Covid, Fmi al G20: "Serve accelerare la consegna dei vaccini ai Paesi in via di sviluppo"

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"I Paesi del G20 hanno promesso più di 1,3 miliardi di dosi al Covax, ma finora ne sono state consegnate meno di 170 milioni", ha osservato Kristalina Georgieva, la direttrice del Fondo monetario internazionale. L'obiettivo, ha ricordato, è vaccinare almeno il 40% della popolazione mondiale entro la fine del 2021

Il G20 deve accelerare la consegna di vaccini al Covax, il programma dell'Onu per un equo accesso alle dosi anti-Covid. È il monito della direttrice generale del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva, che è intervenuta in vista del vertice di Roma del 30 e 31 ottobre (COSA C'È DA SAPERE - I LEADER - CAPITALE BLINDATA). "Serve un'azione immediata per aumentare le forniture di vaccini ai Paesi in via di sviluppo. I Paesi del G20 hanno promesso più di 1,3 miliardi di dosi al Covax, ma finora ne sono state consegnate meno di 170 milioni", ha sottolineato la numero uno del Fondo (GLI AGGIORNAMENTI SUL COVID - LA CURVA IN ITALIA).

"Ispiratevi alla Nuvola di Fuksas"

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Georgieva invita i capi di Stato e di governo delle nazioni più sviluppate a "trarre ispirazione dall'audace architettura della sede del meeting, conosciuta come La Nuvola. Proprio come l'architetto ha creato un impressionante nuovo spazio, i leader globali devono mettere in atto ora un'azione coraggiosa per porre fine alla pandemia e creare lo spazio per un'economia più sostenibile e inclusiva" (I LUOGHI DEL G20 - IL PIANO ANTI-COVID).

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Georgieva ha poi spiegato che "la pandemia rimane il più grande rischio al benessere economico, e il suo impatto è reso peggiore dall'ineguale accesso ai vaccini e dalla grande disparità nella potenza di bilancio". Ecco perché la numero uno del Fondo ricorda l'importanza di raggiungere almeno il 40% della popolazione mondiale vaccinata entro la fine del 2021 e il 70% entro metà 2022 (LE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA).

"Servono 20 miliardi di dollari in più"

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Secondo Georgieva, per riportare la campagna vaccinale in linea con questo traguardo, "il G20 dovrebbe fornire circa 20 miliardi di dollari in più per garantire il finanziamento di test, trattamenti, forniture mediche e vaccini". Si tratta, ha aggiunto, di "salvare vite e rafforzare la ripresa. Se il Covid-19 dovesse avere un impatto prolungato, potrebbe ridurre il Pil globale di 5.300 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni rispetto alle attuali previsioni" (LO SPECIALE SUL G20).

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