"Quello che è successo in Siria è stato progettato nelle sale di comando di Stati Uniti e Israele" afferma la Guida suprema dell'Iran. Il leader ribelli jihadist Al-Bashir: "Garantiremo diritti a tutti gruppi religiosi". In 48 ore 480 raid di Israele per smilitarizzare la Siria dopo la caduta di Assad. Distrutti i caccia e la flotta. "Ho autorizzato a bombardare le armi siriane affinché non finiscano nelle mani dei jihadisti", ha spiegato Netanyahu
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"Quello che è successo in Siria è stato progettato nelle sale di comando di Stati Uniti e Israele". Lo afferma la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei. "Sì, un governo che è (di un Paese) vicino alla Siria ha avuto un ruolo ovvio a questo riguardo e ancora lo ha, tutti lo possono vedere", ha aggiunto Khamenei, come riferisce Mehr, durante un discorso a Teheran a cui partecipano centinaia di persone.
L'alleanza guidata dagli islamisti che ha preso il potere in Siria "garantirà" i diritti di tutti i gruppi religiosi. Lo dice il capo del governo di transizione siriano, Mohammad al-Bashir, invitando i milioni di profughi fuggiti dalla guerra a tornare nel Paese.
In 48 ore 480 raid di Israele per smilitarizzare la Siria dopo la caduta di Assad. Distrutti i caccia e la flotta. "Ho autorizzato a bombardare le armi siriane affinché non finiscano nelle mani dei jihadisti", dice il premier Netanyahu. Condanna di Iran e Turchia: "Incursioni illegali". Telefonata di Erdogan con Meloni: "In Siria una aggressione israeliana. Preservare l'integrità territoriale e eliminare il terrorismo". La Casa Bianca annuncia per venerdì una riunione straordinaria del G7 presieduto dall'Italia.
Gli approfondimenti:
- Siria, caduta del regime di Assad: festeggiamenti per le strade di Damasco
- Bashar al-Assad, chi è il presidente della Siria "cacciato" dai ribelli jihadisti
- Abu Muhammad al-Jolani, il ritratto del leader dei ribelli jihadisti in Siria
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Abu Muhammad al-Jolani, il ritratto del leader dei ribelli jihadisti in Siria
Una marcia clamorosa e inaspettata, cominciata 10 giorni fa dalla remota regione nord-occidentale di Idlib al confine con la Turchia, che ha travolto roccaforti governative, russe e iraniane come Aleppo e Hama. Fino alla conquista di Damasco e la "fuga" di Bashar al-Assad, il presidente della Siria da un quarto di secolo al potere dopo averlo ereditato dal padre Hafez per 30 ai vertici del regime. La Siria è ora nelle mani dei ribelli a guida islamica che esultano, parlando dell'inizio di una "nuova era” dopo la caduta del regime dopo 50 anni di governo del partito Baath. Il capo delle milizie Hayat Tahrir al-Sham - Abu Muhammad al-Jolani - ha ordinato alle sue forze di non avvicinarsi alle istituzioni pubbliche della capitale, "che rimarranno sotto la supervisione dell'ex primo ministro fino a quando non saranno ufficialmente consegnate”. Ma chi è il capo del gruppo armato Hts? IL PROFILO

©IPA/Fotogramma
Trovato morto in carcere il celebre attivista siriano Mazen al-Hamada
Era diventato il simbolo dei crimini commessi dal regime di Assad. Il suo corpo è stato trovato con segni visibili di tortura. La sua odissea era iniziata durante i primi anni della rivolta siriana, nel 2011 e nel 2012, quando venne arrestato più volte. LEGGI QUI
L'Ue sull'asilo ai siriani: "Le decisioni sono di competenza degli Stati membri"
La Commissione ha ribadito di essere "in contatto con i singoli Stati e con l'Unhcr per avere un dialogo strutturato". Il portavoce ha poi ricordato che l'Ue al momento "non dispone di una lista comune di Paesi sicuri" verso i quali effettuare i rimpatri. I DETTAGLI
La bandiera dei ribelli jihadisti issata sulla ambasciata della Siria a Mosca
Lo hanno confermato diverse fonti internazionali, tra cui la Tass ed il New York Times. Il gesto, altamente simbolico, è stato compiuto proprio all'indomani della conquista del potere da parte dei ribelli jihadisti che hanno rovesciato in poco più di 10 giorni il presidente Bashar al-Assad. I DETTAGLI
Jolani: "Scioglieremo le forze di sicurezza del vecchio regime"
Il leader ribelle siriano Ahmad al-Sharaa, noto come Abu Mohammed al-Jolani, ha affermato che intende sciogliere le forze di sicurezza del regime del deposto presidente Bashar al-Assad. Il suo gruppo, Hayat Tahrir al-Sham, aveva già affermato che concederà un'amnistia ai militari e ora, in una dichiarazione scritta alla Reuters, che ne dà notizia nel suo sito web, al Jolani afferma che scioglierà "le forze di sicurezza del precedente regime" e chiuderà "la famigerata prigione". Al Sharaa ha anche detto che sta monitorando attentamente i possibili depositi di armi chimiche, coordinandosi con le organizzazioni internazionali per metterli in sicurezza, aggiunge la stessa fonte.
