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Cesare Battisti, dal decreto di estradizione al rientro in Italia

4' di lettura

L'ex terrorista è stato arrestato in Bolivia. Conte: "Rientrerà in Italia da Santa Cruz". Con il Brasile il nostro Paese aveva già espletato tutte le procedure per estradarlo. Ecco come potrebbe concludersi una vicenda durata molti anni

Cesare Battisti (CHI È), l’ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo) è stato arrestato in Bolivia (IL VIDEO DEL PEDINAMENTO). Si sblocca così il processo per riportarlo, dopo anni di fuga, in Italia dove dovrà scontare le pene definitive emesse nei suoi confronti dalla giustizia italiana. Ma quali sono i prossimi passaggi che attendono Battisti? Come ha spiegato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, da Facebook, il rientro dell'ex terrorista in Italia avverrà con un volo in partenza dalla Bolivia e diretto a Roma. L'arrivo è previsto per la tarda mattinata del 14 gennaio. Le modalità dell’arrivo di Battisti in Italia restavano l’ultimo aspetto da chiarire. Ecco come potrebbe concludersi questa vicenda lunga ormai diversi anni. 

Caso Battisti, come si è arrivati al decreto di estradizione

Nei confronti di Cesare Battisti il procedimento di estradizione era stato già completato una prima volta in Brasile (Paese in cui Battisti è stato a lungo), nel 2009, su decisione del Tribunale supremo federale. Ma alla fine del 2010, nel suo ultimo giorno di mandato, il presidente Lula decise di non concedere l’estradizione. La procedura si è riaperta nell’ottobre 2017 quando il presidente Temer ha revocato a Battisti lo status di rifugiato dando quindi ordine di estradarlo in Italia. Battisti ha fatto ricorso e ha evitato il carcere, ma nel dicembre 2018, dopo l’elezione di Jair Bolsonaro, il Brasile ha annunciato: “Cesare Battisti deve essere arrestato per evitare il pericolo di fuga in vista di un'eventuale estradizione”. Il 14 dicembre la Corte Suprema brasiliana ha ordinato l'arresto e il presidente uscente Michel Temer ha firmato il decreto di estradizione.

Espulsione dalla Bolivia

Essendo già completate le procedure di fronte alla magistratura brasiliana, non erano previsti ulteriori passaggi in Brasile, né l’Italia deve compiere formalmente alcun atto perché l'intera procedura è stata già del tutto espletata e su Battisti gravano condanne definitive. Tra Italia e Brasile, inoltre, esiste un Trattato di estradizione, firmato nel 1989 e ratificato dal nostro Paese con la legge n. 144 del 1991 che regola la procedura (IL COMMENTO DI SALVINI A SKY TG24). “Sul piano tecnico, per quanto riguarda la procedura di estradizione non c'è più nulla da espletare: l'intero iter è già formalmente chiuso dal 2011", spiega l'ex direttore degli Affari di Giustizia del ministero di via Arenula, Raffaele Piccirillo, che seguì il dossier. Battisti però è stato catturato in Bolivia. E, dopo diverse ore dalla cattura, si è stabilito che l'ex terrorista rientri in Italia direttamente da questo Paese. "In questo modo, l'ex terrorista sconterà la pena che gli è stata comminata dalla giustizia italiana: l'ergastolo!", scrive su Twitter il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (LE REAZIONI POLITICHE).

Il carcere in Italia

Una volta riportato in Italia, Battisti sarà condotto nel carcere più vicino al luogo di atterraggio, poiché su di lui pende una condanna definitiva della Cassazione all'ergastolo per quattro omicidi - due in concorso e due come esecutore materiale - e per reati legati alla lotta armata (LE REAZIONI DEI FAMILIARI DELLE VITTIME).

Bonafede: "Battisti espulso da Bolivia, sconta ergastolo"

L'accordo tra il nostro Paese e il Brasile prevedeva però che Battisti non scontasse la pena dell'ergastolo, che nel Paese sudamericano è vietato dalla Costituzione. "Per questo l'Italia si è impegnata a garantire che non sarà applicato a Battisti. Questo è frutto dell'accordo, della cosiddetta 'condizione accettata', concluso il 5 e 6 ottobre del 2017", spiega Raffaele Piccirillo, ex direttore degli Affari di Giustizia del ministero, che seguì direttamente il caso quando ministro era Andrea Orlando. Per cui a Battisti, una volta estradato, "sarà applicata la pena massima di 30 anni". Ma, su questo punto, è intervenuto l'attuale ministro della Giustizia precisando che con l'espulsione di Battisti direttamente dalla Bolivia, si potrà applicare l'ergastolo.

Data ultima modifica 13 gennaio 2019 ore 18:45

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