Matan, ancora ostaggio di Hamas, ha accusato il premier israeliano Benyamin Netanyahu di aver "orchestrato la crisi nei negoziati" e di non essere disposto a discutere la fase successiva dell'accordo. Secondo Tsangaoker, il primo ministro avrebbe inviato una "delegazione fittizia senza un reale mandato". In precedenza, Hamas ha respinto la proposta israeliana per la continuazione dei negoziati. Intanto Dani Elgart, il cui fratello Itzik è stato restituito a Israele senza vita, ha dichiarato che "è stato abbandonato a morire nella prigione di Hamas" e ha espresso rabbia e frustrazione per il mancato salvataggio. Elgart ha accusato Netanyahu e i suoi alleati di aver fatto fallire intenzionalmente accordi di scambio per interessi politici: "Non siamo riusciti a riportare mio fratello vivo, ma non possiamo permettere che accada lo stesso agli ostaggi ancora in vita", ha affermato.
Ufficio Netanyahu: “Crudele video di Hamas, non ci intimidisce”
"Hamas ha diffuso stasera un altro crudele video di propaganda, in cui i nostri rapiti sono costretti a fare propaganda per la guerra psicologica. Israele non si lascerà intimidire dalla propaganda di Hamas. Continueremo a lavorare instancabilmente per il ritorno di tutti i nostri rapiti e per il raggiungimento di tutti gli obiettivi della guerra". Lo dichiara l'ufficio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu.
Coloni incendiano un'auto palestinese vicino a Ramallah
Coloni israeliani hanno dato fuoco a un'auto palestinese nei pressi del villaggio di Silwad, a nord di Ramallah. Lo riferisce la stampa palestinese. Secondo i media locali, gli attacchi da parte di coloni sono aumentati dopo il 7 ottobre, spesso avvenendo durante lo Shabbat.
Media: “Inviato Usa in Israele a fine settimana prossima”
L'inviato statunitense per il Medio Oriente Steve Witkoff dovrebbe arrivare in Israele verso la fine della prossima settimana, e non prima del discorso sullo "stato dell'Unione" di martedì. Lo riferisce la tv pubblica israeliana Kan.
Hamas diffonde video di un ostaggio con il fratello liberato
Hamas ha diffuso un video in cui si vedono Yair Horn, liberato dalla prigionia dopo 489 giorni, e suo fratello Eitan, ancora trattenuto dai terroristi a Gaza che sembrerebbe essere stato ripreso al momento della liberazione del primo. I due vengono mostrati insieme a Sagi Dekel-Chen, che è stato rilasciato insieme a Yair.
Usa: "Ucciso in Siria leader gruppo affiliato di al Qaeda"
Il Comando centrale Usa (Centcom) rende noto di aver effettuato un attacco aereo di precisione in Siria, prendendo di mira e uccidendo un alto dirigente di un'organizzazione affiliata ad Al-Qaeda, Muhammed Yusuf Ziya Talay, capo militare di alto rango di Hurras al-Din (HaD). "Come abbiamo detto in passato, continueremo a perseguire senza sosta questi terroristi per difendere la nostra patria e il personale statunitense", afferma il generale Michael Erik Kurilla, comandante del Centcom.
Hamas: "Pronti a completare fasi rimanenti dell'accordo di tregua"
Hamas ha annunciato di essere pronto a procedere con le "fasi rimanenti" dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza, poiché la prima fase volge al termine. "Affermiamo la nostra volontà di completare le rimanenti fasi dell'accordo, che porti ad un cessate il fuoco globale e permanente, al ritiro completo delle forze di occupazione dalla Striscia di Gaza, alla ricostruzione e alla revoca dell'assedio", ha detto il gruppo militante palestinese in una lettera al vertice della Lega Araba che si terrà il 4 marzo. "Rifiutiamo categoricamente il tentativo di imporre qualsiasi progetto o forma di amministrazione non palestinese o la presenza di forze straniere sul territorio della Striscia di Gaza", ha aggiunto.