Non solo Assad in Siria: dalle Primavere arabe a oggi, i raìs deposti negli altri Paesi
Bashar al-Assad è solo l’ultimo degli autocrati che ha perso il potere negli ultimi 13 anni tra Africa e Medio Oriente: il primo fu il tunisino Zine el-Abdine Ben Ali, la cui caduta nel 2011 diede inizio alle Primavere Arabe. A seguire ci furono anche il libico Gheddafi, l’egiziano Mubarak, lo yemenita Saleh e il sudanese al-Bashir. LEGGI QUI
Guerra in Siria, Jolani: "L'Occidente non deve avere paura". VIDEO

Bashar al-Assad, il ritratto dell'ex presidente della Siria cacciato dai ribelli jihadisti
Dopo l'ingresso dei miliziani insorti a Damasco, il presidente è scappato dal Paese: è a Mosca, dove gli è stato concesso asilo. Al potere dal 2000, è laureato in Medicina e ha studiato oftalmologia a Londra. Ha iniziato la carriera politica dopo la morte del fratello Basil, primogenito del padre Hafez, rimasto al potere per anni. Negli ultimi giorni il suo regime è stato rovesciato dall'invasione di vari gruppi ribelli, tra cui forze jihadiste filo-turche. È accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. IL PROFILO
Iran: "Israele distrugge infrastrutture civili e militari in Siria"
"Il regime israeliano si è mosso per distruggere quasi ogni infrastruttura civile e di difesa in Siria. Ha anche occupato ulteriore territorio siriano in violazione dell'accordo di disimpegno del 1974 e della risoluzione 350 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Lo scrive nel suo account su X il ministro degli esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, affermando inoltre che "il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che ha la responsabilità primaria di fermare le aggressioni illegali, è ridotto a un osservatore ammanettato grazie all'ostruzione degli Stati Uniti". I vicini della Siria, così come il mondo arabo e musulmano e in effetti ogni Stato membro delle Nazioni Unite che si preoccupa dello stato di diritto, dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale non possono permettersi di rimanere indifferenti", scrive ancora Araghchi, sostenendo che "è fondamentale che i paesi della regione si mobilitino immediatamente ed efficacemente e uniscano le forze per fermare l'aggressione di Israele e la distruzione della Siria".
Il partito Baath di Assad sospende le sue attività
Il partito Baath dell'ex presidente Bashar al Assad, al potere in Siria per oltre 50 anni, ha annunciato la sospensione delle sue attività "fino a nuove ordine". La direzione centrale ha deciso di "sospendere tutte le attività del partito fino a nuovo ordine" e di "consegnare tutto l'equipaggiamento, i veicoli e le armi" al ministero dell'Interno siriano, ha riferito il segretario generale aggiunto del partito, Ibrahim al-Hadid, in un comunicato. "Tutti i beni e i fondi del partito saranno posti sotto la supervisione del ministero delle Finanze e le loro rendite saranno depositate presso la Banca centrale della Siria", ha aggiunto.
Siria, caduta del regime di Assad: festeggiamenti per le strade di Damasco
I residenti sono scesi in strada per festeggiare la caduta del regime dopo 50 anni di governo del partito Baath, mentre i gruppi ribelli annunciavano l'inizio di una "nuova era" in Siria. Gli insorti siriani Hanno annunciato la caduta del "tiranno" sugli schermi della televisione pubblica siriana. LE IMMAGINI
Non solo Assad, chi sono le altre personalità in fuga accolte da Putin in Russia
L'ormai ex presidente siriano non è l'unica personalità di spicco che ha trovato rifugio all'ombra del Cremlino dopo la fuga dal proprio Paese. Da Viktor Yanukovich, leader ucraino scappato dopo la rivoluzione di Maidan, a Edward Snowden. ECCO CHI SONO
Onu, in Siria identitificati da dicembre 52 campi minati
L'agenzia per gli affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha) afferma che i suoi partner in Siria hanno identificato 52 campi minati in tutto il paese dall'inizio di dicembre. Lo riferisce Al Jazeera online. Questi campi, afferma Ocha, stanno "limitando il movimento dei civili e ostacolando la consegna di beni e servizi" e sono particolarmente preoccupanti a causa degli alti livelli di sfollamento nel paese. Le Nazioni Unite hanno precedentemente affermato che dal 27 novembre, quando le forze ribelli hanno lanciato l'offensiva che ha rovesciato al-Assad, in tutto il paese sono state sfollate fino a un milione di persone.
Ex premier: "Ho provato a contattare Assad ma non ha risposto"
L'ex primo ministro siriano Muhammad al-Jalali ha affermato di aver tentato di contattare l'ex presidente Bashar al Assad domenica mattina, ma non ha ricevuto risposta. Al tempo stesso ha detto di non essere agli arresti domiciliri, così come gli ex ministri, tuttavia ha aggiunto di non essere in grado di comunicare con gli ex titolari dell'Interno e della Difesa, mentre l'ex ministro dei Trasporti ha lasciato la Siria. Lo riferisce al Arabyia online, secondo cui l'ex premier ha aggiunto che la situazione nella capitale è ormai stabile.
Siria, le immagini dal carcere di Sednaya dove venivano torturati i prigionieri
Dopo la caduta del regime, il carcere che si trova a una trentina di chilometri da Damasco - e che è stato definito da Amnesty un “mattatoio umano” - è stato aperto e i detenuti rilasciati. Migliaia di persone si sono radunate davanti alla prigione per avere notizie dei loro cari scomparsi. All’interno, le tracce di torture e impiccagioni. Trovato anche il cadavere di Mazen al-Hamada, famoso attivista siriano. LE FOTO

©Ansa
Israele: "Khamenei incolpi se stesso per aiuto ai terroristi"
"L'ayatollah Ali Khamenei dovrebbe incolpare se stesso" per aver investito nei gruppi armati "in Siria, Libano e Gaza per costruire le armi della piovra che dirige nel tentativo di sconfiggere lo Stato di Israele". Così il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha replicato alle accuse del leader iraniano a Israele e Usa di essere responsabili della caduta del presidente siriano Bashar al-Assad. In visita al confine con la Giordania con i capi dell'esercito, Katz ha a sua volta accusato l'Iran di voler creare "un fronte orientale" contro Israele.
Giornalisti israeliani entrano in Siria, prima volta dal 1973
Per la prima volta dalla Guerra del Kippur, nel 1973, giornalisti israeliani hanno attraversato il confine e sono entrati in Siria con le forze della divisione 210 nell'area di Tel Qudna, dove l'avamposto è stato abbandonato dall'esercito regolare dopo la caduta del regime di Assad. Nell'avamposto si trovano attualmente soldati della divisione 210, paracadutisti e mezzi corazzati, in posizioni avanzate dopo la decisione del governo di proteggere gli insediamenti delle alture di Golan dalla zona cuscinetto al confine. I giornalisti hanno trovato un quaderno di appunti di un soldato siriano contenente annotazioni in ebraico, che testimonia il tentativo di apprendere la lingua osservando le comunità israeliane vicine, riferisce l'emittente pubblica Kan. "Non siamo qui per conquistare, ma per difendere", ha dichiarato il colonnello israeliano Beni Kata, sottolineando l'impegno nel garantire la sicurezza dell'area dopo gli eventi del 7 ottobre
Ira di Zelensky: "Spero che Orban non chiami anche Assad"
"Ci auguriamo tutti che almeno Viktor Orban non chiami Assad a Mosca per ascoltare anche lui le sue lezioni lunghe un'ora". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo la telefonata del premier ungherese con Vladimir Putin. "Nessuno dovrebbe promuovere la propria immagine a spese dell'unità; tutti dovrebbero concentrarsi sul successo condiviso. L'unità in Europa è sempre stata la chiave per ottenerlo. Non si può discutere della guerra della Russia contro l'Ucraina senza l'Ucraina. Sono grato a Donald Trump e a molti leader Ue con cui stiamo già lavorando per trovare soluzioni giuste e forti per una vera pace".