Il Cairo: "Intensi contatti per il vertice di martedì su Gaza"
Il Cairo lavora a "contatti intensi" con "fratelli arabi" e attori "regionali e internazionali" per sostenere gli "esiti del vertice arabo d'emergenza" di martedì prossimo 4 marzo e il "piano di ricostruzione" di Gaza, in fase di definizione con "i fratelli palestinesi". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty in una conferenza stampa tenuta al Cairo con il premier palestinese Mohamed Moustafa come riferisce l'agenzia Mena. Abdelatty ha parlato di "totale coordinamento" con i Paesi arabi e annunciato che i "preparativi" per il vertice sono "nelle fasi finali". Una riunione di coordinamento si terrà "dopodomani", quindi lunedì. Il summit affronterà gli "sviluppi della questione palestinese" e dovrà produrre "risultati specifici", con focus sulle "costanti arabe" come il "rifiuto dello spostamento" della popolazione gazawi e la creazione di uno "Stato palestinese". Secondo Abdelatty, il vertice definirà azioni per "ricostruzione, sicurezza e governance". "Ci sarà un successivo monitoraggio", ha detto ancora il ministro, evidenziando l'importanza del summit in un momento "cruciale" per la causa palestinese. "Siamo fiduciosi che sarà all'altezza delle sfide", ha rivelato.
Sette nuove rivelazioni dalle inchieste dell'Idf sul 7 ottobre
L'obiettivo di uccidere 600 civili a Ofakim, i due piani d'invasione posticipati, incluso quello previsto per la Pasqua ebraica con il capo di stato maggiore nel sud. I segnali d'allarme ignorati, tra cui una serie televisiva prodotta da Hamas. E ancora, il ruolo dell'aeronautica israeliana e il divario enorme tra le previsioni peggiori e la realtà: 5.500 terroristi entrati da 114 varchi nella barriera. Lo riferisce la stampa israeliana, sulla base delle indagini condotte dall'Idf sulla strage. Secondo i report, Raed Saad, a capo del settore operativo di Hamas, ha ideato l'attacco senza l'uso di tunnel, a causa della barriera sotterranea costruita da Israele. Il piano prevedeva la formazione di battaglioni d'élite di Hamas con riserve pronte per ogni unità. L'intelligence israeliana avrebbe sottovalutato le prove raccolte nel 2017, che già delineavano un'invasione con trasmissioni in diretta dai kibbutz e dagli avamposti occupati, nonché attacchi a infrastrutture strategiche nel sud del paese. Tra i dati emersi, Hamas avrebbe pianificato di attaccare già nel 2022 e poi durante la Pasqua ebraica del 2023, quando il capo di stato maggiore Herzi Halevi si trovava in una base vicino a Gaza. Inoltre, un'inchiesta ha rivelato che l'intelligence non ha interpretato correttamente segnali d'allarme, come la serie "Pugno dei Liberi", prodotta da Hamas e lodata da Yahya Sinwar, che mostrava una simulazione di incursione in territorio israeliano. Il rapporto poi evidenzia anche il ritardo nella risposta operativa: il peggior scenario ipotizzato dall'Idf prevedeva l'infiltrazione di circa 70 terroristi da 4-8 punti diversi, ma il 7 ottobre sono entrati 1.175 uomini già nella prima ondata. La confusione nel comando centrale ha complicato la gestione della crisi, con errori nel riconoscimento di località chiave e ritardi nelle informazioni trasmesse. L'aeronautica militare ha compiuto il primo attacco con droni alle 7,14, mentre il primo bombardamento aereo è avvenuto solo alle 7,55. Alle 9,30, il comandante dell'aeronautica ha ordinato di sigillare il confine, autorizzando l'attacco su qualsiasi movimento sospetto nel raggio di un chilometro dalla barriera. Secondo i dati riportati, l'attacco di Hamas ha coinvolto 5.500 uomini, passati attraverso 114 varchi lungo il confine, con l'ausilio di droni, deltaplani, imbarcazioni e un lancio massiccio di razzi.
Egitto finalizza piano di ricostruzione di Gaza
Il primo ministro egiziano Mustafa Madbuli ha incontrato al Cairo il suo omologo palestinese, Mohamed Mustafa, per discutere i dettagli del piano di ripresa e ricostruzione della Striscia di Gaza. Il piano verra' presentato al vertice di emergenza della Lega Araba previsto per il 4 marzo proprio in Egitto. Durante l'incontro, Madbuli ha osservato che, in conformita' con le direttive del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, "il governo egiziano ha preparato un piano integrato per la pronta ripresa e ricostruzione della Striscia di Gaza, mantenendo i cittadini palestinesi al suo interno anche durante il processo di ricostruzione". La dichiarazione non fornisce ulteriori dettagli sul piano che l'Egitto presentera' ai leader dei 22 Paesi della Lega Araba. Il primo ministro egiziano ha ribadito il fermo sostegno dell'Egitto alla Palestina e ai suoi legittimi diritti, in particolare il diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza dello Stato palestinese alle condizioni del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale.