Il leader dei ribelli siriani al Jolani: "La caduta di Assad è la salvezza della Siria"
L'Idf smentisce di essere arrivato alle porte di Damasco
"Le notizie secondo cui l'Idf è arrivato alle porte di Damasco non sono corrette, e la permanenza dell'esercito nella zona cuscinetto dipende da una decisione politica". Lo ha detto il portavoce dell'Idf in lingua araba, il colonnello Avichay Adraae, a Sky News Arabia, aggiungendo che "l'ingresso nella zona cuscinetto con la Siria sulle alture del Golan è stato fatto per garantire che gruppi armati non prendano il controllo della zona".
Erdogan: "La fine del regime apre la porta per la pace in Siria"
"Con la fine del regime Baath, in Siria sono state aperte le porte per la pace e la stabilità". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante un discorso ad Ankara trasmesso dalla tv di Stato Trt. Dopo avere difeso la scelta della Turchia di ospitare milioni di rifugiati siriani, Erdogan ha affermato che Ankara "guiderà attentamente" il loro ritorno in patria. "Non abbiamo mai lasciato soli i nostri fratelli e le nostre sorelle, sia nelle atrocità di Gaza che nella crisi siriana", ha aggiunto il leader turco, auspicando che "la nuova pagina in Siria sia di successo per i nostri fratelli e le nostre sorelle".
Siria, le immagini dal carcere di Sednaya dove venivano torturati i prigionieri
Dopo la caduta del regime, il carcere che si trova a una trentina di chilometri da Damasco - e che è stato definito da Amnesty un “mattatoio umano” - è stato aperto e i detenuti rilasciati. Migliaia di persone si sono radunate davanti alla prigione per avere notizie dei loro cari scomparsi. All’interno, le tracce di torture e impiccagioni. Trovato anche il cadavere di Mazen al-Hamada, famoso attivista siriano. LE FOTO
Udienza Papa: "Auspico stabilità per la Siria"
Report Migrantes, da Siria maggior numero rifugiati Europa
"Proprio in questi giorni è purtroppo tornata di attualità la situazione siriana. Il Report ci ricorda che già da anni la Siria, solo nel 2023 circa 183 mila richiedenti, è il principale Paese d'origine delle persone che cercano rifugio nell'Unione europea. In Italia, sono la seconda nazionalità di provenienza di chi arriva, in particolare, dalla rotta Mediterranea". Lo dice la Fondazione Migrantes, nel comunicato diffuso in occasione della presentazione dell'ottava edizione del Report sul "Il diritto d'asilo" presentato alla Pontificia Università Gregoriana.
Khamenei: "La caduta di Assad non indebolirà l'Iran"
L'indebolimento della "resistenza" anti-israeliana dopo la cacciata di Bashar al-Assad in Siria non diminuirà il potere di Teheran. Lo ha detto - ripreso dal Times of Israel - la guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, aggiungendo che alcuni, "ignari del significato della resistenza, immaginano che quando la resistenza diventa debole, anche l’Iran islamico diventerà debole. L’Iran è forte e potente e diventerà ancora più potente".
Secondo Khamenei, gli obiettivi degli "invasori sono diversi. Alcuni di loro cercano di impadronirsi delle terre della Siria settentrionale o meridionale e l'America cerca di rafforzare la sua posizione nella regione".
Al-Bashir: "Garantiremo diritti a tutti gruppi religiosi"
L'alleanza guidata dagli islamisti che ha preso il potere in Siria "garantirà" i diritti di tutti i gruppi religiosi. Lo dice il capo del governo di transizione siriano, Mohammad al-Bashir, invitando i milioni di profughi fuggiti dalla guerra a tornare nel Paese. "Proprio perché siamo islamici, garantiremo i diritti di tutte le persone e di tutte le sette in Siria", ha affermato al-Bashir.
Cremlino: Russia condanna gli attacchi di Israele
Il Cremlino ha condannato gli attacchi di Israele contro la Siria e l'ingresso delle sue truppe nella zona cuscinetto lungo le alture del Golan, affermando di voler vedere il Paese rapidamente "stabilizzato". "Gli attacchi, le azioni sulle alture del Golan e nella zona cuscinetto difficilmente contribuiscono alla stabilizzazione della situazione nella Siria già destabilizzata", ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.
Qatar: "Riapriremo presto l'ambasciata in Siria"
Il Qatar riaprirà presto la sua ambasciata in Siria: lo ha affermato il ministero degli Esteri qatariota in un post su X
Cremlino, 'basi in Siria? Per noi la priorità è l'Ucraina'
L'operazione militare in Ucraina rimane per la Russia la "priorità assoluta", anche se Mosca cerca di salvaguardare le sue basi in Siria dopo la caduta del presidente Bashar al Assad. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov rispondendo a una domanda se la situazione in Siria possa avere un impatto sugli sviluppi in Ucraina. "L'operazione militare militare speciale è una priorità assoluta per il nostro Paese, dobbiamo garantire gli interessi della nostra sicurezza, gli interessi del nostro popolo russo, cosa che faremo", ha detto il portavoce citato dall'agenzia Tass.
Siria, Cremlino: vorremmo vedere rapida stabilizzazione Paese
"Noi ovviamente vorremmo vedere una rapida stabilizzazione della situazione in Siria, in un modo o nell'altro, per avere successivamente una qualche prospettiva di portare la situazione in una direzione legale". Lo dice il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riferendosi alla posizione di Mosca sugli sviluppi in Siria. Lo riportano le agenzie russe.
Cremlino, 'raid Israele non aiutano stabilizzazione Siria'
Gli attacchi di Israele sulle alture del Golan e nella zona cuscinetto "difficilmente contribuiranno a stabilizzare la situazione in una Siria già destabilizzata". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Interfax.
Forze curde Siria, tregua a Manbij mediata da Usa con filo-turchi
Il capo delle forze a maggioranza curda che controllano vaste regioni del nord-est della Siria ha annunciato una tregua con i gruppi filo-turchi a Manbij, un'area prevalentemente araba, dove i combattimenti hanno causato 218 morti. "Abbiamo raggiunto un accordo di cessate il fuoco a Manbij con la mediazione americana", ha dichiarato Mazloum Abdi, comandante delle Forze Democratiche Siriane (Sdf) sostenute da Washington. Ha aggiunto che i combattenti del Consiglio militare di Manbij, affiliato all'Sdf, "si ritireranno dall'area il prima possibile".
Mosca, Assad è al sicuro in Russia, non aderiamo alla Cpi
Il viceministro degli esteri russo Serghei Ryabkov ha affermato a Nbc che l'ex dittatore siriano Bashar al-Assad è in Russia, "è al sicuro e questo dimostra che la Russia agisce come richiesto in una situazione così straordinaria", ha affermato. Alla domanda se la Russia consegnerà Assad al processo, Ryabkov ha risposto: "La Russia non è parte della convenzione che ha istituito la Corte penale internazionale".
Khamenei, 'ci sarà più violenza e morte nella regione'
"L'estensione della violenza e della morte coprirà l'intera regione più che in passato". Lo ha affermato la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, dopo avere detto che gli ultimi sviluppi in Siria, e la successiva caduta dell'ex presidente siriano Bashar Al Assad, sono frutto di un piano degli Stati Uniti e Israele. "Il fronte della resistenza è questo: più spingi, più diventa forte, più ti impegni, più diventa motivato. Più li combatti, più diventa ampio", ha aggiunto Khamenei, come riferisce Isna, durante un discorso a Teheran.