Altri 34 feriti palestinesi arrivano in Egitto da Gaza
"Trentaquattro feriti e malati" provenienti da Gaza e "55 loro accompagnatori" sono arrivati in Egitto attraverso il valico terrestre di Rafah rappresentando il 27/o gruppo di infermi palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza. Lo ha riferito al telefono una fonte della Mezzaluna Rossa egiziana nel Sinai settentrionale. L'arrivo porta a un totale di 1.120 i feriti e malati palestinesi e a 2.376 i loro accompagnatori giunti finora in Egitto da Gaza dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Gli infermi sono stati distribuiti in cinque ospedali del Sinai (quelli di Sheikh Zuweid, Rafah, Arish, Bir al-Abd e Nakhl) e altri nosocomi di governatorati egiziani vicini alla penisola.
Ucraini in Italia, stiamo con Zelensky,scendiamo in piazza
Il quotidiano libanese al Akhbar, vicino a Hezbollah, ha riferito che l'organizzazione ha già pagato risarcimenti per 265.000 edifici danneggiati durante la guerra con Israele, ossia per il 91% di tutte le strutture colpite dai bombardamenti (292.000). È stato anche riferito che l'organizzazione ha versato 324 milioni di dollari in aiuti alle famiglie la cui casa è stata distrutta e sono state costrette a cercare rifugio altrove. Secondo il giornale, si stima che il processo di ricostruzione richiederà 3-4 anni.
Wafa, ruspe Idf demoliscono case a Tulkarem, in Cisgiordania
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che le ruspe militari israeliane hanno iniziato a demolire diverse case e edifici residenziali palestinesi nel campo di Nour Shams, a est della città di Tulkarm, in Cisgiordania. L'escalation - sostiene Wafa - è avvenuta dopo che Israele ha notificato cinque giorni fa che avrebbe demolito 11 case.
La Svizzera ospiterà conferenza su Territori palestinesi
La Svizzera ha affermato che ospiterà il 7 marzo una conferenza internazionale sulla protezione dei civili palestinesi nei territori occupati, come richiesto in una votazione delle Nazioni Unite. Saranno invitati all'incontro i 196 firmatari della Convenzione di Ginevra, a cui parteciperanno anche gli ambasciatori, ha affermato un portavoce del Ministero degli esteri svizzero.Il 18 settembre l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha incaricato la Svizzera di
organizzare la conferenza, in quanto il Paese alpino è depositario dei trattati internazionali che stabiliscono le regole della guerra e il diritto umanitario.Tali "conferenze di alte parti contraenti" non possono adottare decisioni vincolanti, ma possono "riaffermare le norme del diritto internazionale umanitario e gli obblighi", afferma il governo svizzero sul suo sito web.
Dopo il voto delle Nazioni Unite e 15 mesi di guerra intensa, a gennaio è stato concordato un precario cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, che ha consentito il rilascio degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi e l'arrivo degli aiuti umanitari nell'enclave assediata, dove il 90 percento degli alloggi è stato distrutto dai bombardamenti israeliani.Nel frattempo, nella Cisgiordania occupata, i coloni israeliani hanno intensificato gli attacchi contro i civili palestinesi, mentre l'esercito israeliano ha avviato una grande operazione di sicurezza che ha costretto allo sfollamento circa 40 mila palestinesi.
Premier palestinese al Cairo per colloqui politici su Gaza
- Il premier e ministro degli Esteri palestinese, Mohammed Mustafa, è oggi al Cairo dove ha incontrato il premier egiziano Mostafa Madbouly per discutere della "strategia di ripresa e ricostruzione di Gaza" che sarà presentata al vertice della Lega Araba della settimana prossima. Lo ha reso noto la Presidenza del Consiglio dei ministri egiziana sulla propria pagina Facebook. Madbouly ha ribadito il "sostegno egiziano ai diritti palestinesi", compresa "l'indipendenza dello Stato sui confini del 4 giugno 1967 con capitale Gerusalemme Est". Il premier egiziano ha inoltre confermato che, su "direttiva del presidente Abdel Fattah al-Sisi", l'Egitto ha elaborato un piano per la "ricostruzione di Gaza mantenendo i palestinesi nel territorio". Dal canto suo Mustafa ha espresso "apprezzamento per il ruolo egiziano", sottolineando l'impegno del Cairo nella "difesa dei diritti palestinesi e nella ricostruzione della Striscia". Il post del portavoce del premier egiziano, Mohamed El-Hommasani, ha dichiarato che l'incontro ha anche affrontato anche il "coordinamento con le istituzioni umanitarie internazionali" per sostenere il piano di ripresa.
Media: "Israele in pressing su Usa, Mosca mantenga basi in Siria"
Israele sta facendo pressioni sugli Stati Uniti affinché mantengano la Siria debole anche consentendo alla Russia di mantenere nel Paese le sue basi militari per contrastare la crescente influenza della Turchia. Lo riferisce Haaretz citando quattro fonti a conoscenza dell'iniziativa israeliana. Secondo il report, funzionari israeliani hanno dichiarato a Washington che i nuovi governanti islamisti della Siria, sostenuti da Ankara, rappresentano una minaccia per i confini di Israele. Le attività di lobbying indicano una campagna di Gerusalemme concertata per influenzare la politica statunitense in un momento critico per la Siria, mentre gli islamisti che hanno rovesciato Bashar Assad cercano di stabilizzare lo Stato frammentato e di convincere Washington a revocare le sanzioni punitive.
"La Siria proibisce siti militari palestinesi nel Paese"
Secondo fonti arabe, il nuovo governo di Damasco ha proibito alle organizzazioni palestinesi di mantenere infrastrutture militari sul suolo siriano. Lo riferisce la tv pubblica israeliana Kan.
Hamas: "Israele viola accordo Gaza con estensione fase 1"
Secondo Hamas Israele sta violando gli accordi su Gaza chiedendo l'estensione della fase 1 dell'intesa. Lo ha detto una fonte dell'organizzazione citata da Times of Israel confermando che il gruppo ha chiesto ai mediatori di "obbligare Tel Aviv a implementare tutti i termini dell'accordo, poiché sta ritardando l'ingresso nei negoziati della seconda fase". I negoziati della seconda fase erano stati programmati per iniziare il 16esimo giorno dell'accordo, ma Israele finora non ha accettato di discutere quella fase, che vedrebbe la guerra finire definitivamente.
Media: "Colloqui telefonici su accordo, Hamas chiede ritiro Idf"
I negoziati per il prolungamento dell'accordo sulla tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi, proseguono oggi solo telefonicamente, le delegazioni non sono tornate al Cairo. Lo riferisce Ynet sottolineando che senza l'intervento attivo dell'inviato Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff, non si prevedono sviluppi. Netanyahu ha già ordinato di prepararsi a un ritorno ai combattimenti, mentre l'ipotesi israeliana secondo cui Hamas avrebbe accettato di prolungare la fase uno per paura della ripresa della guerra si è rivelata errata. Hamas infatti ha respinto la richiesta di proroga della fase uno e stamani il portavoce Hazem Qassem ha dichiarato al canale qatariota al Arabi che Israele mira a recuperare gli ostaggi "mantenendo la possibilità di riprendere gli attacchi sulla Striscia di Gaza" e "evitando un impegno per la fine della guerra e il ritiro completo da Gaza". Ieri sera, il primo ministro Benyamin Netanyahu ha tenuto una riunione straordinaria dopo il ritorno della delegazione negoziale da Il Cairo. Nei colloqui non è stato raggiunto alcun progresso poiché Hamas insiste nell'avviare i negoziati sulla seconda fase e chiede il ritiro dell'Idf dal Corridoio Filadelfia, al confine tra Gaza e l'Egitto.
Wafa: "Idf a Nablus all'alba, preso d'assalto villaggio di Tal"
Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, l'Idf è entrato nella città di Nablus, in Cisgiordania, all'alba e ha preso d'assalto il villaggio di Tal, a sud-ovest della città. L'esercito israeliano, riferisce l'agenzia, ha fatto irruzione in diverse case e ha condotto indagini sul campo con diversi residenti locali. Non sono stati segnalati feriti o arresti.