Khamenei, Usa e Israele dietro quanto accaduto in Siria
"Quello che è successo in Siria è stato progettato nelle sale di comando di Stati Uniti e Israele". Lo afferma la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei.
Siria: Russia conferma presenza Assad nel Paese,"E' al sicuro"
La Russia sta offrendo rifugio a Bashar al-Assad, avendo trasportato li' l'ex leader siriano "nel modo più sicuro possibile" dopo il rapido crollo del suo regime. La prima conferma di Mosca all'asilo concesso al presidente siriano è stata data alla Nbc dal vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. "E' al sicuro, e dimostra che la Russia agisce come richiesto in una situazione cosi' straordinaria", ha detto. "Non ho idea di cosa gli stia succedendo in questo momento", ha proseguito Ryabkov, aggiungendo che "sarebbe sbagliato da parte mia elaborare cosa è successo e come e' stato risolto". Alla domanda se la Russia avrebbe consegnato Assad per un eventuale processo, Ryabkov ha detto: "La Russia non è parte della convenzione che ha istituito la Corte penale internazionale". Mosca ha sostenuto la Siria sin dai primi giorni della Guerra fredda, riconoscendone l'indipendenza nel 1944, quando Damasco cercò di liberarsi dal dominio coloniale francese. L'Occidente vedeva la Siria come un satellite sovietico. Martedì il nuovo leader ad interim della Siria ha annunciato che avrebbe assunto la guida del paese come primo ministro ad interim con il sostegno degli ex ribelli che hanno rovesciato Assad. Separatamente, Ryabkov ha detto che la Russia sarebbe "sicuramente pronta a considerare" un altro scambio di prigionieri, simile allo scambio di agosto che ha coinvolto il giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich e l'ex marine statunitense Paul Whelan. Un nuovo accordo sarebbe "un sano passo avanti, soprattutto all'inizio della prossima amministrazione", ha detto Ryabkov, aggiungendo di non voler comunque "anticipare nulla".
Ministero Esteri India, 'evacuato 75 cittadini dalla Siria'
Il governo indiano ha evacuato 75 cittadini dalla Siria a distanza di due giorni dalla fuga dal paese di Bashar Assad e dal crollo del suo governo. Lo ha fatto sapere, in un comunicato diffuso questa notte, il Ministero degli Esteri di Delhi, che ha coordinato l'operazione in collaborazione con le Ambasciate di Damasco e Beirut. "Tutti i nostri concittadini hanno attraversato in modo sicuro il confine con il Libano e rientreranno presto in India con voli di linea", rende noto il comunicato, aggiungendo: "Il governo continuerà a monitorare la situazione costantemente; invitiamo gli indiani che restano in Siria a stare in contatto con l'Ambasciata indiana a Damasco".
Ribelli jihadisti siriani, 'presa Deir az Zor nell'est del Paese'
I ribelli siriani hanno annunciato di aver preso il controllo della città di Deir az Zor nell'est del Paese. L'Osservatorio siriano dei diritti umani ha riferito che le forze curde presenti in città si erano ritirate nelle località vicine prima che Deir az Zor cadesse nelle mani di combattenti arabi locali che si sono uniti ai ribelli che hanno destituito il regime di Bashar al Assad.
Siria: nuovo capo polizia, 'ripristineremo la sicurezza'
"Ripristineremo piena sicurezza e ordine". Lo ha detto ad Al Jazeera il nuovo capo della polizia in Siria, Fouad al-Shami, ex comandante delle forze dell'opposizione al regime. E' stato nominato dalla nuova amministrazione del Paese. "I nostri combattenti sono schierati per pattugliare tutta Damasco. Non ci fermeremo finché non saranno ristabiliti la sicurezza e l'ordine completi in ogni parte del paese" ha aggiunto. Nel frattempo - come riporta Al Jazeera - a Damasco la vita comincia a tornare alla normalità, banche e negozi hanno riaperto. Lo storico Hamidiyah Bazaar, chiuso per due giorni, è ora di nuovo affollato.