Media: "Israele preme su Usa per mantenimento basi russe"
Israele sta facendo pressioni sugli Stati Uniti per mantenere la Siria debole e decentralizzata, anche lasciando che la Russia mantenga le sue basi militari sul territorio per contrastare la crescente influenza della Turchia nel Paese, hanno affermato quattro fonti a conoscenza di questa strategia, come riporta la Reuters in un'esclusiva. I legami spesso tesi della Turchia con Israele sono stati sottoposti a forti tensioni durante la guerra di Gaza e funzionari israeliani hanno detto a Washington che i nuovi leader islamisti della Siria, sostenuti da Ankara, rappresentano una minaccia per i confini di Israele, hanno spiegato le fonti. Reuters parla quindi id una "campagna israeliana concertata" per influenzare la politica degli Stati Uniti in un momento critico per la Siria, poiche' gli islamisti che hanno estromesso Bashar al-Assad cercano di convincere Washington a revocare le sanzioni. Israele ha comunicato le sue opinioni ai massimi funzionari statunitensi durante incontri a Washington a febbraio e i successivi incontri in Israele con i rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti, hanno affermato tre fonti statunitensi e un'altra persona a conoscenza dei contatti. I punti principali sono stati inoltre fatti circolare ad alcuni alti funzionari statunitensi in un "libro bianco" israeliano, hanno affermato due delle fonti anonime per via della delicatezza del tema. "La grande paura di Israele è che la Turchia intervenga e protegga questo nuovo ordine islamista in Siria, col rischio che il Paese diventi una base per Hamas e altri militanti", ha detto Aron Lund, un membro del think-tank statunitense Century International. Non è chiaro fino a che punto l'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump stia considerando di adottare le proposte di Israele, hanno detto le fonti. Finora il tycoon si è espresso poco sulla Siria, lasciando incertezza sia sul futuro delle sanzioni sia sulla permanenza delle forze statunitensi dispiegate nel Nord-Est. Lund ritiene che Israele abbia buone possibilita' di influenzare il pensiero degli Stati Uniti dove la nuova amministrazione è dichiaratamente filo-israeliana, ha fatto notare. "La Siria è a malapena sul radar di Trump ora. E' una priorità bassa e c'è un vuoto politico da colmare", ha concluso l'analista.
Hamas respinge formulazione Israele su estensione fase 1
La prima fase dell'accordo di tregua, entrato in vigore il 19 gennaio, si concludera' oggi, dopo 42 giorni durante i quali Israele e Hamas hanno scambiato 33 ostaggi (otto dei quali morti) con circa 1.800 prigionieri palestinesi. Tecnicamente la seconda fase dovrebbe iniziare domani, qui Hamas rilascerebbe gli ostaggi rimasti ancora detenuti e Israele i prigionieri palestinesi, oltre a ritirare tutte le sue truppe dalla Striscia, compreso il corridoio di Filadelfia, per aprire la strada alla fine della guerra. "Israele sta cercando di recuperare gli ostaggi mantenendo l'opzione di riprendere i combattimenti a Gaza", ha aggiunto il portavoce Qasem, riferendosi alla proposta lanciata ieri al Cairo dalla delegazione israeliana, e poi riportata ai media da fonti egiziane, di estendere la prima fase di 42 giorni e mantenere semplicemente lo scambio di ostaggi con prigionieri. I media israeliani hanno riferito che la delegazione israeliana è tornata in Israele ieri sera e che l'intenzione è di riprendere i negoziati sulla fase due da remoto, anche se Qassem ha affermato che "al momento non ci sono colloqui". "L'occupazione è responsabile del mancato avvio dei negoziati sulla seconda fase", ha affermato. La scorsa settimana il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato diversi ministri e alti funzionari della Difesa per discutere l'accordo di tregua, nonostante normalmente non tenga riunioni di lavoro durante lo Shabbat ebraico.
Hamas: "Non sono in corso colloqui su seconda fase dell'accordo"
Il portavoce di Hamas Hazem Qassem ha dichiarato ad al Araby che al momento non sono in corso colloqui per una seconda fase di cessate il fuoco a Gaza. L'affermazione è arrivata dopo che il gruppo islamista ha detto oggi di respingere la "formulazione" di Israele di estendere la prima fase del cessate il fuoco a Gaza, nel giorno in cui la prima fase dell'accordo scade.
Libano, Aoun: "Lo Stato deve avere decisioni su guerra e pace"
Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato che lo Stato libanese deve avere il controllo sulle "decisioni di guerra e pace" e per farlo, deve "monopolizzare o limitare le armi allo Stato". Auon ha parlato al quotidiano arabo con sede a Londra Asharq Al-Awsat. "Non è più consentito a nessuno, tranne allo Stato, di adempiere al proprio dovere nazionale di proteggere la terra e il popolo. Quando c'è un'aggressione contro lo Stato libanese, lo Stato prende la decisione e determina come mobilitare le forze per difendere il Paese" ha detto. Beirut è pienamente impegnata nell'attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che vieterebbe la presenza di Hezbollah nel Libano meridionale. "Siamo stanchi della guerra", ha detto Aoun. "Speriamo di porre fine ai conflitti militari e risolvere i nostri problemi attraverso sforzi diplomatici". Auon ha anche criticato Israele per non essersi ritirato completamente dal Libano meridionale, mantenendo le forze in cinque posizioni strategiche chiave. "Non siamo rimasti sorpresi perche' ci si aspetta sempre il peggio da loro", ha detto. Ma "c'era un accordo firmato dalle due parti sotto la sponsorizzazione americana e francese che avrebbe dovuto essere rispettato, e la firma doveva essere rispettata". Tuttavia, ha aggiunto, "Come al solito, la parte israeliana non ha rispettato l'accordo e parte di esso e' rimasto lì. Ora siamo in contatto costante con i francesi e gli americani per fare pressione sugli israeliani affinche' si ritirino dai cinque punti".
Hamas: respinta "formulazione" Israele su estensione prima fase tregua
Hamas ha respinto la "formulazione" di Israele per un'estensione della prima fase del cessate il fuoco a Gaza, nel giorno della sua scadenza. Lo ha reso noto il portavoce del gruppo, Hazem Qassem, riportato da Al-Araby Tv, aggiungendo che non ci sono trattative in corso per una seconda fase del cessate il fuoco.
Presidente Libano: "Solo Stato può decidere su sicurezza nazionale"
Il Libano non permetterà più a "nessun altro che non sia lo Stato" di assolvere al suo dovere nazionale di salvaguardare il territorio e i suoi cittadini. Lo ha assicurato il presidente libanese Joseph Aoun in un'intervista ad Asharq Al-Awsat.
Interrogato sulla reazione del Libano a un'eventuale aggressione straniera, Aoun ha ribadito che "è lo Stato a decidere", sottolineando che solo il governo libanese determinerebbe come mobilitare le forze dell'esercito e difendere il Paese.
Riferendosi al fatto che le forze israeliane sono rimaste in cinque punti del Libano meridionale, Aoun ha affermato che Israele avrebbe dovuto impegnarsi a rispettare l'accordo di cessate il fuoco e ritirarsi da tutti i territori di cui ha preso il controllo durante la guerra. Aoun ha aggiunto che il Libano sta dialogando con la Francia e l'amministrazione Trump "per fare pressione su Israele affinché si ritiri dai cinque punti".
Gaza secondo Trump, il video realizzato con l'AI con statue d'oro e resort di lusso
Il presidente Usa ha pubblicato su Truth e Instagram una clip in cui, grazie all'intelligenza artificiale, mostra come immagina la Striscia di Gaza grazie al suo intervento. Intanto, nella realtà, la guerra rischia di veder vacillare la tregua tra Israele ed Hamas e a Gaza regnano morte e distruzione. IL VIDEO
Guterres: "Tregua deve tenere, prossimi giorni saranno critici"
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha esortato Israele e il gruppo militante palestinese Hamas a rispettare l'accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, sottolineando l'importanza dei prossimi giorni, mentre termina oggi la prima fase della tregua.
"L'accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi deve essere mantenuto - ha dichiarato Guterres in comunicato alla vigilia della scadenza della prima fase del cessate il fuoco - I prossimi giorni sono critici. Le parti non devono lesinare gli sforzi per evitare una rottura dell'accordo".
Secondo i termini dell'accordo, i combattimenti devono rimanere sospesi finché entrambe le parti continuano a negoziare per la seconda fase. Secondo quanto riferito da fonti alla dopa, Hamas avrebbe rifiutato un'estensione della prima fase, insistendo invece per passare direttamente alla seconda. La seconda fase del cessate il fuoco è destinata a porre definitivamente fine alla guerra di Gaza, con il rilascio da parte di Hamas di tutti gli ostaggi rimasti e il completamento del ritiro dell'esercito israeliano da Gaza.
Guterres: 'tregua deve tenere, prossimi giorni saranno critici'
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha esortato Israele e il gruppo militante palestinese Hamas a rispettare l'accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, sottolineando l'importanza dei prossimi giorni, mentre termina oggi la prima fase della tregua.
"L'accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi deve essere mantenuto - ha dichiarato Guterres in comunicato alla vigilia della scadenza della prima fase del cessate il fuoco - I prossimi giorni sono critici. Le parti non devono lesinare gli sforzi per evitare una rottura dell'accordo".
Secondo i termini dell'accordo, i combattimenti devono rimanere sospesi finché entrambe le parti continuano a negoziare per la seconda fase. Secondo quanto riferito da fonti alla dopa, Hamas avrebbe rifiutato un'estensione della prima fase, insistendo invece per passare direttamente alla seconda. La seconda fase del cessate il fuoco è destinata a porre definitivamente fine alla guerra di Gaza, con il rilascio da parte di Hamas di tutti gli ostaggi rimasti e il completamento del ritiro dell'esercito israeliano da Gaza.
Scade l'accordo, braccio di ferro tra Israele e Hamas
Tra Israele e Hamas è muro contro muro, con il primo che vuole prolungare di altri 42 giorni la prima fase dell'accordo di tregua, e il secondo assolutamente contrario e pronto a rilanciare. Tra affermazioni anonime da una parte, dichiarazioni pubbliche dall'altra, e rivelazioni fatte filtrare dall'Egitto, di fatto al Cairo il tavolo dei negoziati aperto giovedì non promette decisioni immediate. A fare la differenze presumibilmente sarà l'arrivo in Medio Oriente la prossima settimana del segretario di Stato Usa Steve Witkoff, che avrebbe dovuto esserci già mercoledì scorso ma ha dovuto rinviare per il dossier Ucraina. Nel frattempo gli israeliani hanno vissuto una settimana di lutto, partecipando a migliaia lungo le strade ai cortei funebri prima della famiglia Bibas, poi degli altri ostaggi restituiti senza vita da Hamas. Mentre a Gaza, dove da sei settimane tacciono le armi, gli sfollati sperano nell'arrivo di roulotte e strutture che migliorino le condizioni di vita. Sabato scade la prima parte dell'intesa partita il 19 gennaio che ha fermato i cannoni e riportato a casa 33 ostaggi israeliani - 25 vivi e 8 morti - e 5 thailandesi. Se non ci saranno passi avanti, domani sarà il primo Shabbat in cui nessun rapito sarà liberato da quando il piano è stato firmato a Doha. Restano prigionieri a Gaza in 59, soldati e civili, 24 potrebbero essere ancora vivi. Due funzionari del governo di Gerusalemme hanno detto che l'intenzione del primo ministro è di prolungare la prima fase dell'accordo con lo schema seguito finora: Hamas libera tre ostaggi a settimana in cambio della scarcerazione di detenuti palestinesi. Fonti di Hamas hanno dichiarato a Haaretz che gli ostaggi rappresentano "un'importante carta vincente" e non saranno rilasciati tutti finché non ci sarà una chiara posizione israeliana sulla fine della guerra. Ma ci sarebbero comunque altre forme di compromesso di cui l'organizzazione fondamentalista ha parlato con i Paesi mediatori. A cominciare dallo scambio di rapiti malati e morti con carcerati. Intanto venerdì mattina fonti del gruppo terroristico hanno spiegato al quotidiano Asharq al Awsat che, indipendentemente dal fatto che la fase A venga prorogata o che inizi la fase B, chiederanno a Israele di rilasciare "più detenuti" in cambio della liberazione degli ostaggi rimasti nella Striscia. Hamas, che ha definito 'militari' tutti i rapiti ancora in cattività (di fatto i soldati sono 19 e 5 i civili), ritiene che "i criteri del rilascio debbano essere diversi da quelli stabiliti a gennaio, perché il prezzo dovrà essere proporzionale". I signori di Gaza potrebbero chiedere la scarcerazione di 150 detenuti palestinesi condannati per terrorismo in cambio di ogni singolo ostaggio